chi ha fatto il colpo (di stato) in Italia? – 104.

la domanda del titolo è puramente retorica: in Italia c’è un unico indiscusso capo della Banda Bassotti, il Bassotto per eccellenza, Berluscotto.

l’abilità con cui Berlusconi agita il tema del presunto colpo di stato di stato di Napolitano del 2011 è straordinaria, ma personalmente sono più propenso a pensare che sia stupefacente la stupidità del Partito Democratico, dedito in questo momento a cose ben più importanti me al suo sport preferito delle lacerazioni interne prive di motivazione chiara.

* * *

in Italia ci sono stati in tempi recenti soltanto due colpi di stato veri:

1. l’approvazione della legge incostituzionale del porcellum nel 2005

2. la messa in minoranza di Prodi nel 2008 non attraverso un libero voto del parlamento, ma attraverso l’acquisto di senatori eletti per appoggiarlo.

entrambi i colpi di stato sono stati compiuti di Berlusconi, che ora grida al colpo di stato presunto di Napolitano soltanto per nascondere le malefatte sue.

* * *

resto allibito a constatare che la memoria degli italiani sia così corta e che tanta gente ripeta questi mantra insensati.

sentite qua, per chiudere, questo dialoghetto con un mio commentatore.

Giuseppe

Secondo me anche gli ultimi fatti sconcertanti, di questi giorni, sul complotto della finanza e dei banchieri Europei per destituire Berlusconi eletto democraticamente la dice lunga su come probabilmente già ci troviamo sotto una dittatura tecnocratica di banchieri e alta finanza.

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bortocal:

sul “complotto della finanza e dei banchieri Europei per destituire Berlusconi eletto democraticamente”, mi domandando come fai a scrivere delle sciocchezze simili.

prima di tutto Berlusconi nel 2008 non fu affato eletto “democraticamente”, ma con una legge incostituzionale, il porcellum, fatto approvare da lui.

e poi nel 2011 è stato Berlusconi a dimettersi, non è stato destituito affatto: se c’è stato un colpo di stato, perché non ha resistito?

non c’è stato nessun 25 luglio, lui non è stato arrestato e si è dimesso perché gli conveniva.

bastava che non desse le dimissioni e che andasse in Parlamento: Napolitano per strani motivi suoi è sempre stato contrario alle crisi verificate in Parlamento e qui fece un errore marchiano, perché ha permesso a Berlusconi di agitare per anni la bufala del colpo di stato.

bufala che è significativa del personaggio e della sua incapacità di assumersi le responsabilità delle sue scelte e dei suoi errori.

ma la campagna di Berlusconi sul colpo di stato del 2011 è una mossa propagandistica efficacissima per nascondere all’opinione pubblica il vero colpo di stato, che è quello che fece lui nel 2008 contro Prodi, comperando dei senatori eletti per appoggiarlo e manomettendo con la corruzione la volontà del popolo.

è grottesco che NESSUNO, neppure Grillo, sia qui a rinfacciarglielo in questo momento, dato che Grillo spera (secondo me a vanvera) che alla fine Berlusconi appoggi la sua richiesta di impeachment.

ah, dimenticavo.

la richiesta di impeachment di Napolitano presentata da Grillo va esaminata con qualche slogan di meno di quelli che ripeti tu: ti prego di leggere prima questo post, se vuoi proseguire la discussione su questo tema:

https://bortocal.wordpress.com/2014/02/01/quellimpiccio-di-grillo-cioe-limpeachment-di-napolitano-73/

e poi questo, scritto ieri:
https://bortocal.wordpress.com/2014/02/11/accuse-insensate-perche-devo-difendere-napolitano-101/

vi è una logica istituzionale secondo la quale la richiesta di messa in stato di accusa formulata da Grillo, pur avendo alcuni elementi oggettivi a favore, NON POTEVA né DOVEVA essere accolta,

per capirlo occorre spostarsi dal livello di ragionamento congiura, verso forme di pensiero un poco più complesse.

23 risposte a “chi ha fatto il colpo (di stato) in Italia? – 104.

  1. speriamo di no dai!
    o che sia semmai un attentato alla Fede 😀

    scherzi e giochi di parole a parte, da sempre penso che se mai dovessi in qualche modo scendere in politica o comunque acquisire visibilità mediatica, mi tapperebbero la bocca in men che non si dica.
    la tua risposta mi da la sensazione che sia un timore condiviso quindi…

    • ehi, anche tu “scendi” in politica?

      scusa la domanda troppo privata, ma… i tuoi redditi? 🙂

      riguardo alla visibilità mediatica, personalmente rileggerei sempre Epicuro e ricorderei uno dei suoi principali insegnamenti morali: Lathe bioosas, vivi nascosto.

      • non ti dico quante volte ho sentito questo impulso, e poi dopo l’istintivo fervore la parte razionale, concreta e realista spegne tutto e mi riporta piantato al suolo.
        i miei redditi sono talmente miseri che l’unica azione che potrei intraprendere è quella dal basso, oppure scavalcando l’ostacolo e approfittando delle mie conoscenza informatiche sfruttando la rete. se mai mi decidessi di muovermi creerei un’infrastruttura sociale virtuale sulla falsariga di quella del blog di grillo ma open e libera, e mi aggancerei al movimento per spostare il loro strumento di aggregazione/socializzazione/comunicazione su una piattaforma svincolata dalla dittatura del folle.
        questo è quello che andrebbe fatto e, per Dio, se nessuno lo fa mi sentirei troppo misero ed inutile a non tentarci nemmeno. è quella parte di vitalità mossa dalla speranza che mi carica, ma dura poco la scossa.

        • be’, perchè non provarci, dico io.

          non sono sicuro che sia la parte razionale a bloccare gli impulsi positivi; eviterei di definire razionale la demoralizzazione, perché non sempre lo è.

          oh, io sono qua e darei una mano volentieri: come non so, perché le mie conoscenze informatiche sono solo da modesto praticante.

          però è ora che diamo una mossa, davvero, secondo me.

          • il progetto di cui ho fatto accenno ce l’ho in testa da tempo, o meglio è da tanto che mi chiedo perchè già non ci sia questa opportunità nel panorama del web nostrano libero. per come intendo la questione, l’unica cosa che appunto si avvicina alla mia idea, e sarebbe un’opportunità per l’intero paese quella di sfruttare pienamente le possibilità offerte dalla rete (se ne parlava diversi mesi fa, in altro vecchio articolo che postasti un tempo), è appunto il sito di grillo che è riuscito a catalizzare veramente una grande quantità di persone virtuali e fisiche a discutere e confrontarsi sulla res pubblica.
            è incredibile che se io voglia confrontarmi con queste persone debba per forza iscrivermi e dunque sottostare alle regole dittatoriali e populistiche di grillo, oltre che incrementare il suo rendiconto economico.
            l’idea pratica di creare da me tale piattaforma da mettere a disposizione per la comunità è invece più recente, e sarebbe fattibile ma è dipendente da alcune scelte cruciali che dovrò prendere a livello lavorativo nel prossimo periodo. questo ha un po’ sgonfiato l’entusiasmo iniziale, sto prendendo tempo e testando ulteriormente la fattibilità del progetto ormai non tanto più dal punto di vista tecnico, superficialmente già sviscerato e chiaro, quanto dal punto di vista del lancio, del marketing necessario per dare ampia visibilità all’iniziativa nella fase iniziale, da cui tutta la riuscita del progetto dipende.
            ho pensato anche di creare un contatto con qualche esponente di spicco del m5s (tra i quali, avevo pensato proprio a Di Battista) per tastare un’opinione sulla mia idea, ma temo che ad oggi sia prematuro pensare ad una rottura di una parte del movimento con grillo.
            l’alternativa è un contromovimento – che poi non sarebbe per nulla ‘contro’ – partendo da zero, alla luce di quanto si è visto si possa ottenere con volontà, partecipazione, coraggio e determinazione.
            ma ci vogliono i numeri per non morire in partenza: ci vogliono adesioni ed interesse.
            nel rumore della rete è necessario un catalizzatore, qualcosa che attiri l’attenzione, un messaggio semplice e penetrante, che invogli a provarci, a metterti in gioco, per noi stessi prima di tutto e per chi ci vive attorno.
            è stato triste constatare che l’unico mezzo per lanciare il progetto sarebbe un evento virale, fondamentalmente penso ad un video che spopoli nelle visualizzazioni e che richiami l’attenzione dei media autoalimentandosi della propria popolarità buona o cattiva che sia.
            non è facile, è difficilissimo, specie perchè i media ci saranno contro, sarebbe un delicato lavoro di manipolazione e contromanipolazione della propria immagine.
            per ora ancora c’è vuoto su quale potrebbe essere un evento appropriato alla causa.
            è ancora più triste constatare che più lo slogan è incendiario e superficiale, più penetra nell’inconscio della folla, nella loro pancia: pare che la folla votante sia per lo più stupida ed ignorante, per cui sembra necessario rimanere bassi con i messaggi, indipendentemente da quale possano essere le intenzioni che ti muovono di fondo. le intenzioni malsane di berlusconi e di bossi si sono palesate in modo più che evidente, quelle di grillo sono in fase di verifica: in ogni caso il mezzo per ottenere il successo elettorale, in alcuni casi clamoroso, è evidentemente vincente. ancora più evidente se confrontato ai reiterati e a volte incredibili insuccessi del centro sinistra
            è a quel punto che ti passa la voglia, si sopisce l’entusiasmo: per poter fare del bene in questa democrazia benamata, bisogna travestirsi da male.
            e a questo punti ti chiedi: perchè fare un altro movimento, se un altro movimento che ha le tue stesse caratteristiche, già esiste e funziona alla grande?

            in fondo a tutte queste ottiche non riesco a pensar male del m5s, continuo a serbare la speranza che dentro l’apparenza di velleità di propositi, le idee benevole di fondo continuino ad essere radicate e non dimenticate dai militanti
            ci credo poco mentre lo dico…

            • ciao, ho riletto per la seconda volta e a distanza di tempo prima di risponderti, dato che la prospettiva che poni è molto interessante; non saprei dire quanto realistica.

              collego i due ultimi commenti perché solo così si chiariscono a vicenda.

              creare un’infrastruttura sociale virtuale open e libera, e agganciarsi al movimento per spostare il loro strumento di aggregazione/socializzazione/comunicazione su una piattaforma svincolata dalla dittatura del folle.

              insomma, con terminologia sessantottina, direi una specie di “entrismo” telematico: con entrismo si indicava la politica di entrare in un gruppo per impadronirsene oppure cambiare la linea.

              qui sarebbe una specie di azione sul Movimento 5 Stelle, a quel che pare di capire.

              ho già verificato di persona che nel Blog di Grillo commenti critici anche educati vengono censurati dopo poco tempo: il meccanismo è quello del leaderismo classico, pur se in veste digitale.

              quindi è una operazione che non si può fare dall’interno del suo blog ed è da escludere, se fatta dall’esterno, che possa avere degli appoggi dall’interno.

              del resto leggevo in questi giorni che anche il successo del sito di grillo è in calo e un po’ tutti gli strumenti come i blog in Italia stanno uscendo di moda.

              di piattaforme molto ben fatte ce ne sono in giro un’infinità: tutte sono legate a proposte politiche precise, mi pare; e questo mi porta a domandarmi che spazio ci potrebbe essere per qualche altra iniziativa.

              comunque, qualche mese fa, assieme a qualche giovane artista, ho fondato una associazione (FUNI) che ha anche già un suo piccolo sito, e ne sono il presidente per il banale motivo che ero l’unioco in grado di sganciare i pochi soldi che sono stati necessari per i passaggi burocratici ed ero, ovviamente, il più vecchio di tutti.

              questo per dire che una struttura giuridica che potrebbe fare da riferimento c’é già: ovviamente per uno spazio di discussione aperto e non legato ad unilaterali proposte politiche a senso unico.

              vedrei bene questa proposta come un ampliamento delle finalità che sono già state poste a fondamento del progetto FUNI.

              uno dei suoi aspetti è poi la creazione di piccoli punti di auto-produzione per sperimentare il ritorno all’auto-sufficienza alimentare; e su questa linea sono in trattative per l’acquisto di una grossa casa colonica con molta terra che possa essere anche un punto di aggregazione fisica e offrire spazi per seminari resindeziali e gruppi di lavoro ospitati in cambio di prestazioni occasionali di lavoro agricolo.

              non credo affatto che siamo gli unici a muoverci in questa direzione e rimane il problema che discuti ampiamente anche tu di come farci notare (se poi occorre).

              devo aggiungere però che l’esperineza di otto anni di blog mi rende moto scettico sul fatto che ci sia davvero una voglia diffusa in Italia di trovare degli spazi di discussione reale.

              il mio stesso modesto tentativo qui sopravvive stentatamente e molto marginalmente.

              comunque, approfondiamo pure il discorso.

              • questo che scrivi è molto interessante, hai centrato il punto e aperto prospettive
                sono costretto a prendermi un po’ di tempo per rispondere, domani mattina presto parto per l’ennesima trasferta e torno giovedì, vediamo se trovo un po’ di margine la sera in albergo oppure rimando a più avanti, ma voglio approfondire la questione
                ciao, è sempre un piacere confrontarmi con te

  2. buongiorno Mauro,
    di ritorno dalla solita trasferta lavorativa – tra parentesi, torno giusto dalla centrale di tirreno power a vado, adesso che è accusata di aver provocato la morte di centinaia di persone per inquinamento e dopo essermi già beccato l’ilva di taranto nell’estate del 2012 al culmine delle proteste: che culo 😀 – ho un po’ di tempo da dedicarCi

    si, l’ipotesi “entrista” nel m5s come osservi è inapplicabile adesso e probabilmente mai: questa è una delle cose che mi scoraggiano, ma ciò non toglie che i 5s possano rinsavire senza il bisogno di manipolazioni esterne. sarebbe ugualmente una vittoria 🙂 …ma per quanto bisognerà ancora attendere?
    sul discorso della rete come veicolo e spazio comunicativo, aggregativo e decisionale: ritengo sarebbe potenzialmente risolutivo un suo utilizzo oculato, la rete è il futuro ma ad oggi purtroppo pare un futuro lontano
    una precisazione: il progetto che immagino per funzionare _deve_ essere conosciuto, convincente e facile da utilizzare. servono numeri nell’ordine delle centinaia di migliaia, minimo solo per cominciare. senza colore politico: democratico, universale, aperto.
    decisionalista, applicando lo strumento dei sondaggi aperti (con voto più o meno segreto): l’ottica insomma è referendaria, ma quello che di buono si realizza nel blog di grillo io lo estenderei in ottica nazionale non più settaria o comunque in qualche modo schierata.
    da valutare l’opportunità dell’opensource, ma certamente anche le scelte progettuali tecniche potranno essere discusse e valutate.

    all’Italia servirebbe un servizio di questo genere, se fosse seguito per ipotesi anche da qualche milione di persone, potenzialmente potendo offrire diritto di rappresentanza e di voce all’intera popolazione digitalizzata?
    secondo me si.
    è realizzabile?
    secondo me si: se tutti i cittadini ci credessero, se lo sostenessero e pubblicizzassero a loro volta..
    quindi forse no perchè il suolo non è pronto: c’è troppa indifferenza, ignoranza ed ignavia, troppa pigrizia e forse, ancora poca fame per convincersi di puntare sulla web-democracy. non è immune da pericoli celati e va applicata con ponderatezza, ma potrebbe rivelarsi una forma di democrazia migliore di ciò che abbiamo di fatto oggi, a “costo zero”.

    il problema nel successo di questo semplice ma ambiziosissimo progetto dipende solo da un fatto: i cittadini lo vogliono oppure no? ci possono credere e fare affidamento? lo ritengono utile oppure inutile, se non pericoloso? discutiamone.
    io prospetto ad un qualcosa di utile, chiaro e trasparente: ho molte idee a riguardo, su come si possa organizzare una piattaforma PER TUTTI i cittadini che la vogliano utilizzare, facendo sentire il loro peso di persone _fisiche_ di fronte a media ed istituzioni.
    sono aperto a condividere e far maturare la mia idea a chi mi voglia aiutare, a chi ci crede come me.
    c’è un qualcosa di simile già avviato che non conosco? ditemelo perchè vorrei partecipare e contribuire.

    chiudendo la parentesi sul mio progetto originale, mi riaggancio alla’iniziativa di cui mi hai parlato.
    questa tua associazione FUNI potrebbe essere compatibile con il mio progetto, in primis perchè l’utilizzo dello strumento informatico è auspicabile nelle grandi comunità quanto in quelle minori, specie se isolate in un territorio vasto. in secondo luogo perchè appoggio totalmente l’idea del ritorno alla terra e all’auto sostentamento a partire da quello alimentare.
    ho provato a vedere il sito del collettivo FUNI ma non l’ho trovato su google: solo articoli sulla sua costituzione. puoi riportarlo?

    ciao

    • ciao.

      il sito è questo: http://associazionefuni.wix.com/funi

      non è ancora indicizzato dai motori di ricerca.

      ho parlato intanto con Gabriele della prospettiva, ed è entusiasta: va proprio nella direzione che pensiamo; è una delle nostre prospettive di lavoro.

      di testa mia ti propongo un passaggio intermedio: iniziare da un ambito locale e poi estenderlo come modello; quando abbiamo le idee chiare possiamo provare a coinvolgere l’assessora alla Cultura di Brescia, direi con buone possibilità, oppure tentare di arrivare anche al sindaco.

      una volta creato un modello locale convincente, si parte poi alla grande tra un anno o due con un convegno nazionale e nel frattempo si propaganda la cosa, perché altri seguano l’esempio…

      che ne dici?

      se sei d’accordo, dovremmo pensare ad un modo di adattare il modello ad una dimensione comunale: un modello di consultazione democratica dal basso.

      • trovo che un progetto pilota applicato su scala provinciale possa essere una strada concreta, la più facilmente realizzabile e gestibile: credo sia quindi una buona idea!
        ci sto pensando…

        “Due nei fenomeni ma non due nell’essenza” è la traduzione del termine fu-ni. Termine che sintetizza il principio secondo cui tutti i fenomeni, seppur appaiano in forme diverse e separati da un lasso di tempo o da una distanza, sono essenzialmente un’unica realtà, come i diversi colori che compongono un dipinto unitario”
        sarà una casualità, ma mi ci rispecchio in pieno 🙂

        • la definizione non l’ho scritta io, ma piace anche a me: ha un’aria vagamente quantistica, e si adatta anche a descrivere l’entanglement…. 🙂

          per il resto sentiamoci, e quando vuoi approfondiamo anche dal vivo.

          • casualità per casualità, pensa che sto per finire di leggere il libro “il Tao della Fisica” di Capra (non so se l’hai già letto: ormai ha i suoi anni ed è molto famoso, ma io l’ho scoperto solo di recente) e mi sono tornate in mente le discussioni sull’essenza del nulla, dell’apparire e della materia. volevo appunto suggerirtelo non appena l’avessi finito 🙂

            ti tengo aggiornato, appena avrò per le mani qualcosa di veramente concreto. come ti accennavo qualche giorno fa sono ad una svolta nel mio lavoro, il vento potrebbe cominciare a soffiare nella giusta direzione (pensa che, anche qui guarda il caso, mi è stato proposto una società per puntare su attività afferenti alle smart cities, nell’area di Treviso) ma la strada è rischiosa e a dir poco fumosa. ad ogni modo da qui a fine marzo non ho margini operativi, ma bisogna riparlarne assolutamente.

            • sì, ho letto a suo tempo il libro di Capra; direi che è stato un pilastro della mia formazione culturale, sia per le molte idee illuminanti sulla fisica quantistica, sia per la curiosità per l’Oriente e per la sua visione del mondo.

              forse sarebbe giunto per me il momento di rileggerlo.

              per il resto ne riparliamo quando sei pronto, vai tranquillo.

              del resto l’esperienza di Treviso potrebbe essere funzionale alla definizione di un progetto anche bresciano.

  3. Pingback: Napolitano nove anni nei miei blog: bilancio finale su un grande diseducatore – 70. | Cor-pus·

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