arrivo ad Hong Kong tra una nuova specie umana – My roundtheworld n. 16 – 485.

quando, verso mezzanotte, ora del mio telefonino, mi sveglio sull’aereo da un sonno breve e poco profondo e provo a sbirciare dal finestrino, una luce azzurrata si è già diffusa sulle nuvole rade sotto di me, e sono colori tipici di un pastello cinese!

abbiamo passato qualche turbolenza durante il volo: sopra la Croazia, sopra il Mar Nero (ma per fortuna abbiamo evitato l’Ucraina di un paio di centinaia di km) e ora ecco l’ultima che viene annunciata in questo viaggio: è il monsone che avanza.

del resto oramai la hostess ordina di aprire le tendine dei finestrini, ci viene data la colazione rigorosamente cinese (ma di pessima qualità) e intanto ecco una spettacolare antologia di nuvole di varie impostazioni e colori, che si vanno facendo sempre più fitte mano a mano che ci avviciniamo alla costa.

* * *

si potrebbe quindi pensare che lo spettacolo del mare ci verrà impedito, e invece a un certo punto, osservando, le nuvole sono scomparse e noi siamo in mare aperto.

come è possibile? non sono previsti tratti così vasti di mare da sorvolare per arrivare ad Hong Kong, anche se si trova al centro di una baia.

ma tutto è ben presto chiaro: all’aeroporto, costruito artificialmente ampliando un’isola, gli aerei arrivando dal mare facendo un’ampia e spettacolare virata.

ma ora qui sotto l’aereo che si abbassa scorrono gli origami verdissimi delle isole; potrebbero ricordare quelle della Croazia di qualche ora fa: ma quelle erano isole piatte e quasi prive di vegetazione: queste alternano lo spettacolo di montagne che si frastagliano esuberanti di verde e creano un’alternanza di profili da cartolina.

solo il sorvolo della Corea, la volta che sono andato in Cambogia, mi diede emozioni simili, ed era anche allora l’alba.

* * *

non c’è fretta di scendere, dopo l’atterraggio, ma alla fine si va, dopo avere compilato il modulo di ingresso da conservare in copia gelosamente nel passaporto e cambiato 400 euro alla Bank of China, 200 in dollari di Hong Kong e 200 in moneta cinese; raggiungere il centro non è difficile: c’è la linea diretta del metrò, e già che ci sono mi pago un abbonamento a tutte le linee per tre giorni: 280 dollari, ma 50 sono di cauzione, non so di che, e verranno restituiti.

il treno corre di nuovo nella stessa alternanza di mare e terra che avevo visto dall’alto, tra viadotti e gallerie: la vegetazione è superba ed esplode ogni volta che può, ma edifici imponenti di carattere industriale o abitativo la contrastano con forza.

appaiono grattacieli immani, non trovo aggettivo più adeguato, ma perfino questo è un poco inadeguato.

* * *

però non è questa la più viva delle sensazioni che provo; lo stupore principale è un altro e mi fa sentire una specie di Ulisse nel paese dei Lotofagi, quello strano popolo, probabilmente i coltivatori di hashish del Marocco mediterraneo, che ho visto dal vivo esattamente come Omero li descriveva, sedere per le strade beati e sorridenti, insensibili a tutto: fatti.

qui non è un’erba a produrre questi effetti, ma ogni sorta di aggeggio che sia lo sviluppo informatico di un telefonino: ne è in possesso almeno un viaggiatore su due, e non soltanto giovani, come siamo abituati a pensare da noi.

una massa sterminata di viaggiatori compie il suo percorso concentrata su quel piccolissimo schermo; non c’è nessuna privacy, ed è come se i pensieri di tutti circolassero in pubblico denudati (a me, uomo del passato, facevano la stessa impressione i primi telefonini, quando la gente camminava parlando forte e facendo sentire a tutti i fatti suoi: morte del concetto stesso di cabina telefonica).

chi non ha il telefonino, del resto, guarda senza pudore il telefonino altrui; così che incoraggiato, e per proseguire le mie osservazioni sociologiche, lo faccio anche io.

e scopro così che la maggioranza dei digitanti sta facendo qualche giochino: figurette e simboli che si muovono e spariscono a velocità prodigiose, oppure piccoli videogiochi a sfondo mitologico, ma di mitologia orientale, ovviamente.

la cosa ha dimensioni tali che non si può fare a meno di osservare la radicale trasformazione dell’essere umano stesso e dei suoi comportamenti fondamentali: una nuova specie sta nascendo, e noi neppure ce ne accorgiamo.

* * *

insomma, Hong Kong mi appare già come un potente simbolo del nostro futuro, o piuttosto del nostro presente, che da un punto di osservazione come l’Italia, ma direi perfino dalla Germania, non si riesce a cogliere bene.

c’è una specie di resistenza implicita e involontaria, in Europa, al dilagare incontrollato di queste nuove forme non se dirle di comunicazione o di mancanza di comunicazione, e da noi, semmai, si vedrà che la maggioranza dei giovani, che da noi sono quasi i soli dediti a questi comportamenti, tendono piuttosto a comunicare fra loro attraverso i social network.

e mi pare di poterlo dire, adesso, perfino con un senso di sollievo.

* * *

ma dal momento che, seguendo la piantina delle linee del metrò che mi è stata data assieme alla tessera o le esattissime indicazioni luminose a bordo del metrò stesso, cambio la linea per prendere quella che va al centro di Cowlon (la penisola di fronte alla quale sta, sull’isola, l’antico centro di Hong Kong), di nuovo prende il sopravvento la meraviglia e l’emozione per la struttura stessa della città.

che è una città di grattacieli, non una città che ha anche dei grattacieli.

sono sette i milioni di persone che la abitano – pochi rispetto ai 25 milioni di Shanghai – e la superficie su cui si allargano le costruzioni è molto estesa, ma poi il terreno è relativamente poco, sull’isola le montagne si alzano quasi subito alle spalle della costa e comunque anche la penisola ha un carattere ampiamente montuoso.

così che veramente il grattacielo in questa che è una delle zone più densamente abitate del mondo è una necessità, e molte di queste torri di decine di piani sono torri di abitazione, con qualcosa di mostruoso e inquietante; davvero ci sono tratti di strada in cui questi edifici quasi senza limiti si addensano in una maniera tale da oscurare il cielo: peraltro ben nuvoloso.

Ridley Scott, per avere girato Blad Runner, ha di sicuro conosciuto Hong Kong, sembra che ne abbia quasi fatto il ritratto.

e infatti piove.

* * *

esco dalla stazione del metrò di Tsim Sha Tsui che dà direttamente su un luogo che la Lonely Planet chiama genericamente “la Mecca degli Alloggi economici” e Chungking o Mirador Mansion, che capisco gradatamente sono poi grattacieli interi, a loro volta, alquanto fatiscenti, fatti di pensioncine e Guest House.

un paio di tentativi sono infruttuosi, ma credo che non sia vero quello che dicono i proprietari di essere al completo; magari non vogliono stranieri, piuttosto.

al terzo tentativo è un vecchietto (cioè uno della mia età), che sembra preso da una vignetta razzista anti-cinese, che mi apre la porta di un tugurio di due metri quadrati, non proprio pulito, con un letto, neppure un armadio, 50 centimetri per girarci attorno e un bagno con la doccia che si fa SUL WATER.

mi chiede 400 dollari, che fanno 50 euro al cambio che ho fatto all’aeroporto; ma è bastata un’occhiata a un paio di cambiavalute lungo la strada per capire che la banca di stato si è presa una commissione del 20%, maledetti.

ma non è il caso di stare a discutere: sono due notti che praticamente non dormo: mollo 500 dollari, il vecchiastro dice che mi darà il resto quando me ne vado.

* * *

chiudo la porta, spengo la luce; quasi non faccio a tempo ad appoggiare la valigia da qualche parte…

25 risposte a “arrivo ad Hong Kong tra una nuova specie umana – My roundtheworld n. 16 – 485.

  1. “un paese, due sistemi”. Sono curioso di capire quale ha vinto 🙂

    comunque da quando sei partito qua hanno abbattuto un aereo con 300 persone in Ukraina, Israele sta occupando Gaza e B. è stato dichiarato innocente e Santo Subito. Quasi sicuramente al ritorno te lo troverai anche presidente della repubblica.

    non so se il tuo aereo ti abbia fatto iniziare un giro del mondo o ti abbia portato in un altro universo parallelo 😀

    Un saluto!

    • qui a Hong Kong certamente ha vinto il capitalismo più sfrenato; ma temo che di là della frontiera (chiusa) siano diverse soltanto alcune forme.

      decisamente non posso distrarmi un attimo che subito tutto precipita; e che diavolo! chi lo pensava di essere così indispensabile.

      di Berlusconi ho detto quel che penso in un post di emergenza; sull’aereo ucraino oggi ho avuto una interessante conversazione con un cinese di Hong Kong che sembrava un grande esperto della Russia – se non era una spia della polizia.

      lui diceva giustamente che gli USA hanno i satelliti che sorvegliano il mondo: perché non fanno vedere le immagini dell’abbattimento?

      era molto filo-Putin quel tipo e io l’ho appoggiato più che potevo…

      • non tutti gli angoli della terra sono sorvegliati sempre. Certamente sull’Ukraina qualche satellite potrebbe anche esserci stato. Ma anche se fosse non possono certo rivelare la propria tecnologia al nemico. Quindi sia gli Americani che i Russi fanno i finti tonti.

        con cambiamenti così importanti in soli due giorni non oso immaginare cosa troverai quando tornerai… ammesso che ci sia ancora qualcosa quando tornerai. Come vedi, sono anche’io più ottimista 🙂 .

        Buon viaggio e fai sapere quando finisci sotto la cuppola di cristallo cinese 🙂 . Aspetto ancora la risposta alla prima domanda!

        • e tu pensi che in questo momento gli USA non stiano sorvegliando l’Ucraina con tutti gli occhi spaziali (e non solo) di cui dispongono? mi meraviglierebbe assai e mi domanderei a questo punto se servono a qualcosa.

          e perché poi la divulgazione di semplici immagini prese dallo spazio potrebbe rivelare dei segreti militari?

          no, a me quella osservazione è sembrata parecchio sensata, invece, e resto convinto che ce la stanno raccontando su come vogliono.

          la prima domanda forse non l’ho capita bene, allora: mi pareva di avere risposto… – puoi provare a riformularla, per favore? 🙂

          • Una foto o video possono dire molto sulla tecnologia che ci sta alla base e quindi sulle proprie capacità di osservazione remota. E comunque forse la gente comune sopravvaluta un po’ troppo la tecnologia moderna… . Ora, chi dice la verità?

            per la prima domanda dicevo che aspetto una nuova risposta non appena avrai verificato le differenze direttamente sul campo.

            • tieni conto che la Cina vera almeno nelle aree attorno a Beijing, Xian e Shanghai l’ho già vista.

              la grandiosità e l’imponenza dell’intervento umano sono le stesse; nel resto della Cina la globalizzazione capitalistica è un poco più controllata.

              ma non ci sono differenze sostanziali, salvo la presenza ad Hong Kong e a Macau dei prodotti tipici del capitalismo occidentale in un modo più smaccato.

              non sto seguendo bene, come viaggiatore impiegato a cavarmela ogni giorno, la nuova puntata della questione ucraina; sarò semplicistico, ma oramai una opinione me la sono fatta, abbastanza documentata.

              e penso che capire chi ha colpito chi e perché – se non per incolpare il nemico? – sia caso per caso impossibile, ma da un unto di vista generale abbastanza facile.

              se la Russia, che si è ritirata da Berlino, da Praga, da Budapest e da Bucarest, oltre che dai paesi baltici che ne facevano parte e dal Caucaso, e che ora si ritira anche dall’Ucraina, pur tenedonsi la Crimea, russa, è il paese aggressore…

              e lo dicono coloro che hanno bombardato Belgrado, dissolto la Yugoslavia e che occupano tuttora il Kossovo!

              • i russi dicono sia stato un caccia ucraino e gli americani un razzo dei fillorussi. Intanto continuano a spostare i cadaveri delle vittime e usarli per negoziare. Pare li tengano in dei treni fermi da qualche parte in condizioni precarie. Le scatole nere non si sa in mano a chi siano. Per il momento continuano ad accusarsi a vicenda.

                si scordino che senza prove pensino di dimostrare di avere ragione. In questo loro gioco non vi sono santi… sono tutti dei criminali.

  2. sono stato ad hong kong nel 92 quando era ancora inglese.siamo arrivati da canton sul vecchio aeroporto di kay tak…
    che impressione..:era sera,pioveva io seduto vicino al finestrino vedevo i tetti delle case che che si avvicinavano sempre più’ poi di colpo sparirono e toccammo terra.

    berlusconi assolto in appello mi ha ulteriormente convinto che in italia non ci si puo’ fidare di niente e di nessuno,in primo luogo di quelle che pomposamente vengono chiamate istituzione ed altro non sono che consorterie,corporazione ed a volte centri di malaffare.

    i magistrati che con la sentenza d’appello hanno demolito anni,danaro ed impeto di anni di inchiesta cosa hanno dimostrato ? che la bocassini e’ andata oltre i suoi doveri..!
    questa non potra’ affermare che la sentenza d’appello e’ stata emessa da folli o venduti per ovvie ragioni.

    il csm che pomposamente viene definita una istituzione……(altri non e’ che un sindacato come la fiom lo è dei metalmeccanici ma quest ultima certo non e’ considerata una istituzione)…dovrebbe dire la sua..!!

    in ogni caso ti prego al tuo rientro dal giro del mondo non dire che “l’Italia resta il più’ bel paese del mondo” come fanno molti.

    • sposto parte del tuo commento su Berlusconi in coda al post giusto e ti rispondo lì.

      sei il secondo dei miei non molti lettori e ancora più scarsi commentatori ad essere stato ad Hong Kong prima di me.

      e ve lo tenevate per voi che è così bella? tanto ci voleva a farlo sapere in giro? 🙂

  3. Hong Kong è una miniera per moltissime riflessioni, Bort!
    Ha un suo fascino raro che ti rimane addosso però.

    Non voglio parlare di ciò che accade in Italia!

    Io sto viaggiando con te!
    🙂
    gb

  4. @ Spock
    sembra che il commento di risposta sia andato perduto anche per la seconda volta: qualcuno vigila? 😉

    in questo filmaccio ucraino non ci sono buoni e cattivi, ma solo cattivi.

    qualcuno però è più cattivo degli altri, perché qualcuno l’aereo lo ha tirato giù davvero e mi sento di escludere che lo abbiano fatto le due parti assieme.

    anche la verità è oggetto di contrattazione e, se si giungerà ad un accordo, forse una commissione d’inchiesta internazionale stabilirà che l’aereo è caduto “per un cedimento strutturale”.

    ehi, qui pare che non ci sia mai stata Ustica nel 1982, che non ci abbiano già mostrato che cosa sono capaci di fare le aeronautiche militari a un aereo civile e come alla fine si siano messe d’accordo fra loro per proteggersi a vicenda.

    e gli F-35? c’entrano anche loro nella faccenda?

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  6. In effetti c’è una Hong Kong che luccica, trasudando ricchezza, e una Hong Kong povera sebbene i grattacieli cerchino di nascondere queste disparità. La guida ci ha raccontato che molti appartamenti hanno una sola stanza e una sola finestra e l’altezza del soffitto è di due metri. In queste condizioni vive parecchia gente. Noi eravamo turisti privilegiati e della città abbiamo cercato solo le bellezze naturali per soddisfare l’occhio. Purtroppo avevamo unicamente due giorni a disposizione.
    Molto interessante il tuo punto di vista.
    Nicola

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