l’interno del tempio di Tiruparankundram, Tamil Nadu – videoclip indiano, 6 36. – 32.

quando, oramai nel tardo pomeriggio, varco la soglia del tempio di Tiruparankundram, questo è soltanto un ritorno, perché avevo già provato a metterci piede dentro la mattina, appena arrivato; ma poi, avevo saggiamente deciso di riservare le ore più luminose alla salita su quello che io chiamo il tempio esterno, cioè il percorso sacro sull’enorme monolite di roccia rosa che costituisce l’altura alla base del quale il tempio è appoggiato.

ma l’impressione che provo, anche in questo rientro, è altrettanto potente.

* * *

questo tempio, benchè molto più piccolo di quello di Madurai, e quasi per niente famoso,  anche se ha comunque delle dimensioni e una spettacolarità notevoli, l’ho trovato per qualche aspetto più straordinario.

perché il tempio della dea Sri Menakshi è oramai imbalsamato nel suo ruolo di meta turistica, in quanto uno dei templi più grandi dell’India, forse il più grande in assoluto, e anche se al suo interno la devozione religiosa assume forme molto varie e composite, come abbiamo già visto, essa ha sempre qualcosa di come trattenuto per la presenza dei numerosi turisti; qui invece turisti non ce ne sono, non ne ho visto uno, e questo determina che questo è uno dei luoghi nei quali la religiosità dell’India si esprime autentica, profonda, selvaggia, senza remore.

* * *

il tempio induista è buio, prima di tutto; solo in epoca piuttosto tarda gli indiani hanno cominciato a costruire i loro templi, che in epoche precedenti scavavano nelle rocce, e il modello della caverna è rimasto anche nei più moderni edifici fuori terra; qui credo che si arrivi ad un cuore segreto del tempio, al punto in cui si deve pagare un biglietto di ingresso, quasi a metà del perocrso della visita, che è quello che precede l’epoca occidentale del Medioevo, che è ugualmente scavato.

perdonate quindi le foto regolarmente sfuocate, opache, mal-riuscite, ma non ho mai voluto usare il flash, e mi sarebbe sembrata sempre una duplice violazione: dello spirito autentico del luogo e della sua immagine, che nuota nella penombra, e della religiosità dei pellegrini.

* * *

il tempio induista autentico è caotico e disordinato, si spande in orizzontale, e non è regolato da alcun principio superiore, anche perché, come abbiamo già visto, l’induismo non è una religione che si ponga al di fuori della vita per regolarla, ma nasce dall’interno della vita, per esprimerla.

ecco dunque l’affastellamento incredibile dei motivi, che non corrispondono a nessuna gerarchia di valore estetico: la bottiglia di plastica dell’acqua minerale sta tranquillamento sul bassorilievo che ha più di mille anni; le stuoie si appendono alle statue; la gente dorme stravaccata sugli antichi pavimenti; i soldati che dovrebbero fare la guardia contro i potenziali terroristi islamici giacciono addormentati sulle loro sedie di plastica bianca con la bocca spalacata e la testa rovesciata all’indietro. 

* * *

il tempio induista è sporco, non si differenzia dalla strada che invia anche al suo interno i suoi rifiuti, i liquami, le immodizie, organiche oppure no.

e il motivo è lo stesso già detto: perché la vita in India non ha regole fuori di sè, ma solo in se stessa e, se la vita produce sterco, liquidi di latrina, fango, poltiglia, questa è accettata in una religione dove esiste una continuità di tutto ciò che è vivente e l’uomo è sempre esposto a rinascere sotto altra forma organica.

* * *

il tempio induista è rumoroso, a volte in modo incredibile: questo, siccome è aperto, almeno nel suo lato settentrionale, fa entrare i rumori del traffico, il frastuono dei motori, i clacson, anche dentro l’area sacra, dove si muove una folla dispersa che è altrettanto loquace. 

* * *

il tempio induista è una esperienza mistica, di un misticismo impuro e carnale, diversissimo dal misticismo cristiano.

2 risposte a “l’interno del tempio di Tiruparankundram, Tamil Nadu – videoclip indiano, 6 36. – 32.

    • potrei risponderti che sono d’accordo, si tratta però davvero della continuazione dello stesso concerto pubblico, ma con un brano diverso e forse anche di un altro autore.

      qui però non volevo una musica troppo potente, che rischiava di distrarre lo spettatore dalle imamgini, ma una musica che restasse più sullo sfondo.

      e per lo stesso motivo il prossino videoclip avrà una musica molto defilata (forse, ammesso che ce ne sia) e lascerà alle immagini tutta la loro violenza senza attenuazioni.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...