forconi e deja-vu – 662.

gli obiettivi dei Forconi:

– dimissioni del governo in carica (l’ala più destra propone un governo temporaneo dei carabinieri)

– uscita dall’euro (l’ala più di destra chiede anche di uscire dall’Europa per far sovvenzionare l’agricoltura dal governo italiano – chissà con quali fondi  e vendere i prodotti senza quote). 

– tagli alle tasse, non ai servizi (più la luna nel pozzo?)

– rifiuto di  nuovi centri commerciali (in Veneto,  dove la soglia critica indicata dall’Unione europea  – 150 metri quadri ogni 1.000 abitanti  –  è stata ampiamente superata; purtroppo in questo caso è proprio l’Europa che fa, o dovrebbe fare, da argine).  

a parte l’ultimo obiettivo e la prima parte del primo, che condivido, gli altri caratterizzano senza alcuna ambiguità il movimento come di destra; la richiesta, che è anche del blog di Grillo, è quella di ristabilire i dazi doganali per proteggere la produzione nazionale.

tutte sciocchezze senza futuro.

* * *

e dal punto di vista della forza del movimento?

quello che sta facendo il Movimento dei Forconi in questi giorni può sembrare nuovo e suscitare sconcerto; a chi ha esperienza e memoria appare invece soltanto come il ri-emergere di una destra fascista già vista tante volte all’opera…

12 dicembre 1969: la strage di piazza Fontana, attribuita dalla polizia agli anarchici, anche se organizzata da gruppi di destra con l’appoggio dei servizi segreti, dà l’avvio ad una serie di iniziative e di movimenti volti a spostare a destra l’asse politico del paese.

1970: rivolta di Reggio Calabria. Ciccio Franco, esponente del Movimento Sociale Italiano, neo-fascista e sindacalista della CISNAL, al grido fascista di Boia chi molla! guida i tumulti di piazza contro la decisone di assegnare a Catanzaro il ruolo di capoluogo della Regione, allora istituita; ma la rivolta assume i caratteri di una lotta senza quartiere allo stato nel suo insieme.

7-8 dicembre 1970: abortisce un colpo di stato, autorizzato e visto con favore dal presidente americano Nixon, organizzato dal fascista Valerio Borghese.

febbraio 1971: viene fondato a Milano nella sede del Movimento Monarchico il movimento della Maggioranza silenziosa che organizza manifestazioni di protesta, a volte apertamente neo-fasciste, per protestare contro la “piazza rossa”; il movimento si scioglie di fatto dopo il giovedì nero del 1973 nel quale un agente di polizia, Marino, viene ucciso dai neo-fascisti.

30 maggio 1974, due giorni dopo la strage di Piazza Loggia: altopiano di Rascino, Abruzzo: si svolge uno scontro a fuoco tra un gruppo armato di neo-fascisti di Ordine Nero e le forze dell’ordine: viene ucciso Degli Esposti.

intendo dire che, anche se la tensione è forte, non si tratta oggi di fatti radicalmente nuovi; in poche parole, ne abbiamo già viste di molto peggio; inoltre, al momento, a questo movimento mancano una base ideologica e un sostegno internazionale.

* * *

diventa più facile accostarlo a vari altri movimenti reazionari di massa ricorrenti nella storia italiana, e semmai è questo sottofondo storico che spaventa: il fascismo dei primi anni Venti, il movimento dei Fasci Siciliani (altrattanto confuso ideologicamente), il brigantaggio, le rivolta filo-borbonica di Palermo del 1864, la reazione anti-giacobina guidata dal cardinale Ruffo o dai preti delle valli bresciane ai tempi della rivoluzione francese.

insomma, in un paese cattolico come il nostro, che ha anche il merito storico di avere inventato il fascismo, creando una moda internazionale, vi è una solida continuità di movimenti oscurantisti, isolazionisti, violenti, che contrastano le idee democratiche e lo spirito di solidarietà; i Forconi non fanno eccezione, ma non mi pare abbiano reali prospettive di successo.

* * *

anche due anni fa la loro azione si risolse in una bolla di sapone; questa volta hanno, sì, un referente politico interno più chiaro in Berlusconi, ma questa vicinanza potrebbe fare più danno a Berlusconi che dare dei vantaggi a loro, considerando che Berlusconi è all’opposizione…

tiriamo le nostre ottimistiche conclusioni allora.

lasciamo sfogare i forconi e invece che mandargli contro la polizia, mandiamogli contro un poco di ultras olandesi e di hooligans.

il movimento dei forconi, in fondo, è un buon segno: la destra fascista ha ricominciato ad agitarsi dopo il trentennio esatto di craxo-berlusconismo (il primo governo Craxi è del 1983), proprio perché, dalla caduta di Berlusconi in poi, conta visibilmente di meno…

* * *

che poi tra quella destra eversiva ci sia anche qualche frangia dei centri sociali, potrebbe al più ricordare il 1919, ma fa parte dello scenario di chi preferisce la sovversione in se stessa, come eccitante valore e modo di vita, ai contenuti della sovversione.

8 risposte a “forconi e deja-vu – 662.

  1. Borto, l’unica cosa che mi fa sorgere dei dubbi è l’assenza di una rete internazionale: ovunque sta risorgendo il nazionalismo, ovunque nei paesi massacrati dalla crisi.
    E’ questo tam tam europeo che mi spaventa, e mi spaventa ancora di più il fatto che intellettuali (ma quali?) e politici lo sottovalutino. Sono catastrofica? Lo spero!

    • con questo post ho cercato di darmi del regionevole coraggio in giornate nelle quali la mente stessa sembra vacillare, di fronte all’emergere di scenari diversi di pura follia collettiva.

      hai ragione a sottolineare la dimensione internazionale di questo populismo; e tuttavia manca un “appoggio” internazionale, cioè l’attivo sostegno di uqalche stato dietro le quinte, che persegua disegni di potere più vasti.

      si potrebbe pensare che sia l’America a voler sabotare l’Europa, ma non mi pare troppo realistico; un candidato più probabile potrebbe essere Putin, semmai, il quale ha in corso – a proposito dell’Ucraina – uno scontro duro con l’Europa, che l’Italietta provinciale ignora quasi completamente, ma che ha grande rilievo sulla stampa tedesca?

      e tuttavia, anche questa mi pare fantapolitica: nel senso che vedo ben chiaro l’interesse della Russia e in parte cnahce degli USA ad avere di fronte un’Europa disgregata e frammentata in piccole e trascurabili potenze anzichè un interlocutore fragile, ma potenzialmente concorrenziale.

      e tuttavia non credo che si siano stabiliti quei legami, sotto forma di sostegno finanziario, di contatti politici e di strategie coordinate, che sono necessarie.

      ragiono ad alta voce e continuando mi correggo un poco: non esiste forse un asse Berlusconi – Putin? e non c’é forse, visibilmente, il Berlusconi della conclusione del Caimano dietro queste agitazioni di piazza?

      è dunque Berlusconi, che è stato fatto cadere nel novembre 2011, proprio perchè voleva far uscire l’Italia dall’euro, il protagonista di questo disegno che gli serve per tornare al potere e il killer dell’Europa unita?

      potrebbe essere, forse sono troppo ottimista.

      però continuo a pensare che, se Berlusconi diventa del tutto leghista e grillino, il suo spazio si contrae e non si allarga, perché l’Italia, penso, non può davvero uscire dall’Unione Europea e diventare soltanto un’Albania più grossa.

      però forse sbaglio, forse a volte ci si attacca alla speranza per non morire…

      quanto agli “intellettuali”, mia cara Edda, io oggi on Italia non saprei fare un nome solo… (forse Rampini, ecco, che considerano un giornalista…).

  2. Concordo più o meno su tutto, soprattutto sulla matrice di destra; sono un pochino più preoccupata per quanto riguarda lo strascico (o peggio) dell’esplosione di questa rabbia,, che non penso rientrerà in tempi brevi. Anch’io ho pensato al finale del Caimano di Moretti. Sarà perché a Torino sembravano le prove generali di una guerra civile…Viene voglia di rintanarsi in casa e basta. Sono superficiale, lo so, ma sentendo le tante esternazioni dei politici da teatro dell’assurdo…ma che dico, anche del popolo che ieri applaudiva Berlusconi e lo paragonava a Mandela…come commentare? Come è potuto accadere che tanta gente si sia così rincoglionita?!?! Finora ero contenta di essere nata dopo la fine del fascismo, ora ho il sospetto che dovrò assistere a qualcosa di simile.
    Se credessi in Gesù Bambino, sarei lì a pregare di mettere una mano sul capo a tanta gente affinché possiamo riprendere il senno e la serenità. Va da sé, cominciando dalla giustizia- equità sociale. Proviamo anche con Dio, non si sa mai, cantava Ornella Vanoni….

    • carissima,

      tu che a Torino stai nell’occhio del ciclone, questo mi racconti?

      dal tuo tono angosciato e dalle tue considerazioni sconsolate cerco di tenermi razionalmente lontano, ma col cuore sento che hai ragione.

      ho predicato per anni, quando dominava un ottimismo futile, che il vero problema non era Berlusconi ma gli italiani che Berlusconi aveva messo al mondo ricavando il peggio di questo popolo,

      eccoli, ora li abbiamo davanti.

      eppure continuo a pensare che quelli che strepitano fanno più folklore che altro.

      quello che a me impressione è Rezi, che con Berlusconi ci parla.

      quello che a me impressiona è che Berlusconi è stato condannato e non è cambiato niente.

      quello che a me impressiona è che la Corte Costituzionale ha dichiarato il Parlamento eletto sulla base di una legge incostituzionale e questi stanno a discutere come termionare la legislatura…

      sono convinto di vivere in un paese di pazzi, ma a volte mi pare di impazzire, a volte penso che forse sono uscito di testa io…

  3. Tutto si risolverà in una bolla di sapone. Però una certa impressione la fanno. Ieri, andando al lavoro, ho ascoltato commenti di cronisti e cittadini su diverse stazioni radio. Devo dire che non ho mai sentito tanta solidarietà e comprensione per un movimento di protesta come in questo caso. La cosa mi ha lasciato parecchio perplesso.

    • l’Italia è un paese sostanzialmente fascista: sarebbe ora che aprissimo gli occhi al riguardo.

      la sopravvivenza di un abbozzo di democrazia, anche solo da parata, in questo contesto ha del miracoloso.

      credo che faremmo bene tutti a prendere atto di essere degli stranieri in patria e, almeno chi può, emigrare.

  4. io sono molto preoccupato. Come dicevo nel mio blog, la disperazione e la crisi tendono ad accendere gli animi, e tante persone disperate non hanno la conoscenza storica, non sanno riconoscere i “segni e sintomi” di un nascente fascismo. Le persone disperate, come dice la parola stessa, sono “disperate”, e nella disperazione sono indotte a sperare che un fascismo dia a loro quello che la democrazia non sta dando: la pagnotta per mangiare. Per oltre mezzo secolo la democrazia italiana è rimasta in piedi grazie all’aiuto fondamentale di una spesa pubblica esagerata. La spesa pubblica serviva a garantire consensi (però ha creato il super debito pubblico). Adesso siamo al punto in cui quel debito non si può più reggere, e il taglio delle risorse rende tutto più difficile. Non vedo una soluzione, non so come usciremo dal buco in cui ci siamo cacciati.

    • la situazione è grave.

      ma sono i colpi di coda del berlusconismo.

      (almeno spero).

      in ogni caso avere paura non serve, direi: amplifica e basta.

      e per uscire dal buco in cui ci siamo cacciati serve una patrimoniale.

      che potrebbe anche assumere la forma della confisca di tutti gli immobili illegali con l’obbligo dei proprietari di ricomperarseli.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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