gli euro-teorizzatori – 703.

sono spassosi i blogger coltissimi che scrivono sull’euro, consigliando una politica espansiva.

assomigliano molto a quelli che stanno sulla riva di un fiume dove uno è finito sott’acqua, travolto dalle forti correnti, e gli spiegano che deve tenere la testa fuori dall’acqua se non vuole annegare.

ma, cristo!, quanti intellettuali sono semplicemente degli odiosi saccenti incapaci di vedere la sostanza dei problemi e bravi solo a farsi belli con ricette alle quali manca il requisito fondamentale della praticità più elementare?

23 risposte a “gli euro-teorizzatori – 703.

  1. https://www.youtube.com/watch?v=qp2Y1IzVu6I&feature=player_embedded&list=PL2Ty7WAY4KgTiwrxAoGFO4A5zci1tHR4u Carissimo, vorrei tentare una mia considerazione critica. A voler essere asettici o se si preferisce liberi dal morbo del sospetto, mi verrebbe da pensare che questo ESM vada spiegato come la propagine istituzionale, a livello europeo, del già affermato, in ciascuno Stato della UE dell’euro, principio di separazione tra la politica monetaria e quella di bilancio. Provo a spiegarmi meglio. L’accennato principio di separazione tra le due leve della politica economica non dovrebbe essere visto come un male, si tratta semmai del modo razionale di mettere riparo a una disfunzione politica attraverso l’ausilio della tecnica. Prima di arrivare al concetto voglio servirmi di un esempio. Se una struttura idraulica afferente un condominio vuole essere salvaguardata nel suo corretto funzionamento, la stipulazione di una convenzione di assistenza idraulica non potrà prescindere dal mettere gli operatori del servizio medesimo in grado di controllare l’erogazione dei flussi d’acqua. Se così non fosse, un qualsiasi condomino, non curante dell’eventuale problema generale consistente in una perdita, indotto dal proprio interesse individuale, potrebbe insistere nell’uso dell’impianto a scapito della necessitante eventualità di essere riparato. Veniamo al concetto. La spesa pubblica, che è il canale delle uscite del bilancio statale viene alimentato, come è ovvio, dal canale delle entrate e tra queste, oltre i tributi, ci sono i prestiti. Prima della separazione tra politica monetaria e politica di bilancio, che sono le due leve della politica economica come sappiamo, i prestiti venivano, per lo più, garantiti dall’emissione di nuova moneta da parte della Banca Centrale, che allora era la Banca d’Italia. Poichè l’emissione di moneta non deve essere sconsiderata, perchè fra i tanti effetti genera anche l’impoverimento dei risparmiatori per via dell’inflazione che più moneta in circolazione genera, ecco che, aver introdotto uno iato tra funzione “TECNICA” di regolamentazione della moneta e funzione “POLITICA” di bilancio non è stato appunto un male, esattamente come l’esemplificazione idraulica. Concetto questo che non perde di valore se pure si considera che successivamente a questa riforma le funzioni di banca centrale sono passate dalla Banca d’Italia alla BCE. Questa riforma infatti non priva la Banca Centrale della prerogativa di finanziare i prestiti pubblici ANCHE DIRETTAMENTE, con l’acquisto DIRETTO da parte sua di titoli del debito degli stati, come avviene in Inghilterra, Giappone e negli USA.E ciò come esattamente si potrebbe dire per il condominio assoggettato alla convenzione dell’assistenza idraulica, che non fa venir meno all’uso necessario e volontario,ma non arbitrario, dell’acqua da parte di ogni singolo condomino. Ma………suspense.

    • ho l’impressione che questi tre commenti non siano direttamente rivolti a me, ma in qualche modo pre-confezionati e standard, e postati qui, fra altri blog – anche se non sono stati individuati come spam dalla piattaforma…; comunque rispondo brevemente.

      premetto che non ho guardato il video: sono oramai tele-disintossicato e non riesco a sopportare i tempi lenti di una comunicazione verbale che non consente lettura veloce, sintesi dell parole chiave e tempi di recezione rapidi del messaggio.

      qui sopra viene condotto un discorso sul Meccanismo Europeo di Stabilità ESM sulla base di una analisi del pricnipio della separazione fra politica monetaria e di bilancio, che viene definito “razionale”.

      l’affermazione che i prestiti, prima della separazione fra questi due aspetti della politica economica dello stato venivano “garantiti” con l’emissione di nuova carta moneta non mi sembra corretta.

      comunque questa affermazione separa nettamente questa riflessione da quelle insensate delle quali mi sono occupato polemicamente in questo breve post, che parlano di “perdita della sovranità monetaria” a seguito dell’adozione dell’euro.

      per via della separazione da te sottolienata si può dire che almeno in parte questa “perdita di sovranità” era già avvenuta, dato che la decisione di emettere carta moneta non era più direttamente del governo, ma di autorità monetarie prive di investitura democratica.

      giustamente quindi tu osservi che non si deve parlare di “trasferimento della sovranità monetaria” alla Banca Centrale Europea, ma di una semplice riorganizzazione dell’autorità monetaria, già esterna al governo, con un suo passaggio ad una autorità sovra-nazionale.

      detto questo, ed espresso il mio consenso per questa lettura, ritengo invece che la separazione tra autorità monetaria che si occupa della moneta e autorità di governo eletto dai cittadini che si occupa di bilancio, non sia affatto razionale, ma sia un aspetto di quel processo di svuotamento di fatto della democrazia che si svolge in parallelo alla costruzione dell’euro e che viene erroneamente attribuito a questo, confondendo la causa con l’effetto…

  2. Dai coraggio, dobbiamo sentirci tutti dentro il gioco. Così come la Storia non la decidono gli storici, l’economia non può essere decisa dagli economisti. In particolare, a questi ultimi, che stanno infestando le istituzioni europee e nazionali, cacciamoli in malo modo dalla politica in quanto economisti. L’economia la fa la libertà, la fiducia, la fantasia, ciò, vale a dire, che si presenta come voglia di vivere, operante e sognante. Solo dopo la vita espressa nella realtà con le opere e i sogni qualcuno potrà studiare quello che è successo, dedicandosi con umiltà alla spiegazione della storia e dell’ economia che noi e solo noi creiamo.

    • queste considerazioni mi piacciono molto e le sottoscrivo.

      però mi permetto di osservare che convalidano le mie riserve sul principio recentemente affermatosi di separare la politica monetaria, affidata ad un ente monetario estero, visto come tecnico, dalla gestione politica governativa dell’economia…

      la funzione monetaria va invece a mio parere riportata, almeno nelle grandi linee decisionali, nel quadro delle decisioni politiche, proprio per le sue evidenti implicazioni sociali.

      come giustamente ricordi, la stampa di carta moneta produce inflazione e dunque impoverimento della popolazione, i particolare degli strati sociali più deboli e a reddito fisso.

      per questo le relative decisioni devono essere politiche.

      ma dicendo questo, non intendo dire che vanno riportate al livello nazionale, bensì che la struttura politica europea deve acquisire pienezza di poteri…

  3. Parliamo di finanza.
    La moneta non è solo il contante, ma qualsiasi titolo che trovi quasi immediata traduzione nel contante. Se una delle tante Istituzioni finanziarie crea un titolo che è vendibile ed acquistabile nel mercato, quel titolo E’ MONETA, anche se consiste, per esempio, in una scommessa sul rialzo o sul ribasso che a una certa data avrà il valore di un altro titolo, che a sua volta potrà essere rappresentativo di un valore reale come un’azione di una spa, vale a dire di una quota vera di un patrimonio esistente e tangibile, o di un altro titolo scommessa, che vale solo perché è SCAMBIABILE. Questi titoli scommessa, sui quali molti economisti ragionieri (e non faccio nomi) si sono ben esercitati in approfonditi studi (lucrando soldi e onori), trovando per loro una giustificazione e una plausibilità positiva nell’economia, rappresentano oggi una massa monetaria enorme, paragonabile, per fare un esempio, alla presenza di armi atomiche nel mondo, le quali hanno una capacità distruttiva del pianeta di almeno 100 volte la loro quantità. Quindi nel mondo cosiddetto globalizzato esistono due tipi di moneta, quella che percepiscono le persone economicamente sane e quella di chi crea titoli scommessa. A dominare sono quelli che posseggono il controllo della seconda moneta. Non esagero, il valore reale della seconda moneta per il 99% non esiste, però grazie a un certo ordine mondiale della finanza viene confusa con l’altra moneta, quella vera e buona, costituendo la ragione del dominio sull’economia reale da parte di coloro che la possiedono. Qual è la condizione ASSOLUTA perché i possessori della seconda moneta possano appropriarsi dei valori veri con una moneta creata da loro stessi e dunque fasulla? Semplice. Che la continuino a detenere loro in termini di deterrenza, esattamente come le armi nucleari, e che impediscano agli altri di possedere molta moneta (quella buona e vera che scaturisce dai beni reali e dalle attività reali). E’ dal 2008 che è esplosa la crisi finanziaria con i mutui sub-prime (che ci porta a una massa di titoli scommessa di proporzioni immense) e oggi più che mai si scontano gli effetti di quella crisi. Tagliare sugli Stati (l’attuale isteria sul debito pubblico), sulle famiglie è diventato il modo per far fronte a questa crisi, che diversamente porterebbe all’azzeramento del valore di ogni e qualsiasi moneta oggi esistente nel mondo, come era successo in Germania al tempo della Repubblica di Weimar, giusto per fare un esempio (dove la carta moneta valeva meno della carta da parati e come tale veniva usata per tappezzare i muri). Certo è vero che esistono inefficienze e sprechi della spesa pubblica, così come non tutto va al meglio nei processi di produzione dei beni e dei servizi, ma affermare che il debito pubblico e la bassa produttività siano la causa dei mali che ci affliggono è una grandissima truffa basata , in parte, sull’ingenuità e ignoranza di chi purtroppo siede, rovinosamente per noi, sui posti di comando , in parte, ed è la parte che davvero dobbiamo soverchiare, con l’egoismo e la mala fede di chi gode per se del bene che dovrebbe essere distribuito meglio.
    C’è da chiarire ancora molto e da approfondire molti punti, ma vorrei farlo in un dialogo con voi, stimolato dai vostri interventi.

    • anche in queste considerazioni ritrovo molto delle mie analisi: negli ultimi due o tre decenni è avvenuta una espropriazione silenziosa della democrazia: la creazione di una massa monetaria virtuale gestita privatamente dal sistema della finanza, ha posto gli stati sotto ricatto del fallimento di imprese che danno lavoro a centinaia di migliaia di persone, ma sono la causa della rovina economica attuale.

      redistribuzione del reddito come strumento fondamentale del risanamento economico e creazione di una nuova economia fondata sul principio della stabilità e non su quello dell’espansione globale, sono concetti fondamentali che sottolineo da tempo; il primo lo trovo accennato anche da te…

  4. Ti ringrazio dell’attenzione. Sono d’accordo nel considerare attenta la tua risposta, anche se non è una risposta a tutte le cose che ho messo, e hai ragione anche su questo, non già per parlare direttamente ma per iniezionare un substrato argomentativo comunque inerente al tema. Su un dettaglio però vorrei rettificare ciò che ho detto e su cui si appunta una tua critica. Non intendevo sostenere che l’emissione monetaria garantiva i prestiti, nel senso giuridico del suo significato, bensì per “garantiti” intendevo dire permessi, favoriti dall’emissione di nuova carta moneta, intesa nella sua natura di altro tipo di entrata :). Il tuo appunto comunque senza questo chiarimento è giusto.

    • hai ragione: non ho risposto a tutto, ma avevi messo molta carne sul fuoco e ho preferito concentrarmi sull’essenziale…

      con la precisazione lessicale che hai fatto, concordo sulla “garanzia” dei prestiti consentita dalla moneta nazionale; diciamo meglio appunto che consentiva di prenderne con più facilità.

      ma poi i creditori si cautelavano ancorando i prestiti, fin che potevano, al dollaro.

      è quel che dimenticano i fautori del ritorno alla lira: che i crediti ricevuti andrebbero comunque restituiti in euro; il che significa che il debito reale crescerebbe di colpo di un buon 30%, per via della svalutazione della lira: sarebbe una catastrofe immediata e difficilmente recuperabile.

      • Dellaa copiosa corrispondenza mi era sfuggita questa tua risposta. Vorrei avanzare l’ipotesi che non sarei molto sicuro nel caso di ritorno alla lira i prestiti ottenuti in euro dovranno essere restituiti in euro, questo al massimo lo darei per sicuro solo per quei prestiti ottenuti da banche o finanziarie straniere. Non dico ciò comunque perchè voglio il ritorno alla lira. Non nascondo che le tesi dell’economista Alberto Bagnai, disponibili in abbondanza su You tube, risultino abbastanza suggestive e convincenti, anche da un punto di vista storico-dottrinale, con l’accostamento che lui fa delle critiche alle linee di politica economica odierne agli argomenti solidi che a suo tempo erano valsi contro il mercantilismo. Ancora un felice anno e visto che ne hai le possibilità ormai in giro per il mondo. Parlerò con Francesco, il collega che mi ha consigliato il tuo blog, per invitarti eventualmente in Sardegna.

        • grazie degli auguri, e grazie del possibile invito in Sardegna: sarebbe grande! 🙂

          non vorrei guastare il clima sereno della nostra discussione, ma quando sento difinire solidi gli argomenti di Bagnai mi vengono i brividi.

          so che è odioso auto-citarsi, però i miei conti con Bagnai li ho fatti qualche tempo fa e non ho molti motivi di cambiare idea…, ma se proprio tu volessi approfondire che cosa ne penso, vedi un po’ qua: https://bortocal.wordpress.com/?s=Bagnai

          l’obiezione che fai su euro – lira e debito l’ho capita anche nelle intenzioni, che non sono quelle degli improvvisatori che agitano davanti alla plebe l’idea di andarsene dall’euro.

          tecnicamente è chiaro che se lo stato ha cambiato moneta ed è passato alla lira, i debiti si restituiscono materialmente in lire: ma al costo del cambio con l’euro vigente al momento della restituzione.

          se il cambio 2002 era 1936,27:1, quanto potrebbe essere il cambio con l’euro dopo la ri-adozione della lira?

          mi puoi rispondere che il debito può essere ri-contrattato, e questo è vero; ma non c’è bisogno di uscire dall’euro per farlo; la Grecia ha ri-negoziato il debito restandoci dentro.

          mi potresti anche dire che lo stato può imporre in cambio automatico al momento del passaggio e poi contare sulla successiva svalutazione della moneta nazionale: mi pare un modo inutilmente macchinoso per ri-contrattare comunque il debito.

          e poi voglio vederti a cercare sui mercati gli ulteriori crediti e a quali condizioni potrebbero essere ottenuti…

          senza contare proprio le ingenti spese fisiche del cambiamento fisico di moneta.

          ma ho divagato, dato che tu non intendevi sostenere questa tesi.

          buon 2014 a tutti noi, comunque… 😉

  5. “detto questo, ed espresso il mio consenso per questa lettura, ritengo invece che la separazione tra autorità monetaria che si occupa della moneta e autorità di governo eletto dai cittadini che si occupa di bilancio, non sia affatto razionale, ma sia un aspetto di quel processo di svuotamento di fatto della democrazia che si svolge in parallelo alla costruzione dell’euro e che viene erroneamente attribuito a questo, confondendo la causa con l’effetto…” Se hai ragione, devo pensare che oltre in economia sono scarsuccio anche in idraulica :)))))))))))))))))))))))))))))))))))))))).

    • 🙂

      dal punto di vista idraulico, mi pare che il tuo ragionamento non faccia una grinza… 😉

      “Se una struttura idraulica afferente un condominio vuole essere salvaguardata nel suo corretto funzionamento, la stipulazione di una convenzione di assistenza idraulica non potrà prescindere dal mettere gli operatori del servizio medesimo in grado di controllare l’erogazione dei flussi d’acqua.

      Se così non fosse, un qualsiasi condomino, non curante dell’eventuale problema generale consistente in una perdita, indotto dal proprio interesse individuale, potrebbe insistere nell’uso dell’impianto a scapito della necessitante eventualità di essere riparato”.

      in sostanza se un condominio affida ad un idraulico il controllo del funzionamento di un impianto, l’idraulico deve potere controllare i flussi d’acqua.

      per una coincidenza che ha del grottesco è giusto quello che è successo in questi giorni nel condominio dove sto, a seguito di due anni di consumi idrici stratosferici.

      il problema è se questa metafora possa essere applicata al contesto nel modo in cui fai tu, perchè insisto che a me pare che la stessa autorità (l’idraulico) che mantiene l’impianto (il governo) debba anche poter controllare i consumi di acqua (cioè la produzione di carta moneta, che in questo caso è un vero e proprio flusso monetario).

      naturalmente nel contesto europeo, che è poi il condominio, quel che manca attualmente è un vero e proprio idraulico.

      naturalmente mi hai fatto riflettere che questo potrebbe anche essere fatto dando delle indicazioni di carattere generale e lasciando poi all’autorità monetaria una certa autonomia tecnica: quel che in fondo già è in atto con i trattati europei, che pomgono come obiettivo della Banca Centrale Europea di evitare l’inflazione; obiettivo che magari pptrebbe essere parzialmente rivisto.

      oggi comunque abbiamo 17 idraulici che controllano gli impianti dei 17 appartamenti nazionali (dall’1 gennaio, 18, perché si aggiunge la Lettonia) e un idraulico che regola i consumi globali del condominio.

      c’è qualcosa che nel modello europeo non funziona, direi….

  6. Napolitano subito in pensione; l’asse Renzi-Landini un orizzonte importante; l’immobilismo al basso di Letta foriero di catastrofe sociale: tre scenari nevralgici, questa è la mia sintesi, per il resto fate voi. (Comunicazione verbale che consenta lettura veloce, sintesi delle parole chiave e tempi di recezione rapidi del messaggio).

    • condivido il primo e il terzo obiettivo.

      il secondo, no: secondo me Renzi è in grado di sputtanare qualunque cosa tocchi.

      chiedo venia di avere usato la parola “verbale” al poso di “orale”.

      spero di essere stato a mia volta all’altezza della sintesi presentata.

      buon 2014!

      • Abbastanza scontato che una intelligenza come la Tua si dissociasse dal 2° punto. Tu li hai chiamati obiettivi (punti finali di una dinamica), se proviamo a chiamarli punti di partenza forse possiamo intenderci meglio. Attribuisco all’asse Renzi/Landini un valore dialettico squinternante. Buon anno anche a te, Professore.

        • posso togliere un po’ di maiuscole? 😀

          Landini/Renzi o Renzi/Landini? la cosa non è indifferente.

          tu dici che il primo abbinamento è squinternante; lo sarebbe di più il secondo, a mio parere.

          però aspettiamo i fatti, perchè di seguire le parole ci siamo un po’ stufati… 🙂

  7. Molto più banalmente, la questione potrebbe essere riassunta così: da Maastricht (1992) in poi l’Europa ha voluto tenere bassa l’inflazione, e per fare questo ha mantenuto bassa la spesa pubblica.

    Ma l’inflazione era un effetto collaterale (inevitabile) di una espansione economica “drogata”, indotta dagli Stati.

    Senza quella droga, l’espanzione economica, abbiamo sperimentato in questi vent’anni, non c’è, non ce la fa a “montare” da sola.

    Serve il “viagra” economico. Serve che gli Stati (Debito o non Debito) ricomincino a spendere, e abbondantemente.

    • buon anno miki: otto anni che ci si conosce via blog, e mai un incontro dal vivo, anche se abitiamo a 60 km di distanza: come te lo spieghi? 🙂

      hai ripetuto il mantra del qualunquismo di sinistra (scusami tanto per la definizione), ma non sono affatto d’accordo con te, nè con la cosiddetta sinistra italiana che si gingilla con queste prospettive, assolutamente demenziali del resto, per un paese che ha un debito pubblico del 133,3% del PIL e nessuna prospettiva di migliorare.

      ma, trascurando al momento l’Italia e guardando all’Europa nel suo insieme, ti rispondo che ancora più banalmente la situazione potrebbe essere riassunta così: il capitalismo è una organizzazione economica e sociale che ha bisogno di una continua espansione, che può essere ottenuta (come dici tu) solo con una continua espansione della spesa, ottenibile solamente con lo sviluppo del debito pubblico.

      ma l’espansione continua del debito non è possibile.

      le soluzioni sono diverse: gli ebrei avevano inventato l’anno sabbatico: ogni 50 anni tutti i debiti, anche quelli privati, erano azzerati: non so bene come potesse funzionare.

      il capitalismo classico procedeva con le guerre che rimescolavano completamente le carte.

      non essendo più in auge né la prima né la seconda soluzione, rallentare l’indebitamento appare l’unica soluzione possibile.

      ovviamente c’è una soluzione più semplice ancora : la causa principale della crisi del capitalismo è il suo successo: se il capitalismo ha successo gli imprenditori si arricchiscono sempre di più, e infatti sottraggono una parte crescente di ricchezza al resto della popolazione.

      ma questa ricchezza finisce in consumi solamente in una parte ridotta (Stiglitz) e dunque causa la crisi economica; per la maggior parte va in speculazione finanziarie: diventa cioè credito.

      la soluzione, sul piano monetario, sta nella tosatura periodica dei super-ricchi (una specie di anno sabbatico ebraico limitato a loro).

      ma qui sorge l’ultima difficoltà: la redistribuzione del reddito dei ricchi alle classi povere fa aumentare i consumi globali; naturalmente occorre vedere se esiste la possibilità di soddisfarli; se questa possibilità non c’è, la tosatura non serve a nulla perchè si risolve soltanto in inflazione (che è un altro modo per distruggere ricchezza).

      in ultima analisi l’arricchimento dei super-ricchi potrebbe essere l’astuzia della storia per tenere bassi i consumi globali.

      ne ho parlato meglio qui: https://bortocal.wordpress.com/2013/12/25/invertirelarotta-quella-del-manifesto-696/

      certo, per il capitalismo è dura continuare a incrementare i profitti mentre i consumi globali sono frenati.

      poi, a parte, c’è il caso patologico Italia: ma questo è in buona parte un altro discorso: qui da noi è solo la lotta alle ingiutizie sociali e un po’ di sana re-distributzione del reddito tra le classi sociali che potrebbe, forse, attenuare la crisi: giusto il contrario della politica economica di Berlusconi, continuata con poche varianti da Letta, che continua ad arricchire chi è ricco.

      • Molto interessanti le tue considerazioni… che ci portano dalla nostra caotica confusione attuale fino alle prospettive future e ultime… il futuro Ultimo ed Estremo del Capitalismo mondiale è la concentrazione della ricchezza in pochi super ricchi, come il decadimento della materia stellare dell’universo e la sua concentrazione in pochi buchi neri, incapaci di divulgare la luce.
        Del resto lo abbiamo sperimentato anche giocando al gioco da tavolo più istruttivo del mondo: il gioco del MONOPOLI: ad un certo punto la partita si inchiuda in una situazione che non “va più avanti”, perchè qualcuno ha TUTTI i soldi e gi altri sono falliti, non possono più muoversi e il gioco finisce li.
        E’ chiaro che il mondo intero dovrebbe fare una riflessione seria su quello che stiamo prevedendo. Ma per ora gli esseri umani continueranno ad andare avanti come se nulla fosse.
        Ed inoltre: la nostra idea di società si basa sul desiderio di trovare un modo per “salvare tutti gli uomini” dalla povertà, ma temo che ben presto l’umanità raggiungerà un limite fisico oltre il quale non è possibile dare un luogo dove vivere e cibo sufficiente per tutti: perchè il pianeta è un luogo limitato e piccolo, non infinito.
        Mi affascina molto l’idea dell’Anno Sabbatico ebreo che hai citato: sarei davvero curioso di vedere come in tempi moderni possa davvero realizzarsi: mi piacerebbe vedere gli indici della Borsa come si comporterebbero un mese prima della “Grande remissione dei debiti”, una settimana prima, un giorno prima, un’ora prima. E anche dopo.
        In conclusione: …. dove andrà l’umanità? Boh… io prevedo tempi duri, e grandi guerre, e severe lotte di sopravvivenza. La selezione naturale farà il suo gioco, mentre lo Stato Sociale dovrà rassegnarsi al destino Biologico e inevitabile a cui sono vocate tutte le specie animali e vegetali di questo Pianeta.
        In altre parole: si salvi chi può.

        • grazie dell’apprezzamento, miki.

          è un punto di vista che si è costruito lentamente negli ultimi anni e piuttosto solitario: immagino che verrebbe liquidato come non pertinente da molti esperti del ramo, così come ogni tanto qualche grossolano commentatore non si risparmia di aggredirlo ma senza veri argomenti.

          oggi ho portato un’altra tessera al mosaico col post n. 6.

          il tuo paragone capitalismo buco nero lo trovo semplicemente geniale, e spero mi consentirai di usarlo quando sarà il caso, citandoti come autore; il riferimento al gioco dei Monopoli è perfetto e chiarissimo.

          però intanto di mezzo ci sta andando la razza umana: l’anno sabbatico era una grande istituzione che dimostrava come il denaro e la ricchezza non potessero essere considerati veri valori, e naturalmente poteva funzionare solamente SE tutti si fossero comportati fino all’ultimo giorno come se esso non foss esistito – e mi domando come potesse succedere.

          ma la religione forse può questi ed altri miracoli…

          noi avremmo bisogno della miracolosa capacitzá di fare qualcosa di simile, di tirare una riga sul passato, e di dire: ok, abbiamo scherzato, non era vero nulla, punto e a capo…

          ma non è possibile: chi ha in mano il potere è un cinico a cui non interessa molto il futuro, e fino a che ci sará gente che ricava profitto dalla distruzione presente, la presente continuerà.

          la crisi mondiale è stata una grande opportunità per una svolta, che è mancata: la corsa riprende come prima e l’esito è scontato (anche se la mia generazione non credo arriverà a vederlo)

          forse la crescita demografica arriverà ad arrestarsi attorno ai 9 miliardi di esseri umani, come prevedono alcuni demografi?

          forse una lenta glaciazione ridurrà almeno sul medio periodo gli effetti disastrosi dell’effetto serra?

          nulla è certo, neppure l’autodistruzione immediata…

          discorso a parte per la crisi italiana che oramai ha natura, cause e sviluppi diversi…

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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