il più caldo novembre da sempre – 690.

mentre l’attività del Sole rimane bassa come non lo era mai stata dall’inizio dell’Ottocento, le temperature terrestri questi ultimi mesi toccano invece dei record assoluti: nell’Asia centrale l’aria molto meno fredda del solito ha portato a temperature medie di novembre 8 gradi più alti della media.

ma variazioni locali possono essere occasionali, anche quando le località non sono isolate: oltre all’Asia Centrale, l’India meridionale, il Madagascar.

ma d’altra parte in Australia in Nord-America, in Groenlandia ha fatto più freddo del solito.

secondo la NASA, però, la tendenza all’aumento è generale, la temperatura della Terra a novembre è stata 0,78 gradi oltre la media; da 37 anni di seguito le temperature di novembre sulla Terra sono più alte di quelle della metà del secolo scorso; è come dire che l’ultimo anno in cui sono state più basse è stato il 1976.

* * *

secondo alcuni ricercatori questo significa che la stabilizzazione delle temperature negli ultimi 16 anni, sinora difficilmente spiegata, sta per finire.

in ogni caso il 2013 entra nella lista degli anni più caldi della storia umana, almeno da quando si misurano le temperature del pianeta, assieme al 1998, al 2005 e al 2010, ma con una novità assoluta: è il primo anno nel quale si verificano temperature alte senza la concomitanza del Nino, il ciclico riscaldamento del Pacifico, che quest’anno non c’è stato perché non è ancora venuto il momento…

l’anno del prossimo El Nino sarà il 2014 e tutto fa pensare che sarà dunque un anno più caldo di questo.

* * *

e la glaciazione?

l’andamento dell’attività solare mica dipende dall’andamento dei gas serra sul nostro pianeta.

la riduzione dell’attività solare continua (per fortuna!).

e basterebbe questo da solo a confermare la centralità dei gas serra nel determinare il clima di un pianeta (centralità non vuol dire esclusività, naturalmente…, ma, di fronte ai negazionisti climatici, vale la pena di precisarlo).

* * *

la lotta è dunque aperta, ma per il momento pare che l’effetto almeno immediato dei gas serra possa rivelarsi più potente nel riscaldare che la diminuzione dell’attività solare nel raffreddare.

* * *

nel frattempo un gruppo di ricercatori dell’Università del Nebraska solleva un allarme sul fatto che “le attuali previsioni sulla produzione agricola si basano prevalentemente su proiezioni delle tendenze degli ultimi cinquant’anni”, ma non sono per niente realistiche: questo periodo è stato caratterizzato dalla rapida adozione e diffusione di nuove tecnologie, grazie a cui sono stati ottenuti aumenti relativi nelle rese per ettaro che potrebbero non essere più raggiungibili.

il 30 per cento circa delle principali colture cerealicole mondiali, tra cui riso e grano, potrebbe avere raggiunto la massima resa possibile: l’andamento degli aumenti delle rese nei più importanti paesi produttori di cereali” mostra che “in tempi recenti in un significativo numero di paesi il tasso di aumento dei rendimenti è progressivamente diminuito o  si è addirittura azzerato, dimostrando che la resa aveva ormai raggiunto un tetto difficilmente superabile. Questo fenomeno interessa in particolare l’Asia orientale, l’Europa nord-occidentale e gli Stati Uniti”.

“In Cina, per esempio, nel periodo 2010-2011 l’aumento delle rese nel grano è rimasto costante rispetto agli anni 2002-2003, ma l’aumento della resa del mais è diminuito del 64 per cento. Negli Stati Uniti l’aumento delle rese per il mais si è letteralmente appiattito, e questo nonostante un aumento del 58 per cento degli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore agricolo fra il 1981 e il 2000. (Nello stesso periodo in Cina gli investimenti sono addirittura triplicati). A livello globale, questo fenomeno di stagnazione delle rese interessa il 33 per cento della produzione di riso e il 27 per cento della produzione di grano.

Un’ipotesi che può spiegare il manifestarsi di questi plateau è che i rendimenti medi agricoli si stiano avvicinando al limite biofisico per le colture in quelle regioni. Questo sembra in particolare il caso dei sistemi di produzione ad alto rendimento per il riso in Asia orientale (Cina, Corea del Sud e Giappone), per il grano nell’Europa nord-occidentale (Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi, Danimarca) e in India, e per il mais in Europa meridionale (Italia e Francia).

Quindi le stime sulla capacità futura della  produzione alimentare di soddisfare una popolazione umana in continua crescita potrebbero essere troppo ottimistiche per garantire la sicurezza alimentare futura e la conservazione delle risorse naturali”.

* * *

inserisco questo post mentalmente in quelli che sto scrivendo sulla fine della modernità: la crisi che stiamo vivendo non è niente rispetto a quelle che ci aspettano.

* * *

la fonte delle informazioni sul clima è in un rapporto della NASA riassunto e commentato dallo Spiegel:

http://www.spiegel.de/wissenschaft/natur/nasa-temperaturdaten-waermster-november-seit-beginn-der-messungen-a-940463.html ;

la seconda parte del post riporta ampia parte di un articolo delle Scienze online:

http://www.lescienze.it/news/2013/12/20/news/diminuuzione_taso_rese_agricole_cereali-1937665/

25 risposte a “il più caldo novembre da sempre – 690.

  1. Qui non sembra nemmeno Natale, con queste giornate senza neve. A me piace molto il Natale in bianco e poi almeno avrei avuto l’idea di poter festeggiare come si deve invece…..lo scorso mese è morto mio padre e quindi senza neve nemmeno mi sembra natale. Non ho fatto l’albero che due giorni fa, non avevo voglia, non ho voglia di festeggiare nulla quest’anno.

    • accidenti, che cultura!

      confesso che ho avuto un momento di sbandamento, con un vago ricordo che non riusciva a concretizzarsi in alcun modo.

      poi, viva google!

      “L’inverno del 44 è stato a Milano il più mite che si sia avuto da un quarto di secolo; nebbia quasi mai, neve mai, pioggia non più da novembre e non una nuvola per mesi”

      ecc. ecc. (il formato pdf non si lascia scaricare….)

      che inizio: fa il pari con quello di Orlando della Woolf, oppure dell’Uomo senza qualità di Musil (eh eh, ho sfoggiato anche io, per recuperare un po’…).

      il che fa pensare che, in fondo questi discorsi si sono sempre fatti, e che “l’effetto serra” è solo una varante un poco più colta…

      volevi dirmi questo? 🙂

      • non è un buon Natale, è piuttosto un periodo di calma riflessione su quello che c’è stato e su quello che sarà 😉

        ti segnalo
        http://www.centrometeoitaliano.it/il-ottobre-il-ghiaccio-polare-piu-spesso-e-piu-ampio-rispetto-al-solito-6766/
        pare che l’estensione dei ghiacci polari sia aumentata rispetto agli ultimi anni. Rispetto allo scorso anno si è verificato un aumento del 50%. Mi pare di aver letto da qualche altra parte che seppur l’estensione dei ghiacci è più ampia lo spessore medio è minore. Quindi in teoria c’è un certo equilibrio tra i due aspetti.

        Quello che andrei a controllare in questo caso è il cambiamento dell’albedo terrestre, cioè della quantità di luce riflessa. Non escluderei un certo tentativo della Terra di smorzare la perturbazione (effetto serra) degli ultimi tempi andando nella direzione opposta. Se però reagisce troppo bruscamente rischia di dare origine al fenomeno opposto 🙂

        • quando scompari dai commenti per qualche giorno immagino sempre, indovinando, che tu possa avere qualche problema di varia natura…

          il mio Natale è buono, ma il giro delle telefonate ai parenti è sconfortante: là uno è fallito e completamente rovinato, di qua un altro, che faceva il dirigente di una grossa azienda, è rimasto a piedi perché l’azienda è fallita e a 54 anni è impossibile trovare un nuovo lavoro; la madre (che è mia cugina) è in depressione e pensa con terrore ai due figli ancora adolescenti e a che cosa sarà di loro.

          sempre di più mi convinco di vivere in un paese barbaro, senza attenzione sociale a questi fenomeni.

          sul clima, si continua ad oscillare tra prospettive contraddittorie, però direi che il grafico che mi hai fatto vedere coincide abbastanza bene con alcune aspettative che mi sono fatto dell’intreccio tra il riscaldamento globale che continua per l’effetto serra crescente (nuove notizie in merito in una parte del post 696, di oggi) e il tendenziale raffreddamento che si prospetta per la “piccola glaciazione”.

          sull’albedo non so dire proprio nulla e non ho neppure idea di come si possa misurare: suppongo dai satelliti artificiali…

          ma che cosa potrebbe averla variata? l’inquinamento?

          sono andato a controllare su wikipedia e pare di sì: l’inquinamento diminuisce l’albedo e quindi aumenta la temperatura.

          la diminuzione dei ghiacciai avrebbe dovuto diminuire l’albedo; quindi che cosa può averla fatta aumentare?

          • la presenza potrebbe non essere un indice del tutto attendibile. Io la mia nuvoletta sopra la testa me la tengo fissa per sempre, non me la toglie nessuno. A volte arriva anche un po’ di grandine, ma il sole proprio mai 😀

            anche le mie telefonate non sono andate meglio, se può consolarti.
            ma non doveva essere l’uscita dal tunnel?


            l’inquinamento diminuisce l’albedo. L’allargamento della superficie dei ghiacci aumenta l’albedo andando a contrastare l’effetto dell’inquinamento. Non ho poi capito capito in che modo le nuvole (alta e bassa quota) possano influenzare l’albedo. Certamente l’aumento della temperatura favorisce l’evaporazione.

            • ho capito: tu dici che i problemi li hai anche quando commenti…, e mi immagino bene.

              chi parla di fine del tunnel probabilmente guarda soltanto al bilancio dello stato, o a persone come me che finora non sono state toccate dalla crisi in modo diretto, oppure soltanto perché diversi inquilini non riescono a pagare l’affitto mentre i mutui da pagare corrono lo stesso (ma poi, avendo fatto la donazione delle mie proprietà, perfino questo problema l’ho trasferito ai figli…).

              in questo momento il mio contributo all’economia sta nel cercare di spendere e nel non tenere i soldi in banca a marcire…; e mi rendo conto di risultare odioso nel dirlo, ma tacerlo non cambierebbe la situazione, anzi mi sembrerebbe semplicemente più ipocrita…; per attenuare l’odiosità confermo che l’aiuto a chi è in difficoltà è uno dei modi di spendere che uso…

              – l’inquinamento diminuisce l’albedo perché crea nuvole più scure che assorbono più calore, quindi dovrebbe anche diminuire i ghiacci che invece aumentano l’albedo e dunque raffreddano; se i ghiacci riprendono ad aumentare (ma bisognerà vedere anche sul medio periodo) potrebbe essere ANCHE l’effetto delle politiche anti-inquinamento?

              il vapore acqueo, di cui poi poco si parla, è a sua volta un potente gas serra…

              • certo… ovviamente passano il debito ai cittadini sperando che questi riescano a ripagarlo. Molto spesso però non è così. Buona fortuna ai bilanci, il tempo metterà le cosa in ordine.

                Detto questo dei tuoi soldi sei libero di fare quello che vorrai 🙂

                ok, l’inquinamento agisce sull’albedo dovuto alle nuvole. Anche se una nuvola inquinata assorbe più calore un loro aumento come numero ed estensione potrebbe, sebbene con minore intensità, riflettere più calore. E’ un ipotesi e poi comunque c’è poco da fare.

                • caro afo, di questi tempi non capisco se giova di più all’ottimismo parlare di albedo o di prospettive economiche.

                  del resto tu lo sai che io sostengo da tempo che il problema è uno solo, e che queste sono solo due sfaccettature diverse della stessa questione.

                  via via che gli investitori capiscono che il progresso non puì essere infinito, se ne parliamo in termini quantitativi, la loro propensione a indebitarsi dimunisce.

                  chiamasi crisi del capitalismo come forma mentis: ci vorrà molto tempo e io non sarò qui a vederlo, ma dovrà nascere una qualche forma di economia diversa dove il miglioramento sia di altro genere e compatibile con l’ambiente.

                  sempre che non sia già troppo tardi, perché per ora non è stata risolta la madre di tutti i problemi: la crescita demografica: dovrà forse pensarci la natura?

                  • ottimismo? Mi pare che in tutte le teorie sulla scomparsa dei dinosauri per catastrofe naturale ci sia una costante: l’aumento dell’effetto serra (che sia per via del metano, dell’impatto di un meteorite e successivo oscuramento dei cieli, attività vulcanica molto intensa e prolungata). Con successiva glaciazione.

                    un’economia diversa? L’unica sostenibile è quella in cui ogni componente pensa in modo responsabile. Ti sembra anche solo probabile un’idea del genere? A me no. C’è una certa divergenza su quali siano i bisogni primari di un essere umano.
                    E comunque… sarebbe il caso di chiedere lo spegnimento della luce in fondo al tunnel. Non vorrei che poi ci arrivasse una bolletta della luce troppo cara 🙂

                    • sì sì, usavo la parola ottimismo in senso paradossale; per`stiamo verificando come e perché le fedi senza fondamento, ma che offrono speranze anche solamente illusorie, danno agli uomini molto motivo di parlare, anche e soprattutto a vanvera, mentre una visione realistica delle cose induce ad un silenzio rassegnato.

                      neppure io penso infatti che sia possibile riportare il buon senso con i bei ragionamenti: spetterá alla natura fare il suo corso e convincere gli uomini troppo stupidi e riottosi con le maniere spicce.

                      ottima la battura del tunnel, almeno si sorride.

                      quando a queste frasi ad affetto valgono solo per le feste di Natale; del resto c´non vedo come potremmo noi italiani uscire dal tunnel se non abbianmo neppure ancora capito come ci siamo finiti dentro e che cosa bisogna fare davvero per uscirne,

                      passando per un momento ad altro (in parte), mi chiedo se hai visto questa notizia: http://www.repubblica.it/ambiente/2013/12/23/news/l_auto_ad_aria_compressa_fatta_coi_lego_cos_un_ragazzo_rumeno_costruisce_il_futuro-74329958/?ref=HREC1-30

                    • l’avevo visto. Quando ho letto che aveva mandato uno Shuttle nello spazio ho pensato “cavolo, ho sbagliato tutto” (stessa cosa alla NASA credo). Come fanno i pezzi di Lego a regere stress e calori cosi elevati. Poi con calma ho visto che aveva solo costruito uno piccolo shuttle coi i Legò e l’aveva legato a un pallone ad elio.

                      Allora per l’auto ci devono dire qual è l’autonomia e il consumo di aria riferito alla’equivalente in carburante convenzionale (quindi l’efficienza). In entrambi i casi penso siano prestazioni ridicole. Secondo, visto che è a impatto 0, ci devono dire in che modo ottengono l’aria compressa. Terzo… non sarebbe più ecologico ed economico andare in bicicletta?
                      Bella pubblicità Lego e beato lui che trova i finanziatori per i suoi giocattollini.

  2. @ afo

    più che altro è grootesco il modo di dare la notizia: sembra che parlino a dei bambini piccoli ed anche un po’ coglioni: ma forse ci vedono giusto? 😦

    mi piaceva stuzzicarti per sentire almeno qualche parola chiara.

    un’auto che va a meno di 20 kn all’ora…

    però come vedi, trova un’idea stupida che possa servire a fare pubblicità a qualcuno e troverai di sicuro chi te la finanzia…

    • a questo’ora in Romania credo sia già diventato idolo nazionale. Non mi sorprenderebbe se lo chiamassero per conferirgli già qualche premio nazionale. Però anche i blog e giornali italiani non scherzano.

      l’ultimo era un consiglio? 😀

      • non do più consigli da un pezzo, afo: io scrivo borforismi (ufficiali, oppure no); poi ognuno ne fa l’uso che crede… 🙂

        sugli idoli nazionali in Romania, scommetterei che lì non lo sanno neppure.

        non so perché, ma alcune notizie le definirei tipicamente italiane…

          • mi pare di capire che tu lo dica per stringente forza di deduzione e non per una verifica sul campo.

            mi fai il piacere di controllare se è davvero così? 🙂

            sono pronto a scommettere che l’Italia ha una stampa più cogliona di quella romena…

            del resto da anni vedo riportate con enfasi da noi notizie idiote che riguardano altri paesi (soprattutto di cronaca nera, però) che nel paese d’origine non si fila nessuno…

              • molto interessante il quadro comparativo che mi hai mandato…

                quanto alla notizia sull’automobile fatta col Lego, fa evidentemente parte di una campagna di propaganda sub-liminale mondiale decisa ai vertici della Lego stessa, che deve pur fare rientrare in qualche modo le migliaia di euro invesititi nella scellerata impresa…

                mi pare che il rilievo dato alla notizia possa funzionare come un buon indice del grado di asservimento di giornali e giornalisti (in questo caso non è neppure da escludere che la Lego unga le ruote, come si suol dire, per facilitare l’attenzione dei gironalisti).

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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