via da Madurai sul bus per Rameswaram, Tamil Nadu – videoclip indiano, 6 38. – 38.

la notte regala immagini lunari sullo sconfinato tempio di Madurai, visto dalla nuova sistemazione, e al risveglio questa vera e propria città immensa della fede, grande forse in un edificio solo come tutto il Vaticano, riappare per altre due volte, al suono delle sue campane, che potrebbe sembrarci così cristiano.

resterei volentieri, ci sono altre cose ancora da vedere qui attorno, ma è giunto il momento di raccattare le proprie scarabattole e di farsi trasportare alla station dei bus, distante chilometri; altrimenti non si riuscirà a conservare la tabella di marcia approssimativa che regola il viaggio in vista del rientro.

* * *

il bus che prende la strada per Rameswaram ha ancora tempo di attraversare per altri lunghi chilometri la periferia quasi senza attrattive, della città di Madurai, dopo avere passato quasi all’inizio l’ingresso di un solenne palazzo che mi resterà sconosciuto.

sono le immagini, piuttosto povere, che nutrono questo videoclip, che però è molto più veritiero di altri, nel restituire l’immagine caotica, polverosa, sporca, un poco abbruttita, di questo paese, che è più vera di quella mistica e potente dei suoi monumenti, che abbiamo visto finora.

non dico che quelle immagini che compongono il quadro dell’India sacrale non siano vere, ma questo è meno completo, oppure non è completo se non gli si aggiungono anche queste, della gente che corre, su carri tirati da vacche sacre con le corne dipinte, su bus, su risciò, su macchine moderne, su camioncini che portano al lavoro gli operai sporchi e discinti, in mezzo a case, a capanne, a impalcature di vimini intrecciati per le case in costruzione, nel disordine generale, nel continuo confronto al di fuori delle regole, che però non diventa mai aggressivo, nel caos del traffico creativo e dell’incidente sempre sfiorato e sempre evitato con un piccolo gesto negligente che salva la vita, dei rumori e degli odori, che rimangono purtroppo soltanto nell’immaginazione o nel ricordo.

alla fine si approda ad una stazione di transito: il bus fa una prima tappa e la folla si accalca, mossa da bisogni elementari di vendere, di comperare, di procurarsi il cibo per la giornata, di salire, di scendere, di partire, forse di fuggire.

* * *

ho usato per l’ultima volta nel video la musica corale che mi ha accompagnato negli ultimi video su Tiruparankundram: qui si mescolano ai rumori della vita più banale, al traffico, ai motori.

la cacofonia è terribile, a tratti insopportabile, forse alla fine affascinante.

questa cacofonia è l’India: questo mi pare il video più sincero nel descriverla.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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