la nostra guerra contro l’ISIS, iniziata nel peggiore dei modi – 556.

anche noi siamo in guerra con l’ISIS, e la cosa e` inevitabile, considerando le circostanze, visto che per vivere in pace occorre l’accordo di entrambe le parti, ma per fare la guerra basta la volonta` di uno solo e l’ISIS, l’auto-proclamato califfato islamico, ci ha dichiarato guerra.

* * *

ma, dopo questa premessa necessaria, occorre dire che la guerra che oggi ha fatto un salto di qualita` con l’inizio dei bombardamenti americani in Siria, e` cominciata nel peggiore dei modi sul piano giuridico, oltre che in un modo molto incerto su quello strategico.

gli americani stanno bombardando la Siria; con l’accordo della Siria?

ma, veramente, l’hanno informata.

e` sufficiente?

chiaramente no.

anzi, succede una cosa bizzarra assai: che Assad afferma di essere stato almeno informato con una lettera due ore prima e gli USA lo negano!

“Gli Usa non hanno in nessun modo informato la Siriasui raid aerei e non hanno chiesto in alcun modo il permesso per gli attacchi”: così la portavoce del Dipartimento di Stato americano, Jennifer Psaki.

non sarebbe stato meglio avere un mandato dell’ONU?

e perche` non si e` cercato neppure di averlo?

* * *

e pensate che sto solo ripetendo le considerazioni, molto sagge ed azzeccate, di Putin.

e l’America ha consultato i suoi alleati, cioe` anche noi, nel prendere queste decisioni, che in ogni caso ci coinvolgono appunto come alleati?

iniziare una guerra che e` dalla parte della ragione, mettendosi subito dalla parte del torto dal punto di vista del diritto internazionale, non vi sembra idiota?

ed e` costituzionale per l’Italia partecipare ad azioni militari che non siano state autorizzate dall’ONU?

45 risposte a “la nostra guerra contro l’ISIS, iniziata nel peggiore dei modi – 556.

  1. concordo.
    stamattina, vedendo i titoli sul corriere, ho tuttavia fatto caso che ha messo quasi tutti d’accordo, cosa che non capita mai: 75% delle persone era soddisfatto di ciò che leggeva (anzi vedeva, visto che si tratta di un video sui primi bombardamenti)

    fa strano veder tutta questa contentezza per l’inizio di una guerra.

    • commento di risposta cancellato al momento dell’invio: e va be’, provo a ripetere.

      evidentemente il mio post va inscritto nella serie degli interventi di gufi e rosiconi come va di moda definire tutti coloro che cercano di ragionare sui problemi.

      piuttosto c’e` un altro nodo concettuale aperto, e cioe` se sia lecito definire guerra una azione di contrasto ad un gruppo terrorista che si definisce stato, ma che non e` riconosciuto come tale?

      ma il paradosso di questo stato di cose e` che il criminale individuale ha dei diritti legali IN PIU` rispetto al soldato combattente.

      in guerra ad esempio e` lecito sparare a vista al soldato nemico per ucciderlo, ma a un terrorista no.

      qunato all’entusiasmo per la guerra fa parte delle dinamiche della guerra stessa: hai presenti le radiose giornate di maggio oppure l’entusiasmo della folla di palazzo Venezia il 10 giugno 1940?

      ma il saggio cerchera` comunque di ragionare e si chiedera` come mai l’ISIS abbia fatto di tutto per trascinarcici dentro.

      • è successo diverse volte anche a me, per aver cliccato inavvertitamente su qualche link 😦
        adesso ho preso l’abitudine di fare un copia incolla su notepad appena vedo che le righe cominciano a crescere…
        _______________

        bello l’incipit 😀
        *annuisce fortemente*

        anch’io mi sono posto il problema se usare o no il termine guerra: per non pensarci troppo, ho scritto guerra perchè l’ho vista citata sul post 🙂
        a ben pensarci, per non sbagliare allargo il concetto e definisco guerra quando si colpisce per uccidere, quando si spara o si bombarda.
        in contrapposizione con il gioco (che può risultare anche gioco violento e tragico, ma cambia la finalità, per quel che vale)

        molto interessante la precisazione che poni sui diritti del terrorista-civile.
        questo di per sè sarebbe già un buon motivo per definire quella contro il terrorismo una guerra, in ogni caso le leggi sono fatte per essere superate (è una triste constatazione, non soltanto un personale proposito: moltissime leggi sono idiote, contraddittorie o interessate)

        beninteso: sono schifato e aborro l’utilizzo di bombe e armi di distruzione incontrollate, da parte di chiunque in qualsiasi situazione.
        sono al tempo stesso dell’idea di garantire la piena tutela ai diritti dei militari (o, nei casi di pericolo di vita da parte di civili) che dovessero sparare ed ammazzare chiunque si mascheri il volto e attenti alla vita di chiunque.
        piene attenuanti se nel processo si individuino colpe anche da parte del militare, e riconoscimento di merito se il terrorista fosse conclamato e colpevole.
        chi attenta alla vita delle persone va neutralizzato e nel caso estremo eliminato prima di tutto, solo dopo lo si interroga e incarcera.
        l’azione militare deve essere concordata con la nazione ‘ospitante’ dei nuclei terroristici – che devono collaborare pena la guerra – su questo non ci piove.

        sulla reazione emotiva non ho dubbi, il piano è funzionato meravigliosamente, l’inizio della missione è stata un successo: la massa è domata ed incita allo sterminio, giustificando tutto, anche i bombardamenti.
        che poi sappiamo benissimo dove andranno a finire…

        • credo che sia un punto dal quale mi discosto dal pacifismo classico, che e` contrario alla guerra comunque, ma la ritengo una posizione apprezzabile, ma utopica.

          se qualcuno dichiara che vuole ucciderti ed e` in grado di farlo, vi e` un diritto collettivo all’autodifesa; temo che questa posizione, che non mi piace e tanto meno mi entusiasma, sia semplicemente piu` realistica.

          ma il diritto speciale che si applica in guerra e che rende l’omicidio del nemico legittimo non dovrebbe essere applicato anche nel campo del terrorismo?

          manca nel diritto attuale un modo di affrontare situazioni ibride come quella dell’ISIS.

          quanto ai bombardamenti delle citta` di un paese straniero, che neppure risulta chiaro non dico se abbia espresso il suo consenso, ma se sia stato informato, sono un gesto di aggressione stupido e arrogante, il solito cow boy americano che riemerge ad ogni occasione, e che si fa del male da solo.

  2. onestamente cercare di non violare il diritto internazionale nella guerra contro l’issi mi sembra un ragionamento da lana caprina.

    piuttosto noi,eredi della cultura democristiana del mediare,concordare avere pazienza dcc.,dovremmo muovere le nostre forze armate,visto che focolai isis si stanno attivando anche nei paesi del maghreb,cioè’ di fronte a casa nostra.

      • churchil il grande artefice della sconfitta di hitler soleva dire l’unico modo per trattare con una tigre e’ permetterle di mangiarti.

        qui da noi i grandi principi sono sostenuti da una societa’ opulenta….!
        guarda i supersinistrorsi di provata fede…..la testa nell’ideale la pancia nella ricca societa’ capitalista

        • io non sono affatto su posizioni grilline e non ritengo affatto che con ISIS si debba trattare!

          pero` ritengo che l’arroganza americana di Obama, che sta ripetendo per filo e per segno gli errori di Bush del 2003, vada sottolineata.

          secondo punto: considerando che ce l’abbiamo tutti la pancia nella societa’ capitalistica – ricca, ma poi non piu` come una volta -, preferisco di gran lunga coloro che ne tengono almeno la testa fuori (sinistrorsi oppure no) piuttosto che quelli che hanno infilato anche la testa nella merda.

  3. A me sembra tanto che molti non vedano l’ora di sganciare un po’ di bombe..sarà che hanno i magazzini pieni e hanno bisogno di rinnovare un po’ l’arsenale. Non entro nel merito del fatto che questa guerra in particolare sia giusta e sbagliata ma sono in linea col pensiero di Bortocal.
    Saluti

    • la componente della forza del complesso industriale-militare e` sempre sullo sfondo, questo non ce lo dimentichiamo.

      un anno fa Obama voleva bombardare la Siria, ma gli fu umpedito dall’opinione pubblica e dallo stesso Congresso.

      poi e` improvvisamente comparsa l’ISIS con i suoi video, e adesso Obama puo` bombardare finalmente la Siria col consenso universale.

  4. Provo a non leggere soltanto… Può sembrare che mi allontani dall’argomento, ma se guerra è, sempre guerra muove. Tempo fa un ragazzo ucraino mi ha detto molto chiaramente:”speriamo scoppi una guerra e al più presto…. così usciamo fuori da questa crisi”. Tralascio i particolari e la discussione. Lui parlava della sua terra e della situazione europea. Quando la chiesa vide in pericolo la sua egemonia, per la forza acquisita dai cavalieri, decise che occorreva dare uno scopo e allontanare le forze dall’alveare e fu guerra santa. Grazie per l’invito a ragionare, la saggezza non va mai a braccetto con la rabbia… e grazie per lo spazio

  5. i romani erano vincitori anche nelle sconfitte perche’ erano freddi e pragmatici.

    gli esaltati dell’isis non sono dei diplomatici.

    a proposito ho sentito che chi muore in battaglia ha diritto a 77 vergini.

    ma se un combattente ha una certa eta’ e muore non sarebbe meglio una sola trentenne navigata?

    • buona la battuta.

      pero`, appunto, mi pare che l’Occidente sia tutt’altro che freddo e pragmatico.

      non credo in questo caso a Fidel Castro, che dice che l’ISIS e` una invenzione di Israele me degli USA per giustificare la guerra, anche se qualche appoggio, per dio, c’e` stato, e dovrebbero spiegarci perche`.

      pero`, forse sbagliero`, ma se ISIS e` vera, come credo, gli americani sono caduti nel suo gioco come allocchi: ISIS ha fatto di tutto per trascinarci in guerra e, come dicevo, in altro commento, secondo me per due motivi:

      la possibilita` di avere un terrorismo internazionale diffuso

      la concreta probabilita` di aggravare la crisi economica e il debito dell’Occidente.

      in ogni caso un intervento era inevitabile, oramai, pare, ma cominciare perdendosi per la strada alleati potenziali come l’Iran (e la Russia) e` tutt’altro che razionale.

      se fai una guerra su due fronti, contro ISIS e contro la Russia, perdi, come successe a Hitler.

      e inoltre spingi i due alleati a convergere tatticamente.

      la guerra ad ISIS comporta a mio parere la fine dell’aggressione alla Russia, costante della politica estera occidentale degli ultimi vent’anni.

      altrimenti significa che consideri ISIS soltanto un pretesto e una manovra diversiva per continuare la tua guerra principale, che e` quella contro la Russia.

  6. Vero, pero’ l’altra volta, quando cercarono di averlo, e poi, vedendoselo rifiutato, decisero di procedere lo stesso, fu forse ancora peggio, almeno secondo me, mi sembra che chiederlo e poi non tenere conto della risposta sia ancora peggio che di non chiederlo.

    Per il resto, Fidel Castro oggi dichiara che l’Isis è stato creato da Israele e Cia per dargli una scusa per giustificare la linea dura. Non penso che Fidel Castro abbia ragione su questo punto, penso pero’ che questa teoria sia una delle poche cose a cui i fautori della pace possano ancora provare ad attaccarsi. La pace, intendo, con i colleghi, i passanti e i vicini di casa appartenenti alla religione musulmana. Naturalmente, non ci crede nessuno di noi a questa teoria, pero’ facciamo finta di crederci per non guastarci i rapporti personali e mantenere un minimo di parvenza di cordialità nei nostri rapporti con i Musulmani che ci attorniano e che ci accerchiano nelle nostre stesse città.

    • la prima parte del tuo ragionamento e` molto strana, ma anche il comportamento dei nostri leader lo e`.

      ti riferisci, immagino, alla seconda guerra del Golfo, contro l’Iraq, del 2003, che inizio` in modo molto simile, ma poi prosegui` dal 2004 con un mandato dell’Onu per venirne fuori, e fu, ed e`, una catastrofe.

      non solo umanitaria, con i suoi 350.000 morti, ma anche economica per gli USA: 1700 miliardi di dollari, con altri 490 miliardi per l’assistenza ai reduci di guerra.

      in altre parole, piu` di un settimo del debito pubblico americano attuale e` dovuto a questa guerra.

      e questo e` probabilmente giusto il calcolo che ha spinto l’ISIS a volere fermamente la guerra: la possibilita` di avere un terrorismo internazionale diffuso e la concreta probabilita` di aggravare la crisi economica e il debito dell’Occidente.

      quindi la mancanza di un mandato dell’Onu fu profetica, e partire comunque, senza allenaze internazionali vaste, fu un grosso errore di Bush, che ora Obama, un presidente totalmente inetto, ripete esattamente, solo evitando di mandare al momento truppe doi terra.

      dissento completamente sulla tua conclusione: la guerra non e` affatto contro il mondo musulmano, tanto e` vero che gli alleati degli USA che al momento partecipano attivamente alle azioni americane sono tutti stati islamici.

      e ho conoscenze e amicizie in Italia nel mondo islamico – che forse a te mancano adesso – che mi fanno dire che la maggior parte degli islamici e` formata da persone pacifiche.

      poi i fanatici religiosi, che non mancano in nessuna religione, nell’islam assumono volentieri un aspetto violento, ma questo e` un altro discorso.

      • Cioè, meno male quello che mi dici tu, ma almeno qui in Francia che vedo io adesso, un Musulmano che mi dica che lui non è d’accordo con l’Isis non l’ho ancora trovato.

        • quello che mi dici tu e` invece veramente preoccupante e forse dipende dalla maggiore chiusura nazionalista della societa` francese.

          ricordo che mio zio, che viveva in Francia nel 1940, fu internato per il semplice fatto di essere itraliano.

          forse oggi i simpatizzanti immigrati vanno, se non internati, rispediti ai loro paesi.

          c’e` poco da sottovalutare, anche se provvedimenti di questo tipo hanno comunque una efficacia parziale.

          • Ma i simpatizzanti come li identifichi? Ti faccio un esempio, io lavoro in una importante banca francese in uno dei quartieri d’affari massimi di Parigi. SEI dei miei colleghi (in una équipe di 13 persone) parlano costantemente, in ufficio, di ”Fottere la Francia”, ritengono che le donne non dovrebbero lavorare, che il potere politico dovrebbe essere affidato ai religiosi, che Obama dovrebbe essere impiccato perché è nato musulmano e poi ha commesso l’imperdonabile crimine di apostasia, che i matrimoni gay sono un buon motivo per mettersi nella lotta armata ma che per il momento nel loro estremo moderatismo continuano a pensare esclusivamente a fare soldi pero’ al prossimo passaggio, che secondo loro sarà la legittimazione anche della pedofilia (come se matrimoni gay e pedofilia fossero due gradini di un percorso perfettamente lineare, secondo loro), allora a quel punto prenderanno le armi anche loro. Esiste un tribunale democratico di un qualsiasi paese del mondo che possa sanzionare questo tipo di espressioni? Un Musulmano Francese che è di famiglia francese da cinque generazioni e che non è mai stato in alcun altro paese che in Francia e che dice in qualsiasi circostanza della vita pubblica e privata che ”odia la Francia”, puo’ forse essere considerato come un reato? Un ragazzo che si mette all’uscita della metropolitana urlando a tutti quelli che passano che ”Allah è grande e tu ti devi prosternare davanti a lui”, puo’ essere considerato come un reato? Insultare chiunque mangi o beva in pubblico in periodo di ramadan puo’ essere considerato come un reato? Dire ”brucerai all’inferno lurido infedele” ogni volta che qualcuno ti spinge nella metropolitana (perché spinto a sua volta da dietro) e perché ha i capelli chiari puo’ essere considerato come un reato? Ripetere regolarmente che l’uccisore di tre visitatori di un musero ebraico a Bruxelles ”ha fatto bene, perché molti di più ne uccidono gli Israeliani nella striscia di Gaza” puo’ essere considerato come un reato?

            • rispondo semplicemente di si`, che questi in parte sono gia`, in parte sono da considerare, reati.

              e per tagliare la testa al toro, lo sai che da tempo considero assolutamente inaccettabile la circoncisione dei minori: la proibirei drasticamente, per non dire dell’infibulazione, prevedendo pene molto dure per entrambe, con multe durissime e condanne al carcere con la condizionale.

              mi pare che dissuaderebbe i fanatici anche dall’entrare e selezionerebbe quelli che sono gia` qui spingendo qualcuno a rientrare.

              quanto agli immigrati nati sul posto, non ci si puo` fare molto in termini di rinvio a casa, ma molto in termini di punizione dei comportamenti aberranti.

              quanto a individuare i simpatizzanti, mi pare che tu con un registratore in tasca saresti un ottimo cacciatore di fanatici. 🙂

          • Dimentichi due cose: 1) la polizia è interamente nelle loro mani, grazie alla corruzione 2) io se vengo denunciato non potro’ più lavorare, a loro invece non gli cambia nulla 3) le prigioni sono interamente nelle loro mani, sono loro che decidono chi puo’ avere vita facile e chi no all’interno della prigione

          • Cioè, le denunce sono sempre reciproche, se io denuncio qualcuno questo qualcuno denuncerà sicuramente me a sua volta, poco importa che le accuse siano vere o false, gli basta trovare dei testimoni. Poi loro non hanno nulla da temere dal sistema giudiziario, io invece si’ 🙂

            • a volte penso che tu sia piu` intelligente di me, ma non mi conivinci lo stesso.

              nella mia vita personale e professionale non ho mai applicato il principio della codardia che tu predichi qui sopra, ho avuto molte grane, ma sono qui lo stesso.

              qualunque risultato implica la disponibilita` ad un minimo di rischio.

              se non c’e` questa, si perde a mio parere il diritto di lamentarsi.

              infatti, se non ti impoegni tu, perche` dovrebbe farlo qualcun altro?

              d’altra parte gli islamisti rischiano e parecchio.

              e allora diciamo che vince anche chi e` disposto a rischiare di piu`

      • Ci sto… e del resto in 3 mesi che sto a Parigi ho già chiamato la polizia 2 volte. Immagino che ce ne saranno altre, promesso!! Ma dovro’ almeno saper riconoscere quali casi ne varranno davvero la pena.

        • mi intrometto pardon
          chiedo a moselleorthodoxe: può essere che le conclusioni che trai siano condizionate dalla limitata conoscenza dell’ambiente in cui vivi?
          3 mesi sono pochi per conoscere una città e fare certe generalizzazioni. non so nulla di te, magari ci ha già vissuto per anni e mi zittisci, la mia vuole essere una supposizione e una domanda 🙂

          detto questo, mi è uscita una riflessione.
          mi pare di aver capito che lavori in ambito bancario, nel distretto finanziario centrale dunque un ambiente tendenzialmente ricco, istruito e influente.
          hai portato certe chiare testimonianze.

          prima di estendere la generalizzazione al pensiero della maggioranza degli arabi (ma non solo arabi, immagino, anche alcuni occidentali bramano un dio vendicativo e sanguinario da abbracciare, ne sentono la sete), mi fermerei ad una generalizzazione minore e più dettagliata: magari il fenomeno si percepisce di più in certi ambienti che in altri, dipende dall’habitat.

          io vedo questo schema.
          a livello sociale di disagio ci sono gli arabi da una parte e gli occidentali dall’altra, due blocchi contrapposti.
          per molti arabi abituati alla misera il movimento violento risulta attraente, a differenza degli occidentali che si schierano cercando di fare blocco contro questa follia (con più o meno coraggio e partecipazione: ci sono anche i ferventi militanti “ma io li brucio tutti questi schifosi arabi”, non dimentichiamoci dei più stupidi).
          constatazione: il livello di miseria racchiude una fetta bella consistente di popolazione totale.

          a livello sociale più alto la situazione è diversa, più ambigua e meno definita.
          in un ambiente ricco e istruito, dove le persone stanno bene, possono scegliere di evitarsi le rogne e godersi la vita, di per sè il movimento violento (che è anche mediaticamente violento) di per sè disincentiva a mettersi in mezzo, per cui c’è un grande movente a seguire la strada più ovvia: condanna del terrorismo, e sostanziale menefreghismo partecipativo per contrastare il fenomeno. intromettersi porta a rogne e preoccupazioni inutili, al massimo si osa qualche trovata pubblicitaria, investimenti in denaro se non manca.
          questa fascia di popolazione, di cui fanno parte soprattutto occidentali ma anche molti arabi, per la maggior parte è contro l’ISIS, come tutti noi immagino
          ma c’è un altro movente: quello irrazionale di superiorità, che si esprime in una identità collettiva di rivolta violenta contro un establishment considerato inferiore e ingiusto, di barbara furia fervente sedotta da un dio vendicativo e sanguinario, giusto e generoso (per chi ci crede…)
          questo movente è interculturale, istintivo e ancestralmente umano, è il predatore che emerge dalla nostra evoluzione sociale, che vuole predominare schiacciando chi considera inferiore. lo stesso movente che ha incendiato il nazismo e altri abomini storici, alternatisi a ruota nel tempo.
          avvenimento per avvenimento, man mano cambia il focus su cosa sia da considerare inferiore, e quante persone dover schiacciare.
          è il colpo di coda del nostro irrazionale predatorio più profondo, lo stesso che condividiamo forse con tutte le altre specie viventi.

          è un pericoloso stato d’animo, ed è preoccupante che possa attecchire tra gli strati sociali privilegiati.
          credo che il nichilismo consumistico ed alienato di questa civiltà abbia colpito molte deboli menti, persone che possono diventare veramente pericolose, la furia ceca prevarica il buon senso e la passione drogata porta ad azioni inconcepibili.

          tra parentesi, credo che le religioni siano il risultato dei nostri desideri collettivi, paraventi di un impulso violento primordiale.

          l’evoluzione agisce sulla nostra società nel giro di generazioni, non di ere geologiche e questo ci permette una possibilità di analisi sul fenomeno ben documentata.

          l’evoluzione induce tutte le specie ad estinguersi, la sopravvivenza della nostra è legata a quanto saremo in grado di restare aggrappati alla vita in pacifica e razionale cooperazione (e toccandoci le palle per tutto il resto che è molto più grande), in questa forma umana. nell’aggrapparci alla vita ci moltiplichiamo, ci differenziamo socialmente e territorialmente, andando ad occupare determinate nicche di habitat, cercando di ottenere habitat migliori, che ci soddisfino.
          gli animali hanno poche possibilità da questo punto di vista: noi possiamo addirittura crearci gli habitat desiderati razionalmente, se abbiamo potere.
          sembriamo tuttavia di non saper trovare pace.

          costantemente ci stiamo provando, a predominare e sterminarci: finora ancora non ci siamo riusciti ma anzi continuiamo a spuntare come funghi.
          eppure siamo intelligenti da proseguire per questa civiltà insostenibile grazie alla quale ce la faremo – prima o poi, in un modo o nell’altro – a realizzare finalmente l’auto-estinzione incontrollata.

          vediamoci la scena sociale dall’alto.

          in questo caso, c’è qualche straricco da una parte, che finanzia, coordina e catechizza, dall’altra parte un’altra serie di straricchi in cattedra all’establishment contemporaneo che agiscono da contraltare in modo più o meno efficace (vedremo): in mezzo un nugulo di miserabili ferventi e non che si trascineranno nella mischia, volenti o nolenti, fino a lasciarci le penne.
          a quanto arriverà il pallottoliere dell’autoestinzione questo giro?

          e a proposito, come va col clima, ce la stiamo mettendo tutta anche lì?

          go homo, go home
          vai uomo, vai a casa

          🙂

          • Ciao e grazie per la riflessione. Sono a Parigi da tre mesi, vedo tanti tanti Musulmani nella metropolitana o per strada, ma di loro vedo quasi solo i comportamenti esteriori, superficialmente. E si sentono nostri nemici. Prima ero in Lorena, dove vedevo esattamente le stesse cose. Ho conosciuto anche alcuni Musulmani molto intelligenti, molto sensibili e secondo me molto grandi di cuore, ma che pero’ quando si parlava di politica o di tematiche societali, magari in modo estremamente moderato e prudente, ma avevano esattamente quegli stessi punti di vista, su tutto. C’è anche la mia migliore amica, che è stata molto importante negli ultimi anni della mia vita e che mi ha aiutato tantissimo, su tante cose della mia vita, ma anche lei si rifiuta di dissociarsi dall’Isis. Ad oggi non conosco nessun Musulmano disposto a dissociarsi dall’Isis, ma se continuo a cercare, finiro’ ben per trovarne qualcuno., e sarà importante per me.

            C’è ad oggi in Francia questa situazione. I Musulmani si sentono diversi e in stato di confrontazione contro il resto della Francia, e molti Francesi si sentono diversi e in stato di confrontazione contro ai Musulmani di Francia. Di chi è colpa, potrebbe anche essere colpa dei Francesi, dei loro crimini di guerra commessi durante il colonialismo e poi la guerra i Algeria, di una integrazione, di un modello economico e sociale pensati male. Non lo so. Pero’ quando i membri di una religione hanno problemi in Cecenia per colpa dei Russi che sono terribili, in Kashmir per colpa degli Indiani che sono terribili, in Israele per colpa degli Israeliani che sono terribili, in Armenia per colpa degli Armeni che sono terribili, in ex Yugoslavia per colpa dei Serbi che sono terribili, in Nigeria per colpa dei Nigeriani che sono terribili… a un certo punto non viene da chiedersi se non sia proprio lui ad andare contromano?

            Ci sono anche dei Musulmani moderati. Bene! Ma è un fatto che ovunque sono di meno, e meno moderati, di solo qualche anno fa. Dove i moderati erano il 10 per cento, adesso sono il 5, dove erano il 40 adesso sono il 20. Perché? Per i soldi del petrolio usati in un certo modo da parte di certe persone tipo l’Emiro del Qatar. Anche: perché le democrazie occidentali sono governate da élites corrotte dai soldi dei dittatori esteri e fanno gli interessi dei dittatori esteri e non dei popoli che li votano.

            In quali paesi musulmani posso andare a predicare il Cristianesimo? In quali paesi non musulmani posso andare a predicare il Cristianesimo? Io non sono neanche più Cristiano, ma mi sembra un test interessante da fare.

            E, soprattutto, l’unica cosa che il tuo discorso, che altrimenti trovo estremamente valido e interessante, non dice: che cosa dice il Corano? Possiamo trovare dei Musulmani più fedeli al buon senso e ai principii del cuore e della coscienza, che al testo coranico, bene, ma il testo intato coranico sarà sempre li’, e continuerà ad influenzare alcuni Musulmani di ogni generazione futura, di tutte le generazioni future, per sempre.

            Ci sono quattro scuole nell’Islam Sunnita. Esiste forse una delle quattro che dica che non si devono condannare a morte i Musulmani che commettono il reato di apostasia? Se esiste, cambiero’ terminologia, non parlero’ più dei pericoli dell’Islam, ma solo dei pericoli della scuola Malikita, e chiedero’ ai Musulmani che seguono la scuola che non dice di condannarli a morte, di non definirsi più solo genericamente Musulmani, ma Musulmani della scuola Tal-dei-tali-Ita, cosi’ si evitano le confusioni con i Musulmani Malikiti, che dicono di conanndarli a morte. E soprattutto che i fanatici non siano ammessi a pregare nelle loro stesse Moschee? Cosi’ in fine il pericolo di confusione tra estremisti e moderati non ci sarà più, no?

            Ma questo nell’Islam non è possibile!

            Possiamo migliorare la situazione oggi, forse, come dice Papa Francesco, fare tanti gesti di pace, chiedere l’aiuto dei Musulmani moderati, fare opera mediatica, vincere la guerra contro le minoranze dei terroristi, tagliare i ponti nei social networks tra terroristi e giovani in situazione di disagio identitario e sociale nei paesi occidentali per evitare che simpatizzino con i terroristi, integrare magnificamente i milioni di immigrati che continuano ad arrivare, aiutare economicamente i paesi economicamente disastrati a maggioranza musulmana, sviluppare dei rapporti di alleanza politica con i loro dirigenti e far nascere poco alla volta la democrazia in questi Paesi.

            E cento anni dopo i loro figli impareranno a memoria il testo del Corano, e alcuni di loro decideranno che il testo del Corano è giusto, tutto quello che ho scritto io qui sopra è sbagliato. E saremo da capo.

            E mille anni dopo, di nuovo.

            E diecimila anni dopo, di nuovo.

            Finché ci saranno persone che crederanno che il Corano sia la parola di Dio, dettata parola per parola da Gabriele al Profeta Maometto.

            • grazie a te! poderosa risposta 🙂

              “[CUT] a un certo punto non viene da chiedersi se non sia proprio lui ad andare contromano?”
              ineccepibile!

              mi hai dato modo per rielaborare un po’ i miei pensieri, e nuovi spunti di riflessione.

              io avevo trascurato la specificità della religione Musulmana: la mia analisi in realtà era più superficiale e generale.
              fai bene a fare queste puntualizzazioni, anche a me sembrano rilevanti.
              rimanendo allineato al mio pensiero originario sugli strati più poveri e disagiati della società, in cui il folle integralismo religioso ha strada spianata (penso che su questo concorderai con me) voglio rivedere le mie considerazioni, in questo caso specifico riferito all’Islam, sulle dinamiche che intercorrono nella classe benestante.
              sembrerebbe infatti che, rispetto a tutte le altre religioni in voga, l’Islamismo sia la religione più potente, più persuasiva, almeno in questi tempi.
              fai bene a focalizzarti sull’importanza del Corano, e sui suoi chiari riferimenti che riconducono alla violenza più esplicita.
              un testo forse meno interpretabile delle scritture cristiane? o proprio più incline al sangue?

              insomma quello che deduco dalla tua esperienza è che l’Islam convinca anche quel ceto sociale che generalmente è poco influenzabile dagli estremismi religiosi.
              immagino, di tutte queste persone che racconti (anch’io ne conosco qualcuno ma non ne ho avuto contatti diretti di recente, una ragazza in particolare iraniana, intelligentissima – ora infatti si sta specializzando a yale mi pare – non la vedo da qualche anno) siano integraliste anche nella vita comune: no alcol, no maiale etc…
              anch’io confermo che i pochi musulmani benestanti che conosco sono religiosi convinti e praticanti, anche da adolescenti e ragazzi: non so quanto possano arrivare a giustificare gli sgozzamenti in diretta, ma certamente sono allineati e bendisposti verso i’idea di fondo, lo scopo e le colpe.

              dunque mi sorgono questi pensieri: perchè proprio l’Islam?
              perchè i cristiani non sono altrettanto ferventi?
              forse il centro della questione è proprio l’intransigenza e la pena severa, la giustizia capitale.
              forse, in reazione di questa crisi occidentale di valori, che tutto annebbia e anestetizza, la violenza del Corano e l’osservazione dei ferventi praticanti lascia il segno, e risveglia gli impulsi irrazionali di senso di appartenenza ad un gruppo contrapposto al nemico infedele da combattere.
              è un’idea potente e disgraziata, in questo contesto storico.

              il debole dio cristiano ma soprattutto l’operato sciagurato della curia non lascia segno nei nostri cuori e viene travolto dal nichilismo del possesso individuale, privandoci di spirito combattivo.
              loro hanno uno scopo e si sentono motivati e uniti, noi non ne abbiamo alcuno se non la nostra casetta, famiglia, amici.
              forse in questo contesto se dovesso cominciare a picchiare forte, lo scopo ce lo faranno venire, chissà.
              questo nuovo Papa così piacente che ruolo assumerà, se la situazione peggiorasse come dichiarano?

              l’altra considerazione che mi viene è questa:
              come mai la stragrande maggioranza dei musulmani, almeno per quello che sono le nostre esperienze, sono tutti così osservanti e credenti?
              forse la risposta me l’hai data te: nell’Islam, l’infedeltà è condannata con la morte. in tanti posti la applicano. mi sembra un buon deterrente, incute timore e rispetto la violenza sommaria, se attribuita alla giustizia divina.

              sarebbe curioso sapere da bortocal cosa ne pensano della questione ISIS i musulmani in nuova zelanda, se la lontananza li ha resi diversi da quelli europei, o se il pattern ricorre.
              ma forse è troppo tardi: sarà in viaggio per la Polinesia Francese?
              Un cosa è certa: sta meglio di noi, qui, adesso 🙂

          • Ciao e grazie! Anche io posso provare a rivedere il mio ragionamento: forse contromano vanno SIA i Musulmani SIA gli altri, almeno in parte 🙂 Per il resto, rimane vero che sembra molto difficile, un grande problema insomma. Io continuo a sperare che le nuove tecnologie dei prossimi decenni aiuteranno l’umanità a venir fuori di tutto questo prima che sia troppo tardi, e anche che se l’Occidente sembra debole la Cina sembra altrettanto forte, quindi paradossalmente uso la Cina per rassicurarmi sul futuro del mondo nei prossimi anni 🙂 L’unica cosa che mi permetto di vedere diversamente, per il momento, rispetto a quello che dici tu, è che anche i Musulmani che conosco mi sembrano molto interessanti soprattutto alla loro casetta, moglie, macchina, eccetera. Solo che si aiutano anche molto tra di loro per ottenerli 🙂

            • sempre interessanti le tue osservazioni: smetto di ringraziarti solo per non risultare ripetitivo 🙂

              può essere che la religione Islamica sia mediaticamente più efficace di altre, proprio perchè riconduce ingenuamente ai valori ultraterreni anche una consistente materialità del vivere quotidiano?

              nel cattolicesimo, ad esempio, si professa povertà e misericordia – esattamente l’opposto di quelli che sono i naturali istinti umani di massa, in attesa della ricompensa post mortem – per poi attualizzarsi nelle cronache mondane con le aberrazioni che ben conosciamo.
              i musulmani da questo punto di vista potrebbero apparire più coerenti e credibili ai proseliti.

              insomma l’Islam in questa mia rilettura potrebbe delinearsi come la religione che meglio si adatta alla competizione individualista e materialista occidentale attuale, dal momento che riesce a far coincidere e promuovere certi impulsi anche all’interno dei dogmi di fede.

              trovo curioso ed indicativo che la cultura araba sia fiorita nel buio del medioevo cristiano: ricorsi storici?

              condivido con te il pensiero che il contrappeso globale all’attuale frenesia di violenza e Jihad sia da individuare per lo più nel collettivismo meno democratico ma altrettanto tecnologico delle potenze orientali (rispetto ai canoni occidentali).

  7. Non so. Ci sono diversi aspetti. Secondo il diritto l’Italia non può partecipare a nessuna azione militare, ma solo a quelle di peace-keeping. Il diritto internazionale è violato in ogni istante in ogni parte del mondo: si bombardassero tutti i luoghi in cui avvengono tali violazioni, le nubi delle bombe non ci farebbero respirare mai. E non ci sarebbe riparo.
    Non credo alle notizie che ci propinano, soprattutto quelle che vengono dal medio-oriente (armi chimiche irachene insegnano).
    In grande succede quello che succede nel piccolo: voglio una cosa, non te la do, vado dall’avvocato che mi da torto, allora te la porto via in un modo o nell’altro.
    Non credo alle guerre di religione. Credo esista la guerra. Sempre e soltanto per lo stesso motivo.
    Mi piacerebbe che il mondo cambiasse. Molto. Nel mio piccolo ci provo. Ogni giorno.
    Ma non mi illudo, proprio per niente.

    • questo post e` molto schematico, e la diffidenza e` obbligatoria, dopo cinquant’anni di guerre fondate su elementi di propaganda che poi sono risultati falsi.

      tuttavia ISIS non e` una invenzione dei media, e` una invenzione della realta`.

      puo` darsi che i manipolatori siano diventati cosi` bravi che adesso manipolano la realta` e non piu` soltanto le notizie?

      oppure la realta` e` abbastanza folle per conto suo da produrre quello che ai manipolatori fa comdo?

      interpretare il mondo non e` mai stato cosi` complicato.

      ma quello che e` certo e` che ISIS ha fatto e sta facendo di tutto per trascinarci in guerra: ritiene di avere tutto da guadagnare da una guerra aperta, e il tempo dira` se aveva ragione, potrebbe anche essere.

      il modo in cui questa guerra parte e` assurdo rispetto ai suoi scopi dichiarati; dunque questo significa che i suoi scopi sono altri, e cioe` l’attacco alla Russia, per interposta Siria.

      l’art. 11 della Costituzione vieta la guerra, ma consente la partecipazine ad azioni promosse dalle organizzazioni internazionali come l’ONU, quelle che tu chiami azioni di peace keeping, ma che possono avere vari livelli di impoirtanza (anche la guerra di Corea dal 1950 al 1953 fu autorizzata dall’Onu).

      certo, non e` la prima volta che in Italia si viola la costituzione partecipando a guerre senza mandato delle Nazioni Unite: comicio` D’Alema con la nostra partecipazione alla guerra di Serbia nel 1999 e Ciampi non mosse ciglio.

      fu una guerra della NATO contro la Russia, in realta`, dato che era il punto di riferimento della Serbia e la guerra servi` a rompere questo legame.

  8. ULTIMISSIMA…..!!
    una succursale isis ha sgozzato in algeria una guida turistica francese.
    e’ assolutamente necessario impegnarsi militarmente perche’ se il maghreb,di fronte alle nostre coste, dovesse cadere in mano a questi sinistri figuri…….!.

    mi sembra assolutamente ambiguo il ruolo della turchia che si sta’ avviando verso una decisa stretta islamica.

    • a me hanno insegnato da piccolo a contare fino a 100 prima di parlare…

      quando parli di “impegnarsi militarmente” nel Maghreb, che cosa intendi esattamente?

      oserei aggiungere che dovremmo strettamente astenerci dall’intervenire in qualunque parte del mondo con la presunzione di imporre militarmente il nostro punto di vista: se i fanatici islamisti dovessero prevalere nell’opinione pubblica maghrebina, si porrebbe nun problema fra stati, ma e` assolutamente da escludere qualche intervento militare preventivo, oltretuttto controproducente: non e` con le armi che si cambiano le idee dei popoli.

    • Ultimissima!! Un figuri sinistri ha appena parlato di guerra giusta! Giusta! Che bella parola ItaloAmericanA!

          • non credo che le dichiarazioni bellicose dell’ISIS sulla sua intenzione di portare la guerra in Europa siano invenzioni della propaganda occidentale.

            credo piuttosto che siano provocazioni calcolate per trascinarci in una guerra che gli integralisti considerano di poter vincere, e con qualche ragione, visto che stanno avanzando – anche se la propaganda militare nega le loro vittorie.

            credo che il problema non sia affatto, quindi, se fare o non fare la guerra all’ISIS, ma quale sia, piuttosto, il modo piu` intelligente di farla.

            e non credo sia quello scelto attualmente.

      • Ho scaricato e cercato di leggere anche il Corano tempo fa, insieme alla Torah e ad altri testi religiosi. Mi interessa molto l’islamismo, anche perchè essendo io di lontane origini arabe ( come ben saprai in sicilia c’è stata la loro dominazione) ho avuto sempre un interesse particolare per il sufismo e quindi la mia sete di conoscenza è arrivata fino alla jihad 🙂

        • il Corano e` uno dei libri stanziali nello scaffale che fiancheggia il mio letto in Italia, assieme alla Bibbia e a Leopardi, oltre a qualche altro.

          non si puo` dire che mi entusiasmi, ma in parte potrebbe anche dipendere da una traduzione molto mediocre.

          comunque conoscerlo bisogna, secondo me.

          condivido l’entusiasmo per i sufismo, in linea toerica, e credo che abbia influenzato profondamente anche la cultura europea, attraverso lo Stil Novo, in particolare.

          l’entusiasmo pratico e` molto diminuito quando un vecchissimo imam in una moschea sufi del Cairo mi rubo` i soldi dal portafoglio a poche ore dalla partenza, rischiando di provocarmi la perdita dell’aereo.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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