San Francisco, preferisco camminare – My roundtheworld n. 112 – 618.

non la faro` tanto lunga: e` il terzo giorno che esploro san Francisco e non mi sono ancora stancato, ma forse sara` meglio aspettare i montaggi video per una descrizione piu` accurata dei vari passaggi e qui limitarsi ad alcune osservazioni generali.

intanto non tutto fila sempre liscio in un viaggio cosi` lungo: il problema di questa notte e` che su 8 posti letto in camerata due erano occupati da grassoni di mezza eta` che russavano terribilmente (e ho lasciato i tappi per le orecchie nel bagaglio a Los Angeles): risultato, le 5 ore scarse di sonno che mi hanno tolto un bel po` di slancio e di brio, con l’aggravante del tempo grigio e decisamente autunnale, che poi pero` gradualmente si e` dissolto, salvo la nebbia sulla baia verso l’oceano che e` rimasta tutto il giorno regalando una vista inedita del ponte sospeso con i piloni che emergevano appena.

anche adesso dall’ostello si sentono continuamente le sirene delle navi che avvisano della loro presenza percorrendo la baia in condizioni di mancanza di visibilita`.

un’altra piccola cosa fastidiosa e` che il primo giorno, appena arrivato, ho trovato sulla spiaggia una specie di palestra all’aperto per culturisti, piu` sciolta e simpatica di quella di Venice a Los Angeles, l’ho anche fotografata da lontano; e quando mi sono avvicinato, chi c’era a esercitarsi? i tre maschioni tedeschi catatonici, qual piu` qual meno, dell’ostello di Santa Monica! be’, non hanno neanche risposto al saluto, non ho capito se perche` troppo impegnati a resistere alle flessioni…

anche se, ammettiamolo, a parte l’utilita` di un certo esercizio nel parlar tedesco, non mi sono perso molto: immaginatevi la conversazione con dei tipi che, appena arrivati a San Francisco, si buttano in spiaggia a coltivare i muscoli senza pensare ad altro.

si parla di metrosessuali, vero? persone che sono cosi` innamorate di se stesse da non riuscire neppure ad essere gay.

* * *

e ora che mi sono tolto questo sassolino dalla scarpa che cosa mettero` sul piatto positivo della bilancia di questa citta` che non ha ancora smesso di meravigliare e che ti offre cento sorprese mentre cerchi qualcos’altro?

direi, le cose piu` turistiche, per il momento: ad esempio, un giro in una delle famose cable car, quelle carrozze simil tranviarie di fine Ottocento che viaggiano su rotaie tirate da un filo risalendo le incredibili salite di san Francisco: immagine classica.

qui la pianta della citta` e` un reticolato quasi perfetto: peccato che chi l’ha disegnato non abbia mai consultato le altimetrie; ne escono queste strade paradossali ma panoramicissime, che sfidano le leggi di gravita` e dove le auto riescono, contro ogni evidenza, a salire; e anche i pedoni, ansimando…  

ci aggiungo la visita ad alcune vere e proprie citta` nella citta`, come il piccolo Giappone, oppure Chinatown, che tanto piccola qui non e`, perche` ha 150.000 abitanti ed e` la piu` grande citta` cinese del Pacifico fuori della Cina; la Little Italy; Castro, il quartiere gay.

che consiste poi in in incrocio e due lati di un caseggiato, con una grandissima bandiera con i colori dell’arcobaleno in cima a tutto, e gli stessi colori nelle strisce pedonali, e sul marciapiede incise le icone del movimento di riconoscimento dei diritti gay, da Oscar Wilde a Virginia Wolf, ad un sacco di americani, ovviamente;

ci metto il Memorial per Luther King immerso in giardini meravigliosi fra il museo di arte contemporanea, purtroppo chiuso perche` in ampliamento e quello della creativita` dei bambini;

la Coit Tower (Coit e` un cognome, coincidenza casuale), appollaiata su una collina, col suo panorama spettacolare della citta`;

lo straordinario Museo di arte orientale, dove mi sono ovviamente precipitato a ri-vedermi una seconda volta, dopo quello di Auckland, una sintesi dei miei viaggi.

e poi lo spettacolare municipio, con la sua cupola alta 92 metri, un vero pezzo di Europa in California,

con una grandiosita` di nuovo incredibile, che dimostra che fino alla prima guerra mondiale l’America si e` semplicemente sentita un pezzetto di Europa decentrata.

e i quartierini, sempre da libri di favole,

e il mare che si scopre da ogni scorcio, sempre azzurrissimo.

e il parco immenso nel quale la sera ritorno perche` in mezzo ci sta l’ostello, e stanotte mi faccio dei tappaorecchie di carta igienica bagnata, che hanno funxionato benissimo.

* * *

ecco, qui si potrebbe vivere, in questa citta` dove la ragionevolezza e` discreta, il rispetto dei diritti umani buon senso, e si potrebbe quasi pensare che sia naturale.

non ci sarebbe neppure piu` bisogno di scrivere un blog, a vivere qui, e in effetti mi sta quasi passando la voglia.

preferisco camminare.  

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18 risposte a “San Francisco, preferisco camminare – My roundtheworld n. 112 – 618.

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  17. commento ricevuto via mail:

    Che cosa hai provato al suono delle sirene?
    Seguire il tuo blog e il tuo viaggio è un invito alla nostalgia.
    Quando preferivo dormire nella parte alta del letto a castello, anche se era tutto mio, come la cabina a mia disposizione, perché avevo l’oblò all’altezza del letto e fissavo il mare prima di dormire e al risveglio.
    Che spettacolo quando c’era la luna piena.
    Non posso far mancare un ricordo buffo: spesso mi svegliavo con il sedere incastrato nell’oblò.
    Il primo ricordo è stato quando al risveglio sentivo la sirena e capivo che c’era nebbia… eravamo in oceano e non esistevano ancora i radar.
    Legato alla nebbia un episodio buffo……. alla prossima.
    Mi vengono in mente altri momenti emozionanti come le meduse fosforescenti che guardavo di notte dal ponte di comando e a volte mi piaceva immaginare un incrocio all’orizzonte con le stelle (la via lattea).
    A proposito di stelle, non ne parli mai, alzi mai gli occhi al cielo?
    Hai provato a coricarti su una spiaggia di notte e lontano da luci?
    Hai visto la croce del Sud?
    Non mi prolungo, troppi ricordi affollano la mente.
    Ho iniziato con le sirene e ho cambiato discorso.
    Ho fatto una ricerca per le meduse fosforescenti e guardo cosa ho trovato.
    California Academy of Sciences
    Ancora più del solito il ricordo di buona… buona. Ciao.

    • pensa che sto giusto per andarci, all’Accademia delle Scienze: programmazione di ieri sera, prima di leggere il tuo commento.

      si`, le stelle le ho guardate varie volte all’ostello camping di Moorea, in Polinesia, che stava direttamente di fronte alla spiaggia, ed era facile uscire nella notte precoce giusto per levare gli occhi al cielo limpidissimo.

      ma, forse per la posizione cosi` vicina all’equatore, la Croce del Sud non l’ho trovata, questa volta.

      le stelle in qualche modo le ho viste anche al planetario dell’Observatory di Los Angeles.

      come vedi, per quanto scriva, il numero delle esperienze fatte resta sempre superiore a quello delle esperienze descritte.

      e il suono delle sirene nella notte mi ha fatto l’effetto come di un viaggio nel tempo, in cui si navigava senza troppi strumenti: non credevo che fosse piu` necessario nell’epoca dei radar…

      poi sul romanticismo ha prevalso la necessita` di mettermi alle orecchi degli artigianali tappi fatti con la carta igienica bagnata perche` il mio dirimpettaio manco aveva finito di sdraiarsi e gia` russava a tutto volume come un trombone stonato.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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