all’esterno, intorno al tempio di Tiruparankundram, Tamil Nadu – videoclip indiano, 6 35. – 27.

questo appuntamento col montaggio dei video si viaggio rischia di restare a breve più o meno l’unica attività di questo blog, nel quale si sta facendo strada una inedita de-motivazione.

però tornare a queste immagini di viaggio rilancia sempre la carica e dà la voglia di continuare almeno in questa, che potrà apparire un’evasione: comincio a dare ragione ai molti che hanno provato a definire il viaggio una via di fuga, una forma di abbandono della realtà e della lotta anche solo virtuale.

* * *

qui le immagini sono prese in due diversi momenti della giornata: alcune ancora al mattino, e la luce colpisce il tempio da sinistra per chi lo guarda, essendo lui disposto a sud della strada principale della cittadina; altre al pomeriggio, di ritorno dalla grande roccia, e allora il sole si trova a destra del tempio, per chi guarda.

(questo se qualcuno si accorgesse di qualche incongruenza nella provenienza della luce nelle fotografie).

il videoclip è sostenuto da una solenne musica corale hindu, che ha la magniloquenza di certi pezzi di Bach e finisce con l’aderire perfettamente alle immagini.

che sono quelle, prima, dell’esterno del tempio, con i soliti deliri di statue colorate che sembrano emanazione diretta di qualche multicolore olimpo induista.

poi quelle degli spazi esterni che lo circondano, nei quali si annidano figure diverse, a volte enigmatiche, di santoni e guru veri o presunti e di pellegrini quasi sempre poco concentrati e distratti.

e infine degli ampi spazi accessori del tempio destinati al ricovero, fuori dello spazio sacro, dei pellegrini, che giacciono in una vitale e rumorosa confusione, a volte sfiniti e addormentati dalla stanchezza.

* * *

la forza immensa dell’India, che qui è più che mai metafora globale della vita, non solamente della vita umana, sta in questo vociare che non ha nemmeno più niente di consapevolmente religioso, ma è religione inconsapevole che viene a coincidere col respiro e con la biologia stessa del nutrirsi stancarsi riposarsi.

4 risposte a “all’esterno, intorno al tempio di Tiruparankundram, Tamil Nadu – videoclip indiano, 6 35. – 27.

  1. commento via mail:

    Torno stanca ma quel coro mi piace tanto che m’invita a fermarmi e a guardare.
    Una musica appropriatissima, sembra un’esibizione dei bassorilievi e delle statue che fotografi.
    Quanti bei volti particolarissimi di uomo, donna, bambini e anziani.
    Si distingue il più bello: questa ragazza 2.29.
    Che giochi di colori accesi, forti, sfavillanti.
    Mercatini, luoghi di preghiera, un artigiano?.
    Ma sdraiati sul suolo per pregare?
    Dovrei aspettare il tuo commento?
    comunque lo aspetto.
    Un videoclip che mi ha rilassata.
    Quei colori somigliano molto a un quadro che comprai da un pittore conosciuto nei Caraibi.
    Forse s’intravede in quella foto di gruppo che ti ho inviato.ultimamente.

    • penso che tu possa avere scritto questo commento, riferendolo direttamente al video, che naturalmente posto su You Tube, di necessità prima di scrivere il post: anzi piuttosto spesso comincio a scrivere il post di commento mentre ancora il video si sta caricando; e qui ho visto che il post, breve, era appena finito che già il video aveva avuto una visita, che immagino fosse la tua.

      sì, la bellezza di questo videoclip, per il resto simile agli altri miei nelle tecniche e nelle riprese (che non voglio farmi del male da solo dicendo che siano brutte…), sta in questa musica, scoperta su You Tube per caso.

      per fortuna non ho finito di utilizzarla, perché ritornerà anche nel prossimo, che – ti prennuncio – raccoglierà le immagini prese all’interno del tempio e sarà piuttosto forte.

      ho già detto altra volta come mi colpisce che, tanto nell’induismo, come nell’islam, sia ammesso il dormire nel luogo di culto; qui siamo ancora in spazi esterni a quelli sacri: nicchie dell’esterno del tempio, dove si raccolgono i santoni che chiedono l’elemosina o piccoli artigiani, oppure un grande cortile coperto, per il caldo, dove i pellegrini mangiano e si riposano; ma scene simili le vedremo anche dentro il tempio, nel prossimo video: e questo indica un grande e santo abbandono al divino che c’è nella vita, come accennavo anche alla fine del post.

      fai bene poi a sottolineare la straordinaria bellezza dei visi, che coprono tutte le età, restando belli egualmente…: non mi stancherò mai di ammirare l’India per la bellezza dei suoi abitanti, che è anche il riflesso di una bellezza interiore.

  2. Mi piace questo riferimento a religione della biologia, che ho pensato anch’io quando pensavo al Gange, il fiume sacro dell’Hinduismo, e che è probabilmente anche il fiume più sporco del mondo, visto la sovrappopolazione sulle sue coste e il fatto che ci buttano dentro assolutamente tutto quello che un essere umano possa anche soltanto concepire di poter buttare in un fiume! E non per questo è meno sacro, anzi!

    • se penso al Gange a Varanasi, mi verrebbe da definire l’induismo la religione dell’anti-bioligia, che vive in un santuario di Lourdes permanete e a cielo aperto, perchè il fatto che nessun indiano si ammali per il contatto con le acque di quel fiume ha del miracoloso.

      io comunque l’infezione intestinale me la sono fatta subito, invece…

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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