George Monbiot: il Guardian contro i super-ricchi.

premessa fuori tema, da saltare per passare al pezzo in neretto, dopo i tre asterischi… 🙂

da Stefano Fait e dal suo Blog Verso un mondo nuovo mi divide quasi tutto, e in particolare le autentiche sciocchezze che scrive sul clima, con ostinazione degna di migliore causa; anche qualche affinità apparente sull’analisi globale della situazione mondiale e sulla opposizione alle élites, che a ben guardare sembra accomunarci, è smentita invece da una visione culturale profondamente differente, per non dire antagonista.

aggiungeteci un paio di pesanti scazzi personali a distanza telematica: non che sia difficile averne con me, che ritengo che un confronto duro possa fare crescere chi vuole crescere più dei salamelecchi in fondo disinteressati e ipocriti, e mi muovo abitualmente di conseguenza; ma nel caso del nostro rapporto, questo scazzo è stata incompatibilità caratteriale e mentale e basta e nessuna nostalgia per un rapporto intellettuale che si è interrotto prima ancora di nascere.

tuttavia, come succede, anche Stefano Fait ha fatto qualcosa di utile, questa volta: ha tradotto questo importante articolo del Guardian.

riprendo quindi il post dal suo blog e per una volta lo ingrazio, tenendomi ancora bene a distanza e sicuro che non gliene frega niente della mia opinione – come a me della sua… 🙂

* * *

George Monbiot, “La vera minaccia per l’interesse nazionale proviene dai ricchi e potenti”

Guardian, 15 ottobre 2013

La sovversione non è più quella di una volta. Oggi non rappresenta una forza significativa. Gli stati nazione sono minacciati da qualcosa d’altro: l’eversione dall’alto, la super-eversione.

Questa assume forme diverse.

Una ci è già familiare, ma la tecnologia l’ha notevolmente migliorata: è la tendenza di agenti occulti e politici ad utilizzare lo Stato per ampliare poteri non democratici… [cita il caso della sorveglianza di massa]

In aggiunta a questi vecchi abusi troviamo ora i tentativi dei miliardari e dei loro luogotenenti di distruggere le funzioni dello Stato [cita il caso dello shutdown del governo federale americano, che ha costretto all’astensione dal lavoro centinaia di migliaia di impiegati pubblici].

Ciò avviene in nome di una classe che ha, di fatto, realizzato la sua secessione dal resto dell’umanità.

Svincolata dalla tassazione e dalla cittadinanza, vola da una giurisdizione all’altra in cerca dei paradisi più favorevoli per la sua ricchezza. Si è rimossa così completamente dalla vita della nazione che utilizza sporadicamente persino le sue strade. Eppure, attraverso la privatizzazione e l’esternalizzazione, ha catturato i servizi pubblici da cui tutti noi dipendiamo.

Tramite l’utilizzo di un sistema di finanziamento politico non riformato, con effetti devastanti, questa classe sovversiva (super-eversiva) esige che lo Stato smetta di regolare la vita pubblica, di proteggere, di intervenire.

Quando questo abbandono produce crisi finanziaria, il resto dei contribuenti è costretto a tirare fuori dai guai gli autori del disastro, che poi depositano i loro bonus nei paradisi fiscali.

L’accordo sullo scambio transatlantico…: il suo scopo è quello di creare un mercato transatlantico unico, in cui tutte le differenze normative tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea saranno gradualmente eliminate.

È stato negoziato in gran parte in segreto. Questa volta, non stanno solo cercando di abbattere le barriere del commercio internazionale, ma anche le “regolamentazioni tecniche, norme e procedure di approvazione”, in altre parole le nostre leggi, che riguardano la vita di tutti noi.

Un documento pubblicato lo scorso anno da due grandi gruppi di pressione industriali – la Camera di Commercio statunitense e Business Europe – spiega gli obiettivi del partenariato.

Avrà un “requisito pro-attivo”, quello di guidare i governi nella riforma delle loro leggi. Il partenariato dovrebbe “riunire le parti interessate e i regolatori per riscrivere assieme le nuove regole”.

Parti interessate è un eufemismo per multinazionali (e banche).

Lo hanno voluto e lo stanno ottenendo. Le nuove leggi sulla proprietà intellettuale che hanno a lungo richiesto, ma che i governi sovrani non avevano finora concesso – non da ultimo a causa della mobilitazione di massa – sono di nuovo sul tavolo, ma questa volta in gran parte inaccessibili alla protesta pubblica.

Così come la protezione dei dati, degli appalti pubblici e dei servizi finanziari.

Se qualcuno pensa che convincere il proprio governo a regolare i banchieri sia già abbastanza difficile, provi a immaginare cosa significhi appellarsi ad un accordo transnazionale mediato dalle multinazionali e “legittimato” dal consenso presunto di cittadini che non sono stati né informati né consultati.

Quest’accordo è un assalto diretto alla sovranità e alla democrazia.

* * *

analisi da condividere completamente, mi pare.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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