la crisi degli antibiotici e la fine della modernità – 673.

la fine della modernità per la verità l’ha preannunciata Lyotard, nel suo libro del 1979, La condition postmoderne.

però la sua analisi era soprattutto culturale (“Il Postmodernismo è incredulità nei confronti delle metanarrazioni”); forse Lyotard ha percepito in anticipo alcune trasformazioni che si stanno pienamente realizzando soltanto oggi?

il venir meno delle grandi narrazioni metafisiche (illuminismo, idealismo, marxismo) che hanno giustificato ideologicamente la coesione sociale e hanno ispirato, nella modernità, le utopie rivoluzionarie era soltanto l’anticipazione a livello di pensiero della disgregazione del grande mondo della ragione e delle sue illusioni?

in ogni caso, la fine della modernità di cui vorrei parlare qui, non è questa, anche se il post-moderno come forma di pensiero, anticipata e descritta da Lyotard e da altri, è il più adatto alla crisi dei presupposti stessi della modernità.

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partirò dalla bronchite che mi ha tormentato per quasi un mese, ora apparentemente risolta, ma non del tutto; e che assieme a me ho visto attaccarsi anche ad altri, giovani e meno giovani, nella stessa forma subdola e insidiosa con cui ha cercato di fare fuori me: niente febbre, nessuna reazione ai medicinali e in particolare agli antibiotici anche di ultima generazione, violenza inaudita della tosse con crisi quasi estreme di soffocamento; e poi una guarigione quasi improvvisa, come dopo un lungo braccio di ferro in cui l’avversario cede di colpo dopo essere riuscito varie volte a metterti in difficoltà e a farti pensare di essere sul punto di crollare.

il legame possibile tra questa malattia occasionale e la crisi della modernità sta in questa notizia letta in contemporanea al mio essere malato, che mi ha dato da pensare.

Secondo il «Rapporto sui rischi globali 2013» del World Economic Forum, la più grande minaccia per la salute dell’umanità nei prossimi dieci anni potrebbe essere l’emergenza di ceppi batterici resistenti ai farmaci. (v. corriere salute).

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questo problema è già noto da tempo: ma le ripetute grida di allarme non hanno fermato la diffusione di massa degli antibiotici: anche in questo caso non si può fornire agli esseri umani qualche novità immediatamente positiva, senza che essi ne abusino irrazionalmente, assolutamente indifferenti ai danni certissimi, ma futuri, che in questo caso provocano.

gli antibiotici hanno più o meno la mia età, e la loro diffusione è stata accompagnata da tali abusi, da avere progressivamente generato nuove varianti di batteri resistenti a questi medicinali.

e non si parla solamente di distribuzione agli esseri umani; qualcosa di perfino più terribile sta nel fatto che le moderne forme di allevamento industriale sono legate alla distribuzione massiccia di antibiotici agli animali, per evitare non solo che muoiano prima del tempo, ma epidemie deleterie economicamente: negli Stati Uniti, nel 2009, si sono somministrate agli umani 3mila tonnellate tonnellate di antibiotici, ma nel 2010 23mila tonnellate di antibiotici sono andate agli animali; in Italia, ogni giorno sono in cura con antibiotici 20 persone ogni 1.000, cioè 1.200.000 persone.

aldilà degli abusi, che hanno solamente accelerato il processo, la contraddizione profonda sta nella insanabile differenza tra la velocità di riproduzione del batterio e quella umana; l’Escherichia Coli ha la proprietà di raddoppiare, in condizioni favorevoli, il proprio numero ogni 20 minuti; questo significa che in 24 ore da un singolo batterio (i batteri si riproducono semplicemente per suddivisione) si susseguono 72 generazioni, e più di 20.000 generazioni in un solo anno.

indipendentemente dalle conseguenze dell’abuso degli antibiotici, è evidente che col tempo i batteri sono in grado di adattarsi ad un ambiente carattrizzato dalla presenza di sostanze antibiotiche originariamente letali per loro: in 70 anni, nell’arco di una vita umana, hanno avuto il tempo di riprodursi 1.400.000 volte; è come se per gli esseri umani  si potesse risalire a 100 milioni di anni fa, cioè forse a quando i primi mammiferi (del peso di 30 grammi) esistevano da altri 100 milioni di anni e 30 milioni di anni prima della scomparsa dei dinosauri…

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già oggi il numero dei pazienti che non ce la fa a superare le infezioni perché incappa in batteri resistenti agli antibiotici è di circa 25.000 l’anno nella sola Europa; però tra le associazioni dei medici è oramai allarme rosso: la lunga gara alla scoperta di antibiotici nuovi e dunque efficaci per un altro po’ sembra destinata ad essere sconfitta: forse già entro i prossimi 10 anni.

vale per gli antibiotici la stessa regola che riguarda il picco della produzione petrolifera; I limiti dello sviluppo del MIT nel 1973 la poneva negli anni 90; poi scoperte ed innovazioni l’hanno spostata più in là; secondo alcuni il picco è stato raggiunto nel 2008 (in concomitanza, casuale?, con l’inizio della crisi economica), secondo altri non ancora; eppure, se non è già arrivato, arriverà a breve, e le sue conseguenze saranno un altro aspetto della crisi della modernità.

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nello stesso tempo viene diffusa una notizia che appare per qualche verso parallela: in Cina “il virus dell’influenza aviaria H7N9 è mutato, diventando resistente all’unico farmaco finora in grado di contrastarlo nell’uomo”, cioè il Tamiflu, “a causa di una mutazione avvenuta in uno dei suoi amminoacidi”; e però ha conservato la sua capacità di diffusione.

Insomma, ecco un’altra campana d’allarme, che suona in parallelo; la campana a morte della modernità…

cioè della crisi del modello della crescita perpetua, dell’innovazione scientifica illimitata, dello sviluppo demografico senza limiti, del progresso, della razionalità, della scienza.

come si vede, l’alterazione dei nostri parametri usuali di riferimento mentali è così radicale ed estesa da renderci veramente difficile immaginare come potrà essere il mondo post-moderno, nel quale contemporaneamente sopravvivono, almeno al momento, altre innovazioni fondamentali nel campo della conoscenza, come internet, che non sono messe in crisi immediatamente.

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un altro riferimento tutt’altro che secondario si affaccia, ed è quello climatico: il post-moderno è caratterizzato dalla fine del clima stabile e favorevole allo sviluppo della vita e delle attività umane degli ultimi 200 anni; ma mentre è chiara e certa l’alterazione, non è chiaro ancora in che senso esatto e in quali forme essa si svilupperà, nella convivenza tra crescita delle temperature prosdotto dall’effetto serra e contenimento delle temperature prodotto dalla riduzione dell’attività solare…

altrettanto confuso fra regresso alla barbarie e sopravvivenza a breve di fondamentali scoperte tecnologiche è il quadro del nostro futuro.

* * *

ma la crisi della medicina moderna che si profila per la perdita di efficacia degli antibiotici avrà delle conseguenze molto vaste.

“Condizioni comuni come una faringite da streptococco o la sbucciatura del ginocchio di un bambino potrebbero tornare a uccidere”, dice il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità; non solo, anche gli interventi chirurgici, oggi di prassi, protrebbero ricominciare a diventare problematici, considerando i rischi di infezione connessi.

insomma, siamo vissuti per decenni in quella che potrebbe essere ricordata come una breve parentesi felice, che ci ha riprecipitato nelle condizioni primitive della fragilitá di fronte agli avvenimenti più banali secondo noi, oggi.

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ma quanti hanno capito che la crisi economica che in questo momento colpisce l’Occidente e in esso in particolare i paesi più disorganizzati ed incapaci di affrontarla, come l’Italia, potrebbe essere non la crisi provvisoria, destinata a finire più o meno rapidamente, ma semplicemente il primo profilarsi di una nuova condizione umana di diffusa povertà?

in realtà anche qui il problema non è così semplice, perché la crisi dei consumi di massa nasce certamente in primo luogo dall’abnorme concentrazione di una quota crescente della ricchezza prodotta nelle mani di una élite che ne consuma soltanto una parte…

ma non potrebbe, questa, essere soltanto una specie di astuzia hegeliana della storia che cerca di porre rimedio in questo modo al fatto che lo spazio reale per la diffusione ulteriore di consumi di massa inizia ad incontrare i suoi limiti strutturali invalicabili?

in sostanza una parte della ricchezza prodotta finisce ai super-ricchi semplicemente perché, se venisse destinata ai consumi di massa, non potrebbe essere soddisfatta e si limiterebbe a produrre una inflazione insopportabile?

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allo stesso modo è possibile che la crisi della medicina moderna e il ritorno di microbi e malattie che credevamo sconfitte cancellino quei progressi della condizione esistenziale umana che sebravano acquisiti per sempre.

se gli antibiotici hanno prodotto un allungamento di circa 20 anni della durata media della vita umana, una perdita di efficacia degli antibiotici potrebbe portare ad una riduzione simile di questa stessa durata.

e una vita umana media ridotta di vent’anni la porterebbe in Italia da 82 a 62 anni, risolvendo d’un colpo il problema delle pensioni, la crisi degli alloggi, e, se estesa su scala mondiale, il problema stesso del sovraffollamento demografico.

forse la natura ha logiche sue profonde che ci sfuggono?

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forse la fine della modernità e il ritorno a povertà, ignoranza e barbarie, sono il prezzo necessario di una sopravvivenza della specie umana troppo bene abituata…

8 risposte a “la crisi degli antibiotici e la fine della modernità – 673.

  1. Caro Bortocal, per risolvere questo problema, bisognerebbe diventare vegetariani. Infatti, l’assuefazione agli antibiotici deriva dalla immensa quantità di antibiotici di cui è imbottita tutta la carne che mangiamo e particolarmente quella degli animali di piccola taglia come per esempio il Pollo. Naturalmente, avrei potuto scrivere che per risolvere questo problema basterebbe che gli allevatori la piantassero, ma siccome so che loro non la pianteranno, allora siamo noi che dobbiamo rinunciare al Pollo per difenderci dal rischio di infezioni.

    • sul diventar vegetariani in linea teorica sono d’accordo con te, ma in linea pratica trovo che il nostro clima eserciti in qualche modo una pesante azione dissuasiva. io, che non ho problemi a diventare vegetariano quasi completamente, quando viaggio in Asia, in Europa non ci riesco proprio, soprattutto d’inverno.

      temo che il nostro freddo ci costringa quasi ad ingurgitare cibi fortemente energetici come la carne.

      se non bastasse il motivo che la diffusione di una dieta vegetariana è l’unica soluzione adottabile in u mondo sovrappopolato, come ben sa l’India, l’abuso degli antibiotici nell’allevamento degli animali è una motivazione ancora più forte, per fornirsi di proteine soprattutto col formaggio, se poi anche questo non fosse fatto col latte di mucche antibioticizzate.

      preferibile il formaggio di montagna, direi…ù

      sui polli, confermo: alla morte di mio padre ho gestito per 15 anni degli allevamenti di polli: vivevano la loro brevissima vita da ingrassamento forzato perennemente sotto antibiotico già negli anni Settanta…

  2. tutti gli esseri viventi subiscono l’evoluzione.
    evoluzione che e’ guidata essenzialmente dalle situazioni ambientali.
    virus e batteri,da sempre nostri mortali nemici,non solo non fanno eccezione ma sono fra i piu’ attivi,vista anche la possibilita’ in una settimana di scalare molte generazioni.

    pensa che negli anni 50 il fatto che la lue,flagello per secoli,si potesse guarire in qualche mese con cicli di penicillina desto’ tanto entusiasmo,quindi minore attenzione,che alla fine del decennio i casi triplicarono.
    oggi questa malattia,incoscentemente trascurata dai media,troppo concentrati sull’aids.è in rapida ascesa ma pur trattata con cocktail di antibiotici di ultima generazione nella maggioranza dei casi puo’ solo fermarsi al primo stadio ma non guarire visto che il treponema pallidum il batterio responsabile ha acquisito una antibioticoresistenza eccezionale.idem per il bacillo tubercolotico ecc ecc.

    quanto alle ultime righe del tuo post….!

    VIDEO MELIORA PROBOQUE DETERIORA SEQUOR……adoro il foie gras

    • hai aggiunto delle osservazioni che arricchiscono il quadro, grazie alle tue competenze professionali nel campo.

      e rendono ancora più visibile e concreto il quadro delle preoccupazioni descritto nel post.

      rispetto al quale, il foie gras, purtroppo, ha il ruolo dis emplice diversivo e non di vera soluzione… 😉 😉 😉

      ma, siccome la soluzione, del resto, non c’è… 😦

  3. commento spam:

    Conosco diverse persone che invece di prendere gli antibiotici consigliati e prescritti dal dentisti, prima di un trattamento e-o estrazione dentaria, hanno deciso di affidarsi agli ESP sradicando cosí l´eventuale infezione gengivale ed evitando i problemi da dopo estrazione e-o trattamento.

    • ecco un esempio di spam intelligente, cioè di commento spam che sembra appropriato al tema.

      l’intelligenza si vede anche dal fatto che la sigla ESP in questo caso non significa niente; nessuno dei significati di questa sigla è appropriato al contesto: http://it.wikipedia.org/wiki/ESP

      quindi il lettore tende irresistibilmente a cliccare sul nome del sito da cui proviene il commento per saperne di più, e in questo modo cade in trappola.

  4. Pingback: quanto e` resistente il tuo batterio? – 486. | Cor-pus·

  5. Pingback: 46.000 morti in piu’: una bufala, oppure colpa della crisi, di Renzi o della inefficacia degli antibiotici? – 607 | cor-pus 15·

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