un giorno senza fare assolutamente niente a Morea, e come e` nata Trippedia – My roundtheworld n. 91 – 582.

ieri sera, finita l’escursione a incontrare capodogli, squali (piccoli) e mante, eccomi uscire mollemente per una cena come si deve; oltretutto al momento del pagamento dei 100 franchi locali dell’escursione me ne sono stati restituiti a sorpresa 30, col che l’escursione e` venuta a costare 24 euro di meno, 56 in tutto (un prezzo davvero stracciato, direi, tutto da bassa stagione) e decido di spendermeli tutti in un lauto pasto di pasta, carpaccio di tonno aromatizzato e birra.

ma il servizio lentissimo, degno del Laos, mi costringe a scoprire il lato nascosto, quello che meno si vorrebbe vedere, della Polinesia.

ed e` l’alcoolismo, portato dagli occidentali, per cui qui una bella ventata di radicalismo islamico, detto sottovoce, non farebbe male, sempre che si riuscisse a impedire la doppia morale che vige nei paesi a radicalismo islamico dominante, dove l’uso clandestino dei super-alcoolici non e` affatto sconosciuto.

sono infatti accolto da esclamazioni traballanti di giubilo appena mi siedo al mio tavolo: tre amiconi stanno ad una tavolo piu` in la` davanti a un boccalone di forse tre litri di birra, ma non hanno bisogno di questa ne` della bottiglietta di liquore piu` forte, di supporto, per ubriacarsi; infatti lo sono ampiamente gia`, e fa dispiacere vedere ciondolanti un bell’uomo con la bandana, il suo amico come solito obeso ed un terzo a meta` strada tra i due, ma tutti rigorosamente coi calzoni a fondo pancia, cosi` che a uno si vedono i peli del pube e a tutti ampiamente l’inizio della fessura fra le due natiche, secondo una moda locale che peraltro fra i maschi polinesiani pare ampiamente diffusa.

mi invitano a sedermi fra loro, ma a fare che cosa? gli sguardi sono offuscati e gli occhi arrossati, le parole impastate, le domande si ripetono uguali a poca distanza, e insomma mi scoccio e ritorno al mio tavolo, sospirando la cena che impiega quarti d’ora ad arrivare.

* * *

ma arrivano anche altri alla bisboccia e qualcuno si siede anche da me rifacendo le stesse domande e ricominciando poco dopo a ripeterle con la stessa amnesia, che mi fa guarire immediatamente dalle mie preoccupazioni sulle condizioni della mia memoria.

italien, Berlusconi, e sghignazzate varie fanno da contorno.

io provo a replicare bunga bunga, ma la cosa non fa effetto alcuno: e intanto anche una ragazza sottile e decisamente carina, solo un poco piu` abile a mascherare l’ebbrezza, si unisce alla trista compagnia che farrivare un altro boccalone.

e io tra me maledico i missionari che nella loro ansia moralizzatrice, costruendo chiese sul luogo di vecchi templi pagani, riuscirono in alcune isole a ridurre a 5 gli abitanti che erano 2.000 prima del loro arrivo.
perche` il cristianesimo e` l’unica religione, dopotutto che ha santificato il vino, facendone ilo sangue di Dio, e dunque lo porta con se` e non riesce a proibirlo.

e l`alcool ha devastato e devasta la Polinesia, che e` il regno della bellezza, ma e` anche il regno della noia mortale, a viverci tutto l’anno.

chissa`: forse la bellezza, a lungo goduta, e` mortalmente noiosa.

* * *

stamattina ho deciso di fermarmi ancora un giorno a Moorea, attirato dalla connessione gratis (che invece proprio la domenica pomeriggio sparira`) e dalla possibilita` di riposarmi.

vado alla reception a pagare la notte in piu` senza badare troppo al pacchetto dei biglietti da 1.000 franchi che si e` assottigliato parecchio, tanto c’e` il bancomat per rimpinguare il malloppetto davvero esiguo.

solo poco fa, nel comprare un gelato alla cioccolata di lentissima consegna pure lui, realizzo che e` decisamente meglio prelevare.

e subito dopo il bancomat si rifiuta di sganciare sia al bancomat italiano che a quello tedesco; quanto alla carta di credito, ho lasciato il PIN in valigia a Papeete.

ed eccomi in zona di allarme rosso: con 4.000 franchi e spicci: 1.600 per il traghetto per Papeete e qualche altro centinaio per il bus di domani: praticamente sono gia` all’asciutto.

prudenza consiglia di non toccare piu` niente, e di vivere fino a domattina col pacchetto di biscotti che avanza dal supermercato.

tanto piove, a tratti anche a dirotto: piove anche in Polinesia, ragazzi, e questa, direi, dopo le vane sortite appena descritte, e` proprio la prima giornata integralmente vuota del mio viaggio.

mentre parte Thomas, parte con lui il suo attempato innamorato del Quebec, parte il mulatto bellissimo di Parigi, la ragazza tedesca della Turingia che sta nella sala pranzo del campeggio scambia solo qualche parola – e, non oso dirlo, sta facendo il giro del mondo anche lei, ma da due anni, e quindi deve telefonare a casa, via Skype, per tranquillizzare gli Eltern.

e io infine, in mancanza di meglio, provo a immaginare di costruire una piattaforma internet per viagiatori, che si chiami Trippedia e funzioni come Wikipedia, sia cioe` aperta ai contributi di tutti i viaggiatori del mondo e continuamente aggiornata gratis.

* * *

e se, invece di queste bamboleggianti cazzate, pensassi seriamente a Chaney?

ma sara` forse l’effetto della distanza delle ore di volo, il nostro dialogo via mail si va facendo sempre piu` rarefatto, e lei del resto da` l’impressione di non essere in grado e non avere neppure voglia di uscire dalla spirale di ostinazione auto-lesionista nella quale e` andata a ficcarsi.

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5 risposte a “un giorno senza fare assolutamente niente a Morea, e come e` nata Trippedia – My roundtheworld n. 91 – 582.

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