Barnard, Bagnai e il paraculo Gengiss86: lo straordinario piacere di farsi insultare in blog – 28.

ecco qui un tizio, che mi manda un commento, che ho bloccato per non dargli libero accesso al mio blog, e nel firmarlo si auto-definisce “paraculo”.

* * *

probabilmente ignora il significato esatto del termine che usa, del resto oramai entrato nel linguaggio comune senza troppi riferimenti sessuali.

eppure, vedendo la voce del vocabolario Treccani online, il para-culo è colui che propriamente “para”, cioè “porge, presenta”, o mette a disposizione, il culo; “al maschile indica l’ omosessuale maschio passivo; il femminile è talora usato col significato di prostituta”: ma siamo nel lessico dell’Italia del bunga bunga, la tua Italia. 

“Più comunemente in senso figurato, chi sa abilmente e con disinvoltura volgere a proprio favore una situazione, o fare comunque il proprio interesse”. 

be’, ignoto giovane commentatore Gengiss86, ti sei definito da solo.

vediamo soltanto se sei davvero così abile.

* * *

il commento riguarda forse uno dei miei post più discussi in assoluto, 48. la crisi, Paolo Barnard: “tre criminali e un cretino” (e lui)..

è di due anni fa, ha già raccattato 128 commenti, molti di questo stesso tipo, ma sembra sempre in grado di suscitare ancora qualche passione: criticare le tesi di qualcuno in Italia è il metodo più sicuro di tirarsi addosso qualche fanatico, mentre gli altri stanno a guardare, ci scappasse blogghisticamente il morto.

la colpa del post è di mostrare l’assoluta inconsistenza delle tesi farneticanti del giornalista Barnard, nonché aspirante leader politico (al momento, mancato), agli occhi degli anti-europeisti sfegatati ed astiosi, che cercano e trovano facilmente degli pseudo-argomentatori che diano corpo al loro livore.

* * *

Salve, sono curioso di sapere da chi prendi soldi per scrivere queste paraculate.

e no, scusa: le para-culate le stai scrivendo tu, io non voglio mica rubarti il mestiere!

È evidente che li prendi, nessuno perde tutto questo tempo per screditare un’altra persona con un articolo così lungo senza un motivo plausibile.

effettivamente! rendo quindi la più ampia e liberatoria confessione: prendo soldi dall’Ufficio Studi della Banca d’Italia, mi paga il Sole 24 Ore, la Merkel ha stabilito un filo diretto col mio conto corrente; mi sono arricchito grazie a questo articolo; per non dire di quello dedicato alla mia improvvida guarigione da una setticemia fulminante, per il quale conservo le ricevute delle centinaia di bonifici di Stamina

però sarebbe più interessante stabilire un confronto, anche per capire se i nostri clienti rispettano i minimi sindacali: e tu quanto hai preso per venire ad insultarmi qui?

discuterei di compenso per riga, considerando che ho dedicato alle Lettere paoline finora migliaia di righe rimaste sinora gratuite, per dimostrarne la falsità, e vorrei fare una richiesta precisa, se non vuoi chiamarla ricatto, alla Banca San Paolo.

Bernard dice ciò che è ovvio e che è successo davanti agli occhi di tutti.

e cioè?

Barnard, per chi non lo sapesse, è l’autore principale della pensata per cui, se si passasse di nuovo ad una moneta nazionale, il debito pubblico sarebbe ripagato con questa e dunque ridotto: un discorso che è il contrario esatto della verità, dato che il debito pubblico andrebbe comunque restituito nella moneta nella quale è stato contratto, cioè in euro, e la prevedibile svalutazione della moneta nazionale ne aumenterebbe immediatamente il peso in maniera insostenibile.

per fare questo deve ignorare quello che è avvenuto nei 76 casi di default statali vari mondiali degli ultimi decenni, ma pazienza; ha sempre delle lambiccate argomentazioni da arrampicata sugli specchi per negare l’evidenza.

da lui l’idea geniale si è travasata in Bagnai, un economista nazionalista che si fa passare per uomo di sinistra, anche se va ai convegni della Lega.

l’idea è stupida abbastanza per cominciare subito a girare l’Italia aiutata dal tamtam degli stolti, la cui madre notoriamente è spesso incinta.

Studio economia e noto come il tuo articolo tratta di macroeconomia tralasciando tutte le correnti economiche successive ai marginalisti (1900) dimenticando keynesiani, post-keynesiani e neo-ricardiani.

troppo buono: tralascio volentieri non solo il post-marginalismo, ma perfino il marginalismo, perché non occorrono teorie economiche sofisticate per afferrare il concetto che ho appena esposto.

e tuttavia consiglio a te qualche studio sulle tecniche dell’argomentazione, prima di continuare con gli studi di economia.

Detto questo evito di perdere altro tempo perché non sono pagato, a differenza tua, per dire stronzate.

Devi solo vergognarti delle puttanate che propini e fai davvero schifo.

Un saluto, con affetto.

l’affetto per le stronzate fa parte delle perversioni sessuali che non mi appartengono e lo lascio solo a te, o para-culo peregrino.

* * *

dico, ci fosse in questo commento uno, un solo argomento di risposta a quelli presentati nel post e nella discussione dei 128 commenti!

no, uno passa, spara qualche insulto, e si sente appagato.

non appare in grado di argomentare proprio nulla e dimostra che serve a poco studiare economia se non si sa ragionare di base, ma si sente appagato.

appare al livello culturale di un semi-analfabeta e viene qui per farsi confermare di essere un para-culo, cioè di essere su questo blog solo per prenderlo, para-culamente, in quel posto dialettico che ha chiamato lui col suo nome; e si sente appagato anche in questo?

quando verranno posti dei limiti a questo libertinismo sessuale?

esigo di non essere molestato, grazie, e lascio il masochismo delle figure di merda a chi gli piace di farle.

(e questo è un anacoluto, nota bene, non un paracoluto).

13 risposte a “Barnard, Bagnai e il paraculo Gengiss86: lo straordinario piacere di farsi insultare in blog – 28.

  1. Salve sono Gengiss86 lei ha pubblicato online il mio indirizzo di posta elettronica privata completo senza autorizzazione nella tag dell’articolo, per tale motivo ho segnalato la questione alla polizia postale italiana disponendo di tutte le prove del fatto. Provvederò anche ad inoltrare una denuncia formale per tali fatti presso la polizia di stato e segnalerò l’accaduto a worldpress.

    • santo cielo, ci risiamo con una logica a prova di bomba.

      e chi puo` arrivare al suo indirzzo mail privato in una tag se non chi lo conosce gia`, cioe` Lei?

      a Lei questo sembra un modo di “pubblicarlo”?

      oltretutto corrisponde al nick che Lei ha usato per insultarmi e non contiene alcun dato ulteriore di identificazione personale.

      ma da un bagnaista convinto non posso aspettarmi altro.

      me lo sono segnato li`, dove posso vederlo soltanto io, esclusivamente per promemoria, perche` mi sarebbe piaciuto conoscere chi e` Lei, per valutare se denunciarLa per diffamazione e insulti, considerando quello che ha scritto sul mio conto; poi ho lasciato perdere avendo di meglio da fare nella vita.

      saro` ben lieto di conoscere la Sua identita`, adesso, per poter procedere, se proprio ci tiene.

      ma credo che persistero` ad ignorarLa, nonostante i Suoi sforzi.

      provi piuttosto a migliorare il Suo karma, se ci riesce.

      • Lei mente, io ho pubblicato quel commento con lo pseudonimo gengis e non con l’indirizzo email completo. Lei ha anche rimosso quel commento, pertanto non dimostra di dire il vero. Tengo a precisare che affermare che i suoi articoli fanno schifo non è un insulto e ne diffamazione, ma è una semplice opinione personale. Inoltre in quel famoso articolo in cui ho commentato lei ha dimostrato grande ingnoranza in materia poiché ha confuso la teoria quantistica della fisica con la teoria quantica economica, riguardo al commento posto da Gino metropoli che l’ha distrutta su tutti i fronti. Lei ha affermato inoltre di non conoscere il termine di riallocazione, dimostrando ulteriormente le sue carenze in economia. Che sia osannato da Edda nei commenti qui sotto non mi tocca poiché si tratta di un personaggio sconosciuto senza alcuna competenza in quello che scrive proprio come lei. Voglio anche dirle che io non risiedo in Italia e l’italiano non è neanche la mia lingua madre, poiché parlo 5 lingue diverse. Inoltre lei afferma nel commento che io sia uno studente fuoricorso ma ignora che nel mio paese ho svolto anche carriera militare ottenendo il massimo grado nella milizia , avendo alle spalle 3 anni di servizio, prima di intraprendere i miei studi che si sono oramai conclusi ottenendo un master in actuarial science & informatics. Evidentemente le mie parole devono averla fatta rodere visto che ha pubblicato questo scritto dopo quasi due anni. Chiariremo tutto in sede legale così avrò il piacere di conoscerla di persona. Tutti gli utenti del suo forum hanno visualizzato la mia email privata senza che la pubblicazione è stata autorizzata, immagino sia per questo motivo che su quel indirizzo ho subito grandi quantità di spam e tentativi di phishing. Inoltre la persona ad insultare è lei che si abbassa

        • non ho molto tempo da perdere con Lei e, se io non la denuncio per ingiurie e diffamazione (Lei ha scritto, tra il resto, che sono pagato per scrivere le mie stronzate), non credo proprio che avremo il piacere di conoscerci in Tribunale.

          l’originale del Suo commento è comunque nell’archivio del mio blog, non è stato cancellato; quindi si informi bene da un legale dei reati che ha compiuto nei miei riguardi, prima di inventarsene di presunti miei contro di lei.

          Le mi garantisce comunque di essere un personaggio reale e non l’incarnazione di un complotto per screditare Bagnai?

          straniero, plurilingue, membro della milizia (quale?): un personaggio da romanzo.

          purtroppo non dotato di capacità logiche elementari, ma proprio per questo incapace di rendersene conto.

          provo a rispiegarLe l’essenziale: i tag, a differenza delle categorie a cui appartiene un post, non sono visibili al pubblico, ma soltanto all’autore del post.

          per sapere che un post ha un determinato tag occorre digitarlo in una ricerca in rete, perché lo si conosce già e si desidera sapere che cosa c’è in rete in relazione a quel tema.

          chi conosce GIÀ la sua mail, certamente se la mette nel motore di ricerca viene a sapere che Lei ha scritto questo commento, di cui peraltro va così orgoglioso che non capisco perché non mi attribuisca a merito, piuttosto, di contribuire alla sua fama.

          ma chi non conosce già la Sua mail, purtroppo, resterà sempre escluso dal pozzo della Sua sapienza, perché io non ho rivelato il Suo indirizzo mail proprio a nessuno.

          in questo senso non può esserci violazione di privacy, dato appunto che come tag non viene pubblicato.

          d’altra parte ripeto che la mail coincide, praticamente, col suo nick, col quale Lei ha pubblicato quel Suo luminoso commento, e allora di nuovo non comprendo il problema: mica ho carpito il Suo indirizzo mail con qualche subdolo trucco: è Lei che me l’ha dato, mandandomi il commento.

          oppure non lo sapeva e pensava di poter lanciare insulti e insinuazioni restando anonimo?

          peccato, ha fatto male i Suoi conti.

          quanto al fishing e allo spam, non si faccia prendere da fantasie paranoidi, ci siamo sottoposti tutti, e questo modesto blog ne ha raccolte mail a decine di migliaia, anche senza contare nello spam i Suoi commenti.

          ho pubblicato il Suo commento quando mi è arrivato: nessuna anticamera di due anni.

      • Signor M. B. [nell’originale nome e cognome completi] faccia più attenzione quando scrive questi suoi articoli.

        Con questo la salutò poiché non ho più tempo da dedicare a lei e a questo suo blog.

        • e Lei è sicuro di non avere aggiunto con questo un reato di minacce agli altri due?

          al prossimo commento mi rivolgo davvero io a un legale: fuori dalle palle di questo blog per sempre, please.

        • ho fatto un accesso al mio blog come non proprietario e ho visto che effettivamente i tag sono visualizzabili anche da estranei, in fondo a tutta la coda dei commenti.

          non lo credevo, non avendone mai visti in altri blog e non accedendo al mio come lettore esterno.

          mi spiace per l’inconveniente, che non era nelle mie intenzioni, e cancello quel tag che Le ha dato fastidio.

          • Salve mi dispiace doverla disturbare nuovamente, le chiedo scusa per aver scritto quel commento in quella maniera. Effettivamente potevo risparmiarmi di scrivere la parte finale che è sicuramente di cattivo gusto.

            A me non da fastidio questo articolo che ha scritto sul mio commento, poiché io sono da sempre a favore della libertà di espressione, compresa la sua, anche se non condivido alcune posizioni da lei espresse.

            A darmi fastidio era la violazione del Art. 7 e seguenti del Codice della Privacy riguardo alla questione dell’indirizzo email completo pubblicato nella tag. Siccome lei ha rimosso tale tag non vi è più ragione per la mia contestazione.

            Il mio ultimo commento non era assolutamente una minaccia nei suoi confronti, volevo solamente renderla attenta alla pubblicazione di dati sensibili di natura privata nei suoi articoli.

            Le auguro il meglio per la continuazione del suo blog e nei suoi viaggi.

            • grazie mille del chiarimento; ero in assoluta buona fede e non credevo che i tag fossero visibili, quindi non credevo di avere reso pubblico il Suo indirizzo email, ma soltanto di averlo memorizzato per me.

              una discussione piu` pacata (da entrambe le parti) sarebbe certamente piu` utile anche per gli eventuali lettori.

              comunque, ho provato ad usare dell’ironia nella risposta, intendo il post: ironia pesante, ma pur sempre soltanto tale; e ho accettato toni Suoi sopra le righe senza censurare i Suoi commenti; mi pare che possiamo uscire da questo scontro in parita`.

              buona fortuna a Lei per la Sua carriera.

  2. solidarizzo sul fronte umano, ma òpino sulla questone tecnica circa la conversione o meno del debito nella nuova valuta. pare infatti che esista questa cosa:

    http://en.wikipedia.org/wiki/Lex_monetae

    e all’estero infatti se ne parla da un po’, tipo qui (un link a caso fra i tanti che puoi trovare googlando):

    http://www.forbes.com/sites/timworstall/2012/05/21/the-important-phrase-about-the-coming-eurozone-breakup-lex-monetae/

    ovviamente ne resterebbero fuori i debiti contratti all’estero da imprese italiane, i quali suppongo esistano e non siano bruscolini… purtroppo non mi pagano abbastanza per controllare, ma chissà, forse se riesco a farti perdere tempo in una risposta posso aspirare a un’aumento.

    m.

    • tanto per cominciare, per il verbo opinare riporterei l’accento sulla i e ce lo terrei stretto nella declinazione del presente, finché possibile…🙂, e non mi pare un’opinione che si dice opìno.

      quanto alla voce di wikipedia su Lex monetae, ricorda che è un modo per nominare il principio che è uno stato a scegliere nella sua sovranità quale moneta usare.

      le considerazioni successive della voce inglese di wikipedia hanno tutto il valore che si può dare a un would be, cioè ad un potrebbe.

      e quanto al secondo link mandatomi, non dice niente di diverso su questo punto, e cioè che si tratta di un punto controverso; l’articolo, pur se non è datato, è certamente riferito ad un momento inattuale e passato da almeno un paio d’anni, direi.

      secondo il principio della Lex monetae, nel concreto lo stato sovrano deciderebbe con quale moneta ripagare il suo debito – fatto indubitabile -, ma il mercato (più forte di lui) deciderebbe quale è il tasso di conversione fra la moneta nazionale e l’euro.

      spero di essermi spiegato, ma il concetto mi sembra chiaro.

      a fronte di un debito contratto in euro sarebbe l’Italia, in caso di uscita dal medesimo, a decidere se restituire il debito in euro o in lire: la questione sarebbe di per se stessa soltanto nominalistica, in quanto, 1. se lo restituisse in lire occorrerebbe calcolare il valore aggiornato in lire del debito originario sulla base del cambio lira – euro, e 2. la cosa cambierebbe di niente se l’Italia decidesse di restituire il debito in euro, perché dovrebbe comunque convertire in euro le lire allo stesso tasso.

      diverso sarebbe il discorso se il ritorno alla lira fosse collegato ad una ristrutturazione del debito (alla quale sono molto favorevole, ne parlerò di nuovo in un prossimo post): in questo caso, certamente, il debito verrebbe restituito solo parzialmente.

      ma la scelta dipende dalla decisione di ristrutturare il debito, non dalla decisione di cambiare moneta; anche la Grecia, infatti, ha recentemente e di necessità ristrutturato il suo debito, ma senza uscire dall’euro e d’accordo con i creditori, che hanno preferito avere la restituzione soltanto di una parte del loro credito piuttosto che perderlo tutto.

      quanto ai debiti contratti all’estero da imprese italiane in euro, rientrerebbero nella casistica esaminata, a meno che queste imprese non abbiano loro depositi in banche straniere all’estero.

      sono curioso di sapere gli esiti di questa risposta: dovesse essere utile a migliorare anche di poco una condizione individuale ne sarei felice…😉

  3. Si firma “-86”, quindi è drammaticamente entrato nel 28esimo anno di vita questo bel simpaticone, altro che 23enne.
    A destra e a sinistra (una certa sinistra) va molto di moda l’uscita dall’eurozona, qualcuno addirittura parla di un avvicinamento a Putin; grazie a Monti si sono tutti improvvisati esperti di economia politica, solo perché “euro”, “spread”, “signoraggio” sono termini entrati nostro malgrado nel quotidiano (poi nessuno si azzarda a chiedersi dove fossero tutte queste nozioni prima di Monti, ma vabè).
    Io non ho studiato economia, anzi, in materia sono una perfetta ignorante, ma da ignorante mi pongo una semplicissima domanda: con un mercato così globalizzato, com’è possibile anche solo pensare di uscire da una federazione di nazioni? Com’è possibile credere che ci si possa muovere da soli?
    Sul ripensare l’Europa, e non solo l’Europa, sono d’accordo, ma tutti questi cori da stadio che gridano a un ritorno alle Nazioni mi lasciano abbastanza perplessa.

    p.s. Barnard non lo seguo da un po’, Bagnai e Il Fatto quotidiano men che meno… che tristezza l’informazione italiana, mamma mia!

    • hai ragione! istintivamente gli ho tolto 5 anni visto che dice di essere ancora studente; e invece, se è così, dev’essere abbondantemente fuori corso!😦

      correggo subito, grazie.

      dobbiamo stare in Europa e cambiare molte cose, sono d’accordo con te, ma la limitazione della super-potenza degli iper-plutocrati trans-nazionali può essere sperata soltanto a questo livello europeo, o forse addirittura euro-americano.

      il resto è stupidità e miseria mentale.

      in ogni caso (idea mia) non è col rilancio di uno pseuso-keynesismo bastardo, che farebbe rivoltare Keynes nella tomba, che si rilancia l’Europa.

      non è con le scorciatoie monetariste che si risolvono i problemi sociali ed economici.

      ma non occorre studiare economia nei dettagli per capire queste cose, visto, tra l’altro, che l’economia ufficiale non si occupa molto di questi problemi.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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