blablacar n. 2, la gattina, il sapore tedesco del sangue – 181.

anche il ritorno da Stuttgart me lo sono fatto in compagnia, come l’andata: grazie a blablacar, il sito di condivisione auto che ho recentemente scoperto – assieme ai miei lettori abituali: ne avete già avuto una prima cronaca per l’andata (inserire blablcar nel motore di ricerca del blog in alto nella homepage, così mi risparmio la faticosa costruzione del link).

il viaggio è stato funestato da ingorghi particolarmente tedeschi, cioè tosti e organizzati benissimo, nella sua prima parte, per Baustellen varie (cantieri) in autostrada, unitamente al sabato semi-estivo, ed è stata una bella fortuna essere in compagnia.

* * *

non tanto per i due coniugi somali che non parlavano bene l’italiano, stavano sul sedile dietro zitti e solo sorridenti per tutto il viaggio, dopo avere raccontato stentatamente l’essenziale prima di salire in auto, e cioè il loro viaggio di 27 ore dalla Libia a Pantelleria, in 60 persone su una barca “piccola”.

ma per Lukas, uno studente universitario tedesco, per non dire francone, che è poi riferito a una parte nord-occidentale della Baviera che non si sente per niente bavarese.

che andava a Saronno a trovare gli amici che si era fatto durante un anno di volontariato in Italia, che era parte pratica del suo corso di studi per diventare “insegnante di sostegno” in Germania.

* * *

siccome il suo italiano era mediamente accettabile, come lo è il mio tedesco, e abbiamo avuto quasi otto ore di conversazione a disposizione, siamo riusciti a parlare, parte in una lingua e parte nell’altra, praticamente di tutto: dalla riforma tedesca che ha ridotto la durata della scuola superiore di un anno, e che oggi è molto discussa, fino alla scomparsa del congiuntivo dalla lingua italiana.

e quando a me mancava una parola in tedesco, la dicevo in italiano e lui me la traduceva, e viceversa.

del resto Lukas era oramai un ibrido culturale italo-tedesco, ed era divertente sentirlo dire come trova rilassante l’Italia, rispetto alla stressante Germania: esattamente come io dico il contrario.

un meticcio culturale, ormai, questo Lukas, ma non del tutto, come vedremo, per un inquietante particolare.

* * *

ma prima voglio accennare ai due ospiti mancati del viaggio: Ahmed, che ha correttamente telefonato giovedì per avvisare che non poteva più venire, ma soprattutto la gattina di Sankt Gallen, che alla fine è rimasta a piedi oppure ha viaggiato con qualche altro autista.

ora immaginate di avere pubblicato su blablacar l’itinerario del vostro viaggio e che un certo M., italiano, 51 anni, vi scriva  dalla Svizzera, pensate voi: ma invece dall’Italia:

“Ciao mi chiamo M. e avrei bisogno di un passaggio.

Dovrei prendere a St. Gallen Svizzera il mio gatto, ha il pedigree, il chip, le vaccinazioni, passaporto ecc ecc. si trova presso una signora mia amica che parla tedesco e inglese.

Se tu potessi andarlo a prendere mentre vieni giù in Italia e portarlo a Milano, o ancora meglio a Genova dove io abito, a genova est, sono subito lì 🙂 !

Serve solo un trasportino, che se non hai puoi rimediarlo al costo di 20 euro, io in totale ti offrirei CENTO euro trasportino compreso; cento 20 euro se vieni fino a Ge.

Mi faresti un enorme favore, perchè sono impossibilitato a recarmi sul posto e mi trovo a Genova.

Fammi sapere per qualsiasi info su di me o dubbio, naturalmente ti darei 50 euro in anticipo per dimostrarti la mia serietà e gli altri 50 o 70 alla consegna della mia gattina.

Fammi sapere, grazie

M. e A. la mia ragazza”

non so voi che cosa avreste fatto, io ho risposto così, mentre nella mia mente si annidavano le immagini romanzesche e sospettose di una gattina riempita a forza di bustine di coca, che sarebbe stata sventrata all’arrivo a Genova.

“ciao Mario,

questa storia della gattina è veramente curiosa.

scusa, non sono pratico di gatti: che cosa intendi per trasportino? la gabbietta per il trasporto?

inoltre ho già altri due passeggeri e non posso venire a Genova; dovresti venire tu a Milano, al parcheggio di Cascina Gobba.

tutto mi sembra alquanto avventuroso e difficile, comunque vediamo… :)”

Mario sembra che sia incazzato un pochino per questa risposta, che a me sembrava inter-locutoria e cortese, date le circostanze, mentre cercavo di capirci di più:

“Vabbè non ti preoccupare, cerco qualcuno che è pratico di mici.

Grazie lo stesso, poi se hai altri passeggeri magari rimangono infastiditi!”

non pratico di mici, io???

ma se ho avuto e amato gatti per metà almeno della mia vita?

in ogni caso ho tirato un sospirone di sollievo e avevo ragione perché, quando sono arrivato a Chiasso, ho visto il cartello “Obbligo di denuncia di animali domestici in dogana” e ho capito che cosa mi sono risparmiato.

* * *

però il vero scopo di questo post non è di raccontare la storia tutto sommato fantastica, per non dire vagamente allucinata, del gatto (perché mai penso che fosse una gattina? perché lo è diventata alla fine della mail) imbottito di droga nell’auto dell’ingenuo bortocal e del suo possibile sventramento all’arrivo, per recuperare le dosi.

ammesso e non concesso che bortocal l’avesse fatta franca alla dogana di Chiasso…

ma vi immaginate soltanto la scena dei cani anti-droga che devono fiutare il gatto per capire se ha qualche traccia di coca sul pelo?

io mi sto tenendo la pancia dal ridere, perché vedo anche me nella scena: un tonto che capisce solo allora che gli hanno tirato il bidone…, e che ci è cascato per 100 euro, 120 fino a Genova.

* * *

no, scrivo per ricordare a me stesso che si parlava con Lukas, nelle ore del mezzogiorno, ovviamente di cibo, con toni molto nostalgici, soprattutto lui verso il cibo italiano: la delizia della polenta (sconosciuta in Germania), le orecchiette con le verdure, la mozzarella di bufala; e avevo voglia io a provare gentilmente a contraccambiare, celebrando le insuperate Suppen tedesche!

a un certo punto Lukas ha detto, con aria normale, che le mozzarelle gli avevano fatto gustare il sapore del sangue.

gli chiedo che cosa intende dire e lui mi domanda stupito se non conosco questa espressione tedesca: no davvero, Lukas, non l’ho mai sentita.

noi tedeschi per dire che una cosa è veramente buona, che è una specie di orgasmo del gusto, mi dice Lukas, diciamo che ci ha fatto provare il sapore del sangue.

Lukas, rossiccio di capelli, alto e mingherlino, di buona famiglia, che ha girato il mondo con dei genitori molto aperti fin da piccolo,

che si è preso un anno di tempo tra la fine delle superiori e l’università per fare esperienze di vita,

che racconta della meravigliosa bellezza delle ragazze italiane e di come gli piace passare le ore sulla gradinata del duomo di Milano a guardarsele, con quelle gambe lunghe e flessuose;

Lukas che farà l’insegnante di sostegno per i bambini diversamente abili, diciamo noi, ma in Germania dicono “Schwerbehinderte”, gravemente menomati…

* * *

mi rendo conto di tutti i pericoli impliciti in questo racconto, ma la verità è più forte delle idee politically correct di bortocal, e io non potevo tacervela, affezionate lettrici e lettori.

a me sono venuti i brividi per la schiena e, dopo le paure per la gattina e il suo proprietario italiano, i peggiori stereotipi anti-tedeschi hanno cominciato a cavalcarmi per la mente come le walkirie wagneriane…

* * *

Post scriptum 10.3.14

su blablacar ci si può dare delle valutazioni alla fine del viaggio.

oggi mi è arrivata quella di Lukas:

Ein sehr netter und froehlicher Typ, der viel ueber seine Reisen berichten kann. ist immer froh, wenn man ihm ein bisschen bei seinem Deutsch hilft. 🙂 Kann ich absolut weiter empfehlen!!

Un tipo molto simpatico ed allegro, che può raccontare molto dei suoi viaggi. È sempre contento se lo si aiuta un pochino nel suo tedesco 🙂 Lo posso assolutamente raccomandare!!

e io ho contra-ccambiato così:

Lukas è uno studente universitario simpatico, aperto e corretto; ha già viaggiato molto, pur essendo così giovane, ed è un compagno di conversazione e di viaggio piacevole e molto affidabile.

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6 risposte a “blablacar n. 2, la gattina, il sapore tedesco del sangue – 181.

        • trasportino credo che fosse la gabbietta.

          a me, nella generale follia del tutto, rassicurava invece, per paradosso, che mi si offrissero assurdamente 20 euro per farmi un percorso MI-GE e ritorno che era fuori del mio itinerario e me ne sarebbe costati altrettanti quasi soltanto di pedaggi autostradali: proposta alquanto demenziale, che poteva conciliarsi con un quadro complessivo altrettanto demenziale…

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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