544. la Cancellieri cancella-scandali.

dopo la Fornero, la Bindi, la Idem, la Kyenge, la Merkel, ho l’insopportabile sospetto che la campagna contro la Cancellieri sia molto legata al fatto che è una donna.

scusate, ma non è la stessa persona che, pochi mesi, era nella rosa dei candidati alla Presidenza della Repubblica, senza che nessuno dei giornali che oggi la massacra ci trovasse nulla da dire?

che cosa è cambiato da allora nelle stanze del potere?

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posso aggiungere che lo sdegno contro la Cancellieri che irrompe ovunque, da Libero ai grilletti, mi sembra fasullo e interessato?

qualcuno mi spiega perché Alfano il cui ministero ha consegnato una rifugiata e sua figlia al dittatore kazako è ancora al suo posto e nessuno si ricorda, e la Cancellieri invece è messa in croce per avere comunque fatto una cosa perfettamente legale?

un ministro della Giustizia che trasmette agli organi competenti la segnalazione di una carcerata che soffre di anoressia e sta rifiutando il cibo sta facendo qualcosa di illegale?

possiamo discutere all’infinito dell’opportunità di certi contatti, ma non della assoluta liceità e direi persino doverosità del comportamento del ministro, che segnala una situazione sanitaria certificata e rischiosa per una detenuta.

non mi va di vivere in un paese barbaro dove si indigna perfino per questo chi rifiuta per principio provvedimenti per ricondurre a normalità carceri sovraffollate e disumane.

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la mozione di sfiducia di sfiducia contro la Cancellieri dei grilletti è un atto di barbarie giuridica: 

“Risultano chiamate telefoniche ai due vice capi del dipartimento per l’amministrazione penitenziaria (DAP), Francesco Cascini e Luigi Pagano, per “sensibilizzarli” sul fatto che la figlia dell’ingegnere, arrestata il 28 luglio, soffrisse di anoressia.

Risulta inoltre, intorno alla metà di agosto, con inconsueto zelo e tempestività, “un referto inviato dalle psicologhe dell’istituto penitenziario di detenzione della Ligresti in cui si segnalava lo stato di depressione della donna e si certificava l’incompatibilità del regime carcerario con le condizioni di salute della stessa”.

l’unica che potrebbe lamentarsi è la sintassi della seconda frase, sconnessa: ma per il resto, dov’è il problema?

D’altra parte siamo memori di un caso, avvenuto nella scorsa legislatura, e riguardante un Presidente del Consiglio dei Ministri e la Questura di Milano che può sembrare molto simile alla situazione in questione.

bisogna davvero essere ciechi e sordi per non vedere la differenza tra un Presidente del Consiglio che interviene, totalmente al di fuori delle sue funzioni, per far rilasciare illegalmente dalla Questura una minorenne che si prostituiva per lui e un ministro che si preoccupa che una detenuta non rischi la vita per anoressiae non faccia la fine di Stefano Cucchi.

e questa accozzaglia di untuosi demagoghi che rifiuta, per smania di voti, di considerare le condizioni dei detenuti e di discutere di depenalizzazioni mirate volte a toglierli da ambienti disumani per i quali siamo stati condannati dalla Corte di Giustizia europea, ha il coraggio di scrivere:

Ogni giorno è emergenza umanitaria nelle nostre carceri.

Ma alle grida di disperazione, agli allarmi quotidiani lanciati dai Garanti dei diritti dei detenuti, alle angosce dei parenti dei reclusi, ai casi conclamati di incompatibilità delle condizioni di salute con la penosa condizione degli istituti e dei servizi sanitari interni, al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria non sanno cosa rispondere, ma “si pongono il problema”.

insopportabile ipocrisia…

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sono anche convinto che la Cancellieri sia la vittima sacrificale di uno scandalo finto che serve a nascondere uno scandalo vero, che coinvolge tutti i partiti, che quindi agitano davanti al popolo furente il drappo rosso di una donna non giovane e non bella che si permette di fare la ministra.

chi ha la forza, la pazienza e lo stomaco si legga questo incredibile collage di notizie pubblicate da Repubblica sulla tempesta di indagini che quasi universalmente attraversa i consigli regionali d’Italia, senza che nessuno a questo punto proponga di eleiminarli dalla Costituzione e dalla realtà.

anzi, propongono di eliminare le Province! per accentrare ancora di più e togliere dal controllo le decisioni.

e se il lettore non è sconvolto abbastanza, tenga anche conto che l’unica iniziativa che i partiti hanno allo studio non è qualche repulisti interno, ma l’amnistia per loro stessi, col pretesto delle carceri piene e del messaggio di Napolitano…

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quando avrete finito di leggere, ammirate la capacità dell’informazione asservita (nella quale rientra a pieno titolo anche il blog di Beppe Grillo) di tenere nascosto questo scandalo nazionale; e ditemi quanta forza residua vi è rimasta per indignarvi della telefonata dovuta della Cancellieri…

poche ancora le sentenze definitive, ma ben chiaro il giudizio politico, considerando che, dove il Movimento 5 Stelle era presente (vedi Emilia Romagna), le inchieste non lo risparmiano, ma non risultano iniziative di richiesta di rendicontazion o espulsioni neppure lì dentro.

sono questi i partiti, vere associazioni a delinquere, oramai, che fra qualche mese ci chiederanno il loro voto alle elezioni europee.

e bisognerà essere ben fessi per darglielo.

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In 16 Regioni inchieste per peculato, truffa e concussione sui rimborsi dei gruppi.

le uniche regioni nelle quali non risultano inchieste in corso sono Veneto, Toscana, Abruzzi e Puglie; ma non sappiamo se questo significa che lì i consiglieri sono stati corretti oppure semplicemente che i magistrati non si sono (ancora?) attivati.

Un pentolone di ‘spese folli’ che la magistratura ha iniziato a scoperchiare più di un anno fa.

Accanto alle inchieste penali, a spulciare scontrini, fatture e ricevute di dubbia provenienza ci si è messa ovunque la Corte dei conti: ai giudici contabili rimarrà comunque la  facoltà di sanzionare coloro che saranno ritenuti colpevoli, e di obbligarli alla restituzione del maltolto laddove ci sarà chi deciderà di costituirsi parte civile.

nel 2011 i soldi pubblici a disposizione dei consiglieri regionali eletti sono stati ben 47 milioni di euro.

Rimborsi extra destinati ai gruppi, s’intende, che sono andati ad affiancarsi al lauto compenso percepito mensilmente. 

Nell’elenco degli acquisti effettuati negli anni passati col denaro di rappresentanza, infatti, è finito davvero di tutto: dai profumi alle penne d’oro, dalla lap dance alle pecore, passando per il buffet a base di cornetti, paste secche e latte di mandorla offerto, dopo un funerale, ai parenti del caro estinto. Ma c’è stato perfino chi ha usato quei soldi per saldare la propria tassa sui rifiuti.

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In Piemonte  56 i consiglieri indagati in Regione per peculato, compreso il presidente Roberto Cota (Lega).

ma è di pochi mesi fa la notizia che le spese pazze dei politici regionali sono coperte da immunità.  Vale a dire che rientrano nell’esercizio delle loro funzioni: quelle che la Costituzione mette sotto l’ombrello dell’insindacabilità. Ecco perché non sarà possibile estendere i controlli sui rimborsi degli anni passati, non sarà nemmeno possibile chiedere la documentazione.

È questa la decisione a sorpresa che i giudici della Corte dei conti piemontese hanno pubblicato a luglio: la procura non potrà esaminare le spese dei consiglieri regionali dal 2003 come aveva chiesto.

Bocciata l’istanza del procuratore Corrado Croci che coordina l’inchiesta contabile, fianco a fianco con i magistrati che procedono per peculato, e che chiedeva ai capigruppo la spiegazione contabile di dieci anni di attività politica.

E se di immunità si tratta, non è detto che gli avvocati difensori non possano invocarla anche nell’ambito dell’inchiesta penale.

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Nel consiglio regionale della Valle d’Aosta sono coinvolti nell’inchiesta della procura sui costi della politica i sei gruppi del parlamentino.

Le indagini risultano complesse, con numerosi accertamenti bancari. Il periodo finito nel mirino degli inquirenti parte dal 2009.

Quanto ai reati ipotizzati, le accuse sono di finanziamento illecito dei partiti e peculato: in alcuni casi, infatti, i fondi destinati ai gruppi sarebbero stati versati al partito di riferimento (quello, cioè, con cui i singoli consiglieri sono stati eletti), mentre in altri casi sono finiti nelle disponibilità del singolo consigliere.

Le posizioni dei personaggi coinvolti – dei gruppi Union Valdotaine, Federation autonomiste, Stella Alpina, Pdl, Alpe e Pd – sono diverse l’una dall’altra, al pari delle contestazioni.

Le indagini erano state avviate nell’ottobre 2012 a seguito di notizie emerse su alcune spese sospette sostenute dal Pd e pubblicate sul sito e sul giornale del partito.

Tra gli acquisti che hanno alimentato dubbi, anche alimenti, premi per la Festa democratica e il pagamento dei contributi previdenziali dei consiglieri.

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In Liguria il 3 ottobre scorso la Guardia di finanza irrompe nell’ufficio di presidenza del consiglio regionale della Liguria. Il sopralluogo è legato all’inchiesta sulle ‘spese folli’ da parte dei membri dei gruppi consiliari coordinate dal pm Francesco Pinto.

Le acquisizioni di documenti in atto riguardano il 2011 ed il 2012. Alcuni consiglieri avrebbero utilizzato i soldi destinati all’attività del gruppo per scopi personali. Le note di spesa venivano vidimate da una commissione che faceva capo proprio alla presidenza del consiglio regionale.

Le Fiamme gialle hanno chiesto documenti relativi alle spese del presidente Rosario Monteleone (Udc) e dei due vicepresidente vicari Michele Boffa e Luigi Morgillo (Pdl) degli anni 2010-2011-2012.

L’indagine, avviata nel 2012, aveva già portato a cinque avvisi di garanzia a marzo 2013.

Lo shopping contestato va dagli scontrini per 100 euro fino a rimborsi per 2-3mila euro. Un altro filone di indagine è sulle sole spese dell’Idv: a gennaio erano partiti 4 avvisi di garanzia.

Nei mesi successivi, invece, sono stati notificati i primi inviti a comparire.

Ora la nuova documentazione dovrà essere vagliata attentamente e messa a confronto con gli “elementi investigativi in possesso” della procura di Genova.

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In Lombardia, le indagini sono partite a dicembre del 2012.

Nel mirino sono finiti subito i pranzi, i libri e i viaggi dei consiglieri della Lega e del Pdl, compresi Renzo Bossi (‘il Trota’) e Nicole Minetti.

A ruota, anche quelli del Pd.

A maggio di quest’anno è divenuta nota l’analisi della sezione di controllo della Corte dei conti sulle spese dello scorso anno: minuziosa, ha messo in fila ogni scontrino e ricevuta presentati dai singoli consiglieri e dai gruppi di riferimento, arrivando a stabilire chi, e quanto ha speso soldi pubblici senza averne diritto.

Guida la classifica dei rimborsi non dovuti la Lega Nord, a cui vengono contestate spese per 597.525 euro in un solo anno; seguono il Pdl, con 297.721 euro, l’Udc con 48.886 euro, il Pd con 46.256 euro, l’Idv con 12.365 euro, Sel con 10.308 euro e, infine, il Partito pensionati (che conta un solo consigliere) con 827 euro.

Le spese non giustificate, o giustificate con generiche indicazioni, sono state ritenute illegittime.

Ma su queste cifre va avanti anche l’indagine penale parallela, che si allarga pure ai rimborsi allegri degli anni precedenti.

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In Trentino Alto Adige, un anno fa la procura di Bolzano indagava per peculato il governatore altoatesino Luis Durnwalder in riferimento all’utilizzo del suo fondo spese riservato.

Dopo avere analizzato la documentazione relativa alla gestione dei fondi riservati dal 1994 ad oggi, infatti, la Corte dei conti ha depositato la segnalazione alla procura penale, indicando le ipotesi di reato.

Nel mirino della procura è finita dunque la gestione di 72 mila euro l’anno che costituiscono i fondi riservati a disposizione del presidente della Provincia.

Ma siccome al vaglio della procura sono finiti ben 17 anni di gestione di tale fondo, la cifra complessiva ammonta a 1 milione e  653mila euro.

Secondo l’accusa, Durnwalder avrebbe speso soldi pubblici per pagare (l’Ici), per le sue case, il canone Rai e l’iscrizione all’albo dei giornalisti.

Il governatore tuttavia smentisce e si difende: “Non ho mai incassato un euro”.

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In Friuli Venezia Giulia, la procura di Triesteprosegue nelle verifiche di altri scontrini e ricevute, tanto che la lista degli indagati continua ad allungarsi. Tra i nuovi nomi, anche quelli di cinque consiglieri della nuova legislatura, targata Serracchiani.

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In Emilia-Romagna le inchieste (che sono più d’una) scuotono tutti i partiti presenti in Regione.

Dal pasticcio delle carte sparite dagli uffici dell’Idv (…) tutto è cominciato a emergere nel 2012 con le interviste a pagamento fatte con i soldi dei gruppi consiliari: interviste che hanno coinvolto Pd, M5S, Sel, FdS, Lega e Udc.

Nel Pdl, invece, il consigliere Alberto Vecchi è già stato rinviato a giudizio per truffa: deve rispondere degli 80mila euro di rimborsi chilometrici ricevuti dopo aver spostato nel 2006 la residenza da Bologna a Castelluccio di Porretta Terme, a 60 km dal capoluogo.

Nel mirino, anche le auto blu del presidente dell’assemblea legislativa, Matteo Richetti (Pd). 

La lente della magistratura sta scandagliando il budget regionale a partire dal 2005.

Sotto inchiesta per truffa, inoltre, è Zoia Veronesi, storica segretaria di Pierluigi Bersani ed ex dipendente della Regione: nei giorni scorsi i magistrati emiliani hanno inviato le carte a Roma per competenza territoriale.

Sul conto corrente cointestato con l’ex segretario Pd ora indaga la procura della Capitale.

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Nelle Marche  sarebbe quasi giunta al termine l’indagine effettuata dalla Guardia di finanza sui fondi ai gruppi consiliari.

I sospetti sulla gestione del denaro riguardano principalmente l’anno 2011.

E’ la Procura di Ancona che ha in mano l’inchiesta: indagini a tappeto delle Fiamme gialle su tutti i documenti relativi agli anni 2008-2011: fatture, scontrini, bolle e ricevute.

Per quanto riguarda la prima tranche, relativa al 2011, la spesa dei quindici gruppi consigliari e dei consiglieri ammonta a 389mila euro.

L’ombra gettata dalla procura sulla verifica contabile sarebbe quella del peculato a carico di circa quaranta consiglieri per un totale di 300mila euro di spese irregolari.

Proseguono le verifiche della Finanza anche sulla contabilità degli anni precedenti al 2011.

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In Umbria, è in corso il processo che vede Eros Brega (nella foto), presidente del consiglio regionale, imputato per peculato, falso ideologico, calunnia e concussione. Ipotesi di reato relative, per la maggior parte, alla gestione dei fondi per gli Eventi Valentiniani nel periodo compreso fra il 2001 e il 2005. Pranzi elettorali, soldi a una pasticceria, assegni “opachi”, e perfino concerti nel mirino della magistratura.

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Nel Lazio, ora spuntano nuovi accertamenti di natura patrimoniale sui conti di 13 ex consiglieri del Popolo della libertà in Regione.

La Procura di Roma, infatti, ora allunga di un paio di mesi la chiusura d’indagine sulla presunta appropriazione e illecito utilizzo di fondi pubblici destinati ai gruppi consiliari della Pisana. E lo fa con una delega d’indagine al Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, per trovare riscontri agli interrogatori dei politici coinvolti.

Nel mirino investigativo c’è il cosiddetto ‘sistema Fiorito’, l’ex capogruppo Pdl in Regione ribattezzato ‘Er Batman’ di Anagni, condannato in primo grado lo scorso 27 maggio a tre anni e quattro mesi di reclusione (per lui però niente carcere) per la presunta appropriazione di un milione e 300mila euro di fondi pubblici e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici.

Uno scandalo considerato la ‘madre di tutte le altre inchieste per peculato e che ha fatto saltare la testa di Renata Polverini, ex presidente della Regione Lazio in quota Pdl.

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In Molise, sulle spese dei gruppi la novità è del luglio scorso: i primi avvisi di garanzia della procura di Campobasso sono stati recapitati ai consiglieri regionali in carica nella legislatura finita nel 2011. 

Le contestazioni principali per molti esponenti politici che hanno amministrato a Palazzo Moffa riguardano peculato e truffa.

Dietro gli avvisi di garanzia – dice il Quotidiano del Molise – si celerebbe l’accusa di utilizzo improprio di denaro pubblico destinato ai partiti.

Pare si tratti di circa due milioni e mezzo di euro all’anno.

Nei palazzi del potere, però, si parla di normale proseguimento delle indagini avviate mesi fa: indagini iniziate con il sequestro dei fascicoli relativi alle spese dei partiti regionali dai quali spuntarono le cene, i casinò e i night e la lap dance.

Intanto, la commissione anticorruzione del Molise si è rivolta alla Corte dei conti per chiedere l’avvio della procedura per danno erariale di natura non patrimoniale, connesso alla lesione dell’immagine della pubblica amministrazione, perché “chi ha distratto soldi pubblici deve restituirli”.

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In Campania, dopo l’arresto per truffa aggravata (nel 2012) del consigliere Pdl Massimo Ianniciello a cui un mese fa il giudice ha confermato un sequestro patrimoniale per 192mila euro, il colpo di scena si è verificato lo scorso luglio, quando  il ciclone della magistratura ha investito l’assemblea legislativa quasi per intero.

Sessanta i consiglieri indagati con l’accusa di peculato, compresi anche tre ex eletti divenuti nel frattempo parlamentari: il deputato Pd, Umberto Del Basso De Caro, e i senatori Pdl, Eva Longo e Domenico De Siano. In due anni, tutti avrebbero bruciato in maniera poco chiara 2,5 milioni di euro.

A dover rispondere del “disegno criminoso” sono i gruppi ‘Caldoro Presidente’ (ma l’avviso di garanzia non ha raggiunto il governatore Stefano Caldoro), Pdl, Pd, Udc, Udeur, Noi Sud, Moderati, Centro democratico e tutta la vecchia Idv, oggi nel Misto. 

Negli atti dell’indagine risulterebbe che questo tesoretto di soldi pubblici sarebbe stato utilizzato per spese personali, feste di compleanno, un cenone di capodanno, giocattoli, cialde del caffè, 11mila euro solo per bar e pasticceria, occhiali da vista, tintura per capelli, farmaci e sigarette.

Il capolavoro, però, lo firma un esponente del gruppo Misto che si giustifica portando alla Finanza la ricevuta della Tarsu, cioè la vecchia tassa sui rifiuti.

Poi ecco la ‘spiegazione’ presentata dai consiglieri Udeur, Ugo De Flaviis e Sandra Lonardo (ovvero lady Mastella), interrogati durante l’estate: quei soldi, dicono, li hanno utilizzati per pagare collaboratori. Ovviamente in nero, e senza contributi.

L’indagine è in corso.

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In Basilicata, due assessori e un consigliere in carica sono finiti agli arresti domiciliari, ad aprile, per l’uso illecito dei rimborsi previsti per le loro attività. Gli assessori – in libertà dal mese successivo – sono Vincenzo Viti (Pd) e Rosa Mastrosimone (esterno in quota Idv). Il consigliere regionale ai domiciliari è Nicola Pagliuca, capogruppo Pdl.

Per il gip di Potenza, Viti è “un vero specialista nell’allegazione di spese di ristorazione, e non solo, assolutamente non sostenute”. In pratica, agli atti figurano numerose ricevute ‘gonfiate’ provenienti da ristoranti ma con un numero in più davanti al conto: da 23 a 230 euro, da 86 a 386, da 92 a 292, e avanti così.

In tutto, ci sono 48 indagati.

Nell’inchiesta, però, finisce anche il nome del governatore Vito De Filippo, esponente del centrosinistra, per l’acquisto ‘sospetto’ di 3.840 euro di francobolli. De Filippo si è subito dimesso e il consiglio regionale è stato sciolto: si dovrà tornare a votare il 17 e 18 novembre prossimi.

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In Calabria, lo scorso maggio 13 politici regionali sono stati indagati dalla procura per peculato, falso e truffa. Nel mirino della magistratura sono finiti, tra gli altri, il neo senatore Giovanni Bilardi, ex capogruppo della ‘lista Scopelliti’, e l’ex governatore di centrosinistra della Calabria Agazio Loiero.

L’inchiesta abbraccia le ‘spese follì nel periodo che va dal 2010 al 2012. In questo arco di tempo ogni gruppo ha gestito 4.462.000 euro ogni anno, sino a dicembre 2012. 

Secondo il Quotidiano della Calabria, al vaglio della Corte dei conti ci sono fatture, buoni acquisto e scontrini: si va dai balli cubani alle valigie, dall’acquisto su Sky all’argenteria. Ma nel dossier figurano pure gli omaggi gastronomici ai parenti del defunto e i profumi.

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In Sicilia, era l’ottobre del 2012 quando il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, si è presentato spontaneamente in procura a Palermo e ha consegnato la documentazione riguardante le spese dei gruppi parlamentari (12,6 milioni di euro solo sullo scorso anno).

Il materiale è stato ritenuto interessante dagli inquirenti – tra le spese pazze figurano auto di grossa cilindrata oltre che regali di nozze – e sotto la lente del procuratore aggiunto Leonardo Agueci  sono finiti i capigruppo del Pd (Antonello Cracolici), del Pdl (Giulia Adamo), del Mpa (Francesco Musotto) e del Pid (Rudy Maira).

Musotto avrebbe speso 45mila euro senza giustificazione, ma il diretto interessato smentisce e sostiene di averli consegnati per spese elettorali al leader del Mpa ed ex governatore Raffaele Lombardo.

La Adamo, invece, avrebbe speso 1.690 euro in una gioielleria.

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In Sardegna,  tra il marzo 2009 e il luglio 2012 l’ex capogruppo del Pdl in consiglio regionale, Mario Diana, da un lato avrebbe distratto circa 250mila euro di fondi pubblici, dall’altro utilizzato decine di migliaia di euro per incontri e dibattiti dei quali la procura contesta l’attinenza con la finalità per la quale i soldi sono stati erogati.

L’inchiesta-bis sulla spesa dei fondi destinati ai gruppi consiliari deflagra la settimana scorsa non solo con la notizia della perquisizione della casa e dello studio oristanesi di Mario Diana, indagato per peculato, ma anche, e soprattutto, con l’indiscrezione sull’imminente notifica di 33 inviti a comparire per altrettanti consiglieri regionali del Pdl e del Pd: tra costoro, anche Francesca Barracciu (Pd), neo vincitrice delle primarie del centrosinistra.

I 33 vanno ad aggiungersi ai cinque Udc convocati in procura poche settimane fa: gli assessori regionali Sergio Milia e Andrea Biancareddu e il consigliere Sergio Obinu devono rispondere di spese non giustificate per 90.000 euro, mentre a Franco Cuccu e Alberto Randazzo sono contestati rispettivamente 14.000 e 12.000 euro.

In tutto, i consiglieri sardi indagati sono 53:  18 di loro (e non tutti sono ex) risultano già pronti ad affrontare il processo.

Nel numero, anche Silvestro Ladu, ex parlamentare, accusato di aver speso i fondi per l’attività politica acquistando pecore e un vitello.

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non ho più parole, davvero…

20 risposte a “544. la Cancellieri cancella-scandali.

    • bene, bravo Robespierre, sei venuto qui e hai detto la tua.

      da uno che commenta mi aspetterei che legga almeno il post e, se non è d’accordo, che provi ad argomentare, rendendo il suo commento interessante anche per gli altri.

      altrimenti non si chiama commento, ma spam.

  1. in Italia le massime cariche dello stato vengono chiamate di fronte alla magistratura… però continuando ad essere in carica. E’ un fallimento totale.

    • sì, ma solo dal punto di vista dei cittadini, non certo dal loro. 😦

      solo che in questo modo si conferma che in Italia istituzioni e cittadini sono e devono essere nemici…

      • ovviamente pensano di essere indispensabili per amministrare la cosa pubblica. Oppure sono coscienti di non esserlo ma amministrano la cosa loro 🙂

        • escludo la prima ipotesi, a meno che non siano dei dementi assoluti.

          di solito sono di una incompetenza macroscopica.

          anzi, direi che l’incompetenza è il primo requisito per finire in alto.

          solo così tutti gli altri, dietro, ti spingono volentieri, per la certezza di poterti usare…

            • il pubblico è stufo da un pezzo, ma sembra vittima di un incantesimo e non sa come abbandonare la sala.

              o forse alla fine gli piace così, e protesta soltanto per finta, come parte dello spettacolo.

                  • beh, in realtà più sono grandi e più sono ineficienti. Non per niente piccoli eserciti organizzati hanno spesso rotto le ossa a grandi armate del passato. In passato nei villaggi si conoscevano tutti. Io è già un miracolo se conosco i miei vicini di casa. Vogliamo vedere dove sarebbe stato più facile organizzare una ribellione? 🙂

                    • uno dei temi meno esplorati è quello del rapporto fra urbanistica e rivoluzioni sociali.

                      ho appena finito di scrivere un post sull’Indonesia dove tra l’altro si osservava che dopo il mostruoso progrom anti-comunista del 1965 la linea del governo fu di eliminare i parchi dalle città, perché potevano essere possibili luoghi di aggregazione della protesta…

                      spersonalizzare i rapporti riduce i rischi di proteste sociali, e in effetti in Italia la cosa è riuscita benissimo, anche senza distruggere i parchi, è bastato svuotarli con la televisione.

                      sto uscendo un po’ dal seminato, forse…

                      però da qualche parte ci dev’essere, bene nascosto, il segreto che spiega come uno dei popoli più vessati del mondo è anche uno dei più rassegnati e tranquilli, anzi spesso attivamente complice della vessazione, se appena può trasferirla su qualcun altro…

                    • se con l’ultimo paragrafo ti riferisci all’Italia non saprei cosa risponderti. L’unica cosa potrebbe essere che in genere in media gli Italiani sono molto ricchi quindi hanno poca propensione a ricercare il cambiamento.

  2. @ afo

    certamente mi riferivo agli italiani, e la tua osservazione è quanto mai azzeccata.

    basti pensare che le famiglie italiane sono mediamente più ricche di quelle tedesche (cosa che la stampa tedesca fa rilevare con un certo disappunto), pur se nell’insieme produciamo la metà e abbiamo una popolazione inferiore soltanto di un quarto.

    però per dirla ancora meglio, gli italiano presumono, pretendono, esigono di essere molto ricchi, semplicemente perché – mediamente parlando, e conosco l’ingiustizia della definizione – si sono abituati a vivere di gran lunga al di sopra dei loro mezzi e dei loro meriti.

    per dirla ancora con più esattezza, questa critica riguarda la borghesia italiana in particolare, ampiamente parassitaria e sfruttatrice, con la quale tuttavia tendono ad indentificarsi e possibilmente a confondersi anche in una parte significativa anche altri ceti.

    • c’è anche da dire che la borghesia italiana è molto ampia rispetto agli altri ceti. In Europa dovrebbero rassegnarsi perché in Italia ci sono solo alcuni tipi di politica che possono avere successo.

      • più che ampia la trovo particolarmente avida: non capisco ad esempio perché il compenso di un notaio per un atto di compravendita in Italia debba essere dalle 5 alle 10 volte più alto di quello di un notaio tedesco.

        torniamo al problema principale che è quello dell’ignoranza che affligge, escluse poche punte di eccellenza, il nostro paese.

        in Germania si vede benissimo che ciò che contraddistingue la borghesia come classe sociale è la cultura, in Italia è la ricchezza.

        ora la cultura è l’unica cosa che ti distingue dalla massa senza togliere alla massa nulla, anzi dandole qualcosa, se solo fosse capace di raccoglierla.

  3. per un confronto:

    in Germania succede che ci si dimetta per un tappetto, o dei punti sui voli, o per una tesi (http://www.corriere.it/esteri/13_febbraio_09/ministro-tesi-copiata_e9eef698-72c8-11e2-bdf7-bdbb424637ab.shtml e http://archiviostorico.corriere.it/2002/agosto/01/Berlino_scandalo_miglia_aeree_dimette_co_0_0208011344.shtml e
    http://www.liberoquotidiano.it/news/1038209/Germania-chieste-dimissioni-ministro-ha-caricato-tappeto-su-volo-blu.html)

    è troppo pensare a dimissioni per un intervento “umanitario” (come dice Crozza) per chi ha un figlioletto che dai beneficiari di quell’intervento ha preso 3 milioni di euro?

    non dico che la mamma abbia colpe, solo che un po’ di pudore dovrebbe permettere un passo indietro, o, come dicono De Andrè e Paolo Villaggio “È mai possibile, oh porco di un cane, | che le avventure in codesto reame | debban risolversi tutte con grandi puttane”, e mai possibile che tutti siano coinvolti, che sia tutto cosa loro?

    • ciao franz.

      tu hai certamente ragione, anche se perfino in Germania la Merkel è appena uscita indenne dalla squallida storia di un grosso contributo elettorale per il suo partito dalla Mercedes, seguito da un intervento tedesco riuscito per la modifica della normativa europea sull’inquinamento, di interesse dell’azienda.

      però fammi ri-spiegare meglio le mie valutazioni.

      tu conosci la squallida storia delle telefonate di Vendola sull’ILVA di Taranto? suppongo di sì, ma se ti dovesse servire un promemoria puoi ripassarla qui: https://bortocal.wordpress.com/2012/12/02/583-vendola-e-larte-di-suonare-larpa-di-taranto/

      siamo di fronte ad un comportamento di una gravità assoluta, seguito infatti dal rinvio a giudizio in questi giorni per concussione, mi pare, lo stesso reato di Berlusconi.

      eppure sia allora sia oggi su questa vicenda è calata la sordina…

      ora io mi sono stufato di farmi manovrare dai media, e mi piacerebbe sapere (anche se lo so già) a chi la Cancellieri ha pestato i piedi.

      mica a caso lei sa parlando di metodo Boffo, e possiamo ben pensare che, essendo ministro della Giustizia, si sia messa di traverso a qualche inciucio sul caso Berlusconi.

      la telefonata di Cancellieri ai Ligresti è assolutamente deplorevole, ma appartiene purtroppo ad un costume nazionale assolutamente GENERALIZZATO, e se la Cancellieri si deve dimettere per questo (e dovrebbe, hai ragione tu), allora si devono dimettere TUTTI o quasi i parlamentari, i consiglieri regionali, i sindaci e i consiglieri comunali d’Italia.

      (se occorre potrei portarti degli esempi personali, come quando ero presidente in Lombardia di commissione di concorso per i docenti e fui invitato ad un colloquio dal sindaco democratico e tuttora deputato del PD, ma non per parlare di problemi di scuola nella città, come credevo, ma per la raccomandazione della figlia di un amico: e in quel caso mi si stava chiedendo di compiere un reato!).

      vogliamo dire che l’Italia non è matura per un modo di gestire i rapporti politici e di governare?

      e diciamolo, ma per tutti, e non per la Cancellieri, che è perfino meno scorretta di altri, e facciamoci governare dai Caschi Blu o dall’Europa, come del resto è avvenuto per secoli fino a 150 anni fa: il Risorgimento è stato un fiasco storico e non è riuscito a “fare gli italiani”, l’obiettivo di Cavour.

      l’ipocrisia secondo me è prendersela con una persona che probabilmente dà fastidio a qualcun altro che si comporta come lei o peggio.

      e io a questa storia dell’indignazione tele-guidata questa volta non ci sto.

      anche se mi rendo conto di essere ridicolo a cercare di oppormi col mio blog alla marea nera della propaganda e probabilmente no sono riuscito a far venire neppur un dubbio neanche a te…

  4. capisco quello che scrivi, bortocal, mi sembra però che cadi (o cadiamo) nel politichese, nelle dietrologie, tutto vero quello che scrivi, e sono d’accordo, solo ho provato ad andare oltre o a fermarmi prima del politichese (metto anche un commento di Oliviero Beha, mi sembra interessante: http://notizie.tiscali.it/socialnews/Beha/9892/articoli/Il-Governo-sulla-zattera-della-Medusa-Ne-valeva-la-pena.html).
    gentile ministro Cancellieri, ma è difficile capire che avere un figlio che ottiene 3 milioni di euro per un anno di lavoro è in generale uno scandalo per chi non arriva alla fine del mese, e avere quei soldi da chi sta adesso in galera è un problema?
    gentile ministro Cancellieri, ma per tutti quei disgraziati che soffrono in galera ha fatto qualche telefonata per chi stava male?
    gentile ministro Cancellieri, se il sistema giudiziario ha bisogno di telefonate per muoversi, c’è un problema “politico” o si telefona al ministro? è un problema da rendere pubblico o si aspetta la canea dei giornali di Berlusconi?

    forse sono pre-politico o post-politico, m aforse guardare le cose con distacco aiuta, penso.

    • e anche io capisco bene quel che scrivi tu, e tra l’altro lo condivido: che una persona prenda 3 milioni di liquidazione per il lavoro di un anno è uno scandalo assoluto.

      così come è uno scandalo che Marchionne guadagni 50 milioni l’anno.

      ma questi sono scandali sociali, non sono uno scandalo politico.

      l’assunzione del figlio della Cancellieri è avvenuta prima della sua nomina a ministro.

      e non possiamo finire in un clima di caccia alle streghe giacobino dove confondiamo la posizione del figlio con quella della madre o viceversa.

      sul piano politico, visto che non vi è come nell’antichità o nel Medio Evo tanto calunniato, una incompatibilità assoluta allo svolgimento delle funzioni politiche per chi supera un certo reddito o ricopre determinate posizioni sociali incompatibili con la neutralità necessaria per lo svolgimento di incarichi pubblici, dobbiamo per forza fare una valutazione specifica, di tipo politichese, come dici tu.

      perché l’indignazione sociale giusta deve esprimersi attraverso provvedimenti politici di carattere generale e non tradursi in un risentimento ad personam.

      perdona se cito questo passo dal mio post di poco fa:

      “il caso Cancellieri è stato la cartina di tornasole di questa mescolanza oramai indistinguibile di temi di propaganda di sinistra e di destra nella manipolazione dell’opinione pubblica: la Cancellieri è stata al centro di un campagna livida e forcaiola non per avere intrattenuto rapporti di amicizia personale con un losco affarista, ma per avere messo in evidenza alle autorità competenti le condizioni di salute della figlia in carcere preventivo.

      la prima campagna sarebbe stata corretta e ispirata ad un principio democratico di legalità, da difendere; quella realmente svoltasi era indistinguibile dai rigurgiti reazionari della maggioranza silenziosa di una volta, ora istericamente urlante.

      Beppe Grillo e, su un altro piano più rispettabile, Il Fatto Quotidiano sono l’espressione di questa notte dove tutte le vacche sono nere, che Pasolini aveva visto formarsi già quarant’anni fa”.

      per il resto la Cancellieri è una che queste telefonate le ha fatte anche per altri; gliene hanno dato pubblicamente atto i familiari di Stefano Cucchi, contattati due volte, ed altri.

      ciò non diminuisce la gravità di una solidarietà espressa dalla ministra agli indagati e arrestati: questo è il fatto veramente grave, e non c’entra con la segnalazione agli organi competenti, che avevano già affrontato il problema prima, del resto.

      purché si abbia chiaro che questo è inaccettabile politicamente, ma non è un reato; e non si confondano queste posizioni con quelle di Berlusconi e di Alfano o di Vendola.

      tutto questo è politichese? io direi che è semplicemente politica e non passaggio per le armi del primo che capita.

      in ogni caso chi ha teleguidato lo scandalo ha ottenuto quel che voleva: la Cancellieri non potrà più essere candidata a Presidente della Repubblica, dopo Napolitano, e adesso è ben più ricattabile di prima da PdL e PD.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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