deputati proclamati non convalidati: il tallone d’Achille della sentenza della Corte Costituzionale – 39.

c’è un incredibile tallone d’Achille nella sentenza della Corte Costituzionale pubblicata oggi, che stabilisce che giuridicamente il Parlamento eletto con una legge anti-costituzionale e tutte le istituzioni derivate (Corte Costituzionale compresa, per una sua parte) sono legittime.

quest’ultima decisione ce la potevamo aspettare, dato il caos irrisolvibile che sarebbe derivato da una decisione diversa.

decisione inevitabile e necessaria; la Corte ci aggiunge anche un “evidente”, che per qualcuno è di troppo, ma l’ultima parola è la sua e dunque proveremo a digerire anche l’evidenza giuridica di un parlamento eletto con una legge insostituzionale che però rimane in carica a tutti gli effetti.

* * *

tecnicamente, la Corte argomenta questo passaggio così: in primo luogo ricorda che le sue sentenze “risalgono fino al momento di entrata in vigore della norma annullata, principio «che suole essere enunciato con il ricorso alla formula della c.d. “retroattività” di dette sentenze” – come mi era capitato di sostenere in alcune accese discussioni dei giorni passati con altri blogger.

ma in secondo luogo afferma, e la sua opinione fa testo, ed è definitiva, che questo principio “vale però soltanto per i rapporti tuttora pendenti, con conseguente esclusione di quelli esauriti, i quali rimangono regolati dalla legge dichiarata invalida» (sentenza n. 139 del 1984)”.

e qui la Corte continua:

“Le elezioni che si sono svolte in applicazione anche delle norme elettorali dichiarate costituzionalmente illegittime costituiscono, in definitiva, e con ogni evidenza, un fatto concluso, posto che il processo di composizione delle Camere si compie con la proclamazione degli eletti”.

non giudicatemi irriverente: la Corte lo ha detto in modo più paludato, ma il popolo di Napoli lo sapeva da secoli: “passata la festa, gabbato lu santu” e “cosa fatta capo ha”.

* * *

ma ora, è qui che io qui non credo ai miei occhi: perché è vero che la proclamazione degli eletti dopo le elezioni dell’anno scorso c’è stata, ma è è anche vero che tale proclamazione non è stata ancora convalidata dalla Camera e quindi ci sarà ampio spazio per discutere comunque della legittimità anche giuridica della Camera nelle prossime settimane.

si viene a sapere che questa sospensione della convalida dipende da un ricorso che la Regione Friuli Venezia Giulia ha fatto alla Corte Costituzionale sui risultati delle ultime politiche.

ma che cosa succederà se coloro che vogliono andare a nuove elezioni – Berlusconi e Grillo – non convalideranno l’elezione dei Deputati?

potrà la Camera continuare a funzionare facendo finta di nulla?

oh, ma siamo in Italia, la soluzione è semplice: basterà non mettere mai all’odg la convalida degli eletti: pare che sia già successo che per una legislatura intera il parlamento ha funzionato senza essere convalidato, anche se i regolamenti danno per farlo 18 mesi di tempo dalla proclamazione.

e poi forse neppure a loro conviene davvero tornare alle elezioni senza una nuova legge elettorale truffaldina per trovare il modo di governare senza avere la maggioranza dei consensi.

e in questo momento si dovrebbe votare col proporzionale puro, che risulta dalla sentenza della Corte, e che costringerebbe (come auspico) le tre forze principali a dire prima delle elezioni con chi vogliono allearsi per governare.

* * *

il grottesco è destinato a continuare, dunque, e in ogni caso restano fermi secondo me i motivi generali di opportunità che un Parlamento eletto in maniera truffaldina della volontà degli elettori si dimetta al più presto.

e il Partito Democratico, se volesse essere coerente col suo nome, non dovrebbe restare al governo un momento di più, approftittando alla Camera di una naggioranza farlocca che gli è data da una legge anti-costituzzionale, ma dovrebbe imporre al Presidente della Repubblica lo scioglimento delle Camere e nuove elezioni corrette, per rimettere in piedi una corretta democrazia in Italia.

figuriamoci se lo farà: la correttezza delle regole, anche quando sono contrarie ai propri interessi, non fa parte della cultura di questo paese.

e il Partito Democratico non ha neppure avuto il coraggio in passato di fare una battaglia frontale contro il porcellum che lo penalizzava; figuriamoci adesso che lo favorisce.

* * *

il testo completo della sentenza è qui.

riporto direttamente qui sotto la sua parte finale, della quale mi sono occupato in particolare:

7.– È evidente, infine, che la decisione che si assume, di annullamento delle norme censurate, avendo modificato in parte qua la normativa che disciplina le elezioni per la Camera e per il Senato, produrrà i suoi effetti esclusivamente in occasione di una nuova consultazione elettorale, consultazione che si dovrà effettuare o secondo le regole contenute nella normativa che resta in vigore a seguito della presente decisione, ovvero secondo la nuova normativa elettorale eventualmente adottata dalle Camere.

Essa, pertanto, non tocca in alcun modo gli atti posti in essere in conseguenza di quanto stabilito durante il vigore delle norme annullate, compresi gli esiti delle elezioni svoltesi e gli atti adottati dal Parlamento eletto. Vale appena ricordare che il principio secondo il quale gli effetti delle sentenze di accoglimento di questa Corte, alla stregua dell’art. 136 Cost. e dell’art. 30 della legge n. 87 del 1953, risalgono fino al momento di entrata in vigore della norma annullata, principio «che suole essere enunciato con il ricorso alla formula della c.d. “retroattività” di dette sentenze, vale però soltanto per i rapporti tuttora pendenti, con conseguente esclusione di quelli esauriti, i quali rimangono regolati dalla legge dichiarata invalida» (sentenza n. 139 del 1984).

Le elezioni che si sono svolte in applicazione anche delle norme elettorali dichiarate costituzionalmente illegittime costituiscono, in definitiva, e con ogni evidenza, un fatto concluso, posto che il processo di composizione delle Camere si compie con la proclamazione degli eletti.

Del pari, non sono riguardati gli atti che le Camere adotteranno prima che si svolgano nuove consultazioni elettorali.

Rileva nella specie il principio fondamentale della continuità dello Stato, che non è un’astrazione e dunque si realizza in concreto attraverso la continuità in particolare dei suoi organi costituzionali: di tutti gli organi costituzionali, a cominciare dal Parlamento. È pertanto fuori di ogni ragionevole dubbio – è appena il caso di ribadirlo – che nessuna incidenza è in grado di spiegare la presente decisione neppure con riferimento agli atti che le Camere adotteranno prima di nuove consultazioni elettorali: le Camere sono organi costituzionalmente necessari ed indefettibili e non possono in alcun momento cessare di esistere o perdere la capacità di deliberare. Tanto ciò è vero che, proprio al fine di assicurare la continuità dello Stato, è la stessa Costituzione a prevedere, ad esempio, a seguito delle elezioni, la prorogatio dei poteri delle Camere precedenti «finchè non siano riunite le nuove Camere» (art. 61 Cost.), come anche a prescrivere che le Camere, «anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni» per la conversione in legge di decreti-legge adottati dal Governo (art. 77, secondo comma, Cost.).

Per Questi Motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 83, comma 1, n. 5, e comma 2, del d.P.R. 30 marzo 1957 n. 361 (Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati);

2) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 17, commi 2 e 4, del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533 (Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica);

3) dichiara l’illegittimità costituzionale degli artt. 4, comma 2, e 59 del d.P.R. n. 361 del 1957, nonché dell’art. 14, comma 1, del d.lgs. n. 533 del 1993, nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza per i candidati.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 dicembre 2013.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...