Napolitano grande testimone – 636.

mi sono letto il verbale con la testimonianza di Napolitano al Quirinale davanti alla Corte di Palermo.

in passato ho criticato il Presidente sia quando ha sollevato conflitto di istituzione davanti alla Corte Costituzionale per far distruggere le intercettazioni delle telefonate con Mancino sia quando ha ottenuto di conseguenza che fosse fissato, dalla Corte stessa, il suo diritto di non rispondere ad alcune domande.

e adesso quindi ho le carte in regola per dire che pero` di fatto Napolitano non ha MAI rifiutato di rispondere alle domande che gli sono state poste, anche se ha ricordato varie volte quella sentenza.

quindi il comunicato del Quirinale dopo la testimonianza e` corretto e meravigliano le solenni stupidaggini che si sono lette in giro, anche da persone che dovrebbero essere molto qualificate.

* * *

la lettura di quel verbale e` molto istruttiva e la raccomanderei a chiunque abbia un’ora da dedicare alla conquista della verita` su come il sistema dell’informazione ci manipola.

chi dice che Napolitano si e` rifiutato di rispondere (Grillo) e` un mentitore: rimane soltanto il dubbio se sia consapevole di mentire; ma dopo una menzogna simile non merita di essere ascoltato piu`.

chi lascia intendere che Napolitano abbia rifiutato di rispondere (Il Fatto Quotidiano) e` un giornale che fa cattiva informazione.

ha scritto questo cattivo giornale:

Il comunicato del Quirinale pochi minuti dopo la deposizione aveva assicurato che il capo dello Stato aveva risposto senza far riferimento “alle sue prerogative costituzionali”. Eppure nel verbale di trascrizione il presidente cita più volte la sentenza della Consulta che le stabiliva.

le due notizie sono vere, ma e` l’eppure che le collega che e` clamorosamente falso.

scritto apposta per sviare il lettore.

* * *

in sostanza abbiamo avuto un grande Napolitano, persuasivo ed aperto, che forse ha fatto male a non accettare che la sua testimonianza fosse pubblica.

ma ha anche impedito in questo modo una canea mediatica del tipo di quella che ha provato a scatenarsi comunque.

* * *

il livello di disinformazione della nostra stampa e` impressionante.

faccio un altro esempio: Michele Ainis sul Corriere, il quale scrive:

l’articolo 205 del codice di rito configura la sua testimonianza su base volontaria, escludendo qualsiasi mezzo coercitivo.

l’art. 205 del Codice di Procedura Penale dice testualmente, per il Presidente della Repubblica:

1. La testimonianza del Presidente della Repubblica è assunta nella sede in cui egli esercita la funzione di Capo dello Stato.

lascio giudicare a voi se da questa frase si deduce che il Presidente della Repubblica puo` rifiutarsi di testimoniare.

non e` una ipotesi addirittura aberrante che il massime garante della legalita` costituzionale si sottragga al primo dovere di ogni cittadino?

* * *

ultima considerazione.

lette le domande della Procura di Palermo rimane il dubbio sulla utilita` della testimonianza di Napolitano, al quale e` stato chiesto piu` volte di dare risposte che sarebbe bastato andarsi a cercare negli atti parlamentari, che sono pubblici.

insomma, neppure i giudici di Palermo sono usciti bene da questa prova, a parer mio.

* * *

l’unico che ne e` uscito alla grande e` Napolitano.

un grande testimone.

ma se non mi credete, leggete gli atti a vostra volta che ne riparliamo. 

18 risposte a “Napolitano grande testimone – 636.

  1. Ho letto anch’io la trascrizione e sottoscrivo tutto ciò che dici parola per parola. Mi ha commosso la forza interiore di quest’uomo, lucidissimo con un eloquio fresco ed elegante, con una signorilità e una nobiltà che solo leggendo è facile immaginare. Per quanto ancora avremo il bene di questa roccia che ci protegge dall’imbarbarimento della plebaglia che crede di aver conquistato il palazzo?

    • veramente, Raimondo, si notano anche alcuni punti in cui perde il filo della frase (e del resto non e` il solo li` dentro), ma considerando l’eta` che ha, chi non sarebbe contento di arrivarci con una lucidita` simile?

      vedi, io ho criticato pesantemente in molti post la linea che Napolitano ha dato alla presidenza della repubblica, facendone quasi una variante semi-presidenzialista, che non si giustifica del tutto costituzionalmente; ma sono casi come questo che mostrano quali sono le forze che lo hanno spinto in questa direzione.

      purtroppo possiamo essere certi, vista la bocciatura di Prodi da parte dei renziani (e chi altro? con l’appoggio idiota di D’Alema, immagino, che ha fatto un regalo a Renzi senza capirlo), che non avremo piu` presidenti della levatura morale di Scakfaro, Ciampi o Napolitano e allora purtroppo temo che la svolta presidenzialista data da Napolitano alla istituzione produrra` tutti i suoi guasti.

  2. Beh ci possono essere due motivi per ritenere che Napolitano sia un nemico del popolo: il primo è se è vero, il secondo, semplicemente, perché la cosa mi mette di buon umore. In questo secondo caso pero’ mi toccherà farlo quando sono in casa da solo e nessuno mi sente.

    • carissimo, certamente, in virtu` dei tuoi dati anagrafici, appartieni anche tu alla generazione perduta di cui ho parlato in un paio di post.

      certi atteggiamenti, se in te non avessero anche altre giustificazioni, fanno impressione.

      e la vostra – uso il plurale come attenuante – indifferenza alla verita`, anche a quella delle piccole cose e` uno spettacolo sub-umano, non so se piu` sconcertante o piu` deprimente.

      non ribatto ai dettagli per non perdere tempo.

      si puo` anche ritenere legittimamente (e argomentandolo direi decisamente meglio) che Napolitano sia un nemico del popolo, ma questo non giustifica l’inventarsi cose che non ha fatto.

      ma che perdo tempo a rispondere a un commento come questo?

      • Lo so, lo so, il guaio del mio commento è stato di dire che posso dirlo solo in casa mia quando nessuno mi sente… pero’ in pubblico. Ho pensato a voce alta, di cui mi scuso

      • Ho letto adesso il verbale, onestamente la mia impressione è opposta a quella che ne ricavi tu, a me sembra che abbia risposto Non so, Non ricordo, Mi occupavo di altro a praticamente tutte le domande, due volte si arrabbia pure, Le ricordo che siamo a chilometri di distanza, Ebbene si’ do del tu ai miei collaboratori è soddisfatto, con tono di sfida poi. Ma la cosa che mi è sembrata più penosa di tutte non è stato Napolitano, sono state le continue attestazioni di servilismo e di leccapiedaggine della corte e di quasi tutti i pm, che si complimentano per gli arazzi, manco li avesse intrecciati lui, e lo chiamano dominus, e ritirano tutte le domande prima ancora di averle finite di formulare e poi sarà lui a decidere, e per carità, e figuriamoci, ci mancherebbe altro. Sarà anche vero, anzi lo penso pure io, in mancanza di prove, sicuramente Napolitano non avrà saputo niente di trattative stato-mafia, se anche ci siano state, anzi molto probabilmente no, pero’ la deposizione è stata comunque reticentissima. Sicuramente avrà parlato di mafia con gli altri politici, e magari poteva dire che ne aveva parlato, e che parlandone aveva sentito che tutti, come lui, erano decisamente contro la mafia e contro a qualsiasi anche solo ipotesi di concessioni alla mafia. Pero’ lui non ha detto cosi’, ha detto che non ne parlava, che non ricorda, che si occupava d’altro!!! Non ha mai parlato di mafia con nessuno in nessuna conversazione privata! E allora si deve andare a a guardare gli atti parlamentari, perché lui al di fuori degli atti parlamentari, che sono trascritti, non ha mai avuto nessuna conversazione con nessun uomo politico riguardo alla mafia! Era Violante l’esperto, lui non sa niente, chiedete a Violante! Non mi ha dato una bella immagine, ecco.

        • a me pare che quello che ha detto Napolitano sia pienamente plausibile.

          ha detto con estrema chiarezza che le stragi della mafia avevano un significato politico e che toccava al governo – e non al presidente della camera – occuparsene.

          questo mi pare perfettamente credibile.

          del resto non mi pare che la triade Scalfaro, Spadolini, Napolitano fosse proprio indicata a coprire una simile trattativa e credoi che, se ne avessero saputo qualcosa, l’avrebbero contrastata.

          il vero cuore della testimonianza e` quando si accenna a Scalfaro, ma la domanda viene incomprensibilmente bloccata dal presidente del Tribunale, mi pare.

          Scalfaro venne pesantemente attaccato in quel periodo se non ricordo male, con accuse di corruzione personale per l’uso di fondi segreti della Presidenza della republica.

          ecco, io credo che, se andiamo a guardare chi lo ha attaccato, scopriamo anche chi lavorava a favore della mafia, in quel momento.

          e sarebbe una bella sorpresa.

          peccato che da Cuba non ho proprio modo di occuparmene, ma questo sarebbe un filone di ricerca molto interessante.

          condivido il giudizio sulla corte, ma io qui stavo parlando tecnicamente di Napolitano e do come la verita` oggettiva e` stata stravolta, perche` Napolitano non ha MAI fatto riferimento alle sue prerogative costituzionali per NON RISPONDERE ALLE DOMANDE, POCHE O TANTE, AZZECCATE O RIDICOLE, CHE GLI VENIVANO FATTE.

          • Beh la domanda su Scalfaro, incomprensibilmente bloccata dal presidente del Tribunale, sarà mica stato a causa del colpo di tosse di qualche corazziere nominato da Scalfaro stesso? Scherzi a parte, a me hanno colpito due cose. Primo. Suppongo di essere un capoufficio e che uno dei miei dipendenti mi scrive una lettera di dimissioni in cui scrive, neanche troppo velatamente, che ha paura di aver fatto di scriba mentre persone di più alto rango (me? un altro del mio livello dirigenziale nella stessa organizzazione?) negoziavano indicibili accordi. Dopodiché lo convoco in privato per discutere di questa lettera di dimissioni e non gli chiedo a che cosa alluda? Secondo. Faccio il presidente della Camera e lavoro in binomio, consuetudine quasi quotidiana, con il presidente del Senato, con cui ho rapporti cordiali. Da un giorno all’indomani, ad entrambi c vengono rinforzate le misure di sicurezza perché ci hanno detto che qualcuno complotta un attentato contro l’uno o l’altro di noi, o entrambi. Non chiedo chi e perché starebbe meditando questo attentato? E non faccio alcun accenno né all’attentato, né agli attentatori, né alle loro possibili motivazioni, né alle misure di sicurezza, nelle mie conversazioni quasi quotidiane con l’altra persona che si trova in questa stessa situazione, e con cui ho dei rapporti cordiali? Preferiamo parlare del tempo? Ma è uno scherzo? E perché non poteva dire: Si’, ne abbiamo parlato, come è ovvio, ci avevano detto che poteva essere la mafia ma entrambi eravamo determinati a non lasciarci intimorire e a andare avanti per la stessa strada dell’intransigenza come avevamo sempre fatto?

            • carissimo,

              il secondo punto della tua osservazione non regge: e` chiaro che era la mafia e – Napolitano lo ha detto chiaramente – era chiaro anche allora che la mafia perseguiva il risultato politico di aprire una trattativa con lo stato (quella trattativa, ricordo, che lo stato rifiuto` con le Brigate Rosse nel 1978, per salvare la vita a Moro, ma non – subito dopo – con la camorra per salvare quella dell’assessore Cirillo).

              Napolitano ha detto chiaramente che lui era del fronte che rifiutava le trattative, e secondo me e` credibile: il Partito Comunista aveva rifiutato le trattative su Moro, figurati se poteva un suo esponente essere trattativista adesso: su questo non ci piove.

              i trattativisti erano altrove.

              e con questo rispondo anche alla tua prima osservazione, apparentemente piu` sensata: Napolitano non ha parlato con D’Ambrosio su chi poteva averlo usato?

              palusibile se entrambi sapevano gia` benissimo di chi si trattava (ma senza averne le prove, che del resto anche i volonterosi giudici di palermo sono ben lontani dall’avere trovato…).

              e si puo` pensare che un presidente della repubblica introduca in una testimonianza storica delle impressioni o dei pettegolezzi?

          • Appunto, secondo me lui avrebbe dovuto dire, per esempio: Spadolini mi disse che Salvo Lima riportava una richiesta di fare certe concessioni, ma sia Andreotti che Spadolini erano d’accordo con me di non farle. Una testimonianaza cosi’, soprattutto se occorsa vent’anni fa, avrebbe forse permesso alla magistratura di capirci qualcosa per tempo. Ma è evidente che se fai parte del gruppo dirigenziale di un Paese, al di là del partito, alcune cose le devi proprio come lealtà al gruppo e questo probabilmente spiega la reticenza. Un Marco Pannella sicuramente avrebbe reso la deposizione più colorita, ecco! (e anche io)

            • onestamnete, non credo che le cose siano andate cosi`, e quindi credo che Napolitano abbia testimoniato la verita`.

              strana, per qualche aspetto, ma io cr4edo davvero che lui sia fatto cosi`.

              d’altra parte Napolitano sarebbe stato reticente solamente se lui fosse stato del partito che caldeggiava la trattativa con la mafia.

              ma, oltre che per tutte le considerazioni gia` fatte, in questo caso D’Ambrosio non gli avrebbe certamente scritto quella lettera di dimissioni, sapendolo complice.

              in realta` neppure D’Ambrosio, che era certamente molto piu` addentro di Napolitano al problema mafia, visto che stava elabornado la legislazione anti-mafia mostra di avere delle conoscenze precise di questa trattativa o dei nomi dei suoi referenti, altrimenti, come giustamente dice Napolitano, li avrebbe fatti alla magistratura.

              insomma, la tua sceneggiatura e` totalmente slabbrata.

              aggiungo che la frase “nemici del popolo” che ho sentito a suo tempo sulle labbra assassine delle Brigate suscita in un uomo della mia generazione un istintivo ribrezzo.

              e poi, quelli almeno ci credevano!

              tu oggi sapresti dirmi dove sta il popolo?

              e come si fa ad essere nemici di qualcxosa che non esiste piu`, almeno in Italia?

          • Ti chiedo scusa per aver detto nemico del popolo, mi sfuggiva assai il richiamo alle brigate rosse e al terrorismo che tu ora mi hai ricordato.

            Puo’ essere benissimo che Napolitano sia cosi’ davvero, sempre discreto per natura.

            In realtà tendo a vedere con sospetto questo tipo di deposizioni perché ne ho lette tante, tutte quelle della commissione per i procedimenti d’accusa della repubblica, che sono circa 8’000 pagine, e ho sempre notato che tutti i testimoni hanno sempre una qualche spiegazione del motivo per cui non possono rispondere.

            Ricordo quello a cui fu data da leggere una determinata carta ma non c’era abbastanza luce e quindi non la lesse e fece finta di averla letta, disse Si’, ho capito, e invece non l’aveva letta perché si vergognava di essere miope, quello che seppe tutto a un party sudamericano, un cocktail, ma non si ricorda il nome dell’interlocutore e come per caso si ricorda i nomi di tutti gli invitati tranne quello li’, eccetera, eccetera, eccetera. Tutte le testimonianze legate alla politica si esauriscono sempre in un nulla di fatto, tutte con una qualche motivazione apparentemente plausibile, una volta puo’ essere, due volte puo’ essere, ma quando sono tutte inutili, allora viene il sospetto che la posta in gioco sia veramente troppo alta perché una persona intelligente (quale io non sarei certamente) possa davvero dire quello che sa. Ricordo anche Donat Cattin, se non mi sbaglio, avere appreso informazioni confidenziali non da altri politici bensi’ da un biglietto di carta anonimo che per assolutamente per caso getto’ nel water e tiro’ l’acqua, cosi’ non si puo’ nemmeno verificare l’esistenza del biglietto di carta, e potrei continuare cosi’ per delle ore. Poi puo’ essere anche, per carità, che tra tutti questi reticenti ce ne sia anche uno che veramente non sa, veramente non parlava, e che questo sia proprio Napolitano. Rimane il fatto che si è arrabbiato almeno due volte nel corso dell’interrogatorio.

            • veramente alcune domande dei giudici erano veramente stupide ed indice preciso di pigrizia e sciatteria, dato che avrebbero fatto meglio a non scomodare il presidente della repubblica per notizie che si trovavano negli atti ufficiali, purche` si avesse la pazienza di studiarseli.

              per il resto Napolitano ha spieato chiaramente perche` lo svolgimento delle sue funzioni specifiche in nquel peirodo non lo abbia portato ad accorgersi di quello che nessuno a quel tempo vide.

              insomma lo scenario di una classe politica che nel suo complesso vent’anni fa era per la trattativa e la copriva esce a pezzi dal suo interrogatorio semplicmente perche` non e’ vero – a parer mio, come ho argomentato.

              altra volta ho cercato di dare voce alla mia ragionata convinzione che l’accjusa a Mancino e` del resto una farneticazione di Ingroia, dato che Mancino fece tutt’altro ed e` su Conso, invece, che bisogna concentrare l’attenzione…

              a chi obbediva Conso quando tolse il carcere duro a 300 mafiosi?

              avrei un suggerimento, ma mi guardo bene dall’esporre impressioni fondate su percezioni quasi extra-sensoriali…

  3. Pingback: Napolitano nove anni nei miei blog: bilancio finale su un grande diseducatore – 70. | Cor-pus·

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