il carnevale dei morti a Citta` del Messico – My roundtheworld n. 122 – 638.

girando per Citta` del Messico, oggi, ho capito che era come avevo intuito: la Festa dei Morti che si celebra nel Messico e in tutta l’America Latina non deriva dall’Halloween nord-americana, anche se il periodo coincide, ma ha delle precise ascendenze pre-colombiane.

e` l’antica Festa dei Morti atzeca, che era il 16 luglio e il 5 agosto e oggi si celebra l’1 e 2 novembre, nei giorni imposti dai conquistatori cattolici, in coincidenza con le feste cristiane, peraltro fissate in questa data nell’840 in Europa, da papa Gregorio IV e probabilmente per sovrapporsi a precedenti feste pagane che si tenevano in questi giorni da noi; ma il protestantesimo aveva abolito questa festa.

ma quanto alle modalita` di festeggiamento dei morti, quelle che sono diventate tipiche di Halloween, voglio buttare li` l’ipotesi che sia Halloween al contrario che deriva dal modo messicano di festeggiare questa ricorrenza.

infatti risulta che Halloween fu introdotta come festa negli Stati Uniti a partire dalla metà dell’Ottocento, ma, non potendola attribuire alla tradizione protestante, per quanto appena detto, ecco che si e` pensato ad un influsso della immigrazione irlandese sulla base di presunte radici celtiche.

eppure sembra difficile che in Irlanda ci potesse essere la tradizione di intagliare a forma di teschio le zucche, frutto tipicamente mediterraneo o tropicale.

la meta` dell’Ottocento viene anche a coincidere con l’annessione di tutto il Messico settentrionale da parte degli USA, dopo una breve guerra di conquista del 1847-48.

e` molto piu` naturale pensare che le usanze tipiche della Festa dei Morti, cioe` di Halloween, fossero invece di origine messicana e che abbiano cominciato a diffondersi nel resto degli Stati Uniti dai nuovi stati latinos appena conquistati: California, New Mexico, Colorado, Arizona, TexasNevada

* * *

la giornata ha trovato il suo senso gradualmente, ed e` stata la giornata della grande riflessione sulla morte, alla luce delle dimensioni impressionanti assunte in tutta la citta` dalle celebrazioni.

ho visitato prima le rovine del Tempio Mayor, riportato alla luce in anni recenti di fianco alla Cattedrale, sotto la quale si credeva fosse rimasto.

poi l’eccezionale Museo annesso che espone in maniera esemplare una massa impressionante di opere d’arte e di documenti antropologici raccolti nel corso delle sette campagne di scavi.

poi ho assistito a spettacoli, musiche di strada, mostre: tutte sul tema della morte.

una mostra collettiva, dolorosamente toccante, sul tema della morte dei bambini.

e a fine giornata uno strepitoso spettacolo di danze azteche in una nobile piazza, al ritmo forsennato dei tamburi, che mi ha fatto tornare in mente la Sinfonia India di Chavez, il piu` importante compositore messicano del Novecento.

* * *

alcuni murales di Rivera che ho visto al Palazzo Presidenziale non mi hanno convinto neppure un po`, anzi hanno suscitato in me una immediata antipatia per questo personaggio magniloquente e confuso, anche pittoricamente (a mio parere).

un grande illustratore, indubbiamente, una specie di Guttuso locale, ma l’arte vera, secondo me e` altra cosa.

eppure anche questi giganteschi affreschi hanno qualcosa a che fare con la rinascita india che si consumava sotto i miei occhi nei ritmi barbarici della piazza tambureggiante e nelle danze forsennatamente ritmate di un gruppo chiaramente ispirato alla voglia di recuperare delle tradizioni cancellate dalla conquista.

* * *

ho ricavato la sensazione che il Messico stia cercando le proprie radici originali e anzi le abbia proprio ritrovate.

e ho pensato che fra cinquant’anni, quando i latino-americani saranno maggioranza anche negli Stati Uniti, il popolo sconfitto e depredato nel 1847 potrebbe, in una rivincita di due secoli, conquistare lui l’America settentrionale.

una ricomposizione fra tradizione latina pre-colombiana e culture dell’immigrazione negli USA?

perche` no?

forse Halloween e` stato soltanto un preannuncio non riconosciuto.

* * *

l’elemento centrale del pensiero pre-colombiano sulla morte e` che i contrari sono l’espressione di una realta` unica, e un unico dio presiede alla vita e alla morte, che sono soltanto le due facce di una stessa realta`.

ecco perche` la festa dei morti a Ciudad de Mexico e` una specie di carnevale festoso in cui i vivi si travestono da morti e i morti ritornano vivi. 

si festeggia la morte, cioe` si festeggia la vita.

e forse, senza capire questa filosofia non scritta, ma affidata solamente ai riti e a un comune sentire trasmesso per immagini ed imitazione, ma mai teorizzato verbalmente, non si riesce neppure a capire lo sconcertante posto avuto nella cultura atzeca dai sacrifici umani.

che sono orribili in culture che pensano alla vita come opposta alla morte, ma sono un semplice rito di passaggio la` dove si pensa che, vivi o morti, si esiste in due modi che sono soltanto diversi, ma hanno la stessa natura.

i morti che sono vivi e i vivi che sono morti.

non c’era paura della morte, prima che arrivasse il cristianesimo, qui: fu il cristianesimo a legare la morte alla paura della punizione e a diffondere il senso di colpa in un popolo che forse ne era privo.

* * *

ma ora devo scendere perche` un rullare di tamburi arriva dalla strada fino alla mia camera.

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che spettacolo incredibile, degno del Carnevale di Rio, suppongo.

un gruppo di animazione teatrale di una trentina di persone, addobbate e mascherate nei piu` vari modi, alcuni sui trampoli, altri travestiti da demone, dame sontuosamente vestite in broccati, uomini con sombreri ricamati, immagini di teschi e di laceranti ferite ovunque, ma qui e` difficile distinguere gli attori dagli spettatori, trascinano in una scatenata sarabanda alcune centinaia di persone lungo la via Isabela la Catolica, che e` quella del mio omonimo hotel.

ci sono giochi di prestigio, danze acrobatiche, un monologo divertente, giocolieri sui trampoli, in un delirio di costumi diversi.

il pubblico ride, applaude, balla, riprende, si diverte in ogni modo possibile, e il gioco pare non finire mai: la bellezza dei giovani interpreti rilancia continuamente l’entusiasmo e la ricchezza delle trovate e dei costumi impedisce di distrarsi un solo momento.

il corteo avanza lentamente in direzione del corso pedonale, dove si mescola alla folla dei travestiti da morti viventi e piega verso la piazza principale.

molti altri cortei immagino che stiano facendo altrettanto in altre strade importanti del centro; non puo` esserci una serendipity tale che proprio un unico corteo sia passato sotto il mio hotel con un fragore tale da farsi sentire anche da una camera interna.

* * *

ecco e` gia` stata una coincidenza eccezionale di essermi trovato a Citta` del messico proprio nei giorni della sua festa principale: la Festa dei Morti, cioe` la festa dei Vivi.

e chi lo sapeva? e chi l’avrebbe mai detto che proprio questa festa, degna dell’Esala Peraera di Candy in Sri Lanka, la piu` grande festa religiosa buddista dell’Asia, avrebbe cancellato d’un sol colpo i miei pregiudizi su questo paese e me lo avrebbe fatto amare?

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11 risposte a “il carnevale dei morti a Citta` del Messico – My roundtheworld n. 122 – 638.

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