a proposito di un suicidio annunciato: cari adolescenti nazisti inconsapevoli – 300.

ragazzine che si suicidano per essere messe alla gogna da coetanei o compagni di classe su internet: insulti al loro aspetto fisico, istigazioni a suicidarsi che ottengono il loro scopo; un sito, addirittura che è quasi specializzato in questo: Ask.fm.

suicidi annunciati, perseguiti con ostinazione anche se non con intenzione, che concludono mesi di caccia, di insulti, di vessazioni diventate intollerabili: cronache di suicidi annunciati, direbbe Marquez.

e sono i suicidi dei diversi e delle diverse: i diversi dal canone omicida del conformismo dominante.

l’ultima è una ragazzina di 14 anni di Venaria, gracile, mingherlina, che si getta dalla finestra della camera alle due di notte, dopo essersi vestita come per andare a scuola, e la trovano morta in cortile la mattina.

Cesso, vatti a nascondere, dimostri dieci anni, sei la vergogna delle 2000″

e lei, che è malata di cuore dalla nascita, scrive tre messaggini alle sue amiche del cuore per dirgli “ti voglio bene” e poi decide di farla finita: tanto i segreti della vita li ha già scoperti tutti, pensa, e questa sofferenza è troppo grave per reggerla.

* * *

come se non ci fosse spazio al mondo anche per le donne esili; come se la fragilità in una donna non fosse desiderabile per uomini un poco insicuri (so di che cosa parlo).

quando sento qualche ragazza che si lamenta di non essere bella io vorrei dire loro quello che col tempo ho imparato anche riguardo al mio essere un uomo non bello: che una moderata bruttezza può essere un bene del cielo, perché ti protegge da relazioni false.

la bellezza può essere una maledizione e condannare a destino dell’usa e getta; tienti caro il non essere vistosa o vistoso: è una specie di marchio di qualità messo in anticipo sui tuoi contatti umani, che porterà a privilegiare nelle relazioni con te chi cerca qualcosa di più autentico.

* * *

sono andato a vedere quel sito dove gli adolescenti si mettono alla prova fra loro: occorre registrarsi per entrarci, e dare nome e cognome (presumibilmente anche falsi) e indirizzo mail, questo vero; dunque non dovrebbe essere difficile in linea teorica risalire agli autori di queste bravate; ma quello che rende impossibile farlo è la dimensione stessa del problema.

non si possono controllare comportamenti abnormi, quando l’abnorme diventa la correttezza e la violenza è la regola generale.

il bullismo, la stupidità, la volgarità, la violenza gratuita contro i deboli non li ha inventati internet, ma ha dato loro una forza sconosciuta.

internet che nei nostri sogni doveva essere l’aggregatore delle intelligenze è invece lo strumento che permette di fare massa agli stupidi.

la stupidità è anche criminale, però, ma stupidamente, cioè senza neppure accorgersene.

* * *

ma ora io vorrei provare a mettermi nei panni di quei compagni di classe che hanno spinto la 14enne al suicidio.

che cosa può spingere un altro 14enne a insultare una ragazzina perché la ritiene brutta?

c’è una gratificazione in questo per lui, evidentemente: che tipo di gratificazione?

uomini che odiano le donne prima ancora di essere diventati uomini del tutto?

uomini pronti ad uccidere le donne, perché le considerano solamente un oggetto del loro piacere, e dunque una ragazza non attraente, cioè non scopabile, è una ragazza inutile?

mi viene in mente la frase di Berlusconi sulla Merkel, quando la definì “culona non chiavabile”. 

sì, il modello culturale è questo.

* * *

aggiungete che su questo modello si crea una nuova morale, che è una morale del corpo che deve essere bello.

se c’è un legame tra estetismo e violenza, per cui le civiltà che sviluppano maggiormente il senso del bello, come quella italiana, sono anche le civiltà del culto della violenza, questo legame diventa qualcosa di cupo, quando l’estetismo si trasferisce dall’arte alla fisiognomica e l’opera d’arte dominante diventa il corpo.

il tatuaggio è il manifesto di questo nuovo mondo dove i valori estetici vanno vissuti fisicamente e non esiste quasi altra forma d’arte possibile che quella dove il corpo riassume in se stesso tutti i canoni della bellezza e non ne ammette altri.

dove il cinema, che ha rubato alla danza e a teatro il segreto del corpo come linguaggio estetico e lo ha ingigantito sino a farne il suo nuovo vangelo, diventa pornografia.

è il mondo nel quale, come disse una volta appunto uno di questi giovani, “Oscar Wilde era un estetista”.

è il mondo dove – in nome di questo modo di concepire l’estetismo – si può anche uccidere chi non si adegua o non è in grado di adeguarsi: fosse una cosa consapevole, sarebbe nazismo.

ma non smette di essere nazismo perché è inconsapevole.

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20 risposte a “a proposito di un suicidio annunciato: cari adolescenti nazisti inconsapevoli – 300.

  1. Ecco, mi trovo d’accordo e non d’accordo.
    Una cosa che ho notato da qualche tempo è una sorta di guerra al bello, ma ho bisogno di qualche parola in più per spiegarmi meglio, perché di certo non voglio correre il rischio di difendere questi atteggiamenti.
    Dunque, tu parti dal presupposto che sia un canone estetico a determinare certi fenomeni e da un lato ti do ragione, però dall’altro mi viene da pormi qualche domanda su quale sia questo canone estetico.
    La bellezza. La bellezza al giorno d’oggi viene limitata a un fisico atletico, longilineo, bello da esibire. Ma è davvero tutto qui?
    La bellezza di un corpo non si forma solo in ore e ore passate a sudare in palestra, un bel corpo è fatto da una serie di cose: un regime dietetico sano, uno stile di vita ragionevole, un’attenzione a movenze ed espressioni, un certo equilibrio mentale anche (il volto, lo sguardo, assumono le sembianze del nostro sentire)… Ecco, molto sinteticamente, la bellezza non è solo un fondoschiena scolpito, ma è tutto un muoversi del nostro corpo nel mondo, un muoversi che per forza di cose coinvolge tutta la nostra persona.
    Il guaio di oggi è che si grida tanto all’estetica, e tanto si va contro di essa (io l’elogio del grasso, ad esempio, non lo tollero) mentre è proprio la bellezza ad essersi persa, chissà quando e chissà come.
    Le ragazzine truccate da clown sono forse belle? E’ bello forse il ragazzino tatuato, deformato da pesi e attrezzi (perché non sia mai fare esercizio fisico con criterio)?
    No, non sono belli.
    Ugualmente, però non sono belli gli adolescenti che passano il loro tempo a mangiare e a pensare al suicidio perché sono grassi, quando basterebbero dei genitori a metterli a dieta o a iscriverli in palestra, perché è inutile fare finta di negarlo: essere belli e magri aumenta l’autostima oltre ad essere il primo punto di partenza per una buona salute.

    Il caso specifico da te citato è ovviamente fuori discussione: si tratta di pura cattiveria, sempre ottima compagna della stupidità.
    Per tutto il resto, però, credo che occorrerebbe una vera riabilitazione del bello, abbiamo tanti esempi di dietetiche dell’età classica, basterebbe usare un po’ di buon senso per evitare tanti suicidi, anche perché, forse adesso internet ce lo fa vedere meglio, ma bambini e adolescenti non sono mai stati buoni, anzi.

    • ciao, ella: è molto molto interessante quello che scrivi: una critica che fa pensare, e dunque è costruttiva.

      tu mi hai sentito in qualche modo partecipe di una guerra in atto contro il bello (quello vero) e hai straordinariamente ragione nel rivendicare che l’etico del bello consumista e superfluo va rovesciata proprio al di dentro, in nome di un corpo non solo bello, ma sano.

      eppure sappiamo l’uso degli anabolizzanti, ad esempio, oppure le diete massacranti per le ragazzine.

      insomma, il bello che prevale tuttora è il bello del conforme, ad un passo anche lessicale dal bello del conformista; rovesciare il concetto del bello non è poi così facile.

      guardando all’estetica tedesca, fin dai secoli passati, non è difficile cogliere già nel gusto artistico di quel paese uno spirito di maggiore attenzione all’INDIVIDUO, rispetto ai nostri canoni di bellezza rinascimentali che sono apparsi come il cavallo di Troia dell’asfissiante conformismo italiano e della voglia di stare in gruppo.

      insomma esiste un’estetica cattolica, così come esiste una estetica luterana; critica una certa estetica non significa però rifiutare il senso del belo in se stesso, ma proporre una cambiamento di canoni estetici che accetti davvero la diversità.

      straordinaria in questo senso tra noi è stata l’azione culturale di Toscani.

      ma quanto di quei valori sono oggi senso comune delle nuove generazioni?

      quindi, come vedi, mi ritrovo d’accordo con te e ti ringrazio di avermi permesso di chiarirlo.

      – se hai tempo, ho scritto un post che considero fondamentale (per me) su questa tematica: https://bortocal.wordpress.com/2010/01/08/218-contro-il-senso-del-bello/

      forse ritroverai qualche equivoco che qui sopra ho cercato di dissipare, ma forse il problema risulterà anche inquadrato in una logica più ampia…

      un abbraccio.

      • Oh, no, Borto, in realtà se ho risposto è perché immaginavo saresti stato d‘accordo, ho approfittato del tuo post perché il tema è multiforme e spesso ridicolizzato dalle parole dei nuovi moralisti del brutto (perché il nemico del bello è il brutto).
        Qualche tempo fa mi sono trovata a discutere con la classica donna in sovrappeso e fiera di esserlo (tu ci credi?), che aveva trovato conforto nella tragedia di un adolescente suicida, perché grasso ovviamente.
        Avevo commentato dicendo che sì, gli adolescenti sono dei mostri, ma dei genitori che lasciano che un figlio arrivi all’ obesità sono come minimo degli irresponsabili. E non le avevo neanche risparmiato i miei dubbi sulla presunta bellezza dei chili di troppo: abiti che vestono male, imbarazzi vari, fiato corto, spesso pelle e capelli indecenti, frustrazioni continue…
        Lei si offese e si offese ancora di più quando le dissi che parlavo proprio da ex cicciona, non suicida per fortuna, ma vittima degli scherzi e delle battute dei compagni di scuola.
        Io ho imparato che il corpo è fondamentale nella vita di una persona, che va rispettato esattamente come rispettiamo la nostra intelligenza.
        I canoni di oggi sono sbagliati e sono un’ altra faccia del brutto o per lo meno del ridicolo, ma sono sbagliati proprio perché lontani dal bello, che è uno degli ideali più nobili, e forse è la radice di tutti gli ideali.

        • cara ella, credo che siamo d’accordo sul fatto che il bello sia la radice di tutti i valori (preferisco chiamarli così, piuttosto che “ideali”, ma ho le mie fisime… 😉 ).

          questo significa che la forma più alta del pensiero umano non è la razionalità, ma l’intuizione: che noi raggiungiamo più facilmente una sintesi essenziale quasi senza saperlo.

          in questo senso possiamo parlare di estetica del brutto dove vogliamo esprimere un rigetto senza parole di certi modelli di vita.

          e allora dovremmo rispondere a questa domanda: visto che il corpo stesso del consumatore, non più rappresentato, ma vissuto, è diventato il principale campo di espressione artistica della nostra società dei consumi, come si crea un’estetica del corpo alternativa?

          • E qui mi trovi in difficoltà, non per argomenti ma per sfiducia generale nell’ uomo.
            Per quanto mi sforzi di essere il più aperta possibile, i fatti e le esperienze continuano a ricacciarmi in un forte e forse anche drammatico pensiero aristocratico del mondo.
            Purtroppo penso che la bellezza, del corpo come del pensiero, non sia destinata ai più, anzi, sono fermamente convinta che sia il destino delle masse quello di vivere nella mediocrità o nella distorsione proprio dei valori.
            Probabilmente le dinamiche del potere sono proprio in questa distorsione, ma sono dinamiche che accompagnano l‘uomo da talmente tanto tempo che paiono essere nate con l‘uomo stesso.
            Già il solo fatto che la bellezza, o la bontà o la giustizia (ognuno metta ciò che gli sta a cuore), il solo doverla in qualche modo standardizzare, il doverla applicare identica a tutti… ecco, già solo questo puzza di egemonia. È del bello l‘essere sentito, non imposto, ma la massa si muove seguendo direttive dall’ alto…
            E qui ti lascio la parola.

            • anche io sono in difficoltà.

              sono stato educato ala democrazia: anzi, dovrei dire che MI SONO educato ala democrazia, in buona parte in opposizione ad un padre ideologicamente fascista (anche se ottima persona).

              oggi sono convinto anche io che la giustizia distributiva assoluta non è una buona idea: che alla massa andrebbe garantita la dignitosa sopravvivenza (cose sempre più impossibile se il numero degli umani continua a crescere), e che gli umani più capaci è giusto che abbiano QUALCOSA (ma non troppo) di più, ma giusto quel che serve a produrre cultura ed arte.

              cultura ed arte resteranno per la maggior parte estranei alle masse, e c’è quindi da chiedersi se hanno una qualche funzione e perfino un qualche futuro.

              non riesco ad essere meno pessimista di te, come vedi: anzi, forse o sono perfino di più.

              a perdita della miseria, il non dovere più lottare per la sopravvivenza, innesta quel processo auto-distruttivo che chiamiamo democrazia dove a forza del numero degli imbecilli è destinato a travolgere ogni resistenza di chi capisce qualcosa di più.

  2. “Conosco una persona che utilizza uno pseudonimo per la sua attività di blogger: ha un sito vivace in cui scrive senza mezzi termini quello che pensa. Spesso irrita e provoca, certo affascina. Pubblico alcune parti di un suo post di stamattina:”

    a proposito del pingback di oradireli:

    il post mi sembra decisamente migliorato con questi tagli, e mi stupisce, come se non lo avessi scritto io… 😉

    grazie!

  3. Pingback: Tra estetismo e violenza | oradireli·

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