il tramonto di Obama (nel mio cuore), Renzi l’americano e la crisi della democrazia – 238.

raramente un politico ha deluso così ampiamente le aspettative suscitate dalla sua elezione come Obama: mi verrebbe in mente soltanto un altro nome, Napolitano: e ieri abbiamo avuto il privilegio di vederli assieme e schierati sullo stesso obiettivo: la difesa dell’acquisto da parte nostra di non so quanti miliardi di euro di F-35.

ora questo vostro blogger nel 2006, rispettivamente, per Napolitano e nel 2007 per Obama, quando iniziava la sua scalata alla presidenza ancora incerta, anticipò i tempi spendendo qualche parola a favore della possibilità che fossero eletti in un momento nel quale non se li filava ancora nessuno.

potrei considerarmi orgoglioso di averla azzeccata, così come di avere anticipato (in Italia) la possibilità delle dimissioni di Ratzinger, ma invece sono estremamente depresso.

la delusione politica provocata dalla trasformazione di Obama da presidente ri-messo al potere per difendere la pace in bellicista moderato ed oscillante è tale da spegnere in me perfino la voglia di protestare.

fossi stato a Roma, io ieri mi sarei guardato bene dallo scendere in piazza: lo avrei semplicemente ignorato, col suo premio Nobel per la Pace, mai preso altrettanto a vanvera.

* * *

Obama è venuto in visita a Renzi, il capo del governo da lui voluto e imposto tramite ambasciatore americano e l’alleato ri-trovato in funzione anti-Europa e anti-Merkel.

lasciate pure che i soliti demagoghi anti-Unione ripetano i loro slogan ottusi: non hanno capito proprio niente della battaglia degli USA contro l’Unione Europea, che è oggi si sviluppa in una manovra militare a tenaglia con due punte: l’Ucraina e l’Italia.

Renzi è l’equivalente italiano della Tymoshenko, ed infatti ha espresso pieno appoggio alla linea americana sull’Ucraina, non a quella europea, molto più sensata.

lo scopo degli USA è appunto quello di spaccare ogni possibile convergenza fra Europa e Russia, dato che configurerebbe un nuovo possibile centro della politica mondiale.

mossa stupidissima, perché spingere la Russia nelle braccia della Cina, a diventare la parte simil-europea di un nuovo blocco asiatico, corrisponde ad un suicidio solo dilazionato un poco.

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ora, queste scelte chi le decide? questi orientamenti vitali per il nostro futuro chi li prende?

la democrazia dove sta?

un popolo inetto di tele-dipendenti e navigatori della rete può essere manovrato senza difficoltà agitando qualche tema propandistico emotivo buono al momento, senza nessuno spessore di memoria, senza coerenza: basta che prenda lo stomaco.

le vere decisioni passano sulla testa di tutti.

in questo caso, anche Obama mette i suoi paletti: e sono gli F-35 che esige vengano ri-confermati: spesa inutile, investimento sbagliato persino dal punto di vista militare, come tutti gli osservatori in-dipendenti confermano: ma scelta che non si può discutere, e di cui si fa garante Napolitano, l’americano.

* * *

chiuso fra Obama il militarista e l’Unione Europea che pretende il rispetto dei trattati quanto durerà Renzi?

durerà fino a che dura Obama che l’ha voluto dov’è per provare a costringere anche l’Unione Europea ad una politica inflazionistica, ora che gli USA hanno dovuto sospendere la propria perchè diventata in-sostenibile; poi si vedrà.

comunque spero che qualcuno rifletta che, per un paese come il nostro, se si abbandona la prospettiva della integrazione nell’Europa, ci sta soltanto la sudditanza agli USA, di cui Renzi è il principale interprete.

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ma vorrei fare un discorso più vasto, adesso, e riguarda la democrazia e la sua vacua apparenza.

d’accordo, Obama à stato fortunatamente ri-eletto come il male minore; naturalmente mi si potrebbe obiettare che ogni alternativa, compresa la futura candidata democratica Clinton, era peggio di lui: cosa assolutamente vera.

e tuttavia c’è nella involuzione di Obama qualcosa che non è soltanto il frutto politico degli equilibri interni americani, ma una debolezza evidente dell’uomo e del leader.

e questo apre una questione generale sul funzionamento della democrazia.

* * *

ora, noi siamo periodicamente chiamati ad eleggere qualcuno che non conosciamo bene.

come nel caso di Hollande, più militarista ancora di Obama, ci schieriamo per figure simboliche, che hanno un vago significato per la loro storia personale fino a quel momento, ma non conosciamo davvero la loro struttura psicologica, in pochi termini che persone sono.

se il potere è fortemente personalizzato la scelta del potente di turno che guiderà il governo è una scelta cieca.

si deve aggiungere che una elezione è come il matrimonio: le persone che si scelgono cambiano, e non sempre in modo convergente.

e il potere è una macchina condizionatrice potente: se non hai una struttura caratteriale più che forte, è facilissimo cadere in balia delle pressioni del tuo entourage: il caso di Obama, diventato rapidamente succube del complesso militare americano, è da manuale.

* * *

l’Obama di oggi ha ancora qualche tratto in comune con l’Obama incerto e confuso che tenne un mediocre discorso di insediamento alla presidenza nel 2008: ma come potevamo noi sapere delle sue fragilità psicologiche, delle sue crisi depressive dalle quali si riscuote con scatti di aggressività mal controllata, come ogni depresso profondo?

tutto questo ci viene tenuto accuratamente nascosto: riusciamo, per indizi, a formarci qualche opinione.

poi però non sappiamo davvero chi votiamo.

io ho “votato” col mio blog Obama come simbolo della fine completa dell’apartheid di fatto negli USA, non per avere un presidente che cerca continuamente il confronto con la Russia e deve essere tenuto ogni volta per la giacca; ho “votato” alla stessa maniera per Napolitano contro la prospettiva presidenzialista di D’Alema, non perchè il presidenzialista fosse lui; credevo che Hollande, espressione della sinistra storica francese, non potesse essere un guerra-fondaio.

* * *

insomma, se almeno due o tre persone saranno arrivate sino a qui a leggermi, vorrei affermare questo: la democrazia personalistica, l’elezione diretta del leader è una beffa che s-natura la democrazia stessa.

ogni forma di presidenzialismo è solo la ripetizione periodica di una truffa e di un raggiro del popolo.

la scelta del leader attraverso i meccanismi parlamentari è molto migliore del plebiscito periodico che ci porta a votare alla cieca qualcuno che non conosciamo davvero…

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ma forse anche questo è ancora soltanto una specie di eufemismo: forse la democrazia non esiste, e questa parodia della democrazia nella quale viviamo è il peggiore dei regimi possibili.

perché non si limita a sotto-mettere il popolo, come ogni altro potere: pretende anche che il popolo sia entusiasta di essere suddito e finga di credere che la sovranità appartiene a lui.

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