una foto senza tenerezza dell’inutilità del maschio – 454.

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sarebbe mica il caso di soffermarsi criticamente su questa foto?

e scoprirne il messaggio implicito così paradossale?

* * *

pubblicata con una certa enfasi nei giorni scorsi dai media, mostra una coppia di maschi omosessuali che si abbracciano commossi per la nascita del figlioletto concepito da un utero in affitto, usando il materiale genetico di entrambi (e senza ricorrere a quello della madre fisica, che ha solamente fornito l’ospitalità transitoria di un ovulo e poi di un utero svuotati).

quanta tenerezza: questo era il messaggio; e quale meraviglia la tecnica, che scavalca ogni obiezione della natura.

non sono d’accordo.

* * *

nella foto c’è un’intrusa: in basso a destra è a madre, ancora sconvolta dalle fatiche e dai dolori del parto di un figlio che non è per nulla suo, anche se lei lo sentirà come tale.

pur se rispetto a lui è stata poco più di una tassista.

comperata, prostituita, in qualcosa che è ancora più sacro del sesso: nella maternità.

usata e gettata: dov’è la tenerezza?

non la riguarda.

lei testimonia soltanto che ci sono forme di omosessualità che sono la manifestazione del più bieco maschilismo.

* * *

e poi, scusatemi, di linguaggio dell’immagine mi intendo un pochino e vorrei sapere chi ha costruito questa foto.

perché i due amanti maschi sono nella foto a torace nudo?

a che cosa allude questa condizione che non mi pare la più ovvia e naturale per assistere a un parto? (tanto è vero che la madre è invece vestita, o meglio incamiciata).

e perché la levatrice, col suo guanto di latice, sorride?

arte sopraffina de messaggio sub-liminale, direi.

che però finisce fuori bersaglio, se ci si riflette.

* * *

ogni nuova vita è un miracolo, d’accordo.

non mi unisco al coro di chi trova disdicevole di per sé che un bambino possa essere adottato anche da una coppia gay e avere due padri o due madri.

però a questo bambino della foto non verrà mai la curiosità di sapere chi è la sua madre naturale, anche se non sarà la sua madre genetica?

* * *

non vorrei essere equivocato: il mio disagio è lo stesso che provo di fronte a qualche coppia etero che non si rassegna alla sterilità e compie una operazione analoga, affittando – già, affittando – un utero altrui.

soltanto, qui è ancora più forte, perché non si tratta di un limite completamente subito.

penso che la vita sia fatta di limiti e di rinunce.

apprezzo di più chi sa riconoscerli e accettarli.

ritengo che sarebbe giusto che chi sceglie una vita gay accettasse contemporaneamente anche i imiti che questa comporta, ad esempio nell’assenza di figli, accanto alle tante gioie che soggettivamente a scelta è in grado di dargli.

quella coppia gay, secondo me, avrebbe fatto bene ad adottarlo il bambino, non a produrselo nell’utero di una donna comprata.

* * *

la medicina che insegue i desideri individuali smette a mio parere di essere scienza e si fa per sua natura mercato; è pura tecnica in vendita a chi ha i soldi per permettersela.

e al fondo di ogni nascita artificialmente costruita ci sta l’assoluta inutilità del genere maschile per una generazione di nuovi esseri umani che avvenga in laboratorio.

se non teniamo ferma la naturalità di alcuni eventi, saranno i maschi a scomparire per primi come inutili.

non fatevi ingannare da questo apparente trionfo: una foto come questa annuncia la prospettiva di un futuro con unico sesso, femminile e lesbico.

* * *

ma non vorrei che qualcuno si preoccupasse troppo.

forse spariremo prima, comunque, maschi e donne, senza distinzione alcuna.

53 risposte a “una foto senza tenerezza dell’inutilità del maschio – 454.

  1. Giusti ieri sera discutevo di questo con dei conoscenti.
    E condivido a pieno le argomentazioni qui riportate. Non è discriminazione degli omosessuali, lesbiche o gay che siano, si tratta di salvaguardare il concetto di famiglia, e soprattutto, di non soddisfare gli egoismi. Come hai detto tu “il mio disagio è lo stesso che provo di fronte a qualche coppia etero che non si rassegna alla sterilità e compie una operazione analoga, affittando – già, affittando – un utero altrui”.

    Bell’articolo, fa riflettere!

    • no non vorrei essere equivocato, anche se vedo che tu non ‘hai fatto.

      non ho nulla contro l’adozione di un bambino da parte di due gay, anche se penso che bisognerebbe ricorrervi solo in mancanza di alternative.

      il mio non è un post contro i diritti civili degli omosessuali, ma un invito a riflettere che incontrano i diritti umani di un individuo quando vanno ad interferire su quelli di altri.

      grazie dell’approvazione: naturalmente qui si ricevono più consensi che dissensi, per via della netiquette…

      • Netiquette? Sono nuova di qui, devo ancora imparare il vocabolario. Comunque, assolutamente, nulla contro i diritti civili. Penso di aver compreso ció che volevi dire.

        Buonaserata!

        • fai bene a domandare: anche io ho imparato certi concetti via via.

          netiquette è l’etiquette nella rete o net, cioè le regole di convivenza, che si rispettano qui per apparire persone educate.

          una di queste regole non scritte prevede che non si vada nei blog altrui a polemizzare per non apparire dei troll – che è il termine col quale si indicano persone disturbate che passano la loro vita virtuale e riempire di insulti i social network altrui.

          secondo me questo rischio ha fatto perdere molto di bello e cancellato la possibilità di belle discussioni in rete, che non dovrebbero affatto farci paura, anche quando si esprimono attraverso il dissenso.

          però nei social network domina volentieri il gusto melenso dei complimenti reciproci.

          spero che noi riusciremo sempre ad avere una discussione più aperta e che non ci farà paura quando scopriremo di essere su qualche punto in disaccordo.

          ma non è questo il caso,,, 🙂

          • Si tratta di qualcosa che in pochi giorni ho notato anche io. Comunque vero, dai dissensi potrebbe nascere uno scambio di opinioni interessante, ma il mondo in rete è cosi veloce, poca attenzione e poca voglia talvolta.

            • hai messo il dito sulla piaga: uno degli effetti della straordinaria ricchezza di informazioni di cui disponiamo è che diventiamo disattenti e frettolosi e facciamo zapping mentale anche nei blog.

              anche io come te non riesco a vedere però dove possa essere il rimedio.

              • Giá..tante informazioni e poco approfondite. Si insegue una conoscenza superficiale ma ampia. Ma questo non basta. Ed é una critica che muovo anche a me stessa, ed effettivamente è difficile trovare il modo per opporsi alla velocitá della rete e delle informazioni.
                Quante cose ci sarebbero da approfondire!

    • è un normale caso di prostituzione 😦 , ma ancora più grave perché mette in moto sensibilità ed esperienze ancora più forti ed importanti di quella sessuale.

  2. Sicuro che non è costruita artificialmente la foto?
    E comunque come potevano adottare, la legge non lo consente, almeno in Italia .
    Certo che in questo caso lo psicanaliata per il nascituro dovrebbe essere incluso nel pacchetto assicurativo:-)

    • non sono italiani, ma americani se non ricordo male.

      non hanno adottato, ma proprio generato artificialmente un bambino con un patrimonio genetico che è la mescolanza di quello dei due papà.

      quando generai il mio primo figlio corsi a sposarmi prima che nascesse per un senso di rispetto riguardo a lui, in quanto non volevo che, quasi quarant’anni fa, potesse subire un senso di emarginazione come figlio illegittimo.

      la società poi si è evoluta più velocemente di quanto pensassi e mi sono accorto che nessuno ci avrebbe più fatto caso.

      lo stesso potrebbe succedere anche ai figli di coppie gay, in linea teorica astratta; ma se si mette a mondo un figlio pensando a lui piuttosto che a noi, tutto consiglierebbe al momento di evitargli lo stressa d’essere il figlio di due finocchi.

      poi magari fra dieci anni nessuno ci farà più troppo caso; e forse qualcuno bisogna pure che sfidi i pregiudizi.

      però la posizione di quella madre affittata, questa non cambia e secondo me, è inaccettabile moralmente un simile contratto.

  3. Penso che dovrebbero poter adottare se sono persone equilibrate e capaci di affetto.
    Avevo capito che lì si tratta di un utero in affitto.
    Ma volevo dire che quel bambino ad un certo punto chiederà chi è la madre biologica e digerire la risposta non sarà facile. Come farà a non sentirsi abbandonato dalla madre ( oppure usato)?

    • in effetti.

      per quanto biologicamente la madre non c’entri nulla con lui (intendendo per rapporto biologico la condivisione del patrimonio genetico), la gestazione rimane un rapporto così forte…

      però cerco di forzare me stesso ricordando che ad esempio ho avuto una balia nel primo anno di vita.

      bene: quante volte ho fantasticato di volerla conoscere, sentendola quasi come una seconda madre.

      eppure forse la normalità potrebbe diventare di considerare la donna che ti ha cresciuto nell’utero come una specie di balia.

      dico queste cose contro me stesso e quel che ho scritto nel post, per cercare di capire se ho torto, anche se qui chi ha commentato mi ha dato ragione…, e anche e soprattutto tu 🙂

  4. Non sono pronta… non ho riflettuto mai su questo.
    In ogni caso penso che nessuno sia ancora del tutto pronto a “vedere” genitori dello stesso sesso.
    Per quanto riguarda la donna… non è la prima volta che accade che venga usata una donna e che questa accetti di prestarsi volontariamente…

    • mi fermo sul terzo punto: perché, davvero, le donne sono sempre pronte a donarsi, perfino quando lo fanno per un vantaggio economico, e quindi non è da escludere che quella donna si senta davvero la mamma di quel bambino e lo senta come suo per il fatto di averlo avuto nel suo corpo per nove mesi.

      • Ci sono donne …poche, che non sentono questa simbiosi.
        Leggevo in un intervista ad una donna che ha prestato l’utero che non riusciva a sentirlo suo il bimbo perché da subito lo ha “concepito” come estraneo. Non era suo.

        Che si sia auto convinta?

        • non lo so: mi fai venire in mente il libro della Badinter, abbastanza famoso, che contesta la naturalità del cosiddetto istinto materno e dimostra che si tratta invece di un preciso nodello culturale.

          per secoli e donne delle classi elevate si sono completamente disinteressate dei figli, che affidavano alle balie, considerandoli poco meno che una fastidiosa incombenza di cui liberarsi al più presto.

          nelle donne c’è dunque anche questa possibilità, e non escludo affatto a possibilità che qualche donna non concepisca i minimo trasporto affettivo per il bambino che ha messo al mondo, a maggior ragione se in condizioni di questo genere.

          non mi pare però il caso di questa mamma qui, almeno a giudicare dalla sua espressione…

          è questa espressione che mi ha colpito e ha generato il post.

  5. @ scrivelucea

    vedi?

    ed è subito sera, avrebbe detto Quasimodo con un verso degno dei Baci Perugina.

    da parte mia cerco l’approfondimento, ma mi rendo conto di avere una formazione che oramai non esiste più e che è quasi un relitto archeologico.

    ma come si comunica con gente superficiale non sono ancora riuscito a capirlo, e soprattutto non riesco a capire se ne vale la pena.

  6. Ah, lo sguardo della “madre”!
    Detesto questa fotografia!
    E’ talmente costruita, poi…
    Quello sguardo però…
    Che tristezza mi è venuta!
    gb

    • ci siamo intesi perfettamente, emotivamente, al’istante, sullo sguardo della madre: le sensibilità non si inventano, si condividono soltanto.

      sula fotografia: senza voler passare per esperto, direi di no, che la fotografia non è costruita più di tanto (forse ritagliata un pochino): per esempio sarebbe stato facilissimo tagliare via la madre gestatrice a sinistra e lasciare soltanto il messaggio unilaterale positivo del resto dell’immagine.

      però se in tanti la sentite come costruita è perché, secondo me, è invece costruita a situazione che l’ha generata: e questa sì che è totalmente artificiale, accidenti!

  7. Mi più fa pietà questo bimbo che sarà cresciuto credendo che la soddisfazione dei propri desideri deve compiersi a qualsiasi costo.

    • per una volta d’accordo?

      non so: forse quando quel bambino diventerà consapevole della sua storia personale il mondo sarà così cambiato che questa non farà neppure più scalpore.

      ma la mamma fisiologica vive nel presente e la sua sofferenza è attuale.

      • Sicuramente la mamma vive nel presente ma lei è adulta e, almeno teoricamente, sa quel che fa, la sua sofferenza se c’è è dovuta semplicemente ad una sua scelta che può essersi rivelata sbagliata.

        Questo bimbo invece non ha scelto nulla e spero si ritrovi tra persone che più che a soddisfare la propria di felicità, pensino a lui nel senso più profondo del termine.
        I genitori a volte vedono i figli come un prolungamento di sé stessi e non delle identità a sé stanti, l’egoismo è una parola da bandire se si vuol essere veramente tali.
        Perché di figli infelici ce ne sono già troppi.

        • a volte, leggendoti, penso che per noi atei relativisti, privi di una morale assoluta, la pietà umana venga molto più facile.

          ebbene sì, l’ateismo è una forma di religiosità superiore, perché non ha il filtro della disapprovazione morale precostituita di fronte ai fatti.

          quanto ai genitori, togliamoci dalla testa per favore che siano loro a rendere i figli felici o infelici: al massimo possono contribuire.

          • Direi che contribuiscono parecchio, ma, a loro volta, sono figli anche loro: i genitori sono figli dei nonni. E così via. Per interrompere alcune ” catene” negative occorre tanta consapevolezza di quel che è successo da una generazione all’ altra, perciò a volte la psicoterapia o un’ amicizia molto speciale o forte possono dare una mano. Certo c’ è anche una combinazione genetica che può portare ad essere più o meno felici. Insomma i fattori sono tantissimi e poco calcolabili. Come vedi ho spostato il discorso non solo a quel bambino ma a tutti noi.

            • hai fatto benissimo a spostare il discorso, allargandolo.

              mi pare che ne abbiamo già parlato di persona: noi tendiamo a vederci come individui e questo rende moto più difficile la comprensione di quel che siamo.

              se ci vediamo invece come parte e sfaccettatura di una storia familiare (e anche sociale) più ampia, l’interpretazione diventa più facile.

              individualmente ho cominciato a liberarmi da molte sofferenze nate dalle mie relazioni familiari quando ho cominciato a vedermi come la sintesi fra due famiglie.

              una dove il mio bisnonno materno era vedovo con tre figli per la seconda volta a 25 anni – e allora ecco una nonna materna traumatizzata dalla perdita di madre e matrigna, che genera da un marito di quasi sessant’anni una madre traumatizzata a sua volta, ecc. ecc.

              l’altra – sorpresa molto recente, di ricerche raccontate in questo blog – di una bisnonna paterna probabilmente suicida, che ha traumatizzato la figlia forse in modo ancora peggiore – ma la storia fu censurata e nessuno la raccontava e neppure la sapeva più bene nella famiglia).

              ed ecco i miei due genitori, figli di due storie simili, che neppure conoscevano bene, che finiscono col cercarsi e mettersi insieme, riconoscendosi, ma senza riconoscersi, e alla fine uniscono diverse frustrazioni che trasmettono ai figli.

              ma nessuno è colpevole, e questa è la liberazione del pronipote dai suoi incubi, ameno in parte.

          • Dicevo semplicemente che la madre non mi fa pena, lei ha scelto di procreare in conto terzi, o sbaglio? La sua eventuale sofferenza ( che tu hai “visto” nella foto ma non sei certo ci sia)spero l’abbia considerata possibile nel momento in cui ha accettato di essere un contenitore.
            Ho detto una cosa sbagliata?
            Vorrei una risposta.
            Sull’infelicità dei figli i genitori contano eccome, ma non ho detto che siano gli unici a provocarla.
            Guardando questi due uomini disposti ad usare un altro essere umano come fosse una scatola contenitore di qualcosa che desiderano, auguro a questo bimbo di non essere considerato alla stregua di paio di scarpe che oggi è alla moda e forse domani non lo sarà più, i figli non sono cose carine da vezzeggiare, a volte è davvero difficile “tirali grandi”.
            Questo è ciò che davvero penso, non mi va di essere buonista a tutti i costi.
            Tutto qui.

            • inutile insistere: abbiamo sensibilità differenti.

              come puoi giudicare una donna che in qualche modo si è resa madre, che cosa puoi sapere delle sue motivazioni? come puoi rifiutare una partecipazione umana a un dolore che a me pare evidente in nome della tua precettistica morale e di giudizi pre-confezionati su situazioni che non conosci e neppure ti preoccupi di faro?

              a te credo che la fede serva per giustificare a te stessa un deficit di sensibilità umana reale – perdonami se ancora una volta te lo dico con chiarezza, pur se consapevole che a nulla serve.

              ma il tuo rigido senso morale uccide a tua sensibilità, che forse avrebbe bisogno di essere liberata.

            • Ok te lo dico, sei tanto, tanto tanto meglio di me Bortocal, sei il meglio del meglio, solo ciò che dici e credi tu è la perfezione più perfetta.
              Bravo, buono e bello, intelligente, affascinante, hai la verità in mano, non capisco come fino ad ora io non me ne sia avveduta.
              Poverina quella madre che soffre perché ha accettato di fare un figlio per conto terzi, dovendosi poi staccare da quella creaturina che ha accettato di incubare, dandola poi immediatamente a quei due bravissimi ragazzi che desideravano tantissimo diventare mamma.
              Oh quale scena piena di amore e sentimento, oh quale dolcezza.
              Come ho fatto a non avvedermene?
              Da millenni l’uomo ha procreato con la donna, ma ora basta ,da ora in poi tutto ciò che ci verrà in mente di fare sarà bene accetta.

              Buonista sei solo un buonista.
              Dicendo che quella madre sapeva quello che faceva e se non ha messo in conto la sofferenza di doversi staccare da quel neonato deve la sua sofferenza solo a sé stessa, dico la verità, non nego la sua sofferenza ma è stata una sua libera scelta.
              Se a te non sta bene , non è un problema mio.
              Non ti va di sentirti dire che le scelte che facciamo hanno delle conseguenze su di noi? Hai qualche problema con questa affermazione?
              Io no, spesso la prima causa dei miei guai sono stata io e non ho nessun problema a riconoscerlo.

              Tu hai visto in quella foto sentimenti che -Tu -volevi vedere ma non è detto che sia così, forse quella donna è solo sfinita dal parto…ma per te è più importante affermare il tuo pensiero, che è la sola cosa buona e giusta. Amen

  8. certamente la foto piu’ essere detestabile perche’ l’osservazione letta del tassista che ha portato a domicilio l’oggetto del desiderio e’ vero.

    c’e’ da indagare perche’ una coppia di maschi gay voglia un figlio!ma questo e’ un mistero psicologico nel quale non voglio entrare.

    in ogni caso la tecnica provvedera’!
    sicuramente,non domani o dopodomani ma fra parecchi decenni,sorgeranno degli istituti per la riproduzione dove dentro macchine appositamente progettate avverra’ la gestazione:dalle prime mitosi differenziate al finale taglio del cordone ombellicale.

    sara’ sufficiente inserire all’inizio del processo un ovulo e dello sperma per dare il via al processo.
    ……sempre che non si arrivi alla sintesi di un ovulo artificiale con materiale genetico indifferentemente maschile o femminile.

    questa e’ la scienza contro cui tuonano i parrucconi ed i paulotti :sempre piu’ spaventati dalla impotenza del loro dio nel controllare il cervello umano.!!

    • che dirti, edoardo? per una volta mi sono sentito vicino a parrucconi e paulotti, pure se spero di restare ben diverso da loro.

      a me questa scienza che promette tutto in cambio del denaro fa un poco paura.

      e, se sono contento che la scienza impedisca di controllare il cervello umano, lo sono un po’ meno che il cervello umano si riveli incapace di controllare la scienza.

      • quando i preti affermano che “l’uomo e’ fatto ad immagine e somiglianza di dio”, osservando la spietatezza e l’amoralità’ della natura sono in assoluto accordo con loro.

        non mi aspetto niente di buono dal cosiddetto “progresso” infatti i gli eccezionali balzi in avanti che la tecnologia ha compiuto sono stati fatti per la guerra la distruzione l’assassinio di cose uomini ed animali.

        guarda solo il mondo aeronautico,che ha cambiato il destino del pianeta,se non ci fossero state le 2 guerre mondiali,probabilmente saremmo ancora nella fase pionieristica.

        ti sei spaventato per il mio vaticinio..! ma è quello che avverrà’.pensa alla pecora dolly:chi avrebbe potuto mai immaginare,solo pochi anni prima che sarebbe potuta avvenire una cosa del genere.

        avverrà,avverrà perche’ e’ sempre stato e sempre sarà che le cose peggiori stimolano la mente umana,dal danaro che da’ potenza rispetto e comfort (pecunia non olet) alla guerra.

        d’altro canto se oggi abbiamo farmaci che ci liberano da terribili malattia lo si deve alla fame di soldi che e’ il motore di questa ricerca.

        • mi era sembrato che tu parlassi di queste prospettive in tono entusiasta.

          qui invece le descrivi in un tono amaro e preoccupato, che mi pare più adeguato alla realtà.

  9. @ lucia

    come si vede benissimo, non è che tu ti senta meno perfetta di me, anzi ti dà proprio fastidio che ti si dica che perfetta non sei affatto, ma siccome sei un pochino masochista sei qui a fartelo dire: cosa che potrebbe anche esserti utile se tu fossi capace di ascoltare, proprio perché tutti abbiamo qualcosa da imparare da chi ci critica.

    fosse pure quella donna semplicemente sfinita dal parto, non aveva bisogno d’altro per avere la pietà di ogni persona di buon cuore vero, che solo le beghine, oh pardon le persone non buoniste, sono in grado di non dare, sentendosi anche perfette per la loro aridità sentimentale.

    • @bort
      “fosse pure quella donna semplicemente sfinita dal parto, non aveva bisogno d’altro per avere la pietà di ogni persona di buon cuore vero…”
      sì, fosse anche solo per questa ragione di cui tu parli, Bort, quella donna avrebbe dovuto avere la “pietà” di chi la guarda.
      Come ti ho scritto sopra, quello sguardo mi ha colpito profondamente e mi ha reso triste…
      Grande cuore il tuo, Bort!
      gb

      • vorrei poter pensare che per sentire questa pietà non occorre avere un cuore particolarmente grande, ma solo essere capaci di ascoltare il proprio.

        ma certamente sbaglio certamente continuando a pensare che la gente come noi sia una regola e non l’eccezione.

        questo è abbastanza terribile… 😦

    • Vedo che non demordi, buonista a tutti i costi, tutti hanno diritto a tutto…tranne che non essere d’accordo con ciò che dici e credi tu.
      Strano libertario/liberista…
      Sono contenta di essere sincera con me stessa e gli altri, l’uomo ha e -dovrebbe- rispettare i suoi limiti altrimenti si ucciderà da solo, e lo dico apertamente.
      Questi due hanno entrambi un cazzo e nessuno dei due ha una vagina, nonostante ciò hanno un figlio grazie ad una donna che si considera un oggetto procreatore, mi dici che soffre perché deve abbandonare un figlio non suo? A me non fa pena lei come non mi fanno tenerezza i due ragazzi.
      Riconosco l’eventuale sofferenza ( non è detto che ci sia) per una scelta sbagliata, ma se a lei sta bene agire così è un suo diritto.
      Non so davvero chi sa il più bigotto tra noi due, sei un baciapile del “pensiero comune e dominante”.
      Una moda che come molte mode finirà a causa della stupidità di chi le segue.
      Hai notato che uso il verbo -dovrebbe-? Riconosco la libertà di ognuno ma continuo a sostenere il mio pensiero e il mio credo. Oppure non ne ho diritto secondo te?
      Sai chi mi ricordi nel tuo sentimentalismo da 4 soldi?
      Parenti serpenti, il film, te ne consiglio la visione.Ti vedrei bene nella parte della madre mancata. Tanto, tanto, tanto sensibile, lei …

      • vedo che chi prova dei sentimenti dove tu non ci riesci ti fa venire la bava alla bocca.

        nonostante l’apparenza, mi sembra un buon segno.

        spero che tu continui su questa strada.

        auguri di ritrovare te stessa.

        • Come vuoi tu come sempre non rispondi sui punti in discussione ma attacchi la persona, sei incapace di pensare con la tua testa , quindi non trovi argomenti per ribattere.
          Tipico della vecchia mentalità maschile, al posto delle botte usi le offese personali.
          Ti fa paura questo modo di procreare, lo disapprovi ma non trovi altro argomento per giustificare la tua disapprovazione che la pietà per questa donna?
          Ti nascondi dietro ad un dito.
          Rimane il fatto che questi due posseggono un cazzo ognuno ma niente vagina, sono però due dolcissime mamme.
          La signora riproduttrice ha il diritto di fare ciò che vuole e se per ciò che sceglie di fare prova sofferenza io dovrei aver pena di lei, e dirle che comunque fa bene a fare ciò che fa.
          E io dovrei trovare me stessa? Povero Bortocal
          Inizia al più presto il tuo viaggio non è detto che davvero tu non riesca a ritrovare te stesso.
          Come ti ho già detto sei un pozzo di contraddizioni ma ti fa comodo non guardare quanto le accuse che rivolgi a me siano valide per te stesso.

          • no, nessun buon segno, devo essermi sbagliato 🙂

            resta pure nella tua visione miserabile delle cose e delle persone.

            se permetti, cito il tuo autore preferito:
            “Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi” (Matteo, 7, 6)

            purtroppo ci sono molti porci che si impadroniscono del messaggio divino e provano a trasformarlo in una porcata.

            Non prevarranno…” (Mt 16, 18)

            e adesso, per l’ennesima e definitiva volta, foera dai bal (traduzione dal bresciano: non mi romperai più i coglioni).

            • Non sai nemmeno cosa siano le cose sante e per difendere te stesso vai a pescare tra le parole di un Dio che nemmeno riconosci come tale?

              Sei davvero messo male Bortocal , e se c’è qualcuno che mi fa pena sei tu e non la donna che si vede in questa foto.
              Deciditi se dio non esiste non tirarlo in ballo quando ti fa comodo per tentare di colpirmi , quelle che dici sono parole ancor più senza senso per uno che si professa ateo. Ritrova te stesso.

    • Davvero, Bortocal qui o si accetta di non rigirare le frittate o si continua a mescolare aria fritta.
      Come primo commento ho sottolineato che a me faceva pena il bimbo e non la mamma, lei in quanto adulta è cosciente delle proprie scelte che le potrebbero anche portare sofferenze, pur sempre dovute e sue personalissime libere scelte.
      Come se io venissi a chiederti sostegno per la sofferenza che mi causa mettere il cilicio; penso mi risponderesti: è una tua libera scelta, quindi o lo togli o non ti lamenti. Sbaglio?
      (preciso che non porto il cilicio, era per fare un esempio estremo di sofferenza autoinflitta liberamente)
      Il bimbo invece non ha scelto nulla, si ritrova allevato da due persone che non hanno avuto remore nell’usare una donna come incubatrice per ottenere il loro oggetto del desiderio e non vogliono considerare la sofferenza che le causano
      In questa mia visione del fatto hai ribattuto che in fin dei conti non è detto che il bimbo soffra, perché nella società futura, magari tra vent’anni quando sarà grande, questo tipo di “maternità” sarà accettato e quindi normale, invece la madre soffre ora fosse anche solo per i dolori del parto, quindi si dovrebbe averne pietà.
      Non pensavo affatto alla sofferenza del bimbo a causa del rifiuto della società a questo tipo di “famiglia”, infatti ho scritto che mi preoccupava l’egoismo dei genitori, dimostrato dal fatto che non si sono fatti il minimo scrupolo ad -usare – un altro essere umano per soddisfare il desiderio e darsi una presunta felicità. Se il loro fine come coppia è semplicemente rendere felici sé stessi, fare i conti con questo figlio che cresce non sarà affatto facile.
      Se questo figlio non sarà all’altezza delle loro aspettative che reazione avranno con lui?
      Perché pare che questi due, come coppia, potessero essere felici solo in funzione di un figlio.

      Poi, scusa tanto se dico che a me le donne che hanno partorito i loro figli non causano moti di pietà, anzi semmai il contrario, nonostante il loro dolore nel partorire sono felici e io provo felicità anche guardando i loro volti sconvolti e sudati.
      Spero di essere stata chiara, e le mie parole vengano lette per quelle che sono e non con preconcetti a causa del mio credo.

      • vedo che ti sei ricomposta e hai deciso di mandare un nuovo commento senza offendere.

        non concordo affatto, comunque, e non per pregiudizi legati alla tua fede: niente autorizza due gay egoisti semplicemente perché desiderano un figlio: l’egoismo dei genitori, dimostrato dal fatto che non si sono fatti il minimo scrupolo ad usare un altro essere umano per soddisfare il desiderio e darsi una presunta felicità potrebbe valere alla stessa maniera per due genitori eterosessuali che ricorrono allo stesso metodo per superare problemi di sterilità.

        la stessa accusa di avere il fine come coppia semplicemente di rendere felici sé stessi può essere rivolta anche ad una coppia di genitori eterosessuali.

        l’egoismo non riguarda il bambino, a mio parere, che viene al mondo amato e desiderato come tutti i bambini del mondo, anche se amato e desiderato da una coppia gay, ma la donna ridotta ad di un riproduzione altrui; e in questo senso, come scrivevo nel post, il disagio riguarda anche situazioni simili sul versante eterosessuale.

        • Non mi sono ricomposta Bortocal, forse non ti rendi conto di essere offensivo con le parole.
          Ti ho fatto vedere che le unghie le sappiamo tirar furi tutti, non ci vuole molto cervello per farlo, ma quando non ho altro modo di far capire che non si va da nessuna parte con le offese lo faccio, perché come vedi non piacciono neppure a te.
          Sono cristiana e cattolica ma non santa.
          Sostengo che hai dei preconcetti sulla base delle risposte che mi dai, supportando i tuoi ragionamenti su basi che supponi siano nel mio pensiero.
          Infatti scrivi:
          dimostrato dal fatto che non si sono fatti il minimo scrupolo ad usare un altro essere umano per soddisfare il desiderio e darsi una presunta felicità potrebbe valere alla stessa maniera per due genitori eterosessuali che ricorrono allo stesso metodo per superare problemi di sterilità.

          Mai detto di essere d’accordo con tale pratica degli eterosessuali, ma sembra che tu ci tenga a dirmelo ,perché?
          Sembra che tu sia più preoccupato di non urtare la sensibilità dei gay, per questo ti ho risposto in un commento che ti nascondi dietro ad un dito se usi la presunta sofferenza di quella donna/taxi per sostenere la tua contrarietà alla situazione in oggetto.
          Occorre a tutti i costi non andare apertamente contro il pensiero comune e dominante?
          Che due persone siano libere nel loro privato di fare ciò che più gli aggrada è una richiesta senza senso perché è già così, ma che si imponga ad una intera società questa ideologia mi pare aberrante, perché l’ideologia del gender si diffonde come se la società Umana non avesse altri problemi da risolvere che quello.

          • Dimenticavo …
            due uomini che decidono di amarsi sono liberi di farlo ma non potendo avere figli dovrebbero accettare il limite del loro amore.
            Allo stesso modo lo dovrebbero fare due genitori sterili, non affittando uteri ,né prendendo in prestito ovuli o spermatozoi di altre coppie. (la seconda parte del commento l’ho scritta perché x Bortocal è importante, io lo ritenevo ovvio) 😉

            • come vedi, nella sostanza siamo d’accordo, almeno in apparenza e per il secondo commento (e chissà, allora, perché abbiamo strillato tanto), ma io aggiungerei, e mi sembra importante, “considerando che la realizzazione del loro desiderio passa attraverso la sofferenza inflitta alla generatrice naturale”.

              faccio ancora un passo in avanti: se la scelta della generatrice fosse assolutamente libera e spontanea (se si trattasse ad esempio di una donna parente o molto amica che compie questo gesto per assoluto e disinteressato amore), allora io non avrei nulla in contrario.

              però può darsi che il modo con cui ho trattato l’argomento sia alquanto retrò e che ci avviamo verso un mondo nel quale prestare l’utero per mettere al mondo un figlio non sarà considerato molto diverso che prestare il proprio latte per nutrire il figlio del padrone come facevano le balie di una volta.

  10. “comperata, prostituita, in qualcosa che è ancora più sacro del sesso: nella maternità.”

    Cos’ha il sesso di “sacro” scusa? Viene fatto milioni di volte al giorno da milioni di specie diverse in milioni di condizioni molte delle quali mi azzarderei a definire sacre…

    “usata e gettata: dov’è la tenerezza?”

    Ha fornito un servizio, in modo completamente consapevole e dietro compenso, presumo. Si’, come un tassista. Ma allora perchè quando scendi dal taxi non parli di conducente usato e gettato?

    “perché i due amanti maschi sono nella foto a torace nudo?”

    Boh, per esempio faceva caldo?

    “e perché la levatrice, col suo guanto di latice, sorride?”

    E perchè il suo vicino, magari, si grattava il naso? Ma che domande sono?

    “ogni nuova vita è un miracolo, d’accordo.”

    Quindi un miracolo che avviene centinaia di migliaia di volte al giorno. Anche starnutire lo è, a sto punto.

    “però a questo bambino della foto non verrà mai la curiosità di sapere chi è la sua madre naturale, anche se non sarà la sua madre genetica?”

    E allora? Magari un giorno andrà pure a ringraziarla e a farsi offrire un tè.

    “penso che la vita sia fatta di limiti e di rinunce.”

    A me sembra un’ottima ricetta per una vita di merda! Limiti e rinunce hanno senso quando c’è un motivo specifico, non a priori giusto perchè “la vita è fatta cosi’”.

    “ritengo che sarebbe giusto che chi sceglie una vita gay accettasse contemporaneamente anche i imiti che questa comporta”

    Bene, allora se decidi di vivere a Mosca lo devi fare senza riscaldamento, perchè la natura è deciso che da quelle parti si deve crepare di freddo.

    “se non teniamo ferma la naturalità di alcuni eventi, saranno i maschi a scomparire per primi come inutili.”

    Dai, eri ubriaco quando l’hai scritto, ammettilo!

    • sono astemio.

      così spero di te, oltretutto, almeno al momento del commento.

      perché, ammettilo, prima di scrivere un commento sarebbe giusto accettare come limite di non ubriacarsi… 🙂

  11. Ho letto attentamente tutte le polemiche e…
    Io amo i dialoghi costruttivi. Qui alcuni non lo sono per nulla. Così mi è parso.
    Ciò che mi è rimasto impresso, oltre alla sguardo di quella madre che mi ha dato tristezza profonda, è “come puoi giudicare una donna che in qualche modo si è resa madre, che cosa puoi sapere delle sue motivazioni?” (parole di Bort!)
    Io, per mia natura, non ho la verità in mano, sono colma di dubbi e cerco di non giudicare.
    Che cosa sappiamo noi delle profonde motivazioni di quella donna? Potrebbe anche non averne. Certo. Noi non sappiamo nulla però! Assolutamente nulla.
    Io sono stata colpita fortemente da quello sguardo! Di questo sono certa!
    gb
    Così mi ha irritato tantissimo l’atteggiamento sorridente della levatrice! E, forse, in questo caso, ho compreso il perché del suo modo di fare. Forse.

    • queste parole, cara gelso, potrebbero davvero essere considerate conclusive di una discussione molto vera e intensa, dove si sono spesso scontrati punti di vista molto diversi.

      dalla quale esco col dubbio di non avere tutte le ragioni dal punto di vista razionale.

      ma con la certezza di non avere né torto né ragione nella mia reazione emotiva, così simile alla tua, e di avere fatto bene a dirla.

      solo una cosa ancora sulla levatrice: nella quale però io vedo soltanto la soddisfazione professionale di una donna che fa il lavoro di aiutare dei bambini a venire al mondo.

      però in fondo è a lei che è stato affidato nella fotografia il compito di dire che ala fine tutte le nascite di un bambino sono uguali, di qualunque genere sessuale siano i suoi genitori.

      e questo, vorrei dirlo a qualche critico, non è un concetto che questo post abbia voluto mettere in discussione.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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