Haiphong, Vietnam, primo contatto – My roundtheworld n. 47 – 522.

al rientro all’hotel di Ninh Binh la sera del 14, dopo la vivace conversazione con Don al ristorante, la tosse mi assale in maniera cosi` violenta che penso seriamente se sia il caso di partire per Haiphong in queste condizioni, ci sarebbe anche la possibilita` di approfondire la conoscenza di Don, ma sono in questa cittadina da 4 giorni, e mi decido a partire, nonostante la malattia.

solo oggi mi sono reso conto del ruolo giocato dall’odiata aria condizionata in questa tosse furiosa, che non dipende soltanto dal raffreddore degenerato oramai chiaramente in tracheite e forse anche bronchite; d’altra parte senza ventilazione o raffreddamento non si resiste e non e` che gli effetti del ventilatore siano minori.

comunque parto, la mattina, senza trovare un taxi, e dunque facendomi la strada per la stazione dei bus a piedi col mio bagaglio massacrante, li` devo aspettare l’autobus fino a mezzogiorno, sotto un tempo incerto, sgranocchiando qualcosa.

il viaggio, in direzione nord est, non e` poi lungo, un centinaio di km, in un paesaggio che ricorda il degrado della nostra Valpadana, uno sviluppo disordinato di case e laboratori sparsi, senza disegno ne` progetto.

davvero penserei che il Vietnam e` cosi` simile all’Italia, per qualche aspetto, ma c’e` una particolarita` piuttosto curiosa, in una tipologia di case che e` prettamente vietnamita e viene chiamata dalla guida delle case galleria.

si tratta di edifici lunghi, alti e stretti, che hanno un prospetto largo tre o quattro metri sulla via e poi dietro si prolungano per una decina di metri e anche di piu`, di solito senza finestre sui lati; l’altezza e` varia, ma facilmente raggiunge i cinque piani.

queste case si concludono tutte in cima, con pomposissimi frontoni, colonne, portici elaborati, balaustre, e sono fortemente colorate; possono essere affiancate fra loro nelle zone densamente popolate, con effetti di disordine creativo cromatico e strutturale, oppure, piu` spesso, possono sorgere isolate, come misteriose steli dedicate alla divinita` ignota che guida il progresso: in questi casi eccole emergere da qualche terreno butterato come affermazioni di qualche io indistinto, una specie di enormi selfie di cemento

la guida fornisce la spiegazione tecnica di questa tipica deformazione architettonica vietnamita: la tassazione sulle case qui usa come unico parametro la larghezza della facciata sulla pubblica via: non conta quanti sono i piani o quanto e` grande la casa.

per questo ecco un paesaggio caratterizzato da queste costruzioni palesemente deformi e poi anche cosi` bizzarre nei coronamenti, dove a volte non manca neppure qualche ambiziosa o viziosa cupoletta neoclassica: ma sono probabilmente costruiti con i soldi risparmiati dalle tasse.

* * *

rifletto come l’impronta architettonica di un territorio rispecchia la cultura del popolo che ci vive e come l’architettura vietanmita racconti bene dello spirito individualista di questo popolo che, pur se cosi` vicino lla Cina, in questo si rivela proprio agli antipodi.

da un lato ho in mente gli enormi casoni alveare collettivisti dell’ipersvilppo steroideo della Cina, dall`altro questo sviluppo, solo di poco piu` contenuto, ma meno traumatizzante per un italiano, perche` avviene all’insegna dell’iniziativa individuale, anche se in un paese a sua volta retto da un regime politico comunista: come la Cina, come il Laos: paesi contigui, ma ciascuno di un comunismo cosi` diverso.

il Vietnam e` cosi` orgogliosamente diverso dalla Cina, a cui pure in molto somiglia, cioe` cosi` disordinato, che e` difficile credere che settant`anni fa abbia saputo avviare condurre e vincere con tanta determinazione e disciplina una guerra per l’indipendenza dalla Francia, prima, e poi dagli americani, che avevano voluto dividere il paese in due e controllare il Sud attraverso diverse e confuse dittature.

ma e` difficile anche credere che l’America abbia sacrificato piu` di 50.000 dei suoi giovani per un obiettivo assoluamente privo di senso comune, che era quello di impedire un allargamento del presunto fronte comunista fino a Saigon, quando la prima cosa che fecero vietnamiti e cinesi, dopo raggiunta la pace con gli USA in Vietnam, fu di farsi la guerra per interposta Cambogia o poi, nel 1979, addirittura direttamente.

* * *

scusate se allargo il discorso, allora, ma sono le riflessioni di questo viaggio in bus: dalla fine della seconda guerra mondiale gli Stati Uniti hanno condotto una politica assolutamente idiota, inventandosi di volta in volta un nemico contro il quale combattere.

si potrebbe dire che la psicologia di massa americana e` sempre rimasta quella del cowboy che entra sparacchiando nel saloon, prima ancora di capire che sta succedendo.

ma forse e`  piu` realistico e sensato pensare che questa politica estera sia guidata da un complesso potere economico-militare che HA BISOGNO di investimenti e periodicamente chiede iniezioni di liquidita` pubblica.

perche` la civilta` di massa americana della Coca Cola, internet e telefonini, aveva e ha dentro di se` una forza propria che la porta a dominare sul mondo, senza neppure un grande bisogno dello sfoggio sempre piu` costoso di una potenza militare che alla fine crea essa stessa i nemici di cui ha bisogno, di volta in volta diversi ad ogni generazione: dai comunisti agli integralisti islamici.

* * *

ma intanto che io penso questi pensieri inutili, la periferia diffusa comincia ad addensarsi, le strade si trasformano in viali e pian piano prende forma Haiphong, il principale porto del paese, nome mitico della guerra americana di cinquant’anni fa, bombardata piu` volte e sopravvissuta: oggi citta` di un milione e ottocentomila abitanti, la stessa del comune di Milano, piu` o meno.

l’hotel, vicino al Museo di Haiphong e in una zona molto centrale, scelto sulla Lonely Planet, al quale arrivo in taxi, non esiste di nuovo piu`, o forse ha soltanto cambiato nome, per fortuna, perche` questa volta al suo posto ce ne e` un altro, con annesso Centro Massaggi, come a Ninh Binh.

ma qui, mentre compilo che carte del check in, mi rendo conto che l’hotel stesso funziona anche come un albergo a ore.

pazienza, mi dico, oramai e` fatta e tanto domani riparto.

ma non mi sono reso conto ancora che cosa significa rientrare in camera la sera trovando nella porta spalancata accanto alla reception una schiera intera di ragazze bellissime, ben piu` efficaci in termini auto-promozionali, a vederle dal vivo, dei piccoli tagliandini cinesi infilati sotto la porta…

come minimo pensi che contro la bronchite potresti provare una bella cura indiana, una forte sudata risanatrice.

* * *

del resto, a giudicare dalle insegne delle citta` vietnamite, ora che sono arrivato alla terza, le due principali attivita` del paese sono il karaoke e il massage, che oltretutto devono essere oscuramente collegati fra loro, come ho capito gradualmente da alcune allusioni di un interlocutore locale sulle ragazze che prima fanno il karaoke e poi il massage, ma in una connessione che mi e` rimasta oscura.

certamente il massage e` anche il semplice massaggio, senza significati sessuali, ma al massimo soltanto erotici, pero` l’ambiguita` del termine e` indubbia e io mi domando se non possa esservi imbarazzo a vivere in una citta` dove ogni venti insegne ne trovi una che pubblicizza il Massage, cioe`, probabilmente, il sesso a pagamento.

* * *

ma ad Haiphong mi sono deciso a venire, nonostante la tosse furiosa, che tuttavia continua sempre senza febbre, pensando che se la situazione peggiora e si profila una polmonite, sono pur sempre in una grande citta` dove sara` piu` facile farsi curare da qualche medico che sappia l’inglese e in ogni caso concordare il da farsi con l’assicurazione che ho stipulato per il viaggio.

intanto vado nella farmacia vicina all’hotel a farmi dare qualcosa contro la tosse: e` uno sciroppo, buonissimo, che sa di erbe medicinali e che sembra fare subito un effetto miracoloso.

non mi resta che uscire, a esplorare Haiphong.

7 risposte a “Haiphong, Vietnam, primo contatto – My roundtheworld n. 47 – 522.

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    • e` la cronaca di due settimane fa – sono rimasto piuttosto indietro con i resosoconti.

      dai, se sono qui a scrivere ancora, mi considero quasi guarito…🙂

  4. C U R A T I!
    Bort, non scherzare con la tosse che può degenerare…
    C U R A T I!

    Poi, vedrai, che ti verrà voglia di un bel massaggio (rilassante anche!).

    Stai a riposo qualche giorno!
    Dai, non fare il bambino!

    Ti abbraccio forte
    gb

    Belle riflessioni le tue, ma…
    C U R A T I!

    • anche a te: sono rimasto indietro con le cronache del viaggio, sono in ritardo di due settimane esatte.

      adesso qualche colpetto di tosse esce ancora, ma insomma penso di esserne fuori.

      abbraccio.

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