495. Stamina, ovvero il diritto di essere ingannati.

può esistere un diritto di essere ingannati?

a me sembra un paradosso logico.

se so di essere ingannato, come posso essere ingannato?

eppure eccomo, eccoci, di fronte al paradosso di un inganno consapevole in chi lo subisce, che reclama anzi di esserlo, che manifesta per questo, e chiama questo inganno compassionevole.

* * *

prendiamo un esempio di questi inganni compassionevoli, a proposito del caso Stamina, dove pazienti disperati chiedono il diritto di essere curati con cure senza senso alcuno, e a spese del Servizio Sanitario Nazionale, naturalmente.

cito l’ultimo numero delle Scienze, fonte più che attendibile, direi.

2007: Davide Vannoni, dopo essere andato in Ucraina a curare un’emiparesi con infusione di cellule staminali parenchjimali, fonda la Re-Gene Srl e comincia i trattamenti a base di staminali.

2008: Claudio Font, diagnosi di Parkinson da solo tre anni, muore dopo le cure; aveva versato a Vannoni più di 40.000 euro

2009: Carmine Vonia ha una crsi epilettica dopo un’infusione di staminali e interrompe la cura, dopo avere aversato a Vannoni più di 20.000 euro.

2009: nasce Stamina Foundation Onlus

2010: 12 persone della Fondazione sono rinviate a giudizio per “somministrazione di farmaci imperfetti e pericolosi per la salute pubblica, truffa e associazione a delinquere”; i contributi della Regione Piemonte a Stamina sono bloccati

2011: Vannoni comincia a collaborare con l’Ospedale di Brescia, sulla base di una convenzione con la Regione Lombardia, che riconosce la “cura compassionevole”; è la famosa sanità lombarda, un’eccellenza nazionale, secondo Formigoni.

2012: un’ispezione dei NAS definisce il laboratorio della Stamina “assolutamente inadeguato” e l’AIFA blocca i trattamenti in corso.

2012: i trattamenti riprendono a seguito, in alcuni casi, di sentenze dei Giudici del Lavoro

2013: le Iene sposano il caso e comincia una campagna della destra a favore della truffa contro i pazienti: le televisioni berlusconiane sono abituate a condurre campagne antiscientifiche.

del resto una delle sparate più famose e dimenticate di Berlusconi `?e che avrebbe debellato il cancro in tre anni.

* * *

se gli uomini non volessero essere ingannati, potrebbero esistere la fede e i partiti politici?

qualcosa non torna nella mia visione del mondo.

non avevo mai creduto che si potesse scegliere la menzogna per puro opportunismo; eppure avrei dovuto dubitarne.

allora dico meglio: che gli uomini siano menzogneri non faccio fatica ad ammetterlo in generale, anche se poi mi trovo sempre in difficoltà a riconoscere il caso concreto.

ma non credevo che si potesser scegliere la menzogna di fronte alla morte.

* * *

la menzogna pietosa è quella che nasconde al condannato la morte (ma tutti lo siamo, è solo questione di tempo): non capisco perché consideriamo pietoso questo inganno; troverei più pietoso insegnare a morire.

nella mia vita mi sono trovato purtroppo varie volte a vivere direttamente il problema; non me la sono sentita di imporre a chi stava per morire la mia cruda visione di realtà, ma neppure di imporre a me di mentire; abbiamo scelto, dove non si poteva fare diversamente (e nessuno ho incontrato veramente capace di farlo) la strada del silenzio, piuttosto.

e c’è chi chiede allo stato di pagare per questo il suo compassionevole inganno, il suo aggrapparsi alla speranza che non tutto sia perduto.

come se fosse una medicina.

* * *

un popolo che pensa così, non crede alla scienza, evidentemente; e avrà le sue ragioni se non si fida dei medici, considerato come vengono selezionati per clientelismo i posti di comando nella struttura sanitaria.

come, per constatazione diretta, venga abitualmente PUNITO il merito anche lì dentro e premiato il CARRIERISMO.

quindi, che motivo potrebbero avere gli italiani di fidarsi dei medici che dicono che il metodo di cura Stamina è una bufala? per loro anche tutto il resto lo è, e vale tanto un primario quanto Padre Pio.

* * *

su questa ignoranza vegeta la chiesa cattolica, e papa Francesco non fa eccezione.

un programma televisivo, opportunamente intitolato Le iene, riferisce che ha telefonato ai genitori di due bambini che chiedono che i loro figli siano curati con il metodo Stamina.

dicono i genitori:

“Cosa posso fare per voi?” ci ha chiesto.

Io gli ho spiegato che non è giusto che un ospedale abbia liste d’attesa così lunghe, con già alcuni bambini morti e che non vorrei che la prossima sia Noemi.

‘Padre non ci abbandoni’, gli ho chiesto”.

“Io non vi abbandono” avrebbe risposto Bergoglio, secondo il racconto dell’uomo.

Il Papa avrebbe aggiunto:

“Parlerò con il ministero della Salute, prego per Noemi e prego per voi”.

Poi il padre di Noemi ha aggiunto:

“Alle 19:30 mi ha richiamato il segretario del Pontefice, e mi ha detto che Papa Francesco alle 19 si è messo in preghiera per Noemi”.

c’è solo da sperare che sia tutto falso.

e invece no: i giornali locali bresciani riferiscono questa mattina che papa Francesco, Dio lo perdoni, ha davvero telefonato all’opsedale di Brescia.

* * *

non voglio aprire un discorso su questo papa, che forse non è responsabile delle porcherie argentine che gli vengono attribuite (un recente libro lo scagiona), però non mi convince del tutto.

il privilegio dell’età mi consente di avere un ricordo personale diretto di papa Giovanni XXIII e del suo modo di essere: vi era una immediatezza dei gesti che qui non ritrovo, e una profondità umanistica di pensiero che sapeva farsi semplicità, senza perdere le proprie radici culturali profonde.

papa Giovanni vide, ad esempio, in Padre Pio un mistificatore, e lo fece segregare: ora saranno santi tutti e due, ma la Chiesa ci dovrebbe spiegare chi dei due aveva ragione e chi torto.

in papa Francesco trovo una certa superficialità non solo di pensiero, ma anche di sentimento; il sospetto è che la ricerca della popolarità prevalga, anche soltanto inconsciamente (non voglio accusarlo di mistificare), e che la bontà esibita sia più forte della bontà sentita.

perchè una bontà vera si sarebbe informata prima di fare passi falsi.

* * *

l’articolo scritto benissimo sull’ultimo numero delle Scienze, che fa una grande chiarezza sul caso Stamina è di Silvia Bencivelli; la rivista è ancora in edicola e invito a comperarle chi fosse interessato ad approfondire l’argomento.

Silvia collega il caso Stamina al dilagare mondiale di una medicina show, pesantemente commercializzata, che si avvale di tecniche pubblicitarie disinibite allo scopo di realizzare profitto sulla pelle dei pazientie vede in questa storia il tentativo di affaristi senza scrupolidi rompere le barriere protettive dello Stato per rivolgersi direttamente a cittadini dinsinformati e manipolati: grande metafora, aggiungo io, del futuro neo-barbaro che ci aspetta.

attraverso Stamina si sta realizzando un tentativo di far uscire l’Italia dalle regole europee sui farmaci, per introdurre una de-regolametazione selvaggia sul modello del Messico e della Cina.

la somministrazione di cellule staminali condotta da Stamina in diverse strutture pubbliche del nostro paese sulla base di convenzioni locali è già in violazione della normativa europea.

“Allo stato attuale delle conoscenze, le cellule staminali mesnchimali non si sono dimostrate utili per la cura delle malattie per le quali Stamina” le utilizza.

non si trasformano in neuroni, e quindi non possono curare un cervello malato, e non si possono trapiantare iniettadole semplicmente in vena o nel midollo spinale.

l’Ufficio Brevetti statunitense, al quale Stamina si è rivolta per avere un riconoscimento del suo metodo, ha rifiutato di brevettarlo con le motivazioni appena dette qui sopra.

Il Ministero della Salute ha stanziato 3 milioni di euro per verificare il metodo, ma Stamina rifiuta di comunicare i protocolli che segue, sostenendo che si tratta di segreti industriali, anche se non ancora brevettati.

nel frattempo è cominciata anche la diffusione di costose creme per la pelle a base di “staminali”; staminali è la parolina magica che spalanca tutte le porte, ed è l’equivalente dell’elisir di lunga vita di Cagliostro: c’è tutta una tradizione nazionale da mantenere!

* * *

per fortuna le creme cosmetiche che dovrebbe cancellare le rughe e la vecchiaia non fanno danno, forse, ma la pretesa che noi paghiamo le tasse per finanziare questi avventurieri è veramente eccessiva.

anche se Le Iene e le iene non sono d’accordo.

18 risposte a “495. Stamina, ovvero il diritto di essere ingannati.

  1. faccio un esempio banalissimo ma i cui meccanismi psicologici sono simili.

    sono diventato calvo molto giovane ma mentre il processo avanzava ho speso ingenti somme affidandomi alla fiala miracolosa del momento.
    dopo la lozione,l’effetto placebo mi faceva addirittura vedere una certa ricrescita nelle zone scoperte…….e cosi di fiala in fiala di lozione in lozione diventavo sempre piu’ calvo ma euforicamente speranzoso.

    peccato che il cavaliere non era ancora un uomo pubblico,altrimenti avrei anche io colorato di marrone le zone spoglie.semplicemente l’uovo di colombo…!!!

    • vedi che sei molto meglio informata e competente di quel che dici? inoltre sai anche il tedesco…, complimenti.

      l’articolo è molto interessante; mi era sfuggito a suo tempo (è del 2009) e ignoro gli sviluppi successivi.

      dall’articolo non si comprendono le motivazioni, tranne forse tra le righe che queste versioni speciali del vaccino, riservate ad una parte ridotta della popolazione (militari e impiegati statali, oltre che politici), probabilmente hanno meno rischi di effetti collaterali negativi.

      il vero scandalo ancora maggiore, secondo me, è però quello della vaccinazione di massa, imposta dalle grandi industrie farmaceutiche che ci lucrano miliardi: questa campagne di vaccinazione (come scritto anche nell’articolo, riportando le dichiarazioni di una associazione medica tedesca) presentano in generale rischi superiori a quelli che vorrebbero combattere.

      e costano alle casse pubbliche somme enormi.

      proprio in Germania, e mi pare appunto nel 2009, la moglie di un insegnante che lavorava con me morì in pochi minuti per una iniezione antiinfluenzale.

      • A me è venuto da pensare che se tengono nascoste delle informazioni l’intenzione per cui le tengono nascoste non deve essere dei migliori….perché un detto antico della saggezza popolare recita: male non fare, paura non avere.

  2. Però potrebbe esistere il diritto ad essere ingannati senza saperlo (ovvero, il diritto a non sapere di essere ingannati). Lo esercitiamo ogni giorno.

    Certo, non mi sarei mai aspettato di dover rivalutare la Chiesa “istituzionale” dinnanzi ai vari casi Padre Pio, Medjugore (santuario spacciato come tale ma non riconosciuto da nessuno, tranne italiani e croati nazionalisti)….

    Anche la sen. Elena Cattaneo ha scritto bene su stamina: http://www.personaedanno.it/index.php?option=com_content&id=42495&catid=154&Itemid=401&mese=04

    Sul caso comunque potremmo aprire un interessante dibattito giuridico-medico al confine… di tutto! Pur essendo anche io convinto che sia una gran bufala, devo dire che gli argomenti per autorizzare una terapia “d’urgenza” potrebbero avere un loro fondamento. Quello di una “scommessa”. Certo, questa non è né scienza, né cura.

    • che noi siamo ingannati ogni giorno senza saperlo in varie occasioni mi sembra pacifico, ma che questo poi sia un nostro diritto, mi pare stupefacente, o forse andrebbe argomentato meglio.

      non è ancora apparso alcun don Milani all’orizzonte a spiegarci che la verità non è più una virtù e che è preferibile la menzogna.

      su Padre Pio, veramente la chiesa istituzionale ha cambiato radicalmente posizione nell’arco di 40 anni e si è passati dalla reclusione nel monastero voluta da papa Giovanni XXIII al trionfo più bieco della superstizione e alla santificazione imposta da papa Woitila e proseguita dai successori: quindi garanzie da parte della Chiesa non ne vedo…

      trovo sconcertante assai l’idea di scommesse senza fondamento sulla pelle dei malati, anche alla luce degli esempi infausti riportati.

      in sostanza: dissenso su tutta la linea, tanto per cambiare, ma soprattutto argomentazioni che non riesco proprio a capire e che esulano dalla mia forma mentis.

      e non solo dalla mia (altrimenti comincerei a dubitare di me stesso) ma di tutti o quasi gli ambienti scientifici.

      che mi aspetterei trovassero qualche appoggio da parte della intellettualità che si definisce Democratica, e non si trovassero a dover combattere anche contro di loro.

      caro red, mi stai dando uno spaccato della cultura della tua generazione che trovo semplicemente alllucinante: credo che si sia proprio rotto un legame storico e culturale tra generazioni.

      lezione dura, ma istruttiva per me.

      devo dire che se la cultura Democratica è quella che mi stai esponendo tu, nessun dubbio è possibile sul fatto che l’originale berlusconiano è molto meglio.

      insomma, mi pare che abbiate perso completamente ogni punto di riferimento che giustifica la vostra esistenza e che farfugliate cose confuse e incoerenti, per cui meglio un quadro concettuale compatto, almeno.

      che disastro storico una sinistra che si è completamente suicidata.

      – capisco anche che questo discorso ti sembrerà parte incomprensibile, parte provocatorio, e non vuole esserlo; ma sono venuti meno i presupposti stessi di un dialogo tra chi dice di essere di sinistra a trent’anni come te, ma non sa più dire perché, e chi è di sinistra con trent’anni di più sulle spalle.

      certamente, se non capite più la sinistra di trent’anni fa, però qualche dubbio sul fatto di essere voi ancora di sinistra dovrebbe pure venirvi…

      • Bhè, direi che è comprovato o quasi che spesso l’ignoranza e l’inganno aiutano a vivere una vita più serena. Senza entrare in ambito politico, pensa solo ai farmaci placebo: evidentemente, se sapessi che non servono a nulla, allora sarebbero senza alcun effetto.
        Il che non vuol dire che la verità non sia più una virtù. Ma potrebbe voler di che la verità (individuale) non è un dovere.

        Quanto alla terapia: io dico semplicemente che, posti di fronte ad una morte certa, forse non è peregrina l’idea di lasciar scegliere la possibilità d’una alternativa.
        Ricordi la scommessa di Pascal? All’anima conviene comunque scommettere sull’esistenza di dio, perché non può perdere. Allora, al corpo di un condannato a morte (“condannato”, nel senso che non ha terapie possibili) conviene scommettere su una terapia, per quanto improbabile.
        Se soffrissi di metastasi ed uno stregone africano preparasse un intruglio, perché non provarlo?
        In fondo, questa scommessa è anche alla base della sperimentazione clinica: altrimenti dove troveremo volontari?
        Ma anche questa è una scommessa individuale, non generale né scientifica. Insomma, io non sto legittimano stamina. Dico semplicemente che, a livello individuale, la cosa non è sconcertante.

        • ma red, non stiamo parlando dei comportamenti individuali, non mi permetterei mai…

          ho appena raccontato in un altro commento che cosa mi trovai a fare nel caso disperato di mia madre, mandata a casa a morire per un cancro secondo terminale secondo i medici curanti: col medico curante sospendemmo tutte le terapie ufficiali e facemmo una “cura compassionevole” di acqua distillata, che le dava la sicurezza psicologica di essere curata e le salvò la vita per quattro anni quasi tutti dignitosi, fino a che non fu stroncata da un’altra grave malattia che aveva.

          quando mia madre stava oramai visibilmente per morire in condizioni orribili (le si era aperta completamente una gamba nel senso della lunghezza per eccesso di liquido che il corpo non riusciva più a smaltire) io quella notte, mentre il medico non c’era, riuscii a imporre alla suora una dose massiccia di morfina, che lei voleva rifiutarle perché le abbreviava la vita.

          sia il primo sia il secondo comportamento sono e restano strettamente privati: fanno parte delle scelte – la seconda molto dolorosa, credimi – che sono del tutto personali, e non mi sentirei mai di farne una legge morale per nessun altro: ognuno si regoli come crede, ci mancherebbe.

          ma qui non stiamo discutendo di questo, cioè dei comportamenti privati e delle scelte personali; come mai fai questa confusione?

          stiamo discutendo se il Servizio Sanitario pubblico debba farsi carico di queste cure, permettendo a dei truffatori organizzati di lucrare sulla disperazione delle persone.

          veramente questa tua posizione non cessa di stupirmi.

          per chiudere: la verità non è certamente un dovere privato o individuale, ma è certamente una virtù pubblica da mantenere ad ogni costo.

          altrimenti perché mai ci opponiamo a Berlusconi (almeno io? ma nonostante tutto anche tu, credo?)

          • Ma infatti io non ho mai detto che il servizio sanitario debba garantire l’accesso al metodo stamina!
            Dove lo trovi scritto?

            Io ho detto esclusivamente, che -anche dal punto di vista giuridico- si apre uno spazio di “scommessa” oltre-scientifica particolarmente interessante e, per certi versi -anche giurdicamente- comprensibile.
            Discorso molto più ampio che andrebbe ricollegato a tutta la tematica del “consenso informato” ed a che senso vogliamo dare a queste informazioni. Ma che certo non si estende fino ad implicazioni di politica pubblica.

            Ho detto anche io stesso che la verità è una virtù, ma (pur nelle variegate definizioni di verità) non è in alcun modo pensabile che essa possa essere imposta. Così, di fronte al più ostinato, dovremmo concludere che sì l’inganno è un diritto.

            • scusa, red, ma se mi parli “dal punto di vista giuridico” non stai più parlando di comportamenti privati necessariamente connessi ad una sfera individuale non valutabile, cioè extragiuridica.

              stai parlando di una regolamentazione collettiva, o no?

              ingannare non è affatto un diritto, perché non è un comportamento individuale, ma un comportamento che mette in relazione più soggetti fra loro e le relative modalità sono da regolamentare secondo interessi collettivi chiaramente riconoscibili; ma che giurista sei?

              forme specifiche di inganno come la truffa oppure la diffamazione o il falso in bilancio o la falsa testimonianza sono giustamente punite dall’ordinamento, e alcuni sono considerati anche reati piuttosto gravi.

              se ingannare fosse un diritto (ma solo a un italiano, perdonami, può venire in mente una aberrazione simile!) dobbiamo cancellare una bella parte del codice.

              – scusami una domanda diretta: ma mi stai prendendo per i fondelli e ti stai divertendo alle mie spalle per puro esercizio dialettico?

              la domanda è seria.

              • intanto io ho detto “essere ingannati”, non ingannare. e questo è prettamente individuale.

                quanto al punto di vista “giuridico”, no: non sto parlando di regolamentazione collettiva. altrimenti l’avrei scritto.
                certamente sai che il diritto non si compone sono delle “generali ed astratte” leggi, ma anche della loro concreta applicazione. individuale.
                la terapia stamina è stata infatti autorizzata da un giudice, con sentenza. e proprio a queste sentenze mi riferivo: sentenze che -per definizione!- hanno valore solo nel caso di specie e nulla più.

                • bene, il diritto di essere ingannati esiste: nessuno può essere condannato per essersi fatto ingannare, è chiaro: su questo concordiamo.

                  aspetto che tu mi spieghi come possa avvenire l’essere ingannato senza che qualcuno inganni, a parte i pochi casi privi di rilevanza giuridica, in cui uno si inganna da solo, e contento lui…

                  la legge si occupa e deve occuparsi di chi inganna.

                  chi spaccia Stamina sta ingannando e truffando persone disperate.

                  il diritto loro di attaccarsi a qualunque speranza per la paura di morire non esime lo stato non dico dal non favorire in alcun modo queste truffe, ma dal procedere contro chi consapevolmente sfrutta la situazione, dato che la legge si occupa di chi attivamente inganna e comprensibilmente lascia perdere chi si lascia ingannare.

                  la sentenza di quel giudice, se leggi articoli competenti sul tema, è una boiata, perché nel caso di specie ha applicato una normativa provvisoria senza accorgersi che era stata abrogata un anno dopo (v. articolo sulle Scienze, appunto).

                  • Io non capisco proprio perché tu continui ad attribuirmi cose che non ho detto, né ho intenzione di dire.

                    Che qualcuno inganni e lo Stato lo persegua, non è in contraddizione con fatto che qualcuno possa lecitamente, per quel che lo riguarda, esser ingannato.
                    E’ appunto il comportamento attivo che lo Stato punisce, non quello passivo.

                    La sentenza potrà essere errata, mica dico il contrario. Ma non è questo il punto del mio ragionamento: questo, come menzionato, riguarda una scommessa irrisolvibile. Ed è proprio questo che a me interessa: quando un giudice arriva a legittimare questa “scommessa” significa che siamo di fronte ad un punto critico dell’ordinamento. Punto critico, rispetto al quale probabilmente le norme esistenti mostrano un cedimento.

                    • adesso mi pare che basti: mi trovo di fronte ad una confusione concettuale senza precedenti o quasi:

                      commento 1 tuo: “potrebbe esistere il diritto ad essere ingannati senza saperlo (ovvero, il diritto a non sapere di essere ingannati)”.
                      sarebbero due diritti diversi fra loro (tra l’altro): ma quel che importa sottolineare è che qui tu parli di “diritto”, non di comportamento giuridicamente neutro; non stai dicendo che se uno si lascia ingannare sono fatti suoi, in altre parole che è un comportamento giuridicamente indifferente.
                      stabilisci “un diritto DI essere ingannati”, che ovviamente non si può esercitare senza un parallelo diritto di ingannare.
                      altrimenti avremmo il paradosso di un diritto di qualcuno che passa attraverso il reato di qualcun altro.

                      commento 2 tuo: il discorso viene spostato sul piano morale: “la verità (individuale) non è un dovere”.
                      d’accordo, ma che c’entra? stiamo parlando di “diritti”, non di etica.

                      commento 3 tuo: “non ho mai detto che il servizio sanitario debba garantire l’accesso al metodo stamina!”
                      già, non l’hai detto; ma non deriva linearmente dal DIRITTO (del malato) di essere ingannato, di cui al commento 1? – e a questo stesso commento?: “sì l’inganno è un diritto”.
                      se il malato ha il diritto di essere ingannato, lo stato deve assicurargli questo diritto, e quindi pagare anche cure inefficaci come Stamina, almeno secondo l’opinione ampiamente prevalente in campo medico e abbastanza ben documentata, a quanto se ne sa.

                      commento 4 tuo: “intanto io ho detto “essere ingannati”, non ingannare”.
                      intanto non è vero: al commento 3 hai parlato genericamente di diritto all’inganno.
                      ma ammettiamo che sia un’espressione infelice e che si intendesse un inganno passivo soltanto.
                      rimane l’obiezione mia di cui al commento 1 alla qualificazione dell’essere ingannato come “diritto”, anzichè come comportamento extragiuridico soltanto: se è un diritto va garantito, e dunque va attivamente sostenuto chi inganna.
                      la logica non pare ammetta letture diverse.

                      commento 4 tuo: “Che qualcuno inganni e lo Stato lo persegua, non è in contraddizione con – il – fatto che qualcuno possa lecitamente, per quel che lo riguarda, esser ingannato”.
                      sì, ma è in contraddizione col fatto che questa liceità venga trasformata in diritto addirittura.

                      no, non siamo di fronte ad un punto critico dell’ordinamento, a parte la sua lettura sbagliata da parte di un Giudice del Lavoro: siamo di fronte ad un punto critico della logica.

                      e ad una confusione irrimediabile fra neutralità giuridica di un comportamento (il farsi ingannare, che non definisce alcuna forma di complicità a carico dell’ingannato) e assunzione di questo comportamento come diritto soggettivo da tutelare.

                      fra parentesi la tesi del “diritto” del malato a farsi le cure che vuole a carico comunque del Sistema Sanitario nazionale, anche se giudicate inefficaci dalla comunità scientifica, è uno dei cavalli di battaglia storici del berlusconismo, fin dai tempi eroici del caso Bonifacio e delle sue presunte cure anticancro… e corrisponde ad una visione dei diritti individuali che non trovano alcuna regolamentazione pubblica: una vera e propria tesi da Casa delle Libertà anche mediche.

  3. @ redpoz.

    ma no, rispondi come ti viene spontaneo di fare.

    qui vige libertà di parola da entrambe le parti, ed è solo attraverso una franca discussione che a volte maturano una conoscenza o una comprensione migliori.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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