di nuovo Genova – 603.

veramente imbarazzante quel che è successo a Genova, da sempre cuore dell’Italia vera e anticipatrice delle svolte politiche.

nel 1961 fu Genova a far cedere il governo filo-fascista di Tambroni, un democristiano di sinistra, fermamente voluto e quasi imposto al Parlamento come primo ministro dal Presidente della Repubblica di allora, un altro democristiano di sinistra, Gronchi, che era stato sottosegretario con Mussolini (chissà se il rinvio insegna qualcosa anche all’oggi): e si ridussero a fare sparare ai manifestanti dalla polizia ammazzandone parecchi; ma fu chiaro che non c’era spazio per queste avventure e cominciò il centro-sinistra.

nel 2001 fu Genova a far capire al ri-nato governo Berlusconi e al Fini ancora fascista che ne faceva il vice, che non era il caso di provare un regime autoritario; è Genova 2001 che ha inventato il berlusconismo soft e il populismo dell’IMU, ma senza regime poliziesco…

e che cosa sta inventando Genova 2013, che non lo capisco?

* * *

l’informazione sullo sciopero degli autotrasportatori di Genova è carente, lo ammetto, ma da tutte le parti.

la grande stampa ufficiale (lasciatemela chiamare, per una volta, di regime), si è accorta della protesta tardi e male, al quarto giorno di sciopero selvaggio, proseguito anche dopo la precettazione del Prefetto.

barbarie giuridica e sociale, lasciatemelo dire, e parlo di uno sciopero ad oltranza che calpesta diritti essenziali dei cittadini: ci devono essere altre forme per tutelare le proteste e il diritto di sciopero: ma l’Italia è in questo un paese barbarico, talmente assuefatto alla prepotenza che anche la protesta deve necessariamente assumere la forma del sopruso contro qualcun altro.

Repubblica ci informa che i sindacati sostengono che si vuole privatizzare il trasporto pubblico: 

Andrea Gamba (Cgil): “Qui c’è l’assassino del trasporto pubblico, ma bisogna andare a trovare il mandante. E’ necessario andare a Roma, con delegazioni da tutta Italia, perché sono lì i colpevoli di questa situazione”.

Danilo Caruso, della Filt/Cgil Roma-Lazio: “La questione di Genova è una questione nazionale. I lavoratori sono vittime come i cittadini”.

Mauro Nolaschi, della Faisa-Cisal, il sindacato autonomo, quello che una volta era il nemico mortale della CGIL, individua in “Claudio Burlando, il mandante della svendita del trasporto pubblico locale: proprio lui, da ministro, nel ’97 iniziò la privatizzazione”. 

all’assemblea degli autisti, un autsita di Roma dichiara che “a Genova non è in atto soltanto uno sciopero contro la privatizzazione dell’Amt, ma è diventato l’ultimo baluardo dei bisogni della gente, che capisce il disagio e non ci condanna, tanto che sui social network sono arrivati 16mila messaggi di solidarietà”. 

ok, ma sono affermazioni tutte un po’ vaghe.

cerco aiuto nei blog, in particolare in qualcuno per definizione schierato sempre accanto ad ogni forma di opposizione dura, a prescindere dal merito delle questioni, ma neppure qui trovo aiuto: mi si parla dello “sciopero ad oltranza che i lavoratori del trasporto pubblico di Genova stanno attuando contro la privatizzazione decisa dal comune con l’inevitabile coda di licenziamenti e aumento di biglietti”. 

si afferma che c’è una congiura del silenzio su “una protesta che potrebbe dare il cattivo esempio e mettere nella bufera il piano di privatizzazioni a tappeto che si immagina per tutta l’Italia, persino mettere in cattiva luce gli utilissimi sindacati padronali”. 

quello che non capisco è come mai invece il sindaco Doria, del Partito Democratico, nega con decisione che il problema sia questo:

“Il Comune di Genova non vuole privatizzare l’Amt. L’azienda deve avere i conti in equilibrio, non può fallire, abbiamo il dovere di salvarla. Vivo questa situazione con grande senso di responsabilità e grande impegno. Sono stato coerente con le mie idee, si devono salvare i beni pubblici. Il Comune è disponibile a trattare sugli 8 milioni di euro che mancano per garantire la salvezza di Amt. Ma dobbiamo sederci al tavolo e discuterne a 360 gradi. Nessuno può chiamarsi fuori. Con il contributo nostro e dei lavoratori sono stati salvati dei posti di lavoro nel 2013”.

sembrano affermazioni di molto buon senso, viste da lontano.

intanto è arrivato Grillo, niente di strano, è genovese, ma con lo stile democristiano che oramai lo contraddistingue, dicendo che era lì come cittadino, non come politico (anche se come politico qualcuno lo ha fischiato lo stesso): incredibile il doppio-giochismo di quest’uomo, che fa impallidire quello di Andreotti.

dice Grillo:

“La vostra lotta è un segnale importante, sfilo con voi. Le autostrade, il gas, trasporti, l’acqua, sono un bene pubblico nessuno deve arrogarsi il diritto di venderli ai privati. Qui a Genova si è ceduta una piazza per 90 anni per farne un parcheggio: e queste cose le decidono persone che nel loro programma non hanno mai detto che volevano privatizzare. Questa è una battaglia epocale che deve partire da Genova e coinvolgere tutta l’Italia.”

peccato per lui che nel frattempo le parti si sono effettivamente sedute attorno ad un tavolo, hanno trattato per nove ore (come si poteva fare anche qualche giorno prima senza prendere in ostaggio i cittadini) e raggiunto un accordo.

che non sembra così tanto epocale, per dirla volutamente alla buona.

* * *

L’accordo prevede, in primo luogo, che l’Amt rimanga pubblica. La Regione si impegna a finanziare l’acquisto in tempi brevi di 15 nuovi mezzi attraverso una riprogrammazione di risorse già impegnate e, nel quadriennio 2014-2017, di altre 200 vetture, con finanziamenti da fondi europei e nazionali. 

La Regione, poi, si impegna ad accelerare il percorso di costituzione dell’Agenzia unica per il Tpl entro marzo del 2014 in modo che operi a regime entro la fine dell’anno.

Per ripianare il disavanzo di Amt, calcolato in 8,3 milioni di euro nel 2014, il Comune si è impegnato a ripatrimonalizzare l’azienda con un investimento pari a 4,3 milioni di euro. I restanti 4 milioni saranno invece recuperati attraverso riorganizzazioni aziendali che non toccheranno nè le retribuzioni, nè l’orario di lavoro, nè i riposi dei dipendenti.

In particolare, tra gli interventi di riorganizzazione è prevista l’esternalizzazione di quote di attività che verranno affidate in appalto (come i servizi sulle linee collinari). Dopo l’eventuale firma definitiva dell’accordo si avvierà una trattativa aziendale per stabilire quante e quali linee appaltare. Questa misura dovrebbe consentire un risparmio per l’azienda pari a 2 milioni di euro.

be’, adesso non pigliateci per i fondelli, per favore: non era questa “la privatizzazione”?

Per recuperare i restanti 2 milioni di disavanzo, l’accordo prevede altre riorganizzazioni interne, che dovranno essere individuate entro il 31 dicembre di quest’anno in modo da essere realizzate a partire da gennaio del 2014.

geniale: ma questo è il modo classico di risolvere i problemi in Italia: rinviarli.

E’ stato precisato che l’accordo prevede esplicitamente l’inscindibilità delle singole misure stabilite: se un punto non dovesse essere rispettato, salterebbe l’accordo nel suo complesso.

ora tocca alla famosa base esprimersi, e si vedrà.

* * *

considero questo post già fin troppo lungo: ciascuno ne tragga (ammesso che qualcuno lo legga) le conclusioni che crede: dico soltanto che a me pare il ritratto perfetto di un paese allo sbando, incapace di affrontare i problemi con senso di realtà e in preda alla demagogia più insensata.

2 risposte a “di nuovo Genova – 603.

  1. Per quanto può dirsi “perfetta” una situazione del genere.

    Per restare in tema ti ricordo che il regime c’è ed è applicatissimo. Ricordo i miei corregiali che furono bloccati a civatavecchia quando si recarono a Roma per protestare al Ministero dell’Agricoltura: http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_dicembre_28/civitavecchia-pastori-sardi-181153578118.shtml
    Trattati come criminali. Ammesso che non ne diedero comunicazione, così scrivono i giornali….ma ti pare che possa partire con delle navi così tanta gente senza che la questura ne sia, in qualche modo, informata?

    Ma al dì di tutto l’informazione lascia a desiderare. Tutto viene pubblicato e manovrato sempre con uno scopo bene preciso.
    Su questo non ho alcun dubbio.

    buon proseguo
    .marta

    • ritratto perfetto di una situazione allo sfascio: insomma, bellissima natura morta, nel suo genere… 🙂 😦

      aggiungi pennellata su pennellata anche tu: e il senso di sgomento cresce.

      perché in un quadro di disinformazione simile, anche la rabbia di chi subisce dei torti assume forme insopportabili.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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