da Haiphong all’isola di Cat Ba e alla baia di Halong – My roundtheworld n. 49 – 524.

sembra che, tra la bronchite da curare e il netbook da riparare, sia addirittura il giorno 18 mattina che abbandono Haiphong per l’isola di Cat Ba, che sta a sud est della citta`: lascio tutto il mio bagaglio nella reception dell’hotel centro massaggi dicendo che tornero` la sera del giorno dopo per passarci la notte, e me ne parto, portandomi dietro SOLTANTO LA MACCHINA FOTOGRAFICA.

pensatela pure come volete e disapprovate pure che io non abbia neppure un ricambio, ma questo mi da` un senso di liberta` incredibile: per un paio di giorni saro` un vero barbone che non ha altro con se` che il suo occhio meccanico per registrare quello che vede…

* * *

pero` non ci devo girare attorno: se questi resoconti stanno cosi` pericolosamente rallentando, tanto che oramai siamo entrati in una fase di amnesia, e se non posso raccontare piu` nel dettaglio i giorni semivuoti e malati di Haiphong dal 15 al 18 (o 19?) agosto, non e` solo per qualche problema tecnico, ma perche` proprio non me li ricordo piu` spontaneamente, e devo ricorrere al sussidio di forme di memoria esterna, come le fotografie.

che peraltro scarseggiano anche, e non solo per le molte ore passate a letto per la malattia; il 15 sera, ad esempio, la batteria della macchina fotografica non si ricarica piu`, e sara` solo il negozio di informatica che mi ripara anche il netbook che ne scopre la causa il giorno dopo e mi sostituisce semplicemente il cavetto che non funziona.

ed e` cosi` che stavo dimenticando semplicemente l’incontro il giorno 17 ad Haiphong con un ragazzo vietnamita che vive in Australia, e lo trovo in una bella pagoda semiperiferica che la Lonely Planet nomina appena e che io invece ostinatamente mi sono messo a cercare, e si rivela molto interessante, non solo perche` offre l’occasione per questa reciproca simpatia che sorge improvvisa e altrettanto si spegne, dato che lui parte per l’Australia domani, ma perche` siamo nel cuore di una zona popolare di Haiphong, vivace di bancarelle e di mercati.

e sapete qual’e` la cosa stupida, invece, che ora mi ricordo benissimo? che in Vietnam c’e` un frutto piuttosto strano e praticamente sconosciuto da noi, ed ha la forma di una specie di grossa pigna verde scagliosa; e, incuriosito, ne avevo gia` avuto voglia e avevo cercato di farmi spiegare, a gesti, da una venditrice, come si mangiava, ma lei non aveva capito; e adesso e` lui che mi toglie questa curiosita`, mostrandomi come quella scorza che io immagino coriacea ed ostica, per il suo aspetto di pigna, sia invece morbida e cedevole, tanto che basta strizzare il frutto un pochino e questo si apre spontaneamente mostrando una polpa verdognola dolcissima e squisita.

* * *

e non e` soltanto che mi demotivo in questi racconti perche non sono ben sicuro su che significato hanno; e` che mi costringono a ricordare forse quello che non voglio ricordare, o forse desidero tacere.

ad esempio, perche` proprio in questi giorni lascio che la simpatia per Don, e soprattutto la sua verso di me, si esaurisca nelle mail che lentamente sbiadiscono, mentre io mi sento a disagio per il mio francese grossolano, inadatto a dire quello che vorrei?

tralascio il grottesco di un quasi settantenne che dovesse tornare a casa dal suo viaggio intorno al mondo dicendo di essersi innamorato di una vietnamita sessantenne piuttosto carina, e sta a vedere che queste cose succedono anche fuori dai romanzi e dai film, ma e` proprio di qualcos`altro che non voglio parlare, e dunque facciamo un compromesso narrativo, perche` chi mi legge ha pure diritto ad una spiegazione, e lo accenno soltanto.

io da tempo ho fatto la scelta di una solitudine affettiva e, dopo che e` finito malamente all’inizio di quest’anno il legame quasi evanescente che mi era sembrato il piu` adatto alla fragilita` dei miei sentimenti e al mio bisogno di liberta`, sono arrivato a capire che questa e` in me quasi una specie di perversione, che mi nega a relazioni normali.

quindi anche Don e` caduta vittima della mia spontanea simpatia per lei, che non sono riuscito a nasconderle, ma poi del gelo raziocinante che progressivamente ha invaso il mio cuore e sterilizzato quel sentimento.

* * *

insomma, e` giunto il momento di riprendere la mia fuga, mi sento un pochino meglio a forza di sciroppi d’erbe, ed ecco che la mia nuova meta e` quel complesso meraviglioso di migliaia di isole che circonda la baia di Halong, a nord est di Haiphong, e che e` una delle mete turistiche piu` celebrate del Vietnam, tanto che sembrera` poco credibile – anche se e` la verita` – che io abbia visitato abbastanza ampiamente il paese, ma non abbia fatto la famosa crociera tra le isole della baia di Halong, o almeno non la crociera classica di due o tre giorni.

ma io ho scelto di andarci a modo mio, cioe` di puntare ad un’isola un poco appartata rispetto alle mete piu` trafficate, la piu` grande dell’arcipelago, e di andarci con un normale biglietto, pullman piu` traghetto piu` pullman sull’isola; e col senno di poi questa almeno l’ho azzeccata.

* * *

si esce dalla lunga periferia di Haiphong, giusto in tempo per passare davanti, quasi simbolicamente, ad un grande centro commerciale che sta andando a fuoco, e poi si arriva, attraverso terreni semi-incolti e strutture portuali secondarie, al traghetto che porta all’estremita` sud-occidentale dell’isola, non piccola, di Cat Ba; di qui un autobus percorre tutta la sua costa meridionale, per una trentina di km, arrivando al porticciolo omonimo.

il paesaggio e` di nuovo di quel pittoresco che abbiamo gia` conosciuto prima a Guilin in Cina e poi a Ninh Binh: spuntoni rocciosi, in parte ricoperti di vegetazione, che creano forme fantastiche, che ora si spingon fin verso il mare e si travasano anche in scogli ed isolotti che affiorano dalle acque con le stesse forme.

gli sfondi dei panorami marini che si aprono ad ogni svolta improvvisa della strada sono a volte fiabeschi e non si smetterebbe mai ne` di guardare ne` di fotografare, solo che questa cronaca rischia di essere il resoconto di una apparecchiatura tecnica da rottamare: ora e` la camera che ha deciso di dare forfait, e lo fa nello stile tipico dei miei apparati tecnologici da viaggio, a intermittenza.

per cui, quando le potrete vedere, troverete poche foto casuali, dato che al momento del clic perlopiu` la macchina rifiutava di funzionare.

* * *

non importa, perche` alla fine, foto e non foto, il bus si ferma nel lungomare del porticciolo di Cat Ba, chiuso da due promontori e sullo sfondo di un alternarsi di scoglie isolotti o isole che sarebbe terribilmente kitsch, perfino, se l’avesse inventato un pittore, e invece e` opera della natura, e la natura e` sacra.

lasciatemi il tempo di trovarmi l’hotel, di buttare giu`le mie cose, sotto la finestra del settimo piano che e` la mia finestra piu` bella da quando viaggio, perche` da` direttamente su questo capolavoro del paesaggio marino, sui ristoranti galleggianti nella baia, sulle barche dei pescatori, in una luce meravigliosa…

e fatemi uscire per una camminata che parte dalla spiaggia e poi gira a levante lungo un comodo sentiero sul promontorio e di li` discende in una baia e poi in un’altra dove gli ultimi bagnanti si attardano oramai nella luce del tramonto che accarezza i miei pensieri.

si`, mi siedo a contemplare le onde, in mezzo a questi colori surreali, le ascolto perche stanno dicendo qualcosa di me che io non sono capace di dire: qui non sono piu` nel Vietnam, in un viaggio, qui sono passato al paesaggio eterno che e` la voce della natura quando riusciamo ad ascoltarla.

ed e` mare universale, e` il divino che si serve di noi, e` l’impossibilita` si dire che diventa, nonostante tutto, messaggio.

* * *

non vorrei tornare, ma si fa buio, ed e` la mia cena di pesce, sono i miei passi altrettanto incantati nel buio spezzato da luci sulle barche, musiche e canti.

mi chiedo: che cosa ho fatto io di cosi` buono per meritarmi questo?

* * *

il senso del limite deve farsi vivo per questo, in forme ormi ripetitive e uggiose per chi legge come per chi le vive, ma non per questo meno esasperanti: per rispondere a questa domanda e ricordarmi le mie numerose imperfezioni.

ma io non riesco a sopportare l’idea che la camera adesso, quella volta che si accende, apra il diaframma solo in parte e mi consenta soltanto fotografie deformate da ombre.

e allora la manipolo a tal punto che alla fine sento che proprio qualcosa si rompe nel meccanismo dell’obiettivo: fara` ancora una decina di foto ombreggiate a capriccio, di qui a domani.

e anche la bronchite sembra volere riprendere di brutto.

due cose che accelerano la decisione di tornare la mattina dopo ad Haiphong, ma per la via diversa che passa per Halong.

* * *

praticamente questo significa prendere un autobus che va al porto settentrionale dell’isola da dove parte un traghetto verso il nord e la terraferma.

ma quando arrivo sul lungomare a chiedere, poco dopo le 8, il bus e` gia` partito; sento dire delle 9 e rispondo che allora aspettero` quello, ma non ho capito, mi spiegano: stanno parlando del traghetto, l’unico della giornata, che parte per Halong alle 9 a nord dell’isola: sono 40 km di strade di montagna, e sono le 8 e 25, me la sento di provare con un motodriver che sfidera` l’impossibile?

accetto, la bronchite non peggiorera` se mi tengo ben riparato, e per fortuna non ho bagaglio, basta montare sul predellino e si va, decisamente ad una velocita` paurosa.

* * *

dopo qualche minuto il driver mi fa capire che come sto rigido sul predellino con le due mani sulle spalle non va bene: niente riguardi, lo devo proprio abbracciare, con le mani attorno al suo corpo, e se prima si correva forte lungo le discese e i tornanti, adesso che cosa diro`?

ho il batticuore, non sono abituato alla moto veloce, tutti gli altri motodriver mi hanno trattato con riguardo, ma qui se si vuole arrivare in tempo bisogna sfidare la prudenza; io poi non e` che abbia paura, diciamo che sono piu` che altro impressionato.

e poi ogni tanto si apre qualche scorcio marino, dove scogli solenni e bizzarramente tranquilli raccontano di che cosa sono capaci le forze della natura, e non e` che questi spettacoli sono meno efficaci solo perche` visti col vento nei capelli.

* * *

ce l’abbiamo fatta per un minuto, naturalmente: 40 km di curve in 34 minuti; il tempo di pagare driver e biglietto, ed eccomi su un battello incantato che a poco prezzo, anche se non fa una croviera di due o tre giorni, dove  – ne sono sicuro – mi scoccerei, per un’ora scivola tra le rocce accuminate, in passaggi a volte incomprensibili, assieme ad altri galeoni per i turisti piu` ricchi di me o meno bizzarri, che hanno scelto la strada piu` sensata.

e cosi` si arriva all’altra baia, quella principale di Halong: decisamente inferiore a quella di Cat Ba, perche` le isole restano in lontananza e Halong stessa mi appare squallida, nella breve sortita che tento: uno stradone con alberghi immensi, ma vuoto e desolato.

* * *

io del resto ho una tosse furiosa, devo solo far passare la notte dal 19 al 20 agosto, per tornare ad Haiphong, che e` sulla strada per Hanoi, ritirare il bagaglio e rimettermi in viaggio subito: questa tappa ad Halong e` stata mezza giornata persa.

ma l’insieme di questa escursione invece rimane memorabile, come uno dei momenti piu` belli di questo viaggio, eppure non sono pochi, direi.

10 risposte a “da Haiphong all’isola di Cat Ba e alla baia di Halong – My roundtheworld n. 49 – 524.

  1. Pingback: 1. elenco dei post sul #roundtheworld, il viaggio attorno al mondo. | bortoround·

  2. Pingback: la vecchia Haiphong – videoclip n. 240. | bortoround·

  3. Pingback: la pagoda Du Hang di Haiphong – videoclip n. 246. | bortoround·

  4. Pingback: sul bus da Haiphong al traghetto per l’isola di Cat Ba: incendo al Catbi Plaza; sul traghetto per l’isola di Cat Ba – videoclip nn. 247 e 248. | bortoround·

  5. Pingback: la citta` e lo straordinario paesaggio di Cat Ba, Vietnam – videoclip n. 250. | bortoround·

  6. Pingback: PASSEGGIATA NELLA MERAVIGLIOSA ISOLA DI CAT BA, VIETNAM – VIDEOCLIP n. 251 e 252. | bortoround·

  7. Pingback: Da CAT BA AD HALONG COL TRAGHETTO, E POI DA HAIPHONG AD HANOI IN BUS, VIETNAM – VIDEOCLIP n. 253 e 254. | bortoround·

  8. Pingback: dall’isola di Cat Ba alla baia di Halong – my roundtheworld 49 2a parte -178 – bortoround·

  9. Pingback: da Haiphong all’isola di Cat Ba – my roundtheworld 49 2a parte -179 – bortoround·

  10. Pingback: Haiphong, ultimo giorno: la pagoda Du Hang – my roundtheworld 49 1a parte -180 – bortoround·

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...