le agenzie di rating che controllano il mondo e devono restituire 120 miliardi all’Italia – 14.

le agenzie internazionali di rating hanno salassato l’Italia negli ultimi due anni di 117 miliardi di euro.

queste agenzie funzionano oramai come il governo occulto ed altrettanto cieco dei super-plutocrati mondiali: li guidano come avvoltoi sul moribondo, dove c’è della carne da spolpare e sono efficaci nell’individuare le prede.

l’Italia berlusconiana, guidata dal premier del bung bunga era alla deriva e debole abbastanza per diventare oggetto del loro pasto. è infatti bastato passare il timone ad un inetto assoluto e ad un incapace politicamente come Letta per allontanare i rapaci verso altri lidi, anche se non ha fatto assolutamente nulla per risolvere la crisi.

nello stesso tempo i super-plutocrati globalizzati guidano i media e la stampa indicando dei falsi colpevoli come l’Unione Europea, che vedono come il fumo negli occhi come baluardo mondiale di quel tanto di democrazia che ci viene concessa, e sperano di riuscire a disgregarla per affossare del tutto lo stato sociale che impedisce loro di arrivare fino all’osso e di arricchirsi ulteriormente.

se soltanto i 300 super-plutocrati più ricchi del mondo si sono arricchiti nel 2013 di altri 500 miliardi di dollari, come ho riportato qui pochi giorni fa, allora più di un quinto di questo mostruoso capitale è stato ricavato derubando il popolo italiano negli ultimi due anni, costringendoci a sacrifici così pesanti da spingerci a un declino molto fruttuoso per loro.

* * *

sono arrivato a questa sconsolante constatazione trovando sull’ultimo numero dell’Espresso un trafiletto senza particolare rilievo nella rubrica Riservato, una specie di blog nel settimanale, che contiene una notizia bomba: se fosse confermata, meriterebbe dei titoloni a scatola da occupare tutte le prime pagine dei quotidiani:

2 – SPREAD MILIARDARIO

117 miliardi.

avete letto bene e non è un errore di stampa: 117 miliardi di euro, non 117 milioni; è un ventesimo circa del totale del debito pubblico italiano, ed eguaglia quasi il deficit annuale globale dello stato italiano.

È il danno che la Corte dei Conti contesta a Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch per i rapporti sul debito pubblico italiano diffusi nel 2011.

I report, ritenuti dai giudici «avventati», innescarono il rialzo dello spread tra Btp e Bund costringendo i governi Berlusconi e Monti a varare, in pochi mesi, tre manovre per un totale di 120 miliardi.

Soldi che le tre agenzie potrebbero essere chiamate a risarcire, visto che la Procura regionale per il Lazio contesta, oltre ai 117 miliardi, anche il danno derivante dalla perdite conseguenti alla cattiva fama provocata dai report.

Se portati all’incasso, questi importi consentirebbero di ripagare da un giorno all’altro il 5,7 per cento del debito pubblico.

D. L.

* * *

bisogna cominciare a fare attenzione a questa Procura del massimo Tribunale Contabile italiano, sezione del Lazio.

è la stessa Procura che ha mandato sotto processo Lusi, l’amministratore della Margherita, e lo ha fatto condannare a restituire 22 milioni di finanziamento intascati (per sé o per conto di altri), e soprattutto è la stessa Procura che ha sollevato presso la Corte Costituzionale eccezione di incostituzionalità per il finanziamento pubblico ai partiti, disposto in violazione dell’esito del referendum 1993.

se la Corte dovesse giudicare la legge incostituzionale, i partiti – se fosse applicata la norma generale sulla retroattività delle sentenze della Corte Costituzionale – sarebbe chiamati a restituire i finanziamenti di venti anni, cioè sarebbero praticamente sciolti, con una straordinaria azione di pulizia del malaffare politico italiano.

da qualche parte lì dentro deve essere annidato un pericoloso sgobbone, un primo della classe, che sta lavorando sul serio e con intelligenza, fino a che non riusciranno a fermarlo.

* * *

però questa notizia ha tutta l’aria di una bufala, oppure di un cattiva interpretazione: da quando in qua la Corte dei Conti si occupa del comportamento di privati, come sono le agenzie di rating?

la cerco in internet e la ritrovo qui, pari pari, ma da nessun’altra parte che in altri copia e incolla.

in uno di questi siti si trova però una discussione molto interessante:

Messaggioda franz il 04/01/2014, 9:26

Cercando la notizia con google si trova traccia della cosa in tanti articoli di piccole agenzie, ad iniziare già dal giugno 2012.
Si potrebbe dire che la notizia, se vera, è vecchia di un anno e mezzo.
Dato comune a tutti gli articoli (classico copia & incolla da una fonte all’altra) il fatto che La Procura regionale per il Lazio contesta 120 miliardi alle agenzie di Rating.
Altro dato comune è che nessuna agenzia di rilevo e nessun quotidiano nazionale ha ripreso la notizia.
Dato di fatto è che cercando “rating” nel motore di ricerca del sito della Corte dei Conti si trovano un po’ di documenti ma nessuno accenna alla cosa.L’articolo piu’ interessante è questo: http://www.economy2050.it/agenzie-di-ra … dys-fitch/
Emerge che ci sarebbero anche dubbi sulla competenza giurisdizionale della corte dei conti ad occuparsi del tema. La corte dei conti infatti si occupa dei danni che possono emergere da comportamenti di funzionari ed amministratori pubblici, non di quelli eventualmente prodotti da sogetti privati. Eventualmente sarebbe la magistratura ordinaria ad intervenire.

da questo momento in poi il commentatore peraltro comincia a delirare, assumendosi il ruolo di difensore d’ufficio delle speculazioni della finanza internazionale: 

Tralasciando gli aspetti giuridici, quelli politici sono assolutamente grotteschi ed esilaranti. Invece di chiedere i danni alla classe politica italiana che ha sperperato 700 miliardi di dividendo dell’euro ed ha portato il paese sull’orlo del baratro, si vanno a chiedere i danni alle agenzie internazionali pagate per emettere giudizi sulla solidità di aziende e dei debiti sovrani.

È piu’ che evidente che la valutazione, positiva o negativa, influenza il mercato tuttavia il mercato stesso ha i sui criteri di giudizio ed abbiamo viso per esempio che il declassamento della Francia non ha avuto ripercussioni.

Vuoi che fosse “scontato” vuoi che gli investitori continuino a fidarsi, non sempre una valutazione negativa comporta un danno.

Nel caso dell’Italia invece il mercato (e lo si è visto con lo spread) era in perfetta sintonia con la valutazione negativa delle tre agenzie di rating e lo spread è tornato gradualmente basso solo dopo che i governi dal 2012 in poi, compreso, hanno effettuato le manovre correttive.

è verissimo che l’Italietta dell’ultimo decennio è colpevole, nella sua classe politica e nel popolo che l’ha eletta, di avere sperperato i 700 miliardi di interessi sul debito pubblico che l’ingresso nell’euro ci ha fatto risparmiare, ma questo che cosa ha a che fare col fatto che la cieca vigilanza delle agenzie di rating ci ha individuato come preda più adatta ad essere spolpata, al servizio degli “investitori internazionali”, questa entità misteriosa che determina in realtà oramai le scelte degli stati, in spregio a qualunque democrazia?

* * *

dato il la dal sito, l’apologia degli avvoltoi continua da parte dei lettori:

Messaggioda pianogrande il 04/01/2014, 10:42
Queste azioni assomigliano molto al malcostume (all’arroganza) di tanti politici che denunciano per diffamazione o reati equivalenti i giornalisti che parlano male di loro.
E’ una forma di intimidazione piuttosto diffusa tra chi dispone di mezzi economici e studi legali magari pagati dal contribuente.Non mi sembra che i nostri politici (i destinatari naturali dei controlli della corte dei conti) tremino di paura davanti alle risultanze di tali controlli.
Mi aspetto che qualche politico denunci la corte per diffamazione.
C’è sempre una prima volta.
Messaggioda trilogy il 04/01/2014, 16:34
si in effetti come ha notato franz è una notizia un po’ datata.
Un aspetto divertente di questa polemica tra governi e agenzie di rating è che le agenzie e le banche d’affari formularono, in particolare nella prima fase della crisi finanziaria una serie di valutazioni sulla rischiosità del debito e di una serie di prodotti derivati che sottostimavano pesantemente il rischio potenziale. L’errore più comune era che veniva stimato il rischio di un singolo prodotto (A,B,C) o di un singolo emittente (Stato o azienda), come se fossero rischi indipendenti, senza tenere presente le relazioni tra i vari prodotti o emittenti, per cui un default di A si trasmette rapidamente a B e C.I Governi poi commisero lo stesso errore di valutazione. Gli USA con la Lehman Brothers e gli europei con la crisi greca, sottovalutarono gli effetti complessivi di queste crisi circoscritte aggravando la situazione economica complessiva.L’errore in questione ricompare nella polemica tra alcuni governi e le agenzie di rating. Ad esempio sentito dichiarazioni da parte di vari governi del tipo: “la nostra situazione finanziaria è stabile, il declassamento è ingiustificato” , oppure “abbiamo fatto i compiti a casa non meritiamo il declassamento”. Forse queste affermazioni erano fondate ma Il problema era che la situazione complessiva di mercato e di altri debitori era peggiorata e la rischiosità cresceva per tutti.

ci si dimentica di dire che negli USA la JP Morgan Chase sembrava dovesse essere condannata a pagare una multa di 13,5 miliardi di dollari – lo 0,1% del debito pubblico USA – per avere provocato la crisi del 2008 (vedi qui); alla prova dei fatti la grande banca è stata invece condannata a risarcire allo stato 31,6 miliardi di dollari (equivalenti a circa 24,3 mld di euro).

certo, la Banca Americana pagherà senza fiatare questa cifra pari a due o tre finanziarie italiane; ma fa un po’ sorridere il fatto che lo stato italiano possa chiedere all’agenzia di rating di risarcirlo di 120 miliardi di dollari: ce l’abbiamo la forza per farlo?

* * *

tuttavia qualcosa si sta nuovendo anche in Italia, come dimostra questa nota dell’ADUSBEF:

AGENZIE RATING: FITCH E S&P A GIUDIZIO PROCURA DI TRANI. PROCESSO IL 18 GIUGNO 2013

Il declassamento di venerdi scorso dell’Agenzia Fitch sul rating dell’Italia, il cui verdetto al di fuori dei dati economici, rappresenta una vera e propria ingerenza sulla sovranità di uno Stato democratico, che svolge libere elezioni ed esige ne sia rispettato il responso, da rispedire con vigore al mittente, ma non si è rilevato quel temuto spauracchio sugli spread dei titoli di Stato rimasti stabili, a conferma che le tre sorelle del rating, hanno perso qualsiasi credibilità residua sui mercati, con i loro prezzolati giudizi.

Né le minacce di black out informativo, dopo il rinvio a giudizio della procura di Trani (così come per Standard & Poor’s) con l’ipotesi di reato di manipolazione del mercato continuata e pluriaggravata nell’ambito delle oscillazioni di Borsa ritenute anomale tra il 2010 e il 2012, da parte dell’agenzia Fitch – che con Moody’s e S&Poor’s controlla il 90% del mercato dei rating – la limitazione di tutte le attività in Italia, con la sospensione di “tutte le teleconferenze, conferenze e eventi simili in Italia, i colloqui con investitori o giornalisti ed adeguate assicurazioni che non si possa ripetere un’altra inchiesta infondata sul proprio lavoro, hanno sortito gli effetti sperati.  

Riteniamo – hanno affermato in una nota Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti di Adusbef e Federconsumatori –  che dopo aver denunciato la cricca del rating ed aver fatto partire le indagini della Procura di Trani, da parte del Pm Michele Ruggiero, chiederanno la costituzione di parte civile al processo, per danni quantificati dalla Corte dei Conti per 120 miliardi di euro, che le minacce di Fitch di chiudere le sue attività in Italia, che al contrario continuano allegramente con l’emissione di report non richiesti ed ingerenze illecite come sono le considerazioni politiche, costituiranno aggravante, che chiederemo ai magistrati di valutare il 18 giugno 2013 a Trani, quando inizierà il processo contro l’Agenzia di rating Fitch (e S&P), per il delitto di manipolazione pluriaggravata del mercato.

in altre parole, la Corte dei Conti può quantificare il danno, ma poi tocca ai Tribunali ordinari muoversi con accuse penali contro le agenzie di rating che hanno manipolato i mercati per far guadagnare ai loro committenti miliardi di euro alle nostre spalle.

ma almeno una piccola Procura locale ci sta provando.

onore ai tanti piccoli eroi solitari che dentro le istituzioni stanno cercando di aprire gli occhi al popolo sovrano!

e chissà che non li apra anche ai blogger di ultra-sinistra che continuano ad attaccare l’Unione Europea, che è l’unico baluardo che ci potrebbe difendere dallo strapotere dei super-plutocrati, anziché difenderla, e che pensano che il problema stia nelle politiche economiche restrittive anzicé in una grande battaglia comune dei popoli europei e del mondo per non restituire il debito accumulato dai creditori con questi metodi.

2 risposte a “le agenzie di rating che controllano il mondo e devono restituire 120 miliardi all’Italia – 14.

  1. Un tragico fatale errore di valutazione si aggira per l’Europa: il qualunquismo dell’Euroscetticismo.
    Putroppo tanta gente è indotta a confondere l’Europa con i poteri economici forti, identificando i due soggetti in un soggetto unico, e dicono “L’Europa E’ il potere forte! Abbasso l’Europa!”
    Invece sappiamo bene che l’Europa è un soggetto debolissimo e inefficace nelle mani dei “poteri forti”. Dovrebbe avere più capacità e più potere.
    Su questo fatale equivoco si gioca l’intera partita politica che sarà determinante nei prossimi mesi e nei prossimi anni.
    Ho tanta paura…. 😦

    • sono convinto che solo la Lega sia coerentemente anti-europeista, ma poi alla prova dei fatti potrebbe diventarlo un po’ meno considerando che la forza degli anti-europeisti nel prossimo parlamento europeo crescerá certamente e si troverá in buona compagnia.

      le altre due forze anti-europeiste, grillo e Berlusconi, fanno soltanto dell’antieuropeismo di facciata per racattare voti; alla prova dei fatti si è visto bene che Berlusconi a fine 2011, quando si è trattato di dare forza davvero alle minacce di uscita dall’euro che ne hanno determinato la caduta, si è spaventato e si é tirato indietro.

      tra i demagoghi dell’anti-europeismo dobbiamo conicare ad annoverare anche Renzi, con la sua proposta di violare il tetto del 3%.

      hai ragione di essere preoccupato: il popolo italiano è puerile e discontinuo e ha una sola scelta sicura: cercarsi degli arruffapopolo ignoranti ed improvvisatori come guida.

      lo si vede da come ha trattato gli unici due leader competenti ed efficaci che ha avuto in questi vent’anni, Prodi e Monti; stiamo ancora vivendo di rendita di quel che ha fatto Monti, ma la rendita potrebbe finire presto…

      tuttavia non credo che l’Italia rischi davvero di uscire dall’Europa (che è l’unico modo per uscire anche dall’euro dopo esserci entrati): mettersi da soli sul piano della Serbia e dell’Albania non mi pare una buona idea, anche se purtroppo rischia di essere soltanto una buona fotografia della realtà.

      d’altra parte il popolo italiano è effettivamente ignrante e, sembra anche, un poco più stupido della media, credo che a queasto non ci sia rimedio.

      va guidato per mano come un bambino capriccioso e credulone, ma chi ha il potere reale non permetterà un simile disastro: sulla mia pagina twetter ripeto che vale la pena di leggere uno studio documentato sullo sfascio incredibile che sarebbe l’uscita dall’euro.

      basta ricodare che probabilmente ci costerebbe una rivalutazione del 30% almeno del debito pubblico e probabilment eil collasso immediato dei contio pubblici.

      quindi, un tema buono solo per sciacquarsi la bocca per racattare voti a perdere e sfuggire ai problemi concreti da risolvere per migliorare l’economia italiana, che sono corruzione, burocrazia demenziale e stupida, cause civili e penali decennali, ignoranza diffusa e inefficienza globale del sistema dell’istruzione, creduloneria anti-scientifca, bigottismo e poi ancora corruzione corruzione e corruzione. 😦

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