assassinio di un capo di stato: Arafat – 558.

sapere a tanti anni di distanza che Arafat è morto avvelenato nel 2004…

Arafat non era semplicemente il padre della rinascita del popolo palestinese, un leader politico e un premio Nobel per la pace, ma era stato eletto nel 1996 Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP): non era il capo di uno stato vero e proprio, ma il Presidente di uno stato in formazione.

chi ha fatto mettere il polonio radioattivo che lo ha ucciso dopo qualche giorno di una “malattia” che i medici non riuscirono a diagnosticare e che qualcuno allora disse che era AIDS, evidentemente per colpire ancor di più la sua figura?

il sospettato principale chi può essere, se non il governo israeliano?

* * *

un sospetto non è una prova, e tuttavia la reazione di quel governo è altamente sospetta.

“Non ha niente a che vedere con Israele, né ha la minima credibilità.

Quest’altro episodio dell’interminabile telenovela tra Suha Arafat e l’Autorità nazionale palestinese”.

gli operatori del laboratorio svizzero che ha svolto le analisi sarebbero dediti “alle telenovelas piuttosto che alla scienza”.

scusa non richiesta (ancora) e auto-accusa manifesta, oltre che molto maldestra.

su quali basi l’operato di un laboratorio viene contestato? non si sa: tanto per i creduloni basta una smentita senza basi d’appoggio.

il portavoce del governo israeliano Palmor si accontenta di una battuta stupida:

“Tutto è poco, poco chiaro.

Chiaro è soltanto che la teoria mostra grossi buchi, più buchi di un formaggio svizzero”.

come ci stiamo divertendo, buona questa!

* * *

a giudicare anche soltanto da queste reazioni, la mia convinzione soggettiva è che gli organizzatori del complotto che ha portato all’omicidio di Arafat sono stati gli israeliani, che hanno ucciso il capo dello stato che considerano il loro storico nemico (e a ragione, perché ai palestinesi hanno portato via la loro patria).

per molto meno un secolo fa è scoppiata una guerra mondiale, per il solo sospetto che la Serbia non avesse fatto tutto  il necessario per sorvegliare lo studente nazionalista Princip, che aveva ucciso non il capo dell’Impero Austro-Ungarico, ma il legittimo erede al trono.

e soltanto Hitler, conquistando l’Austria nel 1938, fece uccidere il capo del suo governo Dolfuss; o soltanto l’Unione Sovietica, dopo l’occupazione dell’Ungheria nel 1956 fece impiccare il capo legittimo del governo ungherese, Nagy; o gli USA di Bush, dietro le quinte, fecero impiccare Saddam Hussein.

e qualcuno si meraviglia ancora dell’odio del popolo palestinese per quel governo e per il popolo che lo elegge?

* * *

ma proviamo per un istante a dimenticare i (fondati) sospetti sull’omicidio e limitiamoci a considerare le reazioni espresse.

che dire della rinnovata manifestazione della natura fascista del governo israeliano? 

* * *

per leggere altri post sul tema della Palestina in questo blog clicca qui e qui.

12 risposte a “assassinio di un capo di stato: Arafat – 558.

    • caro franz, credo che sia giunto il tempo di dire che l’ebreo, quello del ghetto, quello perseguitato e vilipeso, quello a cui venivano rubati i bambini per convertirli al cristianesimo (e anche io e tutti quelli col mio cognome potremmo venire da una storia simile), questo ebreo è morto, è sparito, è stato cancellato quasi completamente dalla faccia della terra, ed il suo posto è stato preso dall’israeliano.

      fisicamente l’israeliano discende dall’ebreo, ma ne ha tirato fuori i lati peggiori ed oggi è un altro uomo.

      guai a chi istiga all’odio antisemita, guai a chi nega l’olocausto.

      ma non c’è neppure motivo di negarlo più, perché gli eredi spirituali dell’olocausto non ci sono più, e dove non sono riusciti i campi di sterminio a cancellare la cultura ebraica autentica di un popolo disumanamente perseguitato, e dalla chiesa cattolica prima che dal nazi-fascismo, c’è riuscita la formazione dello stato di Israele.

  1. Pingback: Il vestito nuovo dell’antisemitismo | barks and bites·

    • ricopio qui il tuo post intero dedicato al mio e poi ti rispondo:

      Il vestito nuovo dell’antisemitismo
      Prendo spunto da questa interessante discussione sul blog Cor-pus, che vi invito a leggere in originale. Bortocal, questo il nick del blogger, si dedica alla recente notizia (qui un’agenzia) del ritrovamento di polonio nei resti di Arafat e delle accuse di avvelenamento rivolte a Israele dall’Autorità Nazionale Palestinese.

      Ho già avuto altre occasioni di verificare che maestro di giro della frittata sia Bortocal, e questo suo post lo conferma.

      Dopo aver chiarito che

      un sospetto non è una prova

      elenca le smentite israeliane, alcune delle quali sprezzanti, e le definisce

      reazione […] altamente sospetta.

      Fin qui, dunque, siamo ancora nel campo del sospetto, che come detto non è una prova. Ci può stare.

      Viene poi, però, un piccolo capolavoro di giocoleria con le parole:

      a giudicare anche soltanto da queste reazioni, gli organizzatori del complotto che ha portato all’omicidio di Arafat sono stati gli israeliani

      (si noti l’uso del modo indicativo: non sarebbero ma sono stati). Bene, a questo punto, avendo appurato che sono stati loro, si può tranquillamente dare la stura al repertorio dei paragoni con i cattivacci della storia:

      soltanto Hitler, conquistando l’Austria nel 1938, fece uccidere il capo del suo governo Dolfuss; o soltanto l’Unione Sovietica, dopo l’occupazione dell’Ungheria nel 1956 fece impiccare il capo legittimo del governo ungherese, Nagy; o gli USA di Bush, dietro le quinte, fecero impiccare Saddam Hussein.

      Un classico, rinverdito recentemente da Odifreddi cui il Nostro non nega ospitalità.

      E inoltre

      qualcuno si meraviglia ancora dell’odio del popolo palestinese per quel governo e per il popolo che lo elegge?

      Seguiamo bene la logica perché è veramente interessante:

      Gli israeliani sono sospettabili di aver avvelenato Arafat con il polonio.

      Smentiscono, quindi sono stati loro.

      Sono stati loro, quindi sono paragonabili a Hitler e compagnia.

      Sono come Hitler, e quindi vanno odiati.

      Ma dove il Nostro dà il meglio di sé è nella risposta ad un commento, risposta che riporto per intero perché ne vale la pena:

      caro franz, credo che sia giunto il tempo di dire che l’ebreo, quello del ghetto, quello perseguitato e vilipeso, quello a cui venivano rubati i bambini per convertirli al cristianesimo (e anche io e tutti quelli col mio cognome potremmo venire da una storia simile), questo ebreo è morto, è sparito, è stato cancellato quasi completamente dalla faccia della terra, ed il suo posto è stato preso dall’israeliano.

      fisicamente l’israeliano discende dall’ebreo, ma ne ha tirato fuori i lati peggiori ed oggi è un altro uomo.

      guai a chi istiga all’odio antisemita, guai a chi nega l’olocausto.

      ma non c’è neppure motivo di negarlo più, perché gli eredi spirituali dell’olocausto non ci sono più, e dove non sono riusciti i campi di sterminio a cancellare la cultura ebraica autentica di un popolo disumanamente perseguitato, e dalla chiesa cattolica prima che dal nazi-fascismo, c’è riuscita la formazione dello stato di Israele.

      Anche qui la logica è molto interessante:

      Io non sono antisemita.

      Gli ebrei, però, sono diventati israeliani.

      Gli israeliani sono cattivi e io ce l’ho con loro.

      In definitiva – magia delle parole! – sono riuscito ad avercela con gli ebrei – tutti, perché di ebrei buoni non ce ne sono più – continuando a dichiararmi non antisemita.

      (Lasciamo perdere l’ipotetica discendenza ebraica del Nostro, piazzata lì perché fa tanto Chomsky).

      In conclusione: attenzione, quando si sentono questi distinguo – non sono antisemita ma… – c’è puzza: è l’antisemitismo che si è cambiato d’abito, ma… senza lavarsi.

    • ringrazio dell’attenzione, ma il tuo riassunto non è corretto (risparmio la ritorsione di “giocoliere con le parole”, la differenza è che io gioco con le mie e tu con quelle degli altri).

      eviti di dire che, dopo avere esposto la mia convinzione personale che siano stati effettivamente i servizi segreti israeliani a uccidere Arafat, perché non considero credibile la loro accusa che ad organizzare qualcosa di simile possano essere state fazioni palestinesi a lui avverse, alla fine del post io torno a dire che questi sono “(fondati) sospetti sull’omicidio”.

      quindi a me pareva chiaro che il tema centrale del post è l’analisi della reazione israeliana ai sospetti gravissimi sul suo operato: reazione che definire inadeguata è dir poco e che tu definisci paole a volte “sprezzanti”, ma che io direi altamente provocatorie; e non l’accusa diretta della responsabilità dell’omicidio – che peraltro non sarebbe neppure una novità di per se stessa sconvolgente, considerando l’operato passato dei servizi dello stato di Israele.

      vorrei anche sottolineare che il post è stato scritto prima che l’Autorità Nazionale Palestinese prendesse posizione ufficiale sulla questione (infatti non se ne parla) e prima che si conoscessero in maniera più analitica le posizioni anche differenti dei laboratori che hanno svolto le indagini.

      detto questo, approfitterò del tuo commento per evidenziare meglio il carattere soggettivo dell’opinione espressa nella pare centrale del post.

      dopo di che, siccome criticare le affermazioni altrui è bello, ma potrebbe risultare un esercizio vuoto, se non gli si contrappone una interpretazione diversa dei fatti, ti invito a dire, come secondo te, sono andate le cose.

      un altro esempio, ancora più grave e veramente inaccettabile, di scorrettezza tua è dove dici che, secondo me, gli israeliani “vanno odiati”.

      non ci fossero decine di post scritti contro l’antisemitismo a smentirti, una persona così attenta alle parole altrui, anche senza schiodarsi da questo, dovrebbe ben cogliere la differenza tra 1. la constatazione di un dato di fatto, e cioè che i palestinesi odiano gli israeliani che gli hanno portato via la patria e che, non paghi, continuano ad opprimerli in ogni modo e anche a provocarli, e la sua giustificazione storica e 2. l’affermazione che gli israeliani DEBBANO essere odiati.

      in ogni caso chiarisco che ciò è quanto di più alieno vi sia dal mio modo di pensare, tanto più che l’odio è un sentimento e che anche io penso come il proverbio popolare che “al cuor non si comanda” e non tocca alla morale occuparsi dei sentimenti (in questo sono radicalmente anti-cristiano, nel senso di contrario al cristianesimo e non ai cristiani, naturalmente).

      così come sono radicalmente anti-anti-semita e contrario anche ai falsi amici di Israele che col loro sostegno a-critico fanno solo danno, naturalmente.

  2. Pingback: vpindarico, i filo-sionisti sfiziosi e il #polonio di #Arafat. | bortocommentando·

  3. tre splendidi ebrei che non amano Israele, sicuramente sono antisemiti come noi:)

    Gilad Atzmon http://www.gilad.co.uk/

    Ilan Pappé http://it.wikipedia.org/wiki/Ilan_Papp%C3%A9

    Gerald Kaufman deputato laburista ebreo nel parlamento inglese parla di Israele

    Sono stato cresciuto come un ebreo ortodosso e un sionista. Su una mensola in cucina c’era una scatola di latta per il Fondo nazionale ebraico, dentro la quale mettevamo le monete per aiutare i pionieri a costruire una presenza ebraica in Palestina.
    Sono andato la prima volta in Israele nel 1961 e vi sono tornato innumerevoli volte. Ho avuto familiari in Israele e ho amici in Israele. Uno di essi ha combattuto nelle guerre del 1956, 1967 e 1973 ed è stato ferito in due di esse. Il distintivo che indosso viene da una decorazione sul campo a lui insignita, che mi ha regalato. Ho conosciuto la maggior parte dei primi ministri di Israele… a partire dal Primo ministro fondatore David Ben-Gurion. Golda Meir era mia amica, così come lo è stato Yigal Allon, vice primo ministro, che, da generale, conquistò il Negev per Israele nella guerra del 1948 per l’indipendenza.
    I miei genitori vennero in Gran Bretagna come rifugiati provenienti dalla Polonia. La maggior parte dei loro familiari sono stati in seguito uccisi dai nazisti nell’olocausto. Mia nonna era a letto malata, quando i nazisti giunsero alla sua città natale, Staszow. Un soldato tedesco la uccise sparandole nel suo letto. Mia nonna non è morta per fornire la copertura ai soldati israeliani che ammazzano le nonne palestinesi a Gaza.
    L’attuale governo israeliano sfrutta spietatamente e cinicamente il continuo senso di colpa tra i gentili per la strage degli ebrei nell’olocausto per giustificare la sua uccisione di palestinesi.
    L’implicazione è che la vita degli ebrei sia preziosa, ma la vita dei palestinesi non conti. Su Sky News pochi giorni fa, al portavoce dell’esercito israeliano, il Maggiore Leibovich, è stato chiesto in merito all’uccisione da parte israeliana di, in quel momento, 800 palestinesi (il totale è ora di 1000). Ha risposto all’istante che «500 di questi erano militanti».
    Questa era la risposta di un nazista.
    Suppongo che gli ebrei che lottavano per la loro vita nel ghetto di Varsavia avrebbero potuto essere denigrati in quanto militanti.
    Oggi, gli attuale governanti israeliani indicano che sarebbero disposti, in circostanze per loro accettabili, a negoziare con il presidente palestinese Abbas, di al-Fatah. È troppo tardi per farlo. Essi avrebbero potuto negoziare con il precedente leader di al-Fatah, Yasser Arafat, che era un mio amico. Invece, lo assediarono in un bunker a Ramallah, dove lo visitai. A causa dei fallimenti di al-Fatah, a partire dalla morte di Arafat, Hamas ha vinto le elezioni palestinesi nel 2006. Hamas è una organizzazione sgradevolissima, ma è stata democraticamente eletta, ed è quel che passa il convento.
    Il boicottaggio di Hamas, anche da parte del nostro governo, è stato un errore colpevole, dal quale sono derivate terribili conseguenze. Il grande ministro degli Esteri israeliano Abba Eban, con il quale ho fatto campagna per la pace da molte tribune, ha dichiarato: «Fate la pace se parlate con i vostri nemici.»
    Per quanti palestinesi gli israeliani possano uccidere a Gaza, non possono risolvere questo problema esistenziale con mezzi militari.
    Quando e qualora i combattimenti finissero, ci sarebbero ancora un milione e mezzo di palestinesi a Gaza e altri due milioni e mezzo in Cisgiordania. Essi sono trattati alla stregua di immondizia da parte degli israeliani, con centinaia di blocchi stradali e con gli orrendi abitatori degli insediamenti ebraici illegali che li molestano.
    Verrà il momento, non molto lontano da ora, in cui supereranno la popolazione ebraica in Israele. È giunto il momento per il nostro governo di render chiaro al governo israeliano che la sua condotta e la sua politica sono inaccettabili, e di imporre un divieto totale di esportare armi a Israele.
    È l’ora della pace, ma la pace vera, non la soluzione attraverso il soggiogamento che è il vero obiettivo degli israeliani, ma che è impossibile per loro da raggiungere.
    Essi non sono semplicemente dei criminali di guerra, sono stupidi.
    (http://blog.libero.it/gilgam/6343410.html)

    • ops, la stessa battuta che ho fatto io qui sotto, prima di leggerti!

      anche questo commento giaceva tra lo spam, come gli altri…

      grazie di avere scritto e insistito… 😉

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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