l’elettore stufo e l’amaro risultato lucano di Renzi – 592.

il vero fatto politico di ieri non è la vittoria scontata di Renzi alle primarie del Partito Democratico, come vogliono farci credere (la scelta era fra lui e una controfigura di D’Alema, figurarsi), ma il vero e proprio trionfo elettorale dell’astensionismo al piccolo test delle elezioni in Basilicata.

in realtà tra i due fatti c’è un legame, non visibile a prima vista, che vorrei provare a sottolineare.

(se poi sembrerà una delle solite idee balzane, pazienza: è il tempo che mi dà ragione nnella mia battaglia abbastanza isolata contro le menzogne dei mendia e la manipolazione dell’opinione pubblica…)

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in Basilicata la maggioranza degli elettori non ha votato.

potrei provare ad incamerare la cosa come una specie di successo, dato che è la linea che sulle elezioni sostengo anche io, ma non sono così stupido: più della metà degli elettori che non si riconoscono in alcuna forza politica non sono un buon segno per la democrazia

(e in effetti anche io sostengo che bisogna recarsi al seggio e rilasciare una dichiarazione argomentata di rifiuto del voto alle prossime elezioni politiche, proprio perché la democrazia sta male nel nostro paese – per non dire in tutto il mondo; ma non risultano comportamenti di questo tipo, quindi sto tramquillamente relegato a far parte per me stesso).

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se in Basilicata ha votato il 47,6 degli elettori, Renzi ha “vinto” le primarie del Partito Democratico con il 46,7% dei voti: bizzarra la quasi coincidenza fra le due percentuali.

non sappiamo neppure esattamente quanti degli iscritti abbiano partecipato alla tornata elettorale interna del Partito Democratico, pare comunque attorno ai 300.000, ma qui pare si sia stati di fronte ad un anti-astensionismo encomiabile, se è vero che in molte sezioni i votanti sono stati addirittura di più degli aventi diritto…

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voglio dire che quello di Renzi è un risultato molto mediocre per chi vuole presentarsi (non si sa in base a quale programma) come il salvatore d’Italia: sarà duro governare avendo contro più della metà del proprio partito, e perdipiù col maneggione D’Alema fra i piedi.

una meteora, continuo a pensare: un’ulteriore manifestazione della voglia di una parte degli italiani di farsi prendere per il culo, e del silenzio degli altri.

per fortuna che c’è una persona più seria, come Letta, mi verrebbe perfino da dire, dato che tra i due mali si sceglie il monore, anche se in Italia non tira buona aria per la serietà e, se i candidati non danno prova certa di essere dei coglioni, l’insuccesso è assicurato.

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tuttavia non è mai tardi per i ripensamenti: l’elettorato italiano è in questo momento volubile e ci sono dei buoni precedenti storici… 🙂

nel 1992, quando il 17enne Renzi iniziò la sua carriera politica – come aderente della Democrazia Cristiana, naturalmente… – e scriveva sul giornalino scolastico il Divino mensile, si presentò alle elezioni della componente studentesca in Consiglio di Istituto del Liceo Dante di Firenze, dove studiava: la sua lista cattolica («Al buio è meglio accendere una luce che maledire l’oscurità») arrivò solo seconda, con 99 voti, di gran lunga surclassata, con 269 voti, da una lista a-partitica guidata da Leonardo Bieber, oggi consigliere comunale del Pd a Palazzo Vecchio.

Renzi poi ha abbandonato la Democrazia Cristiana del secolo scorso per riciclarsi nel Partito Democratico, la DC del nuovo millennio: ma chissà che non finisca così anche la prossima volta alle elezioni politiche italiane col trionfo di qualche nuovo personaggio fuori dai partiti, che non sia il Grullo-Brillo.

al momento, infatti una metà abbondante degli elettori non ne possono più dei partiti, tra i quali mettiamo anche i grilletti a 5 Stelle e una vera alternativa è necessaria, per la democrazia.

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quindi, lasciate stare per favore le percentuali che state leggendo sui quotidiani stamattina e che avrebbero preso i partiti in Basilicata: sono cifre taroccate con lo stesso artificio contabile che si applica alla distribuzione del 5 per mille.

chi rifiuta di dare il per mille alla Chiesa Cattolica, ma non indica un’alternativa, lo dà egualmente alla Chiesa cattolica; la legge non toglie dal monte dei contributi quelli che si rifiutano di darli.

e nelle elezioni è lo stesso: non vuoi votare? e noi ti facciamo votare lo stesso e ti calcoliamo nelle percentuali come se lo avessi fatto…

la prima riforma elettorale, se il sistema è proporzionale, non dovrebbe essere quella di fissare il numero dei rappresentanti in proporzione al numero dei votanti?

sarebbe un buon modo per tagliare i costi della politica senza inteccare la demcorazia, e un buon bagno di umiltà per i rappresentanti, se si ricordasse loro il numero reale delle persone che hanno fiducia in loro. 

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comunque, bando alle ciance, ed ecco le cifre reali del consenso dei partiti in Basilicata:

Centro-sinistra: valore reale, 28,4% degli elettori; valore dichiarato 59,6% dei votanti

Destra berlusconiana: valore reale, 9,2% degli elettori; valore dichiarato 19,4% dei votanti

5 Stelle: valore reale, 6,3% degli elettori; valore dichiarato 13,2% dei votanti

Sinistra (nel senso di Sinistra, ecologia e libertà): valore reale, 2,5% degli elettori; valore dichiarato 5,2% dei votanti

trascuro le altre liste minori, con risultati soltanto simbolici, tranne una, quella dei Radicali, con 724 voti, più o meno lo 0,1% degli elettori.

concretamente in Basilicata circa un elettore su 4 è dem-dem, meno di 1 su 10 berlusconiano, uno su 15 è un grilletto, uno su 40 è di sinistra (la sinistra di SEL!); e uno su 1.000 è radicale.

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ed ecco dove la Basilicata e quel che ci dice sulla vera situazione politica italiana e i risultati della consultazione del Partito Democratico si incontrano.

con questa forza e con questa credibilità un Partito Democratico spaccato in due dovrà governare l’Italia sotto la guida di uno sventato zuzzurellone furbastro come Renzi.

uscirà da qualche cappello da giochi di prestigio una vera alternativa? ne dubito.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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