Ebola, la peste fuori controllo della falsa informazione razzista – 437.

due o tre giorni fa Medici senza frontiere ha lanciato un allarme: l’epidemia di Ebola in Africa Occidentale (Guinea, Sierra Leone e Liberia) è fuori controllo, hanno detto.

non ho visto che la nostra stampa si sia scomposta più di tanto; maggiore rilievo ha dato alla notizia lo Spiegel in Germania:

Virus Ebola: sempre più vittime e casi sospetti…

Finora sono morte più di 330 persone e i governi non riconoscono la dimensione del problema.

in realtà, a leggerlo bene, il grido di allarme di Medici senza frontiere era riferito più alla loro possibilità di intervento  che alla epidemia in se stessa: in quella zona l’organizzazione ha solo 4 centri di trattamento in cui operano 40 medici; di più non possono fare e la diffusione della malattia sta superando le LORO possibilità di intervento.

Ebola è una delle malattie più mortai al mondo; il virus si trasmette attraverso il sangue e altri fluidi corporei; chi viene infettato soffre, tra l’altro, di febbre, dolori muscolari, diarrea, e in molti casi di emorragie interne e di disgregazione degli organi.

La malattia è moto aggressiva e termina quasi sempre con la morte: finora non vi è né un vaccino né una terapia.

nel 1976 una epidemia di Ebola in Congo aveva provocato 280 morti.

ma l’unico modo possibile di contrastare l’epidemia è di convincere gli abitanti a rivolgersi ai centri di assistenza ai primi sintomi, dice Medici senza frontiere: cioè a sovraccaricare ulteriormente i centri di cura, che sono già arrivati ai limiti delle loro possibilità; più efficace sarebbe astenersi da ogni contatto fisico con malati e morti della malattia: ma come dissuadere quelle popolazioni dai riti della pietà tradizionale?

e tuttavia, per una epidemia iniziata alla fine del 2013, 330 morti non sono neppure una cifra in se stessa angosciante: essa indica, anzi, che allo stato attuale la malattia tende a diffondersi piuttosto lentamente e contagia solamente in casi estremi.

però Ebola è la cartina al tornasole delle storture del nostro sistema di informazione.

* * *

se la stampa italiana dedica al massimo al problema una attenzione distratta, come se la cavano i blog?

ho dato un’occhiata a quelli su wordpress.

http://redazioneunacitta.wordpress.com/2014/06/24/il-ritorno-del-virus-ebola/ riassume le notizie già viste, poi aggiunge il punto di vista del ministro della Salute della Guinea, che “dichiara di avere la situazione sotto controllo, e respinge le affermazioni di Msf in quanto, a suo parere, non rispecchiano la realtà. Unica fonte di preoccupazione del ministro sono i villaggi rurali al confine con Liberia e Sierra Leone, dove la medicina tradizionale resiste ancora alle campagne di lotta contro la malattia. Lamah si mostra però fiducioso: “Anche su questo fronte stiamo facendo progressi”.

anche http://africanvoicess.wordpress.com/2014/06/22/sierra-leone-difende-i-suoi-meriti-sui-paesi-colpiti-dallebola/ dà voce alla  protesta in questo caso della Sierra Leone contro le affermazioni di Medici senza frontiere e della Organizzazione mondiale della sanità: La Sierra Leone ha lavorato duramente per educare le persone su come fermare la diffusione di Ebola e ha dichiarato lo stato di emergenza nella zona in cui sono morte persone. Tutti devono condividere la responsabilità per ladiffusione della malattia.

http://nicolarabbi.wordpress.com/2014/05/02/il-virus-ebola-alle-porte-della-liberia/ sceglie un tono inizialmente drammatizzante: Il virus Ebola alle porte della Liberia. (…) Sembra una malattia inventata per un film catastrofico o un film di fantascienza data una certa facilità di trasmissione e la violenza con cui si manifesta, ma purtroppo esiste e dato che è localizzata, nelle sue forme più gravi, solo nell’Africa subsahariana contribuisce a rendere ancora più tragica l’immagine che abbiamo dell’Africa.

ebolapoi per fortuna subentrano toni più equilibrati: 

Per la prima volta il virus è comparso anche in Liberia. Si sono avuti solo 10 decessi in tutto il paese ma l’opinione pubblica è spaventata e gli stessi medici locali non hanno mai affrontato il problema.

Anche se Ebola può suscitare in occidente strane paure e fantasie di morte – è un virus che può spostarsi in ogni parte del pianeta – in realtà sono ben altre le malattie che falcidiano le popolazioni africane come l’aids, la malaria, il morbillo… e il numero di morti causate da ebola sono,se paragonate a queste, insignificanti.

 

mattino-ebola-italia-bufala-piccoloLA BUFALA DEL VIRUS LETALE DELL’EBOLA SBARCATO IN ITALIA INSIEME AI MIGRANTI, ARRIVATO FINO A PISA E DIRETTO IN SVIZZERA

Il 22 aprile 2014, il mattinonline della Lega dei Ticinesi pubblica la notizia che il virus letale dell’Ebola é arrivato in Italia trasportato dai migranti che approdano sulle sue coste, ci informa che alcuni migranti “infetti” sarebbero riusciti a scappare verso la Svizzera. Per rinforzare l’allarmismo, il mattinonline  ci informa che a Pisa sono stati ricoverati degli immigrati con i sintomi dell’Ebola.

Peccato che la notizia sia solo una bufala per creare inutili allarmismi e paura dell’asilante.

Nel suo articolo, il mattinonline citerebbe come fonte il sito americano“Inquisitr”, quasi fosse la CNN oppure il TIMES. In realtà Inquisitr non é altro che una specie di aggregatore di notizie trendy che girano sul web, notizie  tradotte in inglese, anche utilizzando un approssimativo “google translator” per le loro notizie. Lo capiamo bene nella loro pagina “ABOUT” dove descrivono che semplicemente sono bravi a trovare tutte le notizie di tendenza che girano sul web.

Anche se al mattinonline non ci forniscono il link diretto alla fonte di Inquisitr (figuriamoci se lo facevano!) ho trovato l’articolo in questione, datato 21 aprile 2014, e si scopre che la sorgente della storia dell’Ebola sbarcato in Italia è in realtà stata presa da una pagina web italiana “VNEWS24″ (un giornaletto scandalistico, basta guardare le altre notizie che pubblicano: tutto sesso e scandali). Inoltre la notizia é stata tradotta (male) usando google translator.

L’articolo della pagina italiana di VNEWS24 si intitola “Epidemia Ebola: registrati 40 casi in Italia, Roma e Milano attrezzate” del 19 aprile 2014, e seguendo l’articolo stesso si scopre che si basa solo su voci dal web, addirittura nell’articolo stesso si cita Sandra Capuzzi, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pisa, che avrebbe smentito e  liquidato gli allarmismi dei suoi concittadini, classificando le condizioni di salute dei profughi presenti nella struttura in questi termini: “Hanno solo un pò di febbre, causata dalle stressanti condizioni di viaggio alle quali i ragazzi sono stati sottoposti”.

Proprio cercando i giornali online di Pisa mi sono imbattuto nell’articolo di PisaToday  del 14 aprile 2014 (dunque 3 giorni prima di VNWES24 e 8 giorni prima del mattinonline) dove si conferma che non é mai esistito nessun pericolo Ebola nella città e non c’erano i minimi sintomi che potevano far temere quella malattia.

Per togliere ogni dubbio, già il 17 aprile 2014 l’agenzia di stampa Adnkronos pubblica la dichiarazione del ministero della Salute che afferma: ”Nessun allarme, non ci sono casi in Sicilia né a Lampedusa”.

Per chiunque volesse restare informato, basta seguire la pagina aggiornata del ministero della salute, dove a oggi, 28.04.2014 titola ancora: “Virus Ebola, nessun rischio per l’Italia”

Oltre a noi, molte pagine anti-bufala italiane si sono occupate della falsa notizia dell’Ebola sbarcato in Italia, eccone alcune:

BUFALA- Ebola, epidemia…di bufale!

Ebola: Non c’è nessun primo infetto a Pisa!

Nessun infetto di Ebola a Siracusa

Ebola sbarca con gli immigrati – IL GIORNALE – bufala

Possiamo dunque notare che il mattinonline pubblica una notizia falsa presa da  un aggregatore di notizie americano, che in realtà cita una pagina italiana scandalistica, la quale ammette che nessuna delle notizie da loro trasmesse erano fondate. Il mattinonline non poteva citare direttamente la pagina italiana? Volevano dare maggiore attendibilità alla notizia dicendo che veniva dagli americani? Ci prendono per i fondelli? Inoltre tutte le smentite erano già uscite almeno 7-8 giorni prima dell’articolo del mattinonline, dunque non potevano fingere di non conoscere la realtà dei fatti.

In conclusione:

Il mattinonline della Lega dei Ticinesi pubblica un falso articolo di migranti malati di Ebola diretti verso la Svizzera, al fine di creare allarmismo e paura dell’immigrato tra la popolazione ticinese.

Vergogna!

* * *

l’amico redpoz ha parlato del problema due mesi fa in un modo molto personale ed originale, anche grazie alla sua esperienza diretta del problema: EBOLA, PERCHÉ BISOGNA PARLARNE aprile 1, 2014 di  https://discutibili.com/2014/04/01/ebola-perche-bisogna-parlarne/comment-page-1/

Due anni fa, quando ero in Africa (in Tanzania, per la precisione), vi fu un’epidemia di ebola relativamente piccola nella confinante Uganda.

“Relativamente piccola”…. come dire…. Ancora aldilà del confine e sufficientemente distante da dormire la notte. Ma, credeteci, non era affatto simpatico. Né io avevo la prontezza di spirito di J. che, nonostante la diffusione del virus voleva andare a far rafting sulle sorgenti del Nilo: “è controllata“, diceva.
Allora, per mia fortuna, i media nazionali non si preoccuparono affatto della vicenda. Per mia fortuna, perché se i miei genitori l’avessero saputo mi avrebbero tartassato di domande inquiete.
Oggi come allora in Italia non se ne parla.

“Un virus spettacolare“, così lo descrive ancora oggi il suo scopritore, Peter Piot. Purtroppo. -E andatevi a leggere come è stato analizzato e scoperto il virus ebola-. Un virus difficile da distinguere; per il quale non esistono cure specifiche, né vaccini; facilmente trasmissibile tramite tutti i fluidi corporei, anche da animali. Inizialmente si è sospettato che il virus fosse trasmesso da animali quali i gorilla. Ora si indaga sui pipistrelli. Quindi, l’ebola di diffonde soprattutto nelle aree rurali, prossime alle foreste.
Un virus che nel suo ceppo peggiore (lo “Zaire“) ha una mortalità di circa il 90%.

ebola2Orbene, da qualche tempo è in corso un’epidemia di ebola in Africa Occidentale. La prima dal 1994. Soprattutto in Guinea, ma le notizie riportano di alcuni casi anche inSierra Leone e Liberia.
Come dice Piot “è frustrante“, perché dopo anni di ricerche ancora non si conosce l’esatta trasmissione del virus e perché contenerlo potrebbe esser relativamente facile, rispettando normali misure d’igiene. Ma in un paese poverissimo come la Guinea, le autorità hanno impiegato sei settimane ad identificare il virus dalla prima diffusione delle febbri emoraggiche.
Le ultime notizie dalla Guinea riportano che sarebbearrivata nelle aree urbane della capitale Conakry. Città piena di bidonvilles.
I ministri riuniti al meeting ECOWAS hanno già denunciato l’epidemia in corso come “una grave minaccia alla sicurezza regionale“. Con stime di 72 morti su 116 infettati, decisamente lo è: la Mauritania ha già predisposto misure per limitare la circolazione delle persone; la Guinea ha vietato di consumare carne di pipistrello (sarà efficace?) ed i funerali; la compagnia aerea Gambia Bird ha limitato i voli su Conakry

Qui, comunque, non se ne parla.
In fondo lo capisco: la Guinea è abbstanza lontana e certo non è un’area strategica per la politica estera italiana. Quella è zona francese, da secoli.
Ma non credo possiamo permetterci di far passare la notizia sotto silenzio. Certo, è difficile che ci tocchi… ma immaginate solo per un istante se una persona contaggiata dovesse riuscire -durante le tre settimane di incubazione del virus- a prepararsi per imbarcarsi verso l’Europa.
Nelle disastrose condizioni igieniche dei viaggi in barche sovraffollate e dei CIE (Lampedusa), la bomba potrebbe innescarsi ed esplodere….

 purtroppo nella conclusione cede anche lui ad un allarmismo ben poco motivato.

* * *

l’attenzione maggiore viene dedicata alla questione da Stefano Fait, un blogger infaticabile quanto fantasioso: http://versounmondonuovo.wordpress.com/2014/03/26/le-ebole-la-crimea-e-il-gene-ccr5/

nel primo articolo del marzo scorso Fait collega il virus di Ebola alle epidemie di peste in Europa del passato: senza nessun fondamento, ovviamente.

ma sullo sfondo sta una sua ipotesi ben più inquietante:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/07/virus-cosmici/

la peste e altre epidemie di massa deriverebbero da virus cosmici trasportati da comete e in grado di ricombinarsi con i virus locali.

a questo punto, ovviamente l’allarmismo è massimo, tanto siamo al trionfo della cultura New Age che fa passare utili ipotesi di ricerca da verificare scientificamente per certezze.

* * *

morale conclusiva: la stampa tende a ignorare e a sottovalutare il problema; i blog, anche per problemi di visibilità, tendono ad ingigantirlo e drammatizzarlo.

dove si trova una informazione equilibrata e corretta?

l’epidemia esiste e si diffonde molto lentamente in un’area limitata del pianeta; per il momento non appaiono evoluzioni interne del suo modo di svilupparsi e di trasmettersi capaci di avvicinarsi neppure lontanamente alle pestilenze del passato, capaci di uccidere in pochi mesi un terzo della popolazione europea, per non citare altre epidemie asiatiche ancora più devastanti.

questo non significa che il problema non debba essere affrontato e gestito: ma occorre combattere e non aumentare le ondate di paura irrazionale non ben motivata che si rivelano sempre e soltanto funzionali alla politica isterica, cioè alla politica di destra.

e che in alcuni casi vanno apertamente combattute semplicemente come criminali: di questo vive il razzismo, infatti.

ebola100414

18 risposte a “Ebola, la peste fuori controllo della falsa informazione razzista – 437.

  1. Ti ringrazio della citazione.
    In realtà, il mio “allarmismo” era semmai un invito ad agire. E, al contempo, un accusa contro quei viaggi che gli immigrati sono costretti a fare: viaggi che, palesemente, sono perfetti incubatori per questo e qualsiasi altro virus. Così come, ed è ben peggio, lo sono i nostri CIE.

    • Ciao, un’unica osservazione: mi sapresti citare un solo paese del mondo che possa essere considerato come parte di un’area strategica per la politica estera italiana? LOL

        • Cioè, tu dici giustamente: la Guinea è abbastanza lontana e certo non è un’area strategica per la politica estera italiana. Quella è zona francese, da secoli.

          Esiste una sola regione del mondo per la quale un giornale francese possa dire: è abbastanza lontana e certo non è un’area strategica per la politica estera francese. Quella è zona italiana, da secoli?

          Insomma, non proprio disastrata, ma comunque nemmeno lontanamente paragonabile a quella della Francia, credo io.

    • caro red,

      incubatori per il virus Ebola sono, potenzialmente, tanto i viaggi verso l’Europa degli immigrati (non sempre “costretti”) quanto i viaggi dei turisti verso l’Africa: perché fare differenze? le malattie e la loro trasmissione per fortuna non sono neppure troppo classiste.

      agire? e come?

      l’unica cosa che si può fare per una malattia così sfuggente e ancora mal-conosciuta prima di tutto sarebbe di studiarla meglio: certamente non è stata investita nella ricerca neppure la millesima parte di quanto dedicato all’AIDS.

      è vero peraltro che l’AIDS ha colpito e colpisce in Africa e altrove milioni di persone e qui le vittime si contano in centinaia (giusto per tenere il giusto conto delle proporzioni).

      e scusami se dissento anche sul giudizio sui nostri CIE, sede di ogni nefandezza, contro le quali abbiano il dovere di protestare, ma certamente non incubazioni predilette per il virus Ebola: come non accorgersi che queste sono semplicemente bufale leghiste?

      • scusa bortocal, ma riconoscerai che fra un viaggio turistico in africa e i “viaggi della speranza” un pò di differenze igieniche di base ci sono!
        (lasciamo da parte i casi eccezionali, per favore)

        riguardo i CIE: fra le tante loro nefandezze, credo concorderai con me che vi rientrano le condizioni igieniche precarie, legate al sovraffollamento. beh, in quelle condizioni non sarebbe certo difficile immaginare il problema.

        come agire? non ho tante soluzioni da proporre, ma mi pare di capire che alcune misure igieniche di base potrebbero bastare. quindi, inviando apparecchiature di sterilizzazione, farmaci e simili (non sto a farti un elenco)

        • scusa red,

          ma non sappiamo ancora con assoluta certezza le forme di trasmissione di questa malattia e le ipotesi di un concorso almeno anche di forme di trasmissione per via animale sono tuttora aperte.

          quindi un turista potrebbe essere infettato da un pipistrello, per dire, e non solo dai fluidi organici di un ammalato.

          quanto alla possibilità che la malattia si trasmetta via immigrati è praticamente nulla: se non altro per il decorso rapido e per la mortalità elevatissima.

          perché ti ostini ad alimentare queste dicerie totalmente infondate sulla base di una una informazione scientifica carente?

          vorrei proprio capire chi infetterebbe di Ebola gli immigrati concentrati in un CIE, nonostante le condizioni igieniche spaventose ed inaccettabili di quei luoghi siano favorevoli allo sviluppo di molte ALTRE malattie.

          del resto tutte le precedenti epidemie di Ebola sono rimaste circoscritte in ambiti piuttosto imitati e non hanno assunto carattere pandemico neppure per l’Africa nel suo insieme: se questa diffusione della malattia fosse così facile a verificarsi, lo avrebbe già fatto.

          ma le malattie non nascono genericamente dalla sporcizia come credeva Aristotele, ma da precisi agenti patogeni, come sappiano sempre meglio da alcuni secoli; e non esiste alcuna possibilità concreta che un immigrato clandestino ammalato di Ebola infetti qualcuno in Europa: 1) perché non riuscirebbe mai a partire; 2) perché anche se partisse non riuscirebbe mai ad arrivare vivo.

          infetterebbe forse i compagni di viaggio?

          occorre tenere conto che la durata complessiva della malattia fino alla morte è di 10-15 giorni.

          citazione da wikipedia:

          È piuttosto improbabile che l’Ebola possa svilupparsi con caratteristiche pandemiche a livello mondiale, per via della sua difficoltà a diffondersi per via aerea e a causa del lasso di tempo in cui il virus assume caratteristiche contagiose atte alla diffusione, in comparazione con altre malattie infettive. In situazioni di isolamento come nelle aree ospedaliere di quarantena o nei villaggi remoti, la maggior parte delle vittime vengono infettate rapidamente a seguito della presenza del primo caso infettivo. Inoltre, l’instaurarsi di sintomi precoci dal momento in cui la malattia diviene contagiosa rende remota l’eventualità che un individuo colpito sia in grado di effettuare viaggi permettendo lo spostamento del contagio.

          • Ma nessuno mette in discussione che siano più facili a diffondersi altre malattie.

            Io quello che ho capito è che l’ebola ha un periodo di incubazione di 3 settimane. E, con questa tempistica, non è affatto impossibile immaginare la trasmissione del contaggio.
            Tutto qui.

            Dopo, lo so anche io che conosciamo poco la patologia del virus e la sua diffusione, ma stiamo appunto parlando di ipotesi.

            Ti copio pari pari la risposta che diedi ad Adp, ma credo tu l’abbia già vista: “Quello che volevo evidenziare è che non è impossibile che un individuo apparentemente sano arrivi sino alle coste del Mediterraneo e si imbarchi per poi mostrare i primi sintomi già in mare o solo quando sbarcato in un CIE.
            Con questo, volevo appunto sottolineare il paradosso che le nostre strutture di ricezione di migranti sarebbero un perfetto focolaio…”

            Aggiungo il link che già avevo citato: http://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2014/04/08/news/ebola_in_guinea_gi_100_morti_e_scatta_l_allarme_in_cinque_aeroporti_europei-83092052/?ref=twhr&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter secondo il quale alcuni aeroporti europei hanno già preso misure di prevenzione.
            Non so, a questo punto, se la notizia sia aggiornata. Ma, anche in questo caso, il punto è semplicemente -ovvio, se vuoi- che l’attuale potenziale dei trasporti non esclude questi rischi.

            • “Il margine di tempo tra l’insorgenza dei sintomi e la morte si aggira intorno ai 7-14 giorni”.

              “Il periodo di incubazione può variare dai 2 ai 21 giorni, ma generalmente è di 5–10 giorni”.

              sempre da wikipedia

              tu hai scritto: “Quello che volevo evidenziare è che non è impossibile che un individuo apparentemente sano arrivi sino alle coste del Mediterraneo e si imbarchi per poi mostrare i primi sintomi già in mare o solo quando sbarcato in un CIE.
              Con questo, volevo appunto sottolineare il paradosso che le nostre strutture di ricezione di migranti sarebbero un perfetto focolaio…”

              con questi tempi di incubazione (da 2 a 20 giorni al massimo; generalmente da 5 a 10 giorni) e considerando i tempi dell’arrivo via terra dall’Africa Equatoriale alle coste del Mediterraneo e poi del passaggio via mare all’Europa, a me pare invece praticamente impossibile, dato che quell’individuo morirebbe lungo il viaggio, e dobbiamo anche presumere che un individuo malato e già prossimo a morire, anche eventualmente arrivato alle coste, non si mette poi in viaggio sul Mediterraneo su qualche carretta del mare.

              dopo di che le precauzioni vanno ovviamente bene: negli aeroporti, soprattutto, dove effettivamente lo scenario potrebbe meno difficilmente verificarsi, ma anche nei porti, dove i tempi degli spostamenti lo rendono assolutamente irrealistico.

              ma l’allarmismo che circola è a mio parere assolutamente fuori luogo; a meno che il virus non dovesse avere qualche mutazione (finora mai verificatasi) e diventare davvero causa potenziale di una pandemia rapida e letale.

              l’articolo di Repubblica che citi appartiene all’armamentario dell’allarmismo sensazionalistico di cui ho parlato nel mio post.

              fra l’altro vedo che proprio oggi, in concomitanza col mio post, che era stato scritto autonomamente, anche sul Corriere si ridimensiona l’allarmismo:

              “secondo Gianni Rezza, epidemiologo dell’Istituto Superiore di Sanità, l’epidemia è più lunga del solito a causa del fatto che interessa territori di confine e segnati dalla guerra, ma un arrivo di casi nel nostro Paese è altamente improbabile. «L’epidemia sembrava sotto controllo, soprattutto in Guinea, ma i casi sono di nuovo aumentati soprattutto per il coinvolgimento di altri Paesi – spiega Rezza -. Questo non vuol dire che sia fuori controllo, direi che è ancora localizzata, ma sta durando troppo a lungo. Questo è dovuto al fatto che interessa almeno tre frontiere, in zone di guerra dove è difficile mettere in campo quel cordone sanitario che ha controllato la malattia in altre zone. Questo non vuol dire però che c’è un pericolo per il mondo, né che è pericoloso viaggiare in quei Paesi, anche perché le zone interessate, tranne qualche eccezione, sono isolate».
              L’esperto esclude anche la possibilità che qualche persona malata possa arrivare in Italia. «L’epidemia è concentrata in zone remote, è difficile che qualcuno da lì prenda un aereo per l’Europa – afferma Rezza -, peraltro non ci sono voli diretti per l’Italia. Inoltre chi si ammala sta molto male da subito, è facile da identificare e isolare nel caso sia necessario».

              Dello stesso parere Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani di Roma, secondo cui «la possibilità che l’epidemia raggiunga Paesi al di fuori dell’Africa è assurda». «L’epidemia sta avendo una durata maggiore del solito, anche se il numero di vittime non è ancora così alto da costituire un record. (…) Il rischio che qualche persona infetta arrivi, magari in aereo, c’è, ma che l’epidemia esca dall’Africa mi sembra francamente un‘ipotesi assurda»”.

  2. Ho sempre sospettato che le comete fossero portatrici sane di sfiga, come la cultura popolare ci insegna. Ma questo contrasta con la mia profonda convinzione che AIDS, ebola e simili siano in realtà armi batteriologiche sperimentali, create dalla CIA, dal KGB o dagli alieni che vivono (come ben sappiamo) all’interno della terra e negli abissi marini. Comunque stiano le cose, rimane la certezza che vivere sia una condizione estremamente pericolosa. Infatti di solito tutti muoiono, con l’eccezione di vampiri e zombie, ovviamente.

    • un rapporto reale, non solo di origine superstiziosa, fra comete ed epidemie non è da escludere, per la possibile contaminazione tra materiale organico in esse contenuto e quello della Terra; del resto, secondo la teoria di Hoyle la vita stessa terrestre verrebbe dallo spazio.

      per il resto trovo una incoerenza di fondo, di tipo filosofico, fra due affermazioni tue in questo commento: la prima è “rimane la certezza che vivere sia una condizione estremamente pericolosa” – suppongo per gli ampi margini di imprevedibilità di quel che succede – e se è così, questa te la sottoscrivo.

      la seconda è la tesi davvero curiosa, per quanto ripetuta in varie sedi, soprattutto internettiane, che l’imprevedibile poi non sia tale, ma sempre frutto di qualche malvagio complotto umano.

      o, se non proprio umano, degli alieni – anche se gli unici veri alieni sicuramente esistenti, quelli terrestri fuori dalla nostra portata, hanno ben di meglio da fare che occuparsi di noi.

      insomma, alla fine, di essere i figli del caso e delle stelle abbiamo davvero paura e preferiamo pensare che se qualcosa va storto, sia colpa di qualcuno che lo ha voluto.

      (si direbbe che tu non abbia letto il borforisma di stamattina; forse ti ci saresti potuto riconoscere: https://bortocal.wordpress.com/2014/06/26/cose-che-succedono/) 🙂

    • Guido, la solita tua profonda ironia! 🙂

      A dopo, Bort!
      Sempre interessante ciò che scrivi.
      Sai che torno ormai… 😉
      🙂 gb

      • che guido fosse ironico era sembrato anche a me; ma forse la sua ironia è stratificata a troppi livelli assieme per riuscire a coglierli tutti al primo colpo, se non si è abituati… 🙂

        buon ritorno a te!

        • Ovviamente, cercavo di sdrammatizzare, affrontando un argomento, quello della diffusione di malattie epidemiche, che in realtà mi terrorizza. Non avevo alcuna pretesa di coerenza, come non sono troppo coerenti le tante e contrastanti leggende che nascono e proliferano, non solo su internet (Ho lavorato per vari anni per la SugarCo, per intenderci). Sul borforisma sono abbastanza d’accordo, almeno sul piano razionale. Ma purtroppo non riesco nemmeno a essere totalmente sicuro dell’assoluta casualità del tutto.

          • sì, d’accordo sull’ironia; quanto alla coerenza, tutti ci sentiamo impegnati ameno a provarci, no? 🙂

            la cosa tragica (per me) è che neppure io riesco ad essere “totalmente sicuro dell’assoluta casualità del tutto”, che – almeno a me – appare tale quando la metto a confronto con la nostra ridicola pretesa di essere i protagonisti indiscussi delle nostre vite, ma regge molto meno come chiave interpretativa generale delle nostre vite.

            a volte sembra che l’evidenza ci imponga di credere che siamo i protagonisti di qualche storia scritta altrove chissà da chi: non è neppure il destino, che è un concetto troppo rigido, ma forse un altro tipo di spettacolo dove si prevede che gli attori abbiano ampi margini di improvvisazione dentro una storia comunque già scritta. 🙂

            • Viva questo dialogo davvero interessante tra i miei amici Bort e Guido! ❤
              Mi piace incontrare qualcuno che sa esporre le proprie convinzioni "non troppo convinte"… perché anche io ho questo tipo di convinzioni! 😉

              Ciao, Bort!
              Buona serata!
              Un abbraccio
              gb

  3. @ gelso

    vedi, carissima, l’utilità, non da poco, di dialoghi come questi per me è che anch’io mi ricordo di non avere certezze in assoluto (salvo che su piccoli punti particolari), mentre di solito tendo a dimenticarmene… 🙂

  4. Pingback: la fine di un’Ebola – 172. | Cor-pus·

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Yanis Varoufakis

THOUGHTS FOR THE POST-2008 WORLD

New Ice Age

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