dal Maruthuvazh Malai Kaadu, la montagna sacra, in bus a Trivandrum – My India 6, 65 – 137.

penultimo video: molto di routine e che ha oramai soltanto un significato strettamente personale come rievocazione del momento un poco depressivo in cui il viaggio ti sta dicendo di essere in pratica finito, e tu ti attacchi alle ultime immagini, anche se povere di significato, per rinviare il distacco.

* * *

piove, e vorrei farvi capire quanto: rientrato finalmente a Kannyiakumari, mi trascino col trolley sotto l’acqua fino alla fermata del bus, che per fortuna non è troppo distante: una volta salito, il posto mio solito è davanti, vicino al conducente, per fotografare.

ma la pioggia spegne i colori, le nuvole anticipano un tramonto grigio, insomma non esce una foto bella a pagarla a peso d’oro: ma in fondo la verità è che non c’è nulla di veramente bello da vedere, in queste tre ore e prima che cali il buio nel quale arriverò a Trivandrum, la capitale del Kerala.

fine di tutto quello che c’è da dire su questo videoclip davvero poverissimo.

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nella città, che già conosco dal viaggio precedente, e che mi accoglie con l’immagine inedita di una acquosa vita notturna ed enormi pozzanghere, la ricerca di un hotel libero diventa rapidamente drammatica, ancora come negli ultimi due giorni; ma questa volta sembra proprio sul serio: pochi hotel e tutti occupati.

alla fine – sono già quasi le 11 di sera – mi affido abbastanza disperato, a un guidatore di motorisciò, che decide di portarmi quasi fuori città, con un lungo giro, in un hotel semi-sperduto in un vecchio gruppo di case, che conosce solo lui, e da dove verrà a prendermi domattina per portarmi all’aeroporto.

scoprirò l’indomani di non essere lontano dalla turistica e balneare Kovalam: la notte mi riempie di suoni oscuri quasi da giungla e di versi di oscuri e misteriosi uccelli (ma queste registrazioni totalmente buie, almeno, ve le risparmio).

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ma chissà perché ho riassunto nuovamente i fatti che avevo descritto meglio allora qui: per una prova di memoria? oppure per mettervi alla prova se riuscite a torvare qualche leggera smagliatura tra la versione dei fatti descritta a mente fresca e quesat di tre anni dopo?

13-14 novembre

Tiruvanandapuram, al terzo passaggio conosco questa città come le mie tasche, almeno la zona attorno allo stand bus, che è poi vicinissima anche alla stazione, e so già che è carente di alberghi: come l’anno scorso, all’arrivo, non si trova posto nelle pensioncine attorno.

partito a passo sicuro, senza bisogno di guida, esplorati i dintorni, ritornato invano anche ad una delle due Guest House dove avevo soggiornato un anno fa, alla fine mi devo affidare ad un guidatore di riksciò, perché mi porti in giro per le strade fangose a domandare di reception in reception, ce ne è perfino una che si trova in fondo ad un parcheggio sotterraneo per auto.

* * *

il driver si chiama Gunnar, ha 32 anni ed è di una simpatia contagiante: sorride in continuazione e ha un modo molto buffo di agitarsi scrollando le spalle e lanciando un ammiccamento curioso; parla un inglese velocissimo e smozzicato dalla pronuncia terribilmente hindi, ed è anche una miniera di domande:

è vero che in Europa non ci sono i riksciò? – verissimo, Gunnar – e neppure dei driver simpatici come te;

e le cornacchie? – niente cornacchie col loro cra cra, però il clima diventa più caldo e le cornacchie stanno arrivando anche loro, – grande problema le cornacchie, per l’India. (…)

* * *

Gunnar risolve per me il problema della notte, consegnandomi infine ad una pensionaccia costosa, ma ospitale per la mia ultima dormita in India e poi sarà a prendermi la mattina dopo alle cinque e mezza (cioè a mezzanotte ora italiana); mi piglio un buon margine di tempo per l’aeroporto; non ne ho un ricordo cosciente, ma certamente la mia memoria sa che trascorrerò il tempo prudenzialmente preso in più nella deliziosa sala d’attesa all’aperto, tra il gracidare delle cornacchie, le voci sovrapposte degli uomini, e i clacson, nella piacevole brezza mattutina che segue una giornata di pioggia diluviale.

però, secondo me, vale la pena di leggersi il post intero…

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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