il Porcellum è morto, il Porcellum è vivo – 642.

la sentenza storica della Corte Costituzionale sulla illegittimità delle norme elettorali vigenti determina grande confusione sotto il cielo: situazione eccellente, dunque, diceva qualcuno che è meglio non citare.

ma la confusione non è buona quando è confusione delle lingue e delle intelligenze: in questo caso viene più opportuno citare la torre di Babele.

la confusione delle lingue mostra penosamente l’approssimazione e l’impreparazione dei nostri se-dicenti leader politici e della nostra stampa.

confusione anche interessata, ovviamente: pensate che il grande Corriere arriva al punto da citare, virgolettandola, una frase che nel comunicato della Corte Costituzionale proprio non c’è:

La Corte, comunque, ha già detto la sua su questo aspetto della sentenza che «è destinata a non avere effetti sugli attuali parlamentari». La sentenza, «sarà cogente solo dopo la pubblicazione delle motivazioni e vengono fatti salvi gli effetti di legge per il passato».

da dove sono prese queste due frasi? non certo dal Comunicato che si può leggere (oltre che nel mio post di ieri, sul sito ufficiale della Corte Costituzionale, qui, a destra – file scaricabile). 

* * *

Grillo e Renzi dicono che la Corte Costituzionale ha ripristinato il Mattarellum: non è vero, loro appaiono semplicemente persone incapaci di leggere una sentenza e di capirla per quel che dice.

le notizie filtrate stamane confermano: con 8 voti contro 7 la Corte ha deciso di non cancellare l’intero Porcellum, ma solo le sue due norme particolari, come dicevo ieri sera.

quanto al vecchio rimbambito che ha ripetuto il ritornello della Corte Costituzionale fatta di comunisti, c’è da chiedersi che senso ha una informazione fatta di veline sue soltanto, dove si riportano questi vaneggiamenti senili con tutta la serietà che compete ad un oracolo e senza che nessuno abbia il coraggio di metterle in due righine in basso con un titoletto: “la solita solfa”.

e Calderoli che si fa intervistare per dire “io l’avevo sempre detto”? ma è una notizia, questa? sì, una notizia da Cottolengo.

è drammatico essere guidati da degli ignoranti e anche essere informati da incompetenti.

* * *

veniamo al dunque, allora.

la Corte Costituzionale non ha dichiarato incostituzionale la legge elettorale vigente, il Porcellum, nel suo insieme, ma ha dichiarato incostituzionali due suoi aspetti circoscritti:

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme della legge n. 270/2005 che prevedono l’assegnazione di un premio di maggioranza (sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica) (… e) delle norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali ‘bloccate’, nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza.

cancellando questi due aspetti della legge, la Corte Costituzionale mantiene il sistema elettorale proporzionale previsto dalla legge Calderoli, con i relativi quorum vincolanti per entrare in parlamento, ma senza premio di maggioranza ed integrandolo con l’obbligo di lasciare esprimere all’elettore delle preferenze per la scelta dei candidati.

il Porcellum è morto, allora, ma il porcellum è anche vivo (come il gatto di Schroedinger, chi se lo ricorda…)

* * *

ho provato a dare un’occhiata alla legge, qui, e la cosa dovrebbe funzionare, più o meno così:

la Corte Costituzionale ha dunque abrogato l’art. 83 cc. 2 e 3 (e la parte della legge corrispondente per il Senato):

Qualora la coalizione di liste o la singola lista che ha ottenuto il maggior numero di voti validi espressi ai sensi del comma 1 non abbia gia’ conseguito almeno 340 seggi, ad essa viene ulteriormente attribuito il numero di seggi necessario per raggiungere tale consistenza. In tale caso l’Ufficio assegna seggi alla suddetta coalizione di liste o singola lista. Divide quindi il totale delle cifre elettorali nazionali di tutte leliste della coalizione o della singola lista per 340, ottenendo cosi’ il quoziente elettorale nazionale di maggioranza.

3. L’Ufficio procede poi a ripartire proporzionalmente i restanti 277 seggi tra le altre coalizioni di liste e liste di cui al comma 1, numero 3). A tale fine divide il totale delle loro cifre elettorali nazionali per 277, ottenendo il quoziente elettorale nazionale di minoranza. Nell’effettuare tale divisione non tiene conto dell’eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide poi la cifra elettorale di ciascuna coalizione di liste o singola lista per tale quoziente. La parte intera del quoziente cosi’ ottenuta rappresenta il numero di seggi da assegnare a ciascuna coalizione di liste o singola lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle coalizioni di liste o singole liste per le quali queste ultime divisioni hanno dato i maggiori resti e, in caso di parità di resti, a quelle che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale; a parità di quest’ultima si procede a sorteggio.

* * *

un poco più complesso pare, ad una prima osservazione, il problema delle preferenze; ma in questo caso è probabile che venga abrogato l’art. 84. c. 1, che modificava la legge elettorale precedente, e per questa via vengano ripristinate le preferenze, considerando che la Legge Calderoli ha l’impostazione di una modifica al Testo Unico della pre-esistente legge elettorale.

in questo caso il capoverso da abrogare è questo:

Il presidente dell’Ufficio centrale circoscrizionale, ricevute da parte dell’Ufficio centrale nazionale le comunicazioni di cui all’articolo 83, comma 6, proclama eletti, nei limiti dei seggi ai quali ciascuna lista ha diritto, i candidati compresi nella lista medesima, secondo l’ordine di presentazione.

* * *

solo sul Fatto Quotidiano trovo al momento una discussione della decisione della Corte all’altezza dei fatti (e mi spiace dirlo, dato che non apprezzo in genere l’impostazione e la linea di questo giornale).

si cita Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, secondo cui con la pronuncia di oggi sono ‘morti’ premio di maggioranza e liste bloccate, ma non il Porcellum.

“Non si torna alla legge precedente”, ossia il Mattarellum, “ma si ha una conferma del proporzionale senza premio di maggioranza. Questo sembrerebbe l’effetto della prima parte della sentenza.

La Corte ha fatto venir meno la previsione del premio di maggioranza. Quindi, si dovrebbe immaginare che, se non intervenisse nessun’altra misura legislativa, si applica il proporzionale senza premio di maggioranza.

Per l’altro aspetto”, ossia le liste bloccate, “è stata dichiarata incostituzionale la parte in cui non consente di esprimere preferenze. Ma qui è più difficile capire l’effetto pratico se non ci fosse un intervento legislativo: si può immaginare non solo che l’elettore possa dare preferenze, ma che poi l’ordine di elezione sia determinato dalle preferenze e non dall’ordine di lista? Su questo punto credo dovremo attendere le motivazioni, per capirne bene la portata. 

Solo col deposito della sentenza si produrrà l’effetto di far cessare l’efficacia delle norme dichiarate incostituzionali. Quindi, per ora formalmente non è ancora cambiato nulla”.

quindi sul Fatto si ribadisce, contro la vulgata diffusa subito da Repubblica e Corriere, che “comunque, fino a nuova legge, non c’è un ritorno di fatto al Mattarellum”.

ma magari stamattina correggeranno il tiro.

* * *

ma il Parlamento attuale, illegittimo sostanzialmente, non può certo procedere a fare una riforma elettorale.

il suo problema di legittimità non sta nel fatto del premio di maggioranza, che può essere eliminato, dato che la Camera non ha ratificato ancora l’elezione dei deputati (è lo scenario delineato nei giorni scorsi da Brunetta, del quale avevo parlato qui): esso di per sé è risolvibile, anche se comporta una ri-distribuzione dei seggi con drastica riduzione del numero dei deputati del Partito Democratico e parallelo incremento di quello dei berlusconiani e dei 5 Stelle.

ma il problema irrisolvibile è quello della mancata legittimazione dei singoli deputati eletti su liste bloccate.

a meno che la Corte Costituzionale non si inventi qualche soluzione geniale nella pubblicazione della sentenza, si dovrebbe tornare a votare in tempi rapidissimi e sulla base della legge elettorale di Calderoli costituzionalizzata, cioè di un proporzionale puro.

* * *

tuttavia la situazione è senza precedenti e la Corte Costituzionale dovrà fare dei salti mentali straordinari per impedire il collasso totale del sistema.

cito, dal Fatto, il giurista Gianluigi Pellegrino:

“Dopo il pronunciamento della Consulta, il Parlamento è delegittimato; dal punto di vista istituzionale è una decisione clamorosa. Nelle motivazioni della sentenza, la Corte si sforzerà di dire il contrario. Ma l’effetto reale è quello di una potente delegittimazione delle Camere.

Ora la sanzione costituzionale, priva le due Camere di ogni minima legittimazione costituzionale e politica.

A questo punto vi è un dovere civico di procedere allo scioglimento, potendosi solo procedere come indica la Consulta ad una riforma elettorale che sia ampiamente condivisa, perché certo non si possono usare le maggioranze incostituzionali per approvare la legge elettorale”.

I parlamentari eletti con il premio senza soglia bocciato dalla Corte “sono stati eletti sulle base di una norma illegittima e ora devono essere sostituiti. Alla Camera, dove non si sono concluse le operazioni di convalida, la giunta deve espellere circa 150 deputati e sostituirli con altri: dovrebbero uscire esponenti Pd, ed entrare esponenti Pdl-Fi, Movimento 5 Stelle e Lista civica”.

* * *

le elezioni con una legge proporzionale come il Porcellum costituzionalizzato ci restituiranno il quadro reale del paese, cioè ci daranno un Parlamento assolutamente ingovernabile, una maggioranza parlamentare contraria all’euro, e in sostanza un paese al delirio parte berlusconiano, parte grillesco.

bisogna partire da qui, ci attendono mesi molto duri; però finalmente la dialettica politica sarà restituita alla realtà e i partiti smetteranno di giocare alla roulette russa per conquistare il premio di maggioranza che dicevano di rifiutare.

con un 20% di berlusconiani, un 25% di Democratici, un 10% di centristi sparsi, un 25% di grilletti, un 5% di sinistra, un 4% di Lega e il resto sparpagliati qua e là, sarà divertente gestire il prossimo parlamento.

ci penserà il nuovo Presidente della Repubblica, dato che è evidente che lo scioglimento di un Parlamento oramai politicamente illegittimo comporta anche le dimissioni del Presidente eletto da questo, davanti al prossimo parlamento.

* * *

l’ultima mia domanda polemica è come è possibile che la Costituzione più bella del mondo abbia prodotto un simile ingorgo giuridico.

e che un parlamento illegittimo abbia potuto legiferare per sette anni, dare la fiducia a governi, eleggere due volte il presidente della repubblica, senza avere le basi costituzionali per farlo?

questa sentenza che dichiara fuori dalla Costituzione gli ultimi 7 anni di storia politica italiana e pone davvero fine alla seconda repubblica, colpisce anche a morte tutte le forze politiche che hanno gestito in-costituzionalmente questi anni: Berlusconi, il Partito Democratico, Grillo.

il futuro dovrà essere necessariamente di forze del tutto nuove, non compromesse con questo passato.

* * *

mi permetto però di catoneggiare un po’ e di indicare anche le responsabilità personale degli ultimi due Presidenti della Repubblica, Ciampi e Napolitano.

il presidente della repubblica ha infatti la facoltà di rinviare alle Camere una legge che non condivide per motivi costituzionali, ma – di fronte a una seconda deliberazione – deve promulgarla comunque.

Ciampi non esercitò col porcellum il suo potere di rinvio alle Camere.

ma poi ci sono anche dei problemi strutturali della costituzione.

certamente, ad esempio, la legge sarebbe stata riapprovata dalla maggioranza berlusconiana.

ma allora la Costituzione dovrebbe prevedere che, nel caso di una seconda approvazione, il Presidente della Repubblica possa sollevare quesito di costituzionalità alla Corte, e che l’applicazione della legge resta sospesa fino alla pronuncia della medesima, entro tempi certi (per esempio un mese), così come la facoltà delle Camere di mettere in stato di accusa il Presidente nel frattempo.

vedremo se la riforma della Costituzione che il nuovo Parlamento dovrà approvare si farà carico di questo problema.

7 risposte a “il Porcellum è morto, il Porcellum è vivo – 642.

  1. si torna al proporzionale puro.!

    che sentimentaloni….! A LA RECHERCHE DU TEMPS PERDU…….!
    assisteremo ancora allo strapotere dei partitini,all’esa o pentapartito,ai democristiani rinati con nuovi appetiti e chissa’ che i socialisti non condizionino ancora tutta la politica.
    sicuramente ci saranno i soliti accordi,scambi e favori innominabili per creare governicchi che sopravviveranno al massimo 5 mesi…!

    cambiamenti affinche’ tutti resti come prima……IL CAOS

    W L’ITALIA W IL PAPA W LA MAMMA W L’ABBACCHIO….la fierezza di essere passati da italici ad italiani

    • su questo punto forse non siamo d’accordo.

      come ho cercato di spiegare, la Corte ha fatto una osservazione molto semplice, chiara e logica: se si sceglie un sistema proporzionale (ma non è obbligatorio, e la Corte ragione sulle leggi che ci sono, non legifera al posto del Parlamento), il proporzionale deve poi rispecchiare almeno a grandi linee le opinioni dei cittadini.

      leggi di modifica col premio di maggioranza (qui in realtà addirittura di minoranza) sono quella fascista del 1923 e la legge truffa del 1953, respinta di fatto dagli elettori e subito cancellata.

      il discorso non fa una piega.

      l’alternativa è un sistema maggioritario, ma la Corte non ha il potere di realizzarlo (a me non piace neppure il sistema misto del Mattarellum; e vedo con soddisfazione che la Corte ha evitato di rimetterlo in piedi).

      così è finita la corsa anti-democratica dei vari Renzi a vincere e sbaragliare il banco.

      il governo del 30% non è democratico: si governa con coalizioni: che male c’è?

      il procellum mica ha impedito frammentazioni e ricatti dei partitini anche piccolissimi…

      la Corte ha fatto quel che meglio poteva, a parer mio, nell’ambito dei suoi poteri.

      e quello che se ne lamenta di più è Renzi, l’ultimo berlusconiano d’Italia…

    • all’inizio era dovuto ad una paura tutta tedesca, che ci potesse essere qualcosa di doloso, come nei roghi delle case turche in Germania, di cui dovetti occuparmi tempo fa; poi per fortuna non pare sia stato così; siamo un paese cripto-razzista, ma alieno dalla violenza, almeno a Prato.

      a questo punto sarei potuto intervenire; ma qui è subentrato un altro tipo di fastidio, che psero di riuscire a spiegare bene: le condizioni dei cinesi a Prato erano note a chi di dovere anche prima, e lo saranno anche dopo; la cronaca nera in Italia serve a sollevare i problemi con clamore emotivo e poi a lasciarli cadere da capo nel dimenticatoio.

      ecco, ho voluto rifiutare di accodarmi a questo rito; se i stato fine a cogliere il mio voluto silenzio, e grazie di avermi permesso di spiegarlo.

  2. Ho sempre trovato molto brutta la retorica di tutti coloro che odiano i piccoli partiti. Ogni partito, indipendentemente dalle sue dimensioni, deve avere la possibilità di esprimersi, altrimenti tutta la società cade nel conformismo e nell’ immobilismo. Io ammiro il sistema svizzero dove anche le minoranze più sparute sono rappresentate.

    • io concordo con te; capisco anche l’esigenza di assicurare un governo stabile, viste certa caratteristiche della nostra vita chiamiamola politica, per usare un eufemismo, ma credo che in un sistema bicamerale, una delle due Camere, quella che non dà la fiducia al governo, dovrebbe essere eletta con metodo rigorosamente proporzionale ed occuparsi dei temi costituzionali…

      libera dalla esigenza di assicurare un governo, dovrebbe essere la Camera delle cultura e delle idee, dove tutti si sentono rappresentati.

      altro che sindaci!

  3. Pingback: Napolitano nove anni nei miei blog: bilancio finale su un grande diseducatore – 70. | Cor-pus·

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