le elezioni inevitabili e l’attivismo insulso di Renzi – 8.

ogni mattina sfoglio i quotidiani online oramai con l’atteggiamento sospettoso del vagamente paranoico che va in pre-allarme: vediamo che puttanata ci raccontano oggi e che cosa vogliono farci credere.

da un paio di settimane i giornalisti ci raccontano tutti eccitati, come qui, dell’attivismo parolaio di Renzi, che poi ruota per ora quasi attorno ad un tema solo, la legge elettorale.

sai la novità – come se queste squallide forze politiche non avessero ampiamente dimostrato di non essere capaci di farne una diversa dal porcellum truffaldino messo in piedi da Berlusconi per interposto Calderoli.

ma è Renzi, secondo la propaganda di regime, che ci sta spingendo alle elezioni: che bravo, che decisionista, lui!

non decide altro che questo (a parole), ma ce lo vendono come un decisionista lo stesso…

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in realtà si ripete in questo modo il cliché deprimente del Partito Democratico che ogni tanto vince in qualche modo le elezioni e poi non sa come gestire la vittoria – cosa capace di dare la nausea anche all’elettore in origine più affezionato.

è stato così con Prodi nel 1996 e allora si limitarono a sostituirlo con D’Alema, per portare l’Italia in guerra contro la Serbia, assieme a Clinton; è stato di nuovo con Prodi nel 2006 (dopo avere rinunciato a contrastare la legge elettorale del porcellum), ma allora la sinistra riuscì a superare se stessa, perché sotto la guida di Veltroni regalò a Berlusconi le nuove elezioni che lo rimisero al potere.

l’anno scorso è venuta la vittoria a metà sotto la guida di Bersani, un segretario scelto perché non desse ombra ai padroni veri del partito, giustamente giudicato inadatto a guidare il paese dall’elettorato.

l’inetta campagna elettorale di Bersani e il fallimento di Monti come politico adatto all’Italia determinarono i due successi paralleli di Berlusconi e Grillo e la caotica situazione attuale.

ed ora ci volete portare alla quarta ipotetica vittoria fallita degli ultimi vent’anni? ma vergognatevi, per favore!

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in questo momento Renzi VUOLE andare alle elezioni e con lui i suoi sostenitori occulti, per conquistarsi 5 anni di stabilità e portare avanti un programma che nessuno ha finora davvero spiegato agli elettori.

per chi ragiona come se il porcellum ci fosse ancora – si tratta di portare via a Grillo e a Berlusconi quel tanto di voti che servono –  per un governo di minoranza contro entrambi, e cioè contro la maggioranza del popolo italiano.

poi la chiamano Partito Democratico; io li chiamo demdem.

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ma questo disegno è assurdo, anche se sostenuto da tutte le principali istituzioni politiche del paese, a cominciare dal Presidente della Repubblica, e fa i conti senza l’oste, cioè senza la Costituzione, difesa in questo momento dalla Corte Costituzionale e, politicamente, ahimé, soltanto da Grillo.

che il parlamento eletto incostituzionalmente possa modificare la legge elettorale (come vorrebbe Renzi) in un modo che non sia condiviso da tutte le forze politiche del paese è una cosa mostruosa, che non sta né in cielo né in terra ed è concepibile solo in un  paese oramai deragliato come l’Italia.

Renzi corre perché vuole fare le elezioni con un nuovo premio di maggioranza; la democrazia per questa gente che abusa del suo nome è solo un ostacolo.

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ma le elezioni si devono fare subito non perché le vuole Renzi, come vogliono farci credere, ma perché tutte le istituzioni in questo momento sono politicamente illegittime e si deve ripartire da zero (anche Napolitano deve dimettersi appena possibile, e nella Corte Costituzionale stessa devono decadere i membri di nomina parlamentare nominati dopo il 2006 e quelli nominati da Napolitano dopo la sua rielezione illegittima: Amato, per esempio).

e le elezioni vanno fatte nel solo modo possibile costituzionalmente: cioè applicando le indicazioni date dalla Corte Costituzionale e quindi con la legge elettorale attuale tolto il premio di maggioranza e re-introdotte le preferenze.

altra strada legittima non c’è; e su un punto Grillo ha assolutamente ragione (come l’ha avuta sull’art. 138): questo parlamento non può modificare la legge elettorale né fare più nulla.

a meno che non si verificasse il miracolo che Partito Democratico, 5Stelle e Berlusconi non fosssero d’accordo tutti su una stessa legge elettorale nuova: in questo caso la democrazia sostanziale potrebbe superare i limiti della democrazia formale e ammettere una nuova legge elettorale votata all’unanimità da un parlamento di marionette, che subito dopo si dimette.

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tornando a votare a maggio assieme alle europee, non perché lo vuole Renzi, come cercano di farci credere, come se questo potesse essere un merito per lui e non un fastidio per gli elettori menati per il naso, le votazioni saranno finalmente svolte con un sistema proporzionale.

questo significa che non avremo l’incubo che possa vincerle né Berlusconi né Grillo, e saremo quindi anche più liberi di votare in coscienza: le percentuali potranno spostarsi, ma il quadro generale non potrà cambiare di tanto e si dovrà nuovamente stabilire chi di queste tre forze si dovrà alleare per governare e per fare che cosa.

a questo punto il Partito Democratico dovrà dire chiaramente, prima delle elezioni, se preferisce governare con Berlusconi o con Grillo.

oppure Grillo dovrà dire chiaramente se preferisce governare con Berlusconi, per uscire dall’Europa, oppure col Partito Democratico, per restarci.

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ma chissà perché fantastico di elezioni corrette, di popolo consapevole, di intelligenza, responsabilità e trasparenza in un paese come questo…

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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