le porcate di Renzi n. 6: dirigenti senza titolo nella Pubblica Amministrazione – 422.

epocale la riforma renziana della Pubblica Amministrazione: sentite qua il nuovo modo di reclutare i dirigenti della medesima secondo lui:

«In ragione della temporaneità e del carattere fiduciario del rapporto di lavoro si prescinde nell’attribuzione degli incarichi dal possesso di specifici titoli di studio o professionali per l’accesso alle corrispondenti qualifiche ed aree di riferimento».

* * *

questo codicillo andrebbe aggiunto all’art. 90 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL):

Art. 90 Uffici di supporto agli organi di direzione politica 

1. Il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi può prevedere la costituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del sindaco, del presidente della provincia, della Giunta o degli assessori, per l’esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge, costituiti da dipendenti dell’ente, ovvero, salvo che per gli enti dissestati o strutturalmente deficitari, da collaboratori assunti con contratto a tempo determinato, i quali, se dipendenti da una pubblica amministrazione, sono collocati in aspettativa senza assegni.

2. Al personale assunto con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro del personale degli enti locali.

3. Con provvedimento motivato della Giunta, al personale di cui al comma 2 il trattamento economico accessorio previsto dai contratti collettivi può essere sostituito da un unico emolumento comprensivo dei compensi per il lavoro straordinario, per la produttività collettiva e per la qualità della prestazione individuale.

* * *

considerazioni tecniche molto puntuali sono state fatte su questo provvedimento qui: Una riformaccia utile solo alla partitocrazia e all’arbitrio.

si tratta certamente di una disposizione anti-costituzionale, dato che la Costituzione ha previsto il principio obbligatorio della competenza nell’organizzazione dei pubblici uffici:

art. 97

(…) Nell’ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari.

Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.

con la riforma Renzi si assiste al paradosso che serve il titolo di studio per accedere agli incarichi di grado inferiore, ma per accedere agli incarichi dirigenziali no, basta il rapporto fiduciario col politico che ti nomina.

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del resto, una sentenza della Corte dei conti, Sezione giurisdizionale della Toscana, 4 agosto 2011, n. 282, ha svolto queste considerazioni:

“Ciò, naturalmente, non comporta affatto che le assunzioni dall’esterno ex art. 90 del TUEL debbano essere lasciate al mero arbitrio degli amministratori, senza alcun vincolo di corrispondenza tra il trattamento economico di categoria D normativamente previsto e i requisiti minimi, culturali e professionali, atti a giustificare la corresponsione di quel trattamento anche in assenza della laurea.

Al riguardo effetto tranciante hanno le considerazioni della Corte Costituzionale di cui alla sentenza n.252 del 30 luglio 2009, per le quali:

“Il riconoscimento agli amministratori pubblici…… di un certo grado di autonomia nella scelta dei propri collaboratori esterni (v. sentenze n. 187 del 1990 e n. 1130 del 1988), non esime …… dal rispetto del canone di ragionevolezza e di quello del buon andamento della pubblica amministrazione”. 

Ciò al fine di evitare che l’assunzione (sia pure a tempo determinato) di personale sfornito dei requisiti normalmente previsti per lo svolgimento di funzioni che è destinato ad esplicare determini l’inserimento nell’organizzazione pubblica di soggetti che non offrono le necessarie garanzie di professionalità e competenza (Corte Cost. sentenza n. 27 del 2008)”.

* * *

ma, per capire, occorre guardare a proposito di chi venivano fatte queste considerazioni che hanno portato alla condanna degli amministratori, i dirigenti ed i funzionari a diverso titolo coinvolti nell’assunzione nello staff degli organi di governo di 4 dipendenti, inquadrati come funzionari, qualifica che per l’accesso richiede la laurea, pur non possedendola.

un aiutino? l’assunzione era avvenuta alla Provincia di Firenze.

eh già, stavano giusto condannando Renzi come Presidente di quella provincia.

Risponde di danno erariale il Sindaco di un Comune, unitamente al Segretario dell’ente, che assuma in staff ex art. 90 T.U.E.L. un soggetto privo di diploma di laurea, corrispondendogli un compenso pari alla categoria D3 per il cui accesso dall’esterno è prevista la laurea, in quanto la spesa sostenuta dall’ Amministrazione risulta al di fuori dei canoni normativi previsti dalla normativa di riferimento: il Regolamento Generale sull’ Ordinamento degli Uffici e Servizi , in attuazione dell’ art. 35 , comma 7, del D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165, dispone che, per la categoria D), sia necessario il diploma di laurea.

* * *

ed ora Renzi, con la sua riforma epocale della Pubblica Amministrazione, in un preciso confitto di interessi, con questa disposizione fa esattamente come faceva Berlusconi: si assolve retroattivamente provando a cambiare le leggi che ha violato.

e pone le premesse di arbitrio incontrollato dei politici per il futuro, oltre che di una negazione del valore legale del titolo di studio.

fino a che la Corte Costituzionale non cancellerà questo intervento per palese irragionevolezza.

5 risposte a “le porcate di Renzi n. 6: dirigenti senza titolo nella Pubblica Amministrazione – 422.

  1. La politica ha tratto e trattato i Dirigenti come meglio ha voluto. E questi si son ritrovati a svolgere mere mansioni di portaborse….e quelli che gli si sono opposti sono stati promossi e rimossi; altri sono stati isolati. Molti altri si sono piegati e arricchiti. Di tutto e di più …intanto il fango cade sempre sul più piccolo….

    Ora con questa ulteriore “riforma” si gioca sempre più sporco.

    Si ricordino tutti che la figura dell’impiego pubblico non è composta SOLO da persone che si fan la spesa etc…ma anche da tanti e tanti e tantissimi che lavorano per uno stipendio certo, ma misero,è ottenuto a suon di mal di fegato.

    • ho lavorato come dirigente sia in ambito scolastico, sia alle dipendenze indirette del Ministero degli Affari Esteri, facendo capo ad un Console, come responsabile del suo ufficio consolare scuola.

      ho avuto problemi evidenti, nonostante e verificabili qualità del mio servizio e il netto miglioramento obiettivo delle prestazioni delle realtà che dirigevo: nel primo caso per avere intaccato privilegi sindacali di alcuni pochi docenti nullafacenti, sindacalmente e politicamente iper-protetti; nel secondo caso per avere contrastato diffusi e documentati aspetti di corruzione, ben noti al centro romano, ma tollerati se non favoriti.

      la sinistra era parte moto attiva in entrambi i casi in questi equilibri malsani.

      la conclusione è stata che nella pubblica amministrazione italiana la qualità del servizio pubblico è proprio l’ultimo dei pensieri e questa è invece strettamente funzionale esclusivamente alle clientele (non è certo così altrove, ad esempio, a quanto ho potuto toccare con mano, in Germania)

      naturalmente io ero un dirigente emerso attraverso pubblici concorsi e selezioni, sopravvissuto tenacemente a diversi tentativi di liquidarlo come personaggio scomodo.

      mi immagino che cosa potrà essere dopo una norma di questo tipo dove non esisteranno più argini allo stra-potere politico e delle cricche della corruttela quando dirigenti su nomina diretta prenderanno il posto di un dirigente autonomo.

      aggiungo anche che è solo da un posto dirigenziale che riesci a conoscere e toccare con mano certi fenomeni di corruzione e provare a contrastarli (sempre che tu voglia).

      • Ecco. Quel che volevo dire… ma tu lo hai espresso meglio. In genere quel tipo di dirigente “fatto accomodare” diciamo perseguita il collaboratore entrato dalla porta…. perché lo ostacola, mette in evidenza chi fa i giochi. In pratica chi si fa gli affari suoi…

        • infatti: accanto al dirigente, anche gli impiegati di qualifica inferiore hanno determinati gradi di autonomia, che permettono loro di interferire in piccola misura sulle decisioni del dirigente.

          col paradosso che potrebbe esserci un dirigente non laureato e poco competente che definisce e mansioni di un impiegato professionalmente più qualificato di lui.

          dirigenti che rispondono esclusivamente al politico sono destinati a moltiplicare negli uffici pubblici le frizioni.

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