Lettere di Paulus, Lettera degli Apostoli, Lettera di Jeshu ad Abgar – CCMC 6 – 579.

1, 2 Noi, Giovanni, Tomaso, Pietro, Andrea, Giacomo, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Nataniele, Giuda Zelota e Kefas, scriviamo alle Chiese dell’Oriente e dell’Occidente, del nord e del sud raccontandovi e annunziandovi quanto si riferisce a nostro Signore Gesù Cristo: vi scriviamo in conformità di ciò che abbiamo visto, udito e toccato dopo che egli era risorto dai morti, e in conformità di ciò che egli ci ha rivelato di grande, di meraviglioso, di vero.

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siamo al secondo capoverso dell’introduzione della Lettera degli apostoli, un testo smaccatamente falso, e direi, avendolo appena sentito risuonare nella mente, spudoratamente falso.

risale al periodo fra il 130 e il 170 d.C.: scritto in origine in greco antico, ci è pervenuto in una traduzione in copto del IV-V secolo e in un’altra in etiopico, molto più tarda e più ampia, che viene ritenuta completa.

la citazione dell’inizio appartiene ad una parte presente soltanto nella traduzione etiope; l’autore potrebbe essere vissuto in Egitto alla metà del II secolo.

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ancora più interessante è però il primo capoverso, che fa un po’ da titolo (siamo sempre nella versione etiopica):

1, 1 Ciò che Gesù Cristo ha rivelato ai suoi discepoli sotto forma di lettera e come Gesù Cristo ha rivelato questa lettera del collegio degli apostoli e discepoli di Gesù Cristo, scritta per tutti a motivo dei falsi apostoli Simone e Cerinto affinché nessuno si unisca a loro poiché in essi c’è un’astuzia che uccide gli uomini. 

Siate perseveranti e non dubbiosi, non lasciatevi scuotere né deviare dalla parola del vangelo che avete ascoltato. Come l’abbiamo ascoltata, come la ricordiamo e l’abbiamo scritta per tutto il mondo, così la affidiamo a voi in pace, nostri figli e figlie, in nome del Padre, padrone del mondo, e di Gesù Cristo. La grazia si moltiplichi su di voi!

il falsario rivendica quindi con formule piuttosto ambigue di trasmettere “sotto forma di lettera” la rivelazione di Jeshu ai discepoli dopo la resurrezione (con varie notizie in merito ai tempi del suo ritorno sulla terra) e insiste sull’origine direttamente divina del testo: Gesù Cristo ha rivelato questa lettera del collegio degli apostoli, per poi arrivare il più rapidamente possibile al centro vero della questione:  la polemica contro Cerinto e Simone.

che si ritrova anche più avanti, all’inizio della parte comune anche alla traduzione copta:

[7] Cerinto e Simone sono venuti per girare il mondo. Questi sono nemici di nostro Signore Gesù Cristo poiché pervertono la parola e l’azione, cioè Gesù Cristo. Da costoro tenetevi lontano: in essi c’è la morte, una grande contaminazione e corruzione; ad essi toccheranno il giudizio, la fine e la distruzione eterna.

[8] Perciò non abbiamo esitato a scrivervi a proposito della testimonianza di Cristo, nostro salvatore, quanto egli ha fatto mentre noi, al suo seguito, consideravamo i suoi pensieri e le sue opere.

il testo completo si può leggere a questo link.

* * *

insomma la storia di questo falso è soltanto un aspetto delle frenetiche lotte teologiche del secondo secolo e dei successivi fra fazioni cristiane diverse; in queste dispute senza esclusioni di colpi si identifica l’origine stessa del cristianesimo, la religione che predicava l’amore universale, tranne che per i propri correligionari dissidenti.

in questo caso il falso serve per dare addosso alla corrente gnostica.

non ci si faceva scrupolo in questo contesto di inventare lettere falsamente attribuendole a persone autorevoli della tradizione cristiana, per attaccare chi predicava qualcosa che non veniva condiviso:

[29, 1] Ma tutti coloro che (…) hanno insegnato dottrine diverse pervertendo ciò che è scritto e aggiungendo, lottando per la loro gloria e ammaestrando con parole diverse quelli che credono in me rettamente, se li faranno cadere avranno una punizione eterna”.

Gli domandammo:

“Signore, ci saranno dunque altre dottrine diverse da quelle che tu ci hai insegnato?…

“E’ necessario che esistano affinché appaiono i buoni e i cattivi; ed apparirà anche il giudizio su coloro che fanno tali cose: saranno giudicati in base alle loro opere e consegnati alla morte”.

[2] Gli dicemmo:

“Beati noi, Signore, che ti vediamo e ti ascoltiamo mentre tu annunzi queste cose: giacché i nostri occhi hanno contemplato queste grandi meraviglie che tu hai operato”.

la caccia agli eretici, alle streghe, le crociate, l’odio per l’infedele in nome dell’amore, lo squartamento e i roghi di secoli di storia cristiana sono tragicamente presenti in germe fin da questi esordi: i dissidenti “saranno consegnati alla morte”, non fa venire i brividi?

* * *

il riferimento a questo testo rende evidente quella che era una consuetudine diffusa, che riguarda palesemente anche molti altri testi del periodo.

la produzione di finte lettere dilagava ovunque e sempre con lo scopo di rivendicare di essere i depositari autentici del vero cristianesimo, da contrapporre ad altre scuole e ad altre interpretazioni.

in altri casi le motivazioni potevano essere diverse, ma sempre riconducibili ad una ricerca di prestigio.

* * *

non ci si fece riguardo, nel II secolo, per motivi simili, neppure di inventare una falsa Lettera di Jeshu ad Abgar, re armeno di Edessa, che avrebbe chiesto un aiuto per essere guarito da una malattia (il testo delle due false lettere del re e di Jeshu ci è stato tramandato dallo storico antico del cristianesimo Eusebio e si può leggere qui):

“Tu beato che hai creduto in me, senza avermi visto!

A proposito di me sta scritto che coloro che mi hanno visto non crederanno in me affinché coloro che non mi vedranno credano in me e vivano.

A proposito dell’invito che mi hai fatto di venire da te, è necessario ch’io compia le cose per cui sono stato mandato e, dopo aver compiuto questo, ch’io salga presso colui che mi ha mandato.

Dopo che sarò salito, ti manderò uno dei miei discepoli affinché ti guarisca dalla malattia ed offra a te e ai tuoi la vita”.

come si vede, si tratta della semplice ripresa del motivo della fede ancora più degna di esaltazione di chi crede senza avere visto, già presente nei vangeli, a quel tempo oramai diffusi.

ma lo scopo ultimo è sempre quello di ribadire l’importanza assoluta di una fede perfettamente ortodossa.

* * *

ma a questo breve testo era però collegata anche una fantasiosa narrazione in lingua siriaca della missione presso Abgar del discepolo Taddeo, da parte dell’apostolo Tommaso (“il Gemello”), che in questo racconto ricopre, pare, il ruolo determinante di guida ed erede del fratello, che del resto gli sarebbe legittimamente spettato, ma che successivamente venne negato.

e forse, alla fine lo scopo del racconto era proprio questo: di sottolineare che il legittimo erede di Jeshu era Tommaso, il Gemello, e non altri; ma detto così, senza quasi parere.

se questo è vero, il testo risale agli ambienti gnostici, che in seguito furono progressivamente eliminati, alla fine anche violentemente.

bene, e con questo, trovandoci di fronte a due falsi opposti, pressapoco coevi, abbiamo verificato come l’uso della falsificazione fosse diffuso in ogni ambiente cristiano, come un normale strumento di polemica religiosa interna.

* * *

sarebbe troppo facile, ma decisamente lungo e noioso, estendere questa analisi a diversi altri documenti di carattere pseudo-epistolare, prodotti nel corso del secondo secolo, con queste finalità.

possiamo certamente dire l’attribuzione di qualche lettera a personaggi vissuti circa un secolo prima, se il testo compare soltanto in quel periodo, è per definizione la prova di un falso.

direi persino, riprendendo la tesi di Celso, che per primo  alla fine del II secolo, presumbilmente, si occupò del cristianesimo nascente da un punto di vista laico, razionalista e pagano, che a fronte di un testo epistolare attribuito ad un apostolo e successivamente riconosciuto come autentico e divinamente ispirato dalla Chiesa, l’atteggiamento più razionale è quello di pensare come prima ipotesi che sia un falso, e di abbandonare tale ipotesi solamente di fronte a prove incontrovertibili e certe della sua autenticità.

* * *

vale anche per le Lettere di Paulus?

in linea di principio, certamente, anche se in questo caso non ci troviamo di fronte a falsificazioni quasi puerili, come quelle che abbiamo appena citato, su cui vi è un accordo generale e che, proprio per questo loro carattere hanno determinato una esclusione di questi testi dal canone sacro e una loro emarginazione.

tuttavia un testo scritto in maniera potente e geniale non è per ciò stesso autentico: esistono anche i falsificatori geniali.

semmai, resterà da capire come mai si sia creata questa figura diventata straordinariamente autorevole col passare del tempo, tanto da diventare alla fine la vera base teologica del cristianesimo come nuova religione.

perché la figura di Paulus è talmente legata solamente alle sue lettere e alla biografia di lui tracciata negli Atti degli Apostoli, senza nessun altro riscontro storico, che, dubitando delle Letteresi potrebbe persino dubitare della autenticità stessa del personaggio tout court.

e questa ipotesi sembra decisamente estrema; e tuttavia non decideremo in un senso o nell’altro senza avere esaurientemente affrontato la questione a partire dall’esame interno dei testi, cominciando dalle Lettere.

* * *

con questo spirito sarà opportuno iniziare adesso una analisi interna delle Lettere di Paulus, alla ricerca delle prove della loro autenticità, ma per dire meglio dei mille indizi anche interni della loro falsificazione.

ma intanto leggiamo qualche passaggio di queste lettere, qua e là:

I Corinzi, 1, 10Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire. 11Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie. 

11, 18: Innanzi tutto sento dire che, quando vi radunate in assemblea, vi sono divisioni tra voi, e in parte lo credo. 19È necessario infatti che sorgano fazioni tra voi, perché in mezzo a voi si manifestino quelli che hanno superato la prova. 

16, 13: Vigilate, state saldi nella fede.

II Corinzi, 2, 17: Noi non siamo infatti come quei molti che fanno mercato della parola di Dio, ma con sincerità e come mossi da Dio, sotto il suo sguardo…

10, 2: Vi supplico di non costringermi, quando sarò tra voi, ad agire con quell’energia che ritengo di dover adoperare contro alcuni, i quali pensano che noi ci comportiamo secondo criteri umani. 3In realtà, noi viviamo nella carne, ma non combattiamo secondo criteri umani. Infatti le armi della nostra battaglia non sono carnali, 4ma hanno da Dio la potenza di abbattere le fortezze, 5distruggendo i ragionamenti e ogni arroganza che si leva contro la conoscenza di Dio, e sottomettendo ogni intelligenza all’obbedienza di Cristo. 6Perciò siamo pronti a punire qualsiasi disobbedienza.

Galati, 1, 6: Mi meraviglio che, così in fretta, da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo voi passiate a un altro vangelo. 7Però non ce n’è un altro, se non che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. 8Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema! 9L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!

3, 1: O stolti Gàlati, chi vi ha incantati? (…) 3Siete così privi d’intelligenza che, dopo aver cominciato nel segno dello Spirito, ora volete finire nel segno della carne?

e poi, con quale coerenza:

6, 1:  Fratelli, se uno viene sorpreso in qualche colpa, voi, che avete lo Spirito, correggetelo con spirito di dolcezza.

Efesini, 5, 6: Nessuno vi inganni con parole vuote: per queste cose infatti l’ira di Dio viene sopra coloro che gli disobbediscono. 7Non abbiate quindi niente in comune con loro. 

Colossesi, 4, 5: Dico questo perché nessuno vi inganni con argomenti seducenti.

II Tessalonicesi, 2, 1: Vi preghiamo, fratelli, 2di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare (…) da qualche lettera fatta passare come nostra. (…) 3Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti verrà l’apostasia e si rivelerà l’uomo dell’iniquità, il figlio della perdizione, 4l’avversario, colui che s’innalza sopra ogni essere chiamato e adorato come Dio, fino a insediarsi nel tempio di Dio, pretendendo di essere Dio.

I Timoteo, 1, 3: Ti raccomandai di rimanere a Èfeso perché tu ordinassi a taluni di non insegnare dottrine diverse 4e di non aderire a favole e a genealogie interminabili, le quali sono più adatte a vane discussioni che non al disegno di Dio. (…) 6Deviando da questa linea, alcuni si sono perduti in discorsi senza senso, 7pretendendo di essere dottori della Legge, mentre non capiscono né quello che dicono né ciò di cui sono tanto sicuri.

4, 1: Lo Spirito dice apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti ingannatori e a dottrine diaboliche, 2a causa dell’ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza.

II Timoteo, 3, 1: Sappi che negli ultimi tempi verranno momenti difficili. 2Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, empi,3senza amore, sleali, calunniatori, intemperanti, intrattabili, disumani, 4traditori, sfrontati, accecati dall’orgoglio, amanti del piacere più che di Dio, 5gente che ha una religiosità solo apparente, ma ne disprezza la forza interiore. Guàrdati bene da costoro! 6Fra questi vi sono alcuni che entrano nelle case e circuiscono certe donnette cariche di peccati, in balìa di passioni di ogni genere, 7sempre pronte a imparare, ma che non riescono mai a giungere alla conoscenza della verità. 8Sull’esempio di Iannes e di Iambrès che si opposero a Mosè, anche costoro si oppongono alla verità: gente dalla mente corrotta e che non ha dato buona prova nella fede. 9Ma non andranno molto lontano, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti, come lo fu la stoltezza di quei due.

Tito, 3,10: Sta’ lontano da chi è fazioso, 11ben sapendo che persone come queste sono fuorviate e continuano a peccare, condannandosi da sé.

una vera e propria ossessione per l’eresia, direi.

il cristianesimo nasce da qui: da questa mescolanza inseparabile di amore astratto e di intolleranza concreta; e anche le lettere di Paulus hanno come tema centrale la lotta contro l’eretico, contro chi la pensa diversamente da lui, l’affermazione malsana del potere attraverso il controllo della verità.

* * *

questo post fa parte di una serie organica in via di elaborazione, raccolta con la sigla CCMC Contributi alla comprensione della mitologia cristiana; inserendo nel motore di ricerca del blog in alto a destra questa sigla si troveranno anche gli altri.

7 risposte a “Lettere di Paulus, Lettera degli Apostoli, Lettera di Jeshu ad Abgar – CCMC 6 – 579.

  1. Chi è Dio e chi è Gesù per te.
    Se non chiarisci questo come puoi far capire a noi cosa vuoi dire con i post che pubblichi?
    A proposito di conservare e raggruppare lettere e scritti, era già in uso nella religione ebraica con la Torah tramandava accuratamente la relazione di Dio con il suo popolo, in attesa del messia.
    Gesù non ha portato la salvezza che si aspettavano i sacerdoti ebrei, infatti è stato condannato e crocifisso.
    Chi parla di Gesù e vuole tramandare il suo insegnamento è gente del popolo ebraico che vede negli scriba e nei sacerdoti l’essenza della schiavitù religiosa e che si è liberata attraverso la Sua parola, pur di non perdere quella libertà si fa uccidere e non lo rinnega. Attraverso gli scritti si testimonia ai posteri la relazione con Dio esattamente come in passato, il Dio è lo stesso ma liberato dalle leggi umane che attraverso di lui sottomettevano il popolo per sete di potere.
    E’ vero che ci si da un gran da fare a proteggere dall’eresia l’insegnamento di Gesù, ma quale era?
    Tu lo sapresti spiegare?

    • proverò a rispondere, anche se questo è un interrogatorio serrato!

      1. Dio, per me, è una categoria mentale umana ricorrente in varie culture e civiltà.

      2. Jeshu – ma questa non mi pare una opinione personale – è una figura, non è del tutto chiaro fino a che punto storica e fino a che punto mitologica, che fa da punto di riferimento fondamentale per la fede dei cristiani.

      3. è vero il raggruppamento nel Talmud (forse volevi dire Talmud, non Torah) di scritti e commenti; ma non mi risulta di “lettere” (c’è una certa differenza come ben capisci, perchè gli scritti di solito restano presso l’autore, ma nel mondo antico non era uso conservare copie delle lettere, salvo casi eccezionali, e dunque raccogliere le lettere non era così semplice): però correggimi se sbaglio.

      4. è vero invece che l’abitudine di manipolare i testi di valore religioso non è una invenzione particolare cristiana, ma una precisa tradizione ebraica: la stessa bibbia ebraica è frutto di queste ampie falsificazioni fin dalla sua stessa nascita, che è frutto della manipolazione realizzata da Esdra nel V secolo di diversi altri testi precedenti…

      5. “Gesù non ha portato la salvezza che si aspettavano i sacerdoti ebrei, infatti è stato condannato e crocifisso”.
      questa frase è terribilmente equivoca e potenzialmente anti-semita: Jeshu non è stato condannato a morte dai sacerdoti ebrei, ma dall’impero romano e per sovversione politica, non per motivi religiosi (ammesso poi che il fatto si sia svolto come raccontato nei vangeli).

      6. non vi era un solo insegnamento di Jeshu, ma fin dalle origini ne sono esistite diverse forme e versioni, ciascuna impegnata con falsificazioni varie e poi anche con la violenza a dimostrare di essere l’unica vera e giusta.
      non vi è dunque nessun modo per distinguere tra fede vera ed eresia, per lo storico, a meno di non dichiarare per definizione eretiche quelle versioni degli insegnamenti di Jeshu che sono stati alla fine sconfitte ed emarginate.
      storicamente questo è interessante: che eresia è soltanto la lettura che viene emarginata; l’eresia che si afferma diventà verità di fede.

      7. no, non saprei spiegare quale era l’insegnamento di Jeshu: c’è troppa confusione di voci discordi e manca qualche testo sufficientemente attendibile per poter dire: è questo…

      tuttavia mi pare interessante, per arrivare il più vicini possibili ai suoi veri contenuti, leggere le più antiche testimonianze sul suo pensiero, che sono quelle dei vangeli di Tommaso, di Filippo e della fonte Q, ricostruita dal vangelo di Luca…
      io ci ho provato in vari scritti:

      da qui in poi sul vangelo di Giuda o Tommaso: http://bertolauro.blogs.it/2006/02/12/65_il_vangelo_di_giuda~555989/
      http://bertolauro.blogs.it/search/Tommaso/AND/

      qui il Vangelo di Filippo: https://bortocal.wordpress.com/origini-del-cristianesimo/vangelo-secondo-filippo-alcune-annotazioni/

      una ricerca abbastanza compiuta e su un punto particolare in questa serie organica di post:
      https://bortocal.wordpress.com/?s=divorzio

      ciao.

  2. Ti posso dire io cosa è per me dopo che ho cercato di capire per circa trent’anni da sola , lontana dalla chiesa cattolica anni luce, perché non potevo credere che Gesù avesse messo nelle mani di certe persone la missione da lui iniziata.
    Leggevo bibbia e vangelo ma rimaneva la domanda a cui non sapevo rispondere, cosa volesse Gesù da noi.
    Predicava ma non diceva come fare, prima di lui c’erano i comandamenti ma ha detto che non per mezzo di essi ci sarebbe stata salvezza per l’uomo.
    Gesù disse: non pensate che io sia venuto ad abolire la legge e i profeti. Non sono venuto per abolire ma per dare compimento. (mt 5,17-18)
    Recentemente mi è successa una cosa potente e inaspettata: mi sono sentita amata, immersa in un amore immenso che mi faceva amare tutti indistintamente. Piangevo, ma di gioia, tanto grande era quell’amore. Ed è stato un tutt’uno capire.
    Ho cercato tra le apparizioni mariane, cosa a cui assolutamente non credevo, perché sentivo che era da colei che si chiamava Maria che arrivava lo sconvolgimento che vivevo, ma non so spiegare come.
    Ciò che mi sento di dire ora, anche se posso esser presa per ingenua è che Dio è amore.
    Se si da credito a rivelazioni a cui persino la chiesa cattolica fa fatica a credere e non pubblicizza è “la genesi” di don Guido Bortoluzzi, come non vengono pubblicizzate apparizioni mariane che ci richiedono da anni e anni conversione, pentimento, S.Eucarestia , digiuni, e preghiere.
    Molto interessanti sono le apparizioni all’indios Coromoto in Venezuela oppure a Segatashya Emmanuel a kibeho in Ruanda perché persone non cattoliche né cristiane.

    Fai clic per accedere a genesi-3-it.pdf

    Fai clic per accedere a kibeho-maindron.pdf

    Ci è stata data la possibilità di amare nonostante la nostra imperfezione, abbiamo in noi la scintilla del suo amore , sta a noi farlo crescere per essere altruisti, saremo noi stessi a giudicarci e come sappiamo bene non siamo caritatevoli nemmeno con noi stessi.
    Se non credi non arrabbiarti ti prego. Non è mia intenzione convincerti di quel che credo io, (nemmeno io credevo e capisco chi non capisce) nessuno può convincere nessuno, è solo aprire uno spiraglio perché chi è figlio di Dio riconosce suo Padre da solo.
    Dimenticavo di dire che dopo questo sono stata a Medjugorje con mio marito (assolutamente scettico) che mi ha accompagnata perché mi ha spiegato poi, ha visto una luce ne miei occhi che non aveva mai visto prima.
    Non ne sono sicura ma penso gli sia successo qualcosa di particolare lì, perché ha detto ad altre persone di aver capito molte cose della sua vita.

      • Medjugorje non è che una parte, ciò che dicono gli altri è solo testimonianza( anche su altre apparizioni), devi vedere e vivere in te stesso se muovono il cuore
        L’uomo senza Dio non crede all’amore come unica via di salvezza.
        L’inferno secondo molti veggenti è il luogo dove non c’è amore perché l’uomo ha rifiutato Dio-Amore; dove il tormento è assenza totale di amore, ho provato ad immaginarlo e dev’essere terribile.
        Ci vuole più coraggio ad amare che ad odiare, a capire invece che rifiutare, stare vicino a chi soffre per consolare perché lo si guarda con gli occhi di Dio. Lo stesso Gesù era vicino ai peccatori per salvarli da loro stessi.
        Nella sofferta mia ricerca se non ho capito male, ci ritroveremo davanti alla nostra vita per giudicarla e se non saremo pronti ad affrontarla nella sua pochezza staremo talmente male da condannarci.
        E’ dovere di ogni credente avvertire i suoi fratelli di quanto accadrà, in ogni apparizione la Madre di Gesù e di tutti gli uomini dice che ognuno deve diventare discepolo e diffondere i suoi messaggi.
        Sei persona intelligente e so che saprai cercare da solo se vorrai, e rimarrai esterrefatto quando scoprirai quante apparizioni e messaggi di Maria ci sono anche ai nostri giorni, in Italia e nel mondo, e quante ce ne sono state e ci sono di Gesù, spesso non è necessario andare lontano.
        Ti ci vorrà tempo e non sarà per nulla facile, o meglio , per me non lo è stato per nulla, quindi posso solo pregare che ti sia più facile. Ti saluto caramente e che Maria ti accompagni

        http://www.arautos.org/artigo/39257/Nostra-Signora-di-Coromoto–Regina-della-misericordia-insondabile.html

        • apparizioni e miracoli avvengono in tutte le religioni: come possono essere tutte vere?

          i miracoli non ci portano a nessuna verità: sono soltanto delle testimonianze sul cuore umano

  3. Pingback: la struttura della raccolta delle Lettere paoline e alcuni problemi connessi -CCMC 8, 675. | Cor-pus·

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