536. la prova definitiva dell’unicità della vita umana nella nostra galassia.

la prova della solitudine della Terra nella galassia sta finalmente in un articolo del Corriere dal titolo, oramai ricorrente come la canzone dell’estate, che dice esattamente l’opposto: Scoperto il pianeta extrasolare più simile alla Terra

si chiama Kepler-78b, dista circa 700 anni luce da noi e purtroppo solo un milione di km dalla sua stella e non 150 come noi: perfino Mercurio è una stazione climatica, al confronto, dato che ha una distanza media dal Sole di 58 milioni di km, giusto per rendere l’idea: insomma Kepler-78b sta quasi cadendo dentro la sua stella, tanto che le gira attorno in 8 ore e mezza.

avete capito benissimo: un anno su Kepler-78b dura 8 ore e mezza.

sulle temperature in queste condizioni non ci vengono comunicati dati: ma devono essere di migliaia di gradi o quasi, tenendo conto che su Mercurio la temperatura media è attorno ai 100 gradi (su Venere, lontana dal Sole circa il doppio di Mercurio, è molto più alta, attorno ai 460 gradi, per via dell’effetto serra).

in queste condizioni perfino parlare di pianeta roccioso potrebbe essere un eufemismo; sarebbe meglio dire che c’è una grossa palla di lava schizzata attorno a quella stella lontana.

dove sia la somiglianza con la Terra in definitiva lo sa solo il Corriere che la attribuisce alla consistenza e alla taglia: sarebbe come dire che io somiglio ad ogni altro animale sulla Terra che pesa 75 chili e ha un peso medio di 1 virgola qualcosa, compresi un cobra gigante o un pangolino.

* * *

ma la vera notizia non è certo qui: questo è soltanto un nuovo esempio della fissazione di Giovanni Caprara, che cura la sezione scienza del Corriere e crede agli extra-terrestri, più o meno come un testimone di Geova, cioè con la stessa assoluta certezza.

la vera notizia sta nascosta in un angolino dell’articolo in fondo e Caprara la riferisce senza rendersi affatto conto di tirare il colpo definitivo alla sua mania di annunciare ogni mese più o meno che è stato scoperto un pianeta simile alla Terra, anzi con l’aria di chi ripete che è solo questione di tempo e il pianeta simile davvero verrà scoperto prima dell’assassino di Yara.

provate a leggere con attenzione:

I pianeti extrasolari sono sicuramente ben più numerosi di quelli accertati.

Solo il satellite Kepler ha individuato 3.500 candidati ora attentamente valutati.

E proprio grazie alle sue osservazioni gli astronomi hanno stimato che nella galassia possano esserci addirittura 17 miliardi di pianeti extrasolari. 

addirittura 17 miliardi di pianeti nella Galassia, annuncia trionfante Caprara.

senza accorgersi che sono decisamente pochini per poter pensare di trovarne un altro simile al nostro (ammesso poi che su questo ipotetico pianeta gemello l’evoluzione non possa o debba avere percorsi anche completamente diversi per divergenze di piccoli fattori ma in realtà deteminanti, come avvenuto sulla Terra stessa in continenti diversi, senza che la specie umana comparisse altro che in uno, diffondendosi poi da quello negli altri).

e io dico: meno male che abbiamo finalmente un ordine di grandezza indicativo, che ci permette di escludere con sicurezza che una vita di tipo umano possa essersi ripetuta almeno in questa galassia.

e nelle altre? nelle altre non so, ma dico anche che nessuno può saperlo e che comunque non avrebbe alcun interesse se pure ci fosse qualcosa con cui è escluso qualunque scambio di informazione.

* * *

quanti sono gli esseri umani viventi attualmente sulla Terra? 7 miliardi e qualcosa.

quante possibilità ha ciascuno di noi di trovare un altro essere umano uguale a lui tra questi 7 miliardi?

nessuna, a meno che non abbia qualche fratello gemello.

insomma un numero di 17 miliardi è decisamente al di sotto della possibilità stessa di una ripetizione casuale di un insieme di fattori così complesso come la formazione di un pianeta di tipo terrestre.

a meno che non si trovi un meccanismo che spieghi un “parto gemellare” anche di pianeti…

* * *

però certamente la Terra un pianeta gemello ce l’ha già, ed addirittura in questo stesso sistema Solare, ed è quindi, per così dire, sulla porta stessa di casa.

è Venere: dimensioni simili, distanza da Sole inferiore soltanto di un terzo, anno più breve di un terzo soltanto.

eccolo, che andiamo cercando altrove?

ma atmosfera al 96,5% fatta di anidride carbonica e temperature di 460 gradi, pur con una irradiazione solare di un quarto di quella di Mercurio.

quando trovassimo davvero questo fratello gemello extra-solare, chi ci dice che non sia come Venere?

* * *

Venere è talmente gemella della Terra che ci indica la strada del futuro (speriamo lontano) del nostro pianeta:

All’inizio del sistema solare, l’atmosfera di Venere era probabilmente molto più simile a quella terrestre, e vi era una presenza abbondante di acqua sulla superficie.

Il progressivo aumento della radiazione solare causò un aumento dell’evaporazione, e siccome il vapore acqueo è un potente gas serra, si innescò un processo di feedback positivo.

Tale processo diventò sempre più rapido, fino a diventare incontrollabile: come risultato gli oceani di Venere evaporarono completamente, e le temperature al suolo raggiunsero valori di 1500 K.

In seguito la radiazione solare ha progressivamente fotodissociato il vapore acqueo in idrogeno e ossigeno.

L’idrogeno tuttavia non può essere trattenuto efficacemente da Venere, ed è stato progressivamente perso tramite processi di fuga atmosferica, mentre l’ossigeno rimasto si è ricombinato con il carbonio, portando alla composizione atmosferica odierna.

per quanto riguarda stelle come il Sole, in tempi astronomici, la loro tendenza è quella al progressivo aumento della temperatura (senza escludere oscillazioni e contro-tendenze in tempi più brevi); quindi in tempi lontani anche la Terra subirà lo stesso destino di Venere.

* * *

e quando questo sarà compiuto, il problema della ricerca di un pianeta simile alla Terra sarà finalmente risolto.

perché neppure la Terra sarà più un pianeta simile a se stesso….

30 risposte a “536. la prova definitiva dell’unicità della vita umana nella nostra galassia.

  1. non mi pare molto una prova 😀
    ma perché non lasciare la questione aperta? Una specie di forse Si forse No. Non è che per forza bisogna bollare un’idea come giusta o sbagliata.

    • se una idea è incerta, è certamente sbagliato definirla sbagliata, ma se è sbagliata è certamento sbagliato definirla incerta… 🙂

      in questo caso chi la vede sbagliata ha il dovere di argomentare; poi chi non è d’accordo argomenterá in senso contrario, è così, attraverso la discussione e lo scontro delle idee, che è necessario e vitale ai fini della conoscenza, che cresce la conoscenza; e sviluppare la conoscenza è un dovere più importante di qualunque altro.

      ecco perché continuo a dire la mia su questo tema; poi ogni argomento può essere ragionevolmente smentito, ma se non viene detto non potrà neppure esser smentito, non ti pare? 🙂

      non hai spiegato perché non trovi l’argomento convincente (ma per te non è neppure nuovo…).

      provo io a dire il suo punto debole e poi a spiegare perché questa debolezza è più apparente che reale…

      mi aspetto che qualcuno obietti che il numero delle combinazioni che definiscono il patrimonio di un essere umano nel DNA è molto più alto del numero delle combinazioni possibili nelle condizioni realtà di un pianeta.

      ed ecco perché l’argomento è fallace: perché, anche se la combinazione dei fattori è meno complessa, tuttavia rimane sempre talmente variabile da superare nettamente il numero dei 17 miliardi di possibilità.

      se ben ricordi, avevo già proposto un calcolo simile, proponendo di considerare solamente 6 fattori variabili determinanti ai fini dello sviluppo della vita in un pianeta (valutazione molto prudenziale) e che ciascuno di questi fattori potesse assumere 100 valori diversi di cui solamente uno compatibile con lo sviluppo di una vita umana: raggiungevamo un numero di probabilità pari a 100 elevato alla sesta, cioè a 10 alla seconda per sei, cioè a 10 alla 12esima.

      e sottolineo che abbiamo fatto delle ipotesi pesantemente sottostimate.

      eravamo arrivati al risultato che occorrevano mille miliardi di pianeti perché uno solo potesse avere le condizioni della vita della Terra e sviluppare delle forme viventi che poi potevano portare all’essere umano.

      eravamo cioè arrivati al risultato paradossale che la stessa vita umana sulla Terra è altamente improbabile, anzi praticamente impossibile: 17 probabilitá su 1.000!

      e non avevamo neppure risposto all’enigma per cui su questo stesso pianeta favorevole alla formazione della vita umana, questa poi si sia formata solmanete in un continente, l’Africa, e negli altri, teoricamente favorevoli, non ne sia comparsa traccia se non per immigrazione; anzi addirittura abbiamo unc ontinente, l’Australia, nel quale neppure la forma dei mammiferi si è mai generata…

      come si fa, in queste condizioni a pensare ragionevolmente, di trovare qualcos’altro di pensante come noi nella galassia?

      e poi, tutta questa ostinazione non serve forse a negare semplicemente la possibilità che noi siamo un incidente di percorso, qualcosa che ha deragliato dalle linee fissate per qualche errore che verrà presto cancellato?

      e se fossimo lo scemo del villaggio dell’universo che pensa che per forza l’intero pianeta universo sia pieno di scemi del villaggio come lui? 😦

      • se parli di universo e combini i numeri che mi hai indicato per la nostra galassia all’enorme numero di galassie conosciute non fai altro che indicarmi un’altissima probabilità che nell’universo esista almeno un altro pianeta come la Terra. Non sto dicendo identico, ma capace di sostenere vita di forma diversa ma simile a quella terrestre.

        • sì, ma sull’universo non mi esprimo in termini di certezza (contento?), dico soltanto che per ogni galassia il conto deve ricominciare da capo per arrivare comunque a stabilire, galassia per galassia, che la formazione di un pianeta compatibile con una vita di tipo umano in quella galassia è altamente improbabile; in altri temini il fatto che vi sia una probabilità su 60 al massimo in una galassia, non rende affatto più probabile la cosa nella galassia successiva: siamo di fronte ad un problema statistico come quello del lancio della pallina alla roulotte…

          e inoltre non dimenticare, cosa che abbiamo già visto altra volta, che la nostra galassia è anomala e molto particolare per dimensioni e stabilità e che nella maggior parte delle galassie esistenti non ci sono le condizioni per la formazione della vita stessa, non parlo di formazione di vita di tipo umano.

          piuttosto una cosa che mi incuriosisce: come mai tanta resistenza ad accettare questa ipotesi?

          secondo me potrebbe esserci un sottofondo religioso: la difficoltà di ammettere che l’uomo è veramente nato per caso.

          e ammetto che dopo averlo scritto la cosa fa paura anche a me…

          • se procediamo per deduzione come fai tu nel sostenere il contrario esiste in ogni galassia la probabilità che almeno un pianeta sia molto simile alla Terra. Infatti nella nostra abbiamo la certezza che sia così perché ci siamo noi. Se sommi tutti queste probabilità per tutte le galassie avrai la quasi certezza che ne esista almeno un altro di pianeta simile alla Terra nell’universo. Come vedi sia in questo caso sia nel tuo che sostieni il contrario c’è un errore di fondo. Non si può basare un metodo deduttivo su una parte infinitesimale del sistema a meno di non dare per scontato alcune ipotesi di omogeneità globale delle caratteristiche. Per questo dico che è una questione destinata a rimare aperta come è giusto che sia.

            che la galassia sia anomala non ti so dire molto. Quello che posso dirti è che al massimo conosciamo un pochino meglio al massimo una decina di galassie sui miliardi che ce ne sono. Mi pare un pochino per bollare la nostra come anomala.

            non c’è alcuna questione religiosa. Semplicemente non mi piace arrivare a conclusioni prive di fondamento 😀

            • nell’antropologia astronomica, se posso chiamarla così, siamo un po’ oltre Aristotele e i procedimenti deduttivi, che possono essere usati a scopo divulgativo e per comunicare sinteticamente dei concetti un poco più complessi, ma non per analizzare seriamente il problema.

              naturalmente io di galassie non so praticamente nulla, ma mi informo, e non dovresti avere dimenticato l’articolo di un esperto molto autorevole, Scharf, che sottolinea l’assoluta eccezionalitá e anomalia delle nostra galassia nell’universo: ne avevamo anche discusso un anno fa: https://bortocal.wordpress.com/2012/09/02/434-comera-verde-la-mia-galassia-25-000-anni-fa/

              alla luce degli studi di Scharf si può dire che il vero procedimento deduttivo è quello di chi moltiplica le possibilità di vita umana nelle varie galassie senza conoscerle e supponendo che siano tutte uguali, quando non è così.

              e tuttavia dico che una esclusione assoluta o quasi della ripetizione di una qualche forma di intelligenza umanoide nel complesso dell’universo non è così certa come l’impossibilità di un altro pianeta adatto ad una evoluzione biologica che porti ad una specie di tipo vagamente umano nella nostra galassia.

              tuttavia l’opinione di una studioso che dice che di galassie come la Via Lattea nell’universo ce ne sono davvero poche, anzi che essa potrebbe essere un unicum per alcune sue vistose anomalie, non è da buttare via tanto facilmente, secondo me… 🙂

              • se questo scienziato ha trovato il tempo per analizzare miliardi di galassie per scoprire che la nostra è anomala non possa che complimentarmi con lui. Ma io ricordo che fino a poco tempo fa in una galassia non sapevano nemmeno se ci fosse u

                • il tuo commento è partito non finito. 😉

                  che dirti? mi fido delle Scienze, che ha ospitato il suo contributo, come di uno dei massimi esperti mondiali del tema, e credo più a lui che a Caprara del Corriere della Sera, mi fido del procedimento per prova ed errore, mi fido della sua classificazione delle galassie e dell’insieme delle sue considerazioni che allora ho riassunto.

                  e non perché diano ragione alle mie osservazioni intuitive anche da un punto di vista tecnico…

                  avrei anche potuto finire di fronte ad argomenti inoppugnabili che mi davano drasticamente torto e allora avrei abbandonato le mie supposizioni e mi sarei trovato anche a dovere riconsiderare filosoficamente che cosa possa significare che l’uomo invece di essere il frutto casuale di una anomalia nell’universo sia talmente necessario da essere pronto a nascere quasi dappertutto… 🙂

                  per ora non è così, vedo; in futuro si vedrà: nonostante tutto quel che possiamo ragionare ci sono sempre più cose sotto il sole di quante la nostra filosofia possa anche soltanto immaginare…

                  però questo non è un buon motivo per dare per scontato quel che al momento pare fortemente improbabile.

  2. un buco nero al suo centro. Per non parlare della difficoltà che a volte incontrano solo per scoprire l’esistenza di una galassia e non analizzarla.

    • ops, eccolo, il pezzettino che mancava…

      una classificazione in base a colore e dimensioni non mi pare troppo difficile e credo possa essere svolta automaticamente da programmi adeguati, almeno per l’area più prossima…

      • e non mi pare abbastanza per una rigorosa analisi delle galassie soprattutto per questioni che riguardano alcuni loro particolari come un’unico pianeta. Sarebbe come studiare la Terra analizzando il suo colore. E’ un analisi molto superficiale 😀

        • 🙂

          su questo ti sbagli: proprio il colore della Terra la distingue da tutti gli altri pianeti, finora: mai sentito parlare del Pianeta Azzurro?

          se solo si trovasse un altro Pianeta Azzurro sarei pronto a cominciare a rimettermi in discussione… 🙂

          purtroppo per i pianeti lontani l’analisi del colore allo stato attuale non è possibile.

          ma, se lo fosse, per quello che ha occasionato il post, il colore non sarebbe certo azzurro.

          • non riescono nemmeno a determinare il colore di un pianeta a pochi anni luce e mi stai dicendo che sulla base di questi dati è impossibile che ci sia un pianeta simile alla Terra persino nelle altre galassie? Secondo me è una questione assurda 😀

            • non ho detto che è impossibile che ci sia un pianeta simile alla terra nelle altre galassie.

              ho detto che non avremo mai modo di verificarlo, il che rende la questione veramente poco interessante, e inoltre che la nostra galassia è una anomalia (ripetendo l’opinione di uno che studia galassie da una vita) e che nella maggior parte delle galassie a sentir lui mancano le condizioni per una vita planetaria stabile.

              ho detto che in queste condizioni la questione dell’esistenza di un altro pianeta simile alla Terra si restringe alla nostra, che del resto parrebbe, sulla base degli studi citati, una delle poche adatte ad ospitarlo.

              e che un semplice calcolo delle probabilità lo rende praticamente impossibile; senza considerare che sinora il nostro sistema solare appare anomalo e che il pianeta Terra, in pratica un pianeta doppio fondato sul sistema Terra-Luna, un caso unico.

              quindi personalmente sono convinto che nella nostra galassia non ce ne siano di altri pianeti così simili alla Terra da prevedere possibile su di essi una evoluzione biologica talmente mirata nella sua casualità da portare al riprodursi anche lì di un essere umanoide.

              mi sarà lecito esprimere questa convinzione in questi termini?

              perché mai dovrei tenere aperta una questione che a me pare ragionevole chiudere?

              e ovviamente in modo sempre provvisorio, e pronto a ricredermi quando arriveranno dei fatti a smentirmi; ma prima, no. 🙂

              e ovviamente continuerò a cercare di diffondere questa mia convinzione.

              non ti convinco? pazienza; il mio scopo non è di convincerti, del resto, ma di ascoltare se hai argomenti solidi per affermare il contrario e cambiare idea io, e a parer mio non ne hai; tanto meno ne ha Caprara che ripete il ritornello da decenni.

              ma se tu personalmente preferisci tenere aperta la questione (del resto aperta a nuovi dati di fatto anche per me), mica mi offendo… 😉

              • ma sulla base di quale studio dici che il sistema Terra-Luna è speciale? Non sappiamo assolutamente nulla sui satteliti dei pianeti extrasolari. Abbiamo scoperto solo qualche centinaio di pianeti di cui sappiamo praticamente nulla se non che forse esistono. Ci mancano ancora centinaia di miliardi di stelle solo nella nostra galassia che possono avere pianeti.

                • la Luna è una anomalia evidente nel sistema solare e inoltre il problema della formazione della Luna è tuttora irrisolto ed appare un autentico enigma scientifico.

                  basti pensare che la spiegazione meno fragile è costretta a ricorrere all’idea di un doppio impatto della Terra col materiale di un corpo celeste delle dimensioni di Marte: e quale, poi?

                  http://www.na.astro.it/uan/origineluna.htm

                  la Luna avrebbe esercitato un rallentamento della rotazione terrestre portandola da 4 ore alle attuali 24.

                  basta pensare che un pianeta simile alla Terra ma senza una storia simile potrebbe avere una velocità di rotazione molto più elevata, per capire che basta questo a impedire una evoluzione biologica di tipo terrestre.

                  il ruolo della Luna nella storia biologica del nostro pianeta (maree ed altro) è fondamentale; ma la Luna rimane il frutto di un evento così straordinario da non avere ancora trovato una spiegazione convincente.

  3. un pezzo è finito sopra 🙂 .

    ovviamente sei libero di credere a quello che vuoi ma secondo me sbagliano entrambi (per quanto siano illustri o abbiano la barba bianca) perché applicano male i criteri di deduzione partendo nelle proprie analisi dal risultato che vogliono ottenere e ricostruendo il processo che indicano come dimostrazione. Sarebbe bello avere una risposta ma a volte questo non è possibile e non sempre è utile prendere una delle possibilità e farne una legge fisica in attesa di essere smentita. E’ più giusto che resti una questione aperta.

    • l’ho già beccato infatti! e anche risposto. 🙂

      ma le questioni scientifiche sono sempre aperte, per definizione!

      neppure la teoria della relatività di Einstein è in cassaforte al sicuro dalle smentite.

      rimane il fatto che meglio conosciamo concretamente l’argomento, meno diventa probabile che vi possano essere altre forme di vita umana nell’universo.

      e chi fa divulgazione scientifica sui principali quotidiani italiani non si legge e non si informa e continua a divulgare baggianate di cinquant’anni fa, senza riferimenti agli studi più recenti e documentati.

      poi non confondere il povero dott. Scharf col sottoscritto: l’accusa di preconcetto riservala pure a me; io credo che lui sia assolutamente alieno da ricamarci su come faccio io… 🙂

      • si potrebbe benissimo dire il contrario. Fino a qualche anno fa non si conosceva l’esistenza di nessun pianeta extrasolare. Ora siamo riusciti a trovarne moltissimi con alcuni che presentano persino acqua. Cosa ti dice che tra 10 non si riesca a scoprire molto di più?

        ma perché deve per forza esserci una teoria da smentire? Lasciamo per il momento la questione aperta con entrambe le teorie sul tavolo. Sarà poi il tempo a decidere quale è la migliore. 😉

        • non mi risulta che finora sia stato scoperto un solo pianeta extrasolare del quale si possa dire con certezza che abbia dell’acqua: se ci fosse sarebbe il secondo Pianeta Azzurro.

          non c’e nessuna teoria da smentire perchè nessuno ha mai trovato finora fra i 1.000 e passa scoperti un pianeta anche solo lontanamente simile alla Terra.

          semmai, per smentire, aspettiamo che qualcuno venga a dirci di averne trovato uno 😉 😉 ;), fino a questo momento sarebbe fatica sprecata.

          io mi limito ad osservare che diffondere queste attese senza fondamento solido nella opinione pubblica è un atteggiamento da magliari più che da divulgatori scientifici.

          personalmente sono convinto che non ne troveremo, di pianeti in grado di sviluppare forme di vita umanoidi, e mi pare di averlo argomentato più che bene.

          poi mica devo fare del proselitismo e per fortuna non decido niente.

          la ricerca planetaria, se è questo che intendi, mica deve cessare per questo, dato che più conosciamo più impariamo per noi stessi.

          ma quando avremo capito o anche soltanto cominciato a dubitare che di vagamente intelligente nell’universo ci siamo solo noi, speriamo che nel frattempo non abbiamo finito di autodistruggerci, però.

          • un pianeta piccolo come la Terra non è rilevabile dagli strumenti attuali. Le tecniche di rilevazione indiretta per via spettroscopica hanno permesso in alcuni casi di ipotizzare la possibile presenza di acqua su qualche pianeta, in via del tutto probabile.

            • uffa: qui ti contraddici, assieme a Caprara.

              se fosse vero, allora come farebbero a scoprire tutti questi pianeti “simili alla Terra” anche nelle dimensioni?

              quel che dici era vero fino a pochi anni fa; da ultimo gli strumenti si sono affinati e di pianeti rocciosi relativamente piccoli si comincia a trovarne: ma sono o troppo grandi o troppo piccoli o troppo vicini alla teslla o troppo distanti, o troppo caldi o troppo freddi, e insomma anche a stare a questi parametri grossolani finora un pianeta terrestre di dimensioni simili al nostro in una fascia di distanza dal suo Sole all’incirca tra Venre e Marte non si è trovato.

              si troverà? possibile.

              ma poi si dovranno considerare molti altri fattori prima di dire che uno sviluppo della vita lì sopra è possibile.

              ripeto che un pianeta simile alla Terra ce l’abbiamo a due passi, ed è Venere, e vedi che razza di roba è.

              inoltre occorre notare che per gli studiosi di esobiologia basta la variazione anche modesta di uno dei parametri terrestri per rendere totalmente impossibile una evoluzione biologica di tipo terrestre.

              • se è così allora l’errore è mio. Si vede che non mi sono più aggiornato 😀 . Mi pareva che fossero tutti più grandi della Terra 😦

                • non preoccuparti: mica tutti sono fanatici del tema come il sottoscritto… 🙂

                  cito da wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Pianeta_extrasolare

                  “A causa dei limiti delle tecniche di osservazione attuali, la maggior parte dei pianeti individuati sono giganti gassosi come Giove e, solo in misura minore, pianeti rocciosi massivi del tipo Super Terra, anche se ultimamente la frazione di pianeti più piccoli sta notevolmente crescendo, soprattutto grazie alla missione Kepler. (…)
                  Spesso la ricerca di esopianeti coincide con la ricerca di mondi in grado di ospitare una forma di vita extraterrestre. A oggi, Kepler-22 b – ruotante attorno ad una nana gialla, Kepler-22, distante approssimativamente 600 anni luce dal Sistema Solare – sembra essere il miglior esempio di esopianeta di tipo terrestre (classificato tra le Super Terre) orbitante nella zona abitabile del proprio sistema; esso avrebbe infatti una temperatura superficiale media di circa 22 °C, il che consente la presenza di acqua allo stato liquido, presupposto per la presenza di vita”.

                  si tratta di una super-Terra ed è già stato abbondantemente spiegato perché in un pianeta significativamente più grande del nostro non può esserci l’evoluzione di forme di vita di tipo terrestre.

                  “Sempre una pianeta scoperto da Kepler, Kepler-62 e, è ad oggi ritenuto essere il pianeta più simile alla Terra mai individuato.[5]”

                  anche Kepler-62 è però una super-Terra.

                  • sta di fatto che sono comunque tutti più grandi della Terra 🙂 . L’osservazione poi è molto problematica già con i giganti figuriamoci con piccoli pianeti. E poi sono pur sempre osservazioni indirette con tutti i possibili errori che questo può comportare.
                    Insomma ne conosciamo ancora poco per formulare una qualunque i scienziatiteoria per l’intero universo, anche se a farlo sono i più illustri scienziati.

                    • i due più simili sono più grandi, ma ne sono stati trovati anche alcuni più piccoli, fidati, me lo ricordo bene, e forse se metti nel motore di ricerca del mio blog la parola pianeta o galassia ci arrivi anche facilmente.

                      tutto vero, però la bilancia inclina sempre di più verso l’unicità, e io ci scommetto intuitivamente, prima di tutto, sicuro di azzeccarci.

  4. @ afo

    indubbiamente! 🙂

    e non farai fatica a trovarmi: cerca l’unico pianeta abitabile di quell’universo li, vai all’epoca breve in cui ci esistettero i blog e metti nella google di quell’universo li “unicità della vita sulla Terra” e vedrai che mi trovi subito, almeno a livello di blog, perché se ci saranno degli umani anche in quell’universo lì, e devo supporre di si, dato che ci sono io… ;), saranno altrettanto impegnati a dimostrare di essere lo scopo dell’universo e non uno sgorbio di natura uscito a caso… 🙂

    se invece nel prossimo universo non mi trovi, allora la cosa si mette male per te… perché può darsi il caso che l’uomo nasca non soltanto in un pianeta soltanto, in un solo sistema solare, in una galassia soltanto, ma perfino in un universo solo. 🙂

    • se è vero che l’universo è solo uno dei tanti presenti del multiverso allora non si può escludere che qualche altro universo simile possa esistere. Anzi visto che al di fuori dell’universo il tempo non esiste può darsi che il prossimo sia proprio uno di quelli infiniti alternativi al nostro. In pratica non c’è un altro te che vive in un altro universo 😉 , sei sempre tu che fai tutte le scelte possibili. Pensa che seccatura rivivere infinite volte in universi quasi simili 😀

      • be’, una volta, proprio discutendo di questo argomento, mi pare, sono andato a finire in questo paradosso: che tutto ciò che ha probabilità di esistere inferiore a 1 non può apparire in più di un universo…

        credo che fosse una affermazione senza fondamento…

        l’unica cosa che rende sopportabile vivere in infiniti universi paralleli è la fortuna di non sapere nulla di quel che succede negli altri… 🙂

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