Aldrovandi: sbirri, mica marò: cinque minuti di applausi soltanto – 330.

mezza Italia si sveglia sconvolta perché al congresso del Sindacato Autonomo di Polizia centinaia di agenti, ma in questo caso occorre chiamarli sbirri, hanno salutato con 5 minuti di applausi in piedi gli sbirri colleghi condannati in via definitiva dalla Cassazione per avere ucciso nel 2005 Federico Aldrovandi mentre lo arrestavano, non si è ancora capito per quale reato, salvo che per essersi drogato.

la Cassazione nel motivare l’anno scorso, dopo OTTO anni, la conferma della condanna ha parlato di condotte specificamente incaute e drammaticamente lesive”.

e che cavolo, si sono chiesti gli sbirri, perché non siamo trattati come i marò?

solo perché abbiamo agito in patria, non siamo eroi della patria anche noi?

solo perché a noi è morto tra le mani un ragazzo italiano, anziché due pescatori indiani?

* * *

la manifestazione di questa parte della polizia ha un inconfondibile sapore cileno o argentino; è democraticamente inquietante.

ma tutti i politici dichiarano solidarietà alla mamma, tanto farlo non costa niente; e per il resto non fanno niente.

intanto noi dobbiamo girare per le strade sapendo che chi dovrebbe difendere il cittadino pensa che vada compreso se lo ammazza di botte.

e mica in un caso isolato…

quegli agenti sono ancora in servizio, i loro colleghi solidali anche.

sarebbe emergenza democratica, ma bastano le telefonate pre-elettorali, opportuniste e disgustose, di chi non farà niente.

* * *

basta ipocrisia, per favore: il nostro premier così amante della velocità da meritarsi il titolo di velocista immobile, ha intenzione di fare qualcosa?

in questo caso, ce lo dice? oppure l’abolizione delle province e il senato non elettivo vengono prima del risanamento della polizia da quei poliziotti che non dovrebbero lavorarci dentro?

qui ci sono migliaia di poliziotti che non sono tali, ma sbirri: neppure al servizio di qualche potere, ma solo della propria incompetenza professionale e arroganza.

ce li dobbiamo ancora tenere o il governo e le forze politiche, che si sono dissociate tutte a parole, faranno subito qualcosa?

* * *

le cause della morte di Federico sono state individuate dalla Cassazione “da un lato nella serie di colpi sferrati contro il giovane, dall’altro nelle modalità di immobilizzazione del ragazzo, accompagnate dall’incongrua protratta pressione esercitata sul tronco”.

eufemismi per definire i due manganelli spezzati addosso a Federico bastonandolo e le 54 lesioni riscontrate sul suo corpo.

nella sentenza di primo grado era stato scritto: “grossolanità, incontrollato e abnorme uso della violenza fisica da parte degli agenti, dissociata da effettive necessità”; “un furioso corpo a corpo tra gli agenti di polizia e Federico, durante il quale vennero rotti due manganelli, con i quali colpirono l’Aldrovandi in varie parti del corpo, continuando dopo che lo stesso era stato costretto a terra e qui immobilizzato al suolo, nonostante i verosimili ma impari tentativi del ragazzo di sottrarsi alla pesante azione di contenimento che ne limitava il respiro e la circolazione”.

ci sono stati i tre gradi di giudizio che l’Italia ha, unica al mondo, e non è mancato, come da sentenza, un “tentativo di depistare le indagini” da parte dei poliziotti condannati; ora i colleghi sbirri ne chiedono un quarto e vogliono la revisione del processo: anzi, l’ideale italico della repubblica degli avvocati sarebbe quello di processi infiniti, che non finiscono mai e delle condanne eternamente sospese.

alla condanna definitiva a tre anni e mezzo di carcere dei colpevoli sono seguiti i tre anni di indulto, e sei mesi di carcere o arresti domiciliari, dopo la richiesta di assegnazione ai servizi sociali.

ma questi mica si chiamavano Berlusconi e non glieli hanno dati.

quando uno di loro scrisse su Facebook “La “madre” se avesse saputo fare la madre, non avrebbe allevato un “cucciolo di maiale”, ma un uomo! Che faccia da culo che aveva sul tg… una falsa e ipocrita… spero che i soldi che ha avuto ingiustamente possa non goderseli come vorrebbe… adesso non sto più zitto dico quello che penso e scarico la rabbia di sette anni di ingiustizie…”, il ministro dell’Interno Cancellieri annunciò un’azione disciplinare: che fine ha fatto?

– ehi, mi sono informato per l’occasione: sei mesi di sospensione dal servizio.

* * *

come ha scritto il padre di Federico: “Si può dire il falso, si può depistare, si può uccidere senza una ragione, si può essere pregiudicati, e nonostante delinquenti, rimanere a libro paga di tanti cittadini onesti, e alla fine… essere anche applauditi per cinque minuti. Orribile, soprattutto per chi, per quella divisa ha dato la vita”.

applauditi per cinque minuti soltanto? e pensare che sarebbe bastato avere addosso la divisa dei marò per venire applauditi per tutta la vita…

42 risposte a “Aldrovandi: sbirri, mica marò: cinque minuti di applausi soltanto – 330.

  1. bisogna considerare che sono tutti del sud italia,quindi provengono da societa’ intrinsecamente violente.
    la maggior parte poi sono ex pastori,contadini e braccianti cui dopo una scarsa istruzione mettono una divisa …..ed ecco il salto di qualita’….si sentono investiti di potere sui cittadini.

    non potro’ mai dimenticare che in un ufficio postale di Londra,dentro una fila chilometrica c’era un poliziotto che attendeva tranquillamente il suo turno.
    in una occasione analoga,ma in italia,un poliziotto ha scavalcato tutti.

    c’è da aggiungere che fanno turni micidiali,sono esposti a tutte le critiche possibili immaginabili,prendono quattro soldi e vivono una vita difficile dato che le famiglia sono a mille chilometri di distanza e .nelle regioni del nord sono visti come perfetti estranei assolutamente non integrati

    per questo penso che quegli applausi siano piu’ che un avallo di un comportamento scorretto uno sfogo corporativo per una condivisa frustrazione.

    • col cavolo, edoardo!

      se uno non sa fare il poliziotto, vada a zappare la terra.

      noi abbiamo diritto ad una polizia civile, e che cacchio.

      questi vanno cacciati tutti: ricollocati in altri lavori dove non sia previsto il porto d’armi proprie ed improprie: è da anni che tocca subire e conseguenze di una polizia impreparata e inadeguata.

      queste stesse intollerabili manifestazioni mostrano quanto siano impreparati.

      via dalla polizia, a fare altro: igiene ambientale andrebbe benissimo oppure operai in qualche fabbrica statale (come vedi sono buono, e difendo comunque l’occupazione… 😉 ).

      • ti rispondo io solo per spiegare come mai ho lasciato passare l’espressione né mi sono dissociato: si parla di società intrinsecamente violente nel Sud Italia, non di “intrinsecamente violenti” riferito agli uomini che ci vivono.

        a me non pare che parlare della intrinseca violenza di società dominate da mafia, camorra e ndrangheta possa essere sbagliato.

        io almeno ho inteso l’espressione così.

        poi edoardo, se vorrà, ci metterà tutto quello che vuole.

        • sarebbe come dire che chi proviene dal Nord proviene da una società intrinsecamente ladra e truffaldina? Non dimentichiamo che la mafia più grande in Italia è al governo, e gli elementi più peggiori assai (Formigoni, Berlusconi, ecc..) non sono del sud.

          Inoltre, sarei felice di leggere la fonte che afferma che i 4 poliziotti siano del sud, visto che rovisto in rete da un’ora, ma sulla loro provenienza non trovo nulla e Forlani, Pontani, Segatto e Pollastri non mi sembrano cognomi tipici del sud (posso anche sbagliarmi, ovviamente)

          • la seconda critica mi sembra molto azzeccata; quei quattro cognomi (non credo di sbagliare) sono tipicamente settentrionali.

            naturalmente ti si potrà rispondere allora che TUTTA a società italiana,s e messa a confronto con le altre società europee è intrinsecamente più violenta: anche sui blog continuo a leggere del’autentico stupore che coglie ogni italiano che si trasferisce all’estero per a diversa qualità dee reazioni umane e civili.

            ma indipendentemente da queste considerazioni credo che si possa affermare con una buona dose di fondatezza che i fenomeni mafiosi nel Nord, al momento, pur se in preoccupante progresso, sono ancora moto meno diffusi: ad esempio, il pagamento del pizzo alla delinquenza sotto ricatto.

            non c’è da farsi illusioni a riguardo, ma una differenza originaria è un fatto obiettivo.

            e sarebbe colpevole non ammettere che questo è legato ad alcune caratteristiche della cultura meridionale e in particolare a quello che in sociologia è diventato famoso come tratto caratteristico delle relazioni sociali locali e dell’etica dominante: il cosiddetto familismo amorale.

            • Non metto in dubbio che il crimine organizzato sia, purtroppo, una colonna portante nel sud italia, lo sai bene.
              Ho vissuto per 23 anni in Calabria, e so molto bene com’è la situazione (non ne vado fiero, ma ho un prozio sotto 41 bis a Parma). Ma ti assicuro che da lì a trasformare il sud in una fabbrica di mafiosi ce ne passa 🙂

              Quanto al fatto che tutta la società Italiana sia mediamente meno propensa a usare il cervello, sono completamente d’accordo.
              Anche perché quando si è in campagna elettorale, per esempio, i candidati parlano “con la pancia” e “alla pancia”, e mai con o al cervello.

        • ecco trovato…
          Monica Segatto, quarantottenne poliziotta originaria di San Vito al Tagliamento (Pordenone) Luca Pollastri, 42 anni, di Portomaggiore (Ferrara)
          Paolo Forlani, 52 anni di Ferrara, ultimo servizio prestato nella città di Udine.
          Enzo Pontani, 47 anni, originario di Venezia

          così, tanto per dire

      • ciao francesco: ti segnalo che qui sopra edoardo ha dato una risposta, che trovo convincente, alla tua domanda.

        siccome non l’ha postata sotto i tuo commento, eccomi a fare il messaggero degli dei!… 🙂

  2. Con questo gesto si ha la conferma che certe espressioni te le cacciano fuori anche non volendo.
    (ad es. ricordo recentemente un commento di un blogger)
    E non perchè siamo violenti noi…ma quotidianamente vediamo comportamenti violenti da chi invece dovrebbe essere portatore di giustizia….

    ah…bortocal, ne abbiam già parlato, questi sono “mercenari\lavoratori” come tanti altri.
    Ciò non toglie che tra loro ci siano anche delle persone corrette che non si sentono, naturalmente.

    • esprimo qui il mio accordo su fatto che non tutta la polizia può essere identificata con questo tipo di comportamenti e di atteggiamenti; e non è tanto un giudizio astratto, ma una esperienza concreta che ho fatto varie volte, anche nel corso del mio passato lavoro.

      ma certamente non è migliore del SAP, anzi forse addirittura peggiore perché ancora più ipocrita quel’altro sindacato che ha dichiarato che ci sono vittime da entrambe le parti.

      in questo caso non mi trovo d’accordo con IIaria Cucchi, non è vero che “Siamo in guerra con la polizia”: siamo in guerra PER la polizia, per una polizia civile e umana, e questa è una guerra che dovremmo fare con a polizia, cioè assieme alla polizia, se siamo in uno stato democratico.

      ma trovo anche insultante dire che quell’applauso è “un simbolo evidente della difficoltà che stanno patendo le forze dell’ordine oggi in questo paese”; poverini.

      chi non sa fare il suo lavoro lo cambi.

      e poi, basta: è ora di piantarla di continuare a criticare sentenze definitive in particolare da parte di chi ricopre funzioni pubbliche.

      aggiungo, ancora che il 27 febbraio 2014 la madre di Federico aveva scritto a Renzi, senza avere risposta, questa lettera:

      “Caro Presidente del Consiglio Matteo Renzi ho riflettuto e continuo a riflettere: davvero coloro che hanno causato la morte di mio figlio Federico, continuando a colpirlo e schiacciarlo anche quando del tutto inerme gridava aiuto e basta, non hanno disonorato la divisa che indossavano?
      Davvero la discrezionalità del corpo di polizia può consentire che quei quattro agenti, a fronte di tanti comportamenti giudicati disonorevoli dai magistrati e dagli stessi vertici di polizia, continuino onorevolmente ad indossare la divisa dello Stato? Davvero questo è lo Stato di cui dovremmo essere orgogliosi?
      Mi scusi Presidente ma io credo che, quando si tratta di diritto alla vita, sia un nostro diritto ma anche un dovere essere rigorosi. Perchè è la base della civiltà: questo è ciò che la morte di mio figlio mi ha aiutato a capire, nel profondo. E credo che ogni genitore sia ben in grado di capirlo.
      Abbiamo affidato la tutela dei nostri diritti allo Stato: se e quando lo Stato tradisce questo compito, con grave colpa, come nel caso della morte di mio figlio, credo sia compito dello stato essere fino in fondo rigoroso con se stesso. Le pongo quelle domande da questa pagina nata per iniziativa di giovani italiani ‘migranti’ all’estero. Alcuni per scelta molti per necessità. Dovunque siano non smettono di guardarci, anche con gli occhi dei loro nuovi amici in queste foto da tutto il mondo. Aspettiamo tutti una sua risposta”.

      a risposta allora non arrivò; non eravamo sotto elezioni; ora è arrivata una telefonata di solidarietà, che meglio di niente, ma non è una risposta a quella lettera.

      noi controlleremo, dico noi blogger, che cosa verrà fatto o più probabilmente non fatto nei prossimi giorni.

  3. Mancavano nel Medioevo tutti quei sentimenti che hanno reso timido e oscillante il nostro concetto di giustizia: l’idea della semi-responsabilità, l’idea della fallibilità del giudice, la coscienza che la società è corresponsabile dei misfatti del singolo, la questione se non val meglio correggere il colpevole che farlo soffrire. O forse si dovrebbe dire: non mancava un oscuro sentimento di ciò, ma si concentrava, non espresso, in un immediato impulso di compassione e di perdono, che, indipendentemente dalla colpa, improvvisamente interrompeva la crudele soddisfazione per il trionfo della giustizia. Laddove noi conosciamo delle pene ridotte o inflitte con esitanza e quasi con cattiva coscienza, la giustizia medioevale non conosce che i due estremi: la piena misura di una pena crudele o la grazia. (J. Huizinga, Autunno del Medioevo)

      • tre gradi di giudizio, attenuanti varie, dolo o non dolo…

        tutti accessori inutili di una giustizia che è tutto tranne che giusta.
        e non mi limito a considerare il caso in questione, ma faccio una riflessione ad ampio spettro.

        • in che senso la giustizia non è giusta se passa attraverso diversi gradi di giudizio (troppi in Italia) e propone delle giuste distinzioni sui gradi di colpevolezza?

          questo proprio non mi è chiaro…

            • non la vedo in questo modo, francesco: premetto che due gradi di giudizio dovrebbero bastare, salvo casi assolutamente eccezionali di errori giudiziari evidenti, ma una giustizia che si sottopone a verifica e accetta anche di avere commesso errori non è più debole, ma più forte.

              il problema non sono, credo, i gradi di giudizio, ma la lentezza.

              qui il problema è anche culturale: ho visto qualche sentenza tedesca di una pagina e mezza; da noi un giudice si vergognerebbe e si scrivono sentenze di centinaia di pagine, che fanno impallidire i miei post… 🙂

              e la forza che perde la giustizia è piuttosto nella continua messa in discussione delle sentenze che viene svolta sui media venduti, e fuori dei tribunali.

              • In effetti, riflettendoci, hai ragione. Due gradi sono necessari e, credo, del tutto sufficienti.
                Gli errori possono effettivamente cpitre, ma non si dovrebbe avere la possibilità di incaponirsi contro una sentenza.

  4. @ francesco vitellini

    credo che potremmo anche definire una parte importante del sud una fabbrica di mafiosi, ma questo non autorizza certo a dire che tutti i meridionali lo sono.

    conosco un po’ meglio la Sicilia per averci passato due mesi per tre estati consecutive facendo vacanze ed esami e posso attestare, per esperienza diretta, che chi rimane onesto vivendo in quelle situazioni è onesto in un modo decisamente superiore e ben più rigoroso di quello dell’onesto comune che vive in una società meno contrassegnata dalla delinquenza diffusa.

  5. @ francesco vitellini

    uffa è finita anche la seconda coda e mi tocca ricominciare per a seconda vota: a questo punto non si capirà più niente.

    cercando la concisione, credo che la propaganda elettorale rivolta alla pancia sia però anche colpa degli elettori e non solo dei politici

  6. una severita’ piu’ che giustificata…!
    voglio pero’ sottolineare che uno stato si può veramente definire democratico quando lo sono i suoi cittadini.

    per questo ti ho parlato del poliziotto inglese regolarmente in fila.

    non dimenticare che noi abbiamo questo tipo di persone che nel loro intimo non sono per niente democratiche. (cumannari e’ megghiu di futtiri).

    forse ci vorrebbe un addestramento piu’ lungo e serio…..ma…..la qualita’ umana e’ sempre la stessa.

    • credo che sia la vecchiaia, non preoccuparti, tu 🙂

      sono ancora una vota d’accordo con te.

      (ti segnalo, se ti fosse sfuggito, che, qui sotto, francesco vitellini ti ha commentato).

  7. Il pesce è marcio dalla testa. Berlusconi condannato anch’egli in via definitiva ingiura ancora il Capo dello Stato (sia chi sia) e ‘guida’ una coalizione che si presenterà alle Europee.
    Perché mai altri condannati dovrebbero non sentirsi tutelati anch’essi dai giudici? Quegli stessi giudici che a Berlusconi tirano le orecchie ed a un disgraziato senza arte né partito fanno scontare tutte le sue pene?
    Dov’è la democrazia?

    sherauncarosaluto

  8. concordo con il commento del sig. vitellini…penso che un reclutamento nelle valli bergamasche non sarebbe molto diverso
    ho solo voluto far notare che vengono reclutati essenzialmente fra le fasce più’ rudi della popolazione.

    mi stupisce solo il tuo stupore nel constatare di essere in accordo con me.
    per molti idealisti chi non e’ con loro e’ contro di loro,ma penso non sia il tuo caso.

    anche se tramite un blog idee e sentimenti sono legati ad un elettrone e’ pur sempre un potente vettore di conoscenza ed anche se non sono uno psicanalista credo di essermi fatto un idea non troppo approssimativa di chi tu sia………e per questo che,se ti va,mi avrai sempre presente

    • caro edoardo, credo che, per quel che si possa dire di limitativo sulle amicizie virtuali, tra noi due sia nata una bella amicizia grazie a questo blog e da parte mia si nutre di stima.

      concordiamo su moto, ma non su tutto: ciò su cui concordiamo o abbiamo scoperto lungo la strada, l’apparenza e a volte a sostanza del dissenso hanno dominato i nostri rapporti all’inizio.

      come fortemente credo un conflitto tenuto sotto controllo ci ha permesso di prenderci e misure e di conoscerci meglio, ma non ha eliminato del tutto le differenze di opinione in alcuni campi precisi.

      questo non impedisce a stima e l’affetto mio di don Peppone burbero per la parte di don Camillo che ti attribuisco scherzosamente se non ti offendi (o preferiresti il contrario? 🙂 ).

      non mi pare, se ti riferisci al mio commento a francesco v., di avere espresso nessuno stupore, ma di avere linearmente difeso quel che avevi scritto, centrando l’interpretazione, come adesso leggo nella tua risposta a lui.

      … devo spiegarti come rispondere in modo che i tuo commento finisca in coda a quello a quale si riferisce…. 🙂 – altrimenti i tuoi interlocutori non lo vedono…

    • Ciao edorado. Permettimi di offrirti il “tu”, perché “sig. vitellini” mi chiamano solo i miei clienti e la signora della Camera di Commercio, e, sinceramente, non mi piace 😉
      Quello che sottolinei è, purtroppo, vero. Molto spesso la carriera nelle forze dell’ordine è intrapresa solo per la sicurezza del lavoro e dello stipendio, e manca alla base una vocazione forte. Indipendentemente dall’area geografica in cui questo avviene, le persone in questione appartengono spesso a quella fascia di popolazione meno “educata” che ha la soddisfazione di bisogni immediati come prerogativa.
      Trovo che sia un po’ meno diffuso tra i Carabinieri, trattandosi di un corpo militare. Credo sia più difficile che una persona priva di ideali si sottometta a un addestramento militare, e so per certo che anche l’istruzione e l’educazione al giusto siano dei valori che nell’arma dei Carabinieri sono più sentiti che non nel corpo della Polizia di Stato.
      Ho parenti nell’una e nell’altro, e noto le differenze. E’ chiaro che quanto sopra rappresenta il mio punto di vista e che, magari, un poliziotto possa dire che l’addestramento sia duro e pesante, ma da quello che so non è così.

  9. @ sherazate
    anata wa nihongin desuka.
    watashi wa totemo ureshii anata no Bortocal no kirei posts yomu.
    ka suki desu nihongo hanasu.
    sayonara

  10. per correttezza traduco quanto ho scritto alla signora sherazade.

    le ho chiesto se e’ giapponese che io sono molto contento che lei legga i bei posts di Bortocal. e perdonami,le ho chiesto se vuole scrivere in giapponese….ma questo ultimo passo mi e’ sfuggito perché’ e’ una scorrettezza verso te ed i tuoi lettori.

    • nessuna scorrettezza: grazie a traduttore automatico non capiremo quasi niente di un eventuale vostro dialogo in giapponese, ma ci faremo delle risate grandiose per via degli strafalcioni solenni che i traduttori automatici regalano a chi li usa…

      però io non credo che sherazade sia giapponese, visto che il nome è persiano!!! 🙂

      comunque spero che risponda perché la cosa promette di farsi interessante… 🙂

  11. @vitellini
    anche io concordo con la tua analisi pero mi viene in mente il famoso caso della “uno bianca” ,della quale per molto tempo i giornali ci hanno parlato.
    quei poliziotti non erano affatto ignoranti o di bassa estrazione…erano dei semplici violenti e con questo termine intendo GENETICAMENTE VIOLENTI…!
    e per gente del genere proteggere il proprio orribile fenotipo con una rispettabile divisa e’ il massimo

    • da noi questi li chiamiamo “malati di guerra”, nel senso che per loro una divisa costituisce autorizzazione sufficiente a fare quello che pare a loro

      (ps. se clicchi su “rispondi” non facciamo impazzire bortocal 😉 )

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