Tiruchendur, il tempio di Murugan all’esterno – videoclip indiano 6, 52 – 91.

e chi è Murugan? durante il viaggio, lo confesso, non mi ero minimamente posto la domanda su quale fosse la divinità hindu alla quale questo straordinario edificio è dedicato.

la sera, arrivando, avevo visto sorgere illuminato nel buio l’altissimo gopuram, candidissimo, a differenza di quelli di Madurai e di Tiruparankundram, ma mi ero accontentato di un approccio estetico di meraviglia, dato che la guida Lonely Planet non diceva di più, ed anzi dedica a Tiruparankundram meno di mezza sbrigativa colonna.

ma sto viaggiando per la seconda volta via blog e videoclip appunto per vivere meglio il viaggio e dunque la domanda si pone, e con google a disposizione esige qualche risposta.

* * *

così come mi piacerebbe sapere come mai due di queste località iniziano entrambe con “Tiru”…; anzi, mi viene in mente che in un viaggio precedente in Tamil Nadu, il mio primo in India del 2004, ho visitato anche Tiruchirappalli e che visiterò l’indomani Tiruvannamalai.

per non parlare della capitale del Kerala, Trivandrum.

a questa mia seconda curiosità risponde una voce di wikipedia tedesca: Tiru è un prefisso che indica nelle lingue dell’India del Sud,  TamilMalayalam und Kannada, lo stesso concetto che in sanscrito è espresso dalla parola Sri (che abbiamo trovato a Madurai nel nome del tempio dedicato alla dea Sri Menakshi, e per analogia io mi ricorderei anche del prefisso Shre incontrato due anni fa in Myanmar, sperando che c’entri qualcosa).

Tiru significa qualcosa come “Sua Santità”, insomma, ma diventa parte del nome stesso, a differenza di Sri, e lo si usa anche come parte iniziale di un nome di località, se questa ospita un tempio importante: è il caso appunto di queste cittadine tutte dominate da un tempio di dimensioni rilevanti, non solo dal punto di vista fisico, ma proprio in rapporto al borgo poco esteso che li ospita.

sorprendente per me è che anche il nome della singalese città di Trincomalee, nella zona tamil dell’isola, rimandi a questo stesso prefisso, qui contratto in “Tri”.

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quanto a Chendur, deriva da Senthur, che significa “posto rosso”, in ricordo di una battaglia qui svoltasi contro il demone Surapadman, e vinta dal dio Murugan, che ne uscì però tutto rosso, in quanto ricoperto di sangue.

Tiruchendur, quindi, è il Sacro luogo rosso, così come mi piacerebbe sapere di più degli altri nomi di località che iniziano con “Tiru”, ma qui è meglio che termini le mie ricerche, perché sono come le ciliegie, una tira e l’altra e non si smette mai di meravigliarsi.

e il dio Murugan? ci sarà tempo di parlarne il prossimo videoclip…

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al tempio è collegato anche questo miracolo:

Nel 1649 pirati olandesi sbarcati a Veerapandian Pattinam, vicino a Thiruchendur, occuparono la chiesa portoghese e il tempio Thiruchendur. quando gli olandesi furono costretti a lasciare il tempio dal re Nayak di Madurai, spezzarono le statue di granito e portarono via l’idolo Panchaloka di Arumuga Peruman caricandolo sulla loro nave.

Ma improvvisamente scoppiò una forte tempesta; spaventati, i pirati legarono l’idolo con una corda e lo lasciarono cadere in mare e la tempesta immediatamente cessò.

I devoti della città erano preoccupati per la perdita del loro idolo. ma Senthilandavan apparve in sogno a Vadamaliyappa Pillai, un ardente devoto di Muruga e gli rivelò il luogo in mare dove l’idolo era stato abbandonato.

Pillai informò Athitha Nadar, che era uno dei principali sponsor di vari servizi nel tempio Thiruchendur e il venerdì 29 del mese di thai del 1653, anno 829 del calendario locale, Pillai e Nadar, aiutati da Pitchai Fernando, un pescatore, raggiunsero su una barca il posto, indicato da un limone che galleggiava nel mare, mentre Garuda, la divinità alata, volava sulle loro teste.

Si immersero e recuperarono l’idolo.

ed eccoci con questo nel bel mezzo della delirante fantasia indiana, così simile a quella cattolica mediterranea, oppure sulla soglia di un sovrannaturale che travalica la singola religione per attingere alle misteriose capacità magiche e/o medianiche della mente umana.

* * * 

di niente di tutto questo sono però consapevole la mattina del 12 novembre, quando, uscito dalla mia camera tormentata dalle zanzare e depositato il bagaglio in vista della partenza del pomeriggio, per una via secondaria ho raggiunto il meraviglioso Tiruchendur dalla via della sua spiaggia settentrionale e ho cominciato ad esplorarne questo lato esterno, affacciandomi infine sulla grande spiaggia meridionale, brulicante di migliaia di fedeli.

nel sole limpido uno spettacolo meraviglioso, che ha contribuito a fare per me del Santo Luogo Rosso, Tiruchendur, un luogo magico ed indimenticabile.

* * *

ma qui non aggiungo altro che il videoclip ricavato dalle prime immagini.

ho una quantità quasi delirante di materiale video su questa giornata e sui suoi vari e molteplici aspetti ed enucleare i diversi temi e momenti non si profila facile.

qui però mi è riuscito, mi pare, a descrivere questo primo momento di avvicinamento al luogo sacro e ad esprimere le prime stupefatte reazioni quando lo sguardo si affaccia sulla spiaggia dorata brulicante di vita e di fede.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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