ancora Kunming, Yunnan, Cina – My roundtheworld n. 34 – 507.

continua il diario, arretrato, della prima tappa cinese del mio viaggio in corso attorno al mondo: attualmente in Vietnam.

* * *

Festeggiamo varie cose: il fatto che oggi, 27 luglio, sarebbe il compleanno di mio padre, ed è passato più di un secolo da quando è nato: un pensiero che fa impressione.

Poi che le cronache del viaggio hanno recuperato i numerosi ritardi precedenti e ora per la prima volta dal giorno del volo verso Hong Kong abbiamo di nuovo un resoconto che descrive fatti di giornata; o almeno comincia a farlo, dato che tra un attimo spengo la luce e mi metto a dormire.

Terzo: che mi sveglio finalmente secondo il fuso orario, anzi addirittura quasi in anticipo; e questo fatto è collegato col secondo di sopra, dato che ho impiegato le prime due ore dopo il risveglio a scrivere.

Quarto: che con mia figlia Sara si svolge questo dialogo via mail dopo che ho trovato il modo di riattivare un vecchio account tedesco su un servizio mail locale, che non è bloccato dalla censura come gmail.

* * *

Ciao Papi,
Come prosegue il viaggio tra tifoni e piogge torrenziali?

Non sappiamo piu niente di te!
Facci sapere!

Un bel bacio!

.

ma io non posso risponderle, anzi neppure posso leggerla ancora; e intanto scrivo alla sorella Marta:

ciao marta,
qui tutto abbastanza bene (a parte le 24 ore di treno di oggi e i piedi gonfi; mi fermo un paio di giorni a Kunming, incredibilmente fresca, per provare a rimettermi in sesto).
visto che gmail è interdetta in Cina, ho trovato il modo di riattivare questo vecchio indirizzo mail tedesco; per lo stesso motivo non credo di potere scrivere a rocco e sara se hanno l’indirizzo gmail, e comunque ho trovato memorizzati solo loro vecchi indirizzi mail che non usano più.
puoi girare tu questa mail anche a loro? grazie.
se mi rispondono con un loro indirizzo mail non di gmail posso provare a scrivergli direttamente.
quindi se devi o dovete comunicare con me urgentemente nei prossimi giorni, scrivimi qui.

.

Ciao papi!

Ti avevo giusto scritto ieri perchè non si avevano più notizie… iniziavo a preoccuparmi!
Volevo sapere come andava e che dove eri…. che invidia lo Yunnan!!! AAAAAAAAHHHHH! un posto dove ho sempre voluto essere!! Accidenti!
Devi fare il salto della tigre bianca! Ce l’hai in programma? Spero di si, ma forse l’hai già fatto se ti stai indirizzando verso il Laos.
Ad agosto allora starò definitivamente a casa. Sono passata l’altro giorno e ho visto che c’erano delle bollette una di vodafone da 0,20 cent… (boh!) e una di asm che ti rida 19 euro!
Intanto ti terro aggiornato su tutti i miei sviluppi e ti paghero le bollette!
Un bel bacio e manda fotoooooo!!! !!!! !!!! !!!!
Sara
.
ciao sara,
ero riuscito ad avvisare Marta che gmail non funziona qui; avevo provato a riattivare allora questa vecchia casella tedesca, che in effetti va, ma non ricordavo più la password e se chiedevo quella nuova me la mandavano ovviamente su gmail.
poi oggi pomeriggio mi è venuta in mente; ma qui dentro avevo memorizzato solo l’indirizzo mail di marta, quindi l’ho usata come postina; adesso ho il tuo indirizzo aggiornato, quindi almeno ci possiamo scrivere qui.
allora dici di fermarmi nello Yunnan? e io che volevo già scappare da Kunming, la più insignificante città cinese che abbia visto sinora…
la Cina mi pare in una fase di trasformazione travolgente: chissà che cosa resterà alla fine.
certo che se mi fermo, devo farlo almeno per una settimana e ho già due o tre giorni di ritardo sulla tabella prevista.
i posti belli, a giudicare dalla guida, non mancano davvero. vedrò domani: per ora attira l’aria fresca, se non altro…
per non dire della cucina: mi sono appena concesso un ristorate di lusso (9 euro!) con un pesce gigante che ho dovuto lasciare a metà esatta.
la gola del salto della tigre sembra però troppo lontana e la guida sconsiglia di farla da soli, sceglierò qualcos’altro per non restare col brutto ricordo di Kunming.
fantastico invece il paesaggio del Guangxi: da non credere, Guilin.
peccato il caldo atroce.
.
* * *

E quindi, eccomi a rinviare la partenza da Kunming, anche perché il maldischiena ieri appena accennato si è fatto serio, pur se riesco ancora a muovermi.

Però per prima cosa devo lasciare l’Home Inn e risolvere il problema della biancheria da lavare;mi scelgo un nuovo ostello, vicino al Lago Verde sperando che almeno questo sia aperto, preparo i bagagli e li deposito alla reception e poi esco alla ricerca di un taxi, che trovo un grande isolato più in là, davanti al Kunming Hotel, il più grande e lussuoso hotel della città .

Il tassista è piuttosto sveglio, capisce i miei gesti, mi aspetta mentre vado a prendere le mie borse e rapidamente mi porta al posto giusto: sembra tutto chiuso, ma l’ostello, modernissimo e molto bello, è come fortificato e occorre suonare per farsi aprire una porticina nel grande cancello sbarrato.

* * *

Qui parlano inglese (anche se alla cinese), il vero problema è che lo parlo molto poco io; inoltre sono un poco imbranato e disorientato; c’è posto solo in camerata, però ci sono degli armadietti enormi, dove sta comodamente tutto il mio bagaglio; non c’è servizio di laundry, ma c’è una lavanderia con macchina lavatrice a pagamento, dove finisce praticamente tutto quello che si indossabile ho: mi tengo praticamente solo i miei sordidi pantaloncini di plastica verde anni Settanta e una maglietta a strisce grigie, immortale, che mi ha accompagnato in tutti i miei viaggi e solo in quelli, perché è importabile normalmente, da tanto è brutta.

Col completamento di un paio di sandali sono l’immagine perfetta del vecchio svitato; ma riuscirò a migliorarla nel pomeriggio quando tornerò alle scarpe, dato che i sandali mi stanno piagando i piedi, e ci aggiungerò l’unico paio di calzini che ho, nylon a parte: scarlatti!

Perfettamente cardinalizi, piuttosto che mandarini.

* * *

L’ostello si rivela una trappola per turisti perfetta: è un posto per occidentali; sembra di essere a casa propria e si sente la forza delle vecchie abitudini; domina un clima indulgente e rilassato e la clientela è quasi tutta giovane e mista: cinesi e occidentali; ma il fatto che l’unica colazione possibile sia di tipo occidentale dimostra dove sta ancora l’egemonia culturale.

La Cina è la padrona del mondo, ma in parte guarda ancora all’occidente – almeno in una sua parte – come a un modello possibile, di civiltà; o forse questo tipo di ostelli è soltanto per la minoranza dei cinesi che la pensa così.

C’è una bella parete di roccia che da da sfondo a una terrazza per fare colazione e una sala che ha perfino il biliardo; i giovani turisti tirano tardi la notte e si alzano a mezza mattina, ma insomma, intanto che lavo la mia roba, ho modo di rilassarmi parecchio e di lasciarmi andare.

Oggi sarà una giornata dedicata al maldischiena, tutta ritmi soft: d’altra parte devo prendere atto che sto girando con un corpo che è un vecchio arnese, e devo trattarlo con cura perché è l’unico che ho; e quando dico corpo, parlo anche di cervello, che ne è parte, naturalmente.

* * *

Insomma, intanto che finiscono i risciacqui e quando mi ritrovo la mia biancheria già tolta dalla lavatrice e messa in una grande bacinella di plastica, non mi rimane che stenderla sulla ringhiera della terrazza stenditoio, che per il resto è pienamente occupata ed uscire, per recarmi al tempio Yuan Tong, vecchio di mille anni: peccato solo che lascio a casa la videocamera e mi devo fare il percorso tre volte, ma per fortuna non è lontano.

Il tempio è una meraviglia, devo ricredermi, e vale da solo la visita a Kunming; le fotografie si sprecano, gli angoli da cui riprendere i riflessi delle pagode nelle acque dei bacini ci sono tutti, le tartarughe sacre anche; ma soprattutto c’è una folla di fedeli dediti ai riti di preghiera più strani; fra tutti mi colpisce la strana usanza, che non avevo ancora mai visto, di sfogliare con una canna un numero enorme di biglietti con un numero appesi sul soffitto di una sala.

* * *

Passando ho notato gente in alto su una collina dietro il tempio, che vede il panorama del complesso da un camminamento con ringhiera, che però non è raggiungibile dall’interno; mi ci metto di impegno a scovare come ci si arriva: la cartina della Lonely Planet è quanto mai generica, ma alla fine scopro che quello è lo zoo.

Un vecchio zoo di provincia con le gabbie che mi ricordano irresistibilmente quello di Brescia degli anni Settanta; ma lo zoo fa anche da parco dei divertimenti e Luna Park, e all’interno ci sta anche un baracchino di Mc Donald, dove mi compero del gelato prima di mangiarmi all’uscita degli spiedini di carne piccantissimi presi ad una bancarella.

* * *

Ho camminato abbastanza, direi, considerando i tre o quattro attacchi di dolori lancinanti che per fortuna non si sono fissati.

Ma nei quartieri minori o meglio nei caseggiati interni all’uscita meridionale dello zoo ecco che compare una Kunming tradizionale, di mercatini, e soprattutto, a sorpresa, di funghi: non tutti simili a quelli che conosciamo in Europa: ecco perché non ho visto negozi di alimentari!

Si ritorna al Lago Verde e ai suoi isolotti collegati da ponticelli: oggi c’è una grande festa danzante di quella che pare una minoranza etnica; una signora mi invita ad unirmi, e non me lo faccio ripetere due volte: mi inserisco nella grande catena che balla mano nella mano: la mia non è una grande esibizione, lo ammetto, però come atto di coraggio potrei anche rivendicarlo,visto il maldischiena, che mi impedisce però di continuare a lungo.

* * *

Ma ritorno anche al locale dove ho mangiato ieri sera: c’è una coda enorme, che però viene sbrigata in fretta; mi ripropongono il tofu fritto che avevano già suggerito ieri sera (il tofu, per chi non lo sapesse è un tipico formaggio cinese, dal gusto alquanto insipido): questo è cotto alla piastra; disastrosa la scelta del secondo piatto della serata: degli spaghetti di soia talmente piccanti che sono costretto a lasciarli a metà.

Dormo tranquillo e sogno, e la mattina decido di prolungare la sosta di un’altra notte, in attesa che la biancheria asciughi e il maldischiena passi: all’inizio non sembra possibile restare, neppure in dormitorio, la ragazza dice che i posti sono tutti prenotati, poi ci ripensa e accetta i 50 yen di pagamento (6 euro circa).

* * *

Intanto ho ricevuto un SMS da Lu Yong:

I am Lu Yong. I reach to Lijiang.

provo a rispondergli:

Hi Lu Yong. Nice to read You, I am in Kunming. I hope You see the sow! And the ice too. See You.

ma i messaggi non partono per tutta la giornata e la cosa mi crea una inutile agitazione; solo a notte l’invio riprenderà con naturalezza.

* * *

ah, dove sono finiti i bei viaggi di una volta, dove davvero partire era un poco morire.

oggi viaggiamo interconnessi e portiamo tutto il nostro presente con noi; anche la critica che Seneca fa al viaggiatore che vorrebbe sfuggire da se stesso cambiando luogo non ha più senso oggi che ogni luogo è ogni luogo e qualunque luogo viaggia con noi.

Annunci

4 risposte a “ancora Kunming, Yunnan, Cina – My roundtheworld n. 34 – 507.

  1. Pingback: 2. elenco delle presentazioni dei videoclip. – bortoround·

  2. Pingback: di nuovo musica nella sera al Lago Verde di Kunming – videoclip n. 112. | bortoround·

  3. Pingback: Kunming, il tempio Yuantong e il monastero – videoclip n. 109, 110 e 111. | bortoround·

  4. Pingback: 1. elenco dei post sul #roundtheworld, il viaggio attorno al mondo. | bortoround·

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...