Habana! – My roundtheworld n. 123 – 639.

trascuriamo le difficolta` della partenza e dell’arrivo (dimentico il caricabatteria della macchina fotografica in albergo e me ne rendo conto soltanto all’aeroporto, per cui faccio il tragitto dal centro al medesimo in taxi per tre volte: all’arrivo apprendo che a Cuba non e` possibile ritirare denaro col circuito Maestro ne` farsi mandare denaro da casa con Western Union, ho denaro in euro, dollari e peso messicani solo per sopravvivere qualche giorno, ho gia` l’impulso di ritornare subito in Messico, poi finalmente, alla fine di una coda lunghissima, accedo ad uno sportello dove almeno funziona l’altra carta Mastercard e mi assicuro la sopravvivenza per 4 o 5 giorni).

trascuriamo le letture molto interessanti in aereo di un periodico locale messicano, perche` voglio dedicargli tre post appositi; pero` qui non mi trattengo dal dire che uno dei tre articoli dei quali mi occupero` ricostruisce in modo molto esatto le origini della Festa dei Morti degli indios e conferma a fondo (senza saperlo) le tesi che ho esposto ieri sulla derivazione delle modalita` di festeggiamento di Halloween dalla tradizione azteca e dalla festa messicana in particolare.

* * *

vengo subito alle prime impressioni di Cuba, che si offre con una temperatura mite e un cielo azzurro chiaro e con una sconcertante quasi mancanza di traffico automobilistico, ma piu` ancora con una circolazione di veicoli che danno l’impressione che si sia compiuto un viaggio nel tempo: modelli degli anni Quaranta, che neppure io ho mai visto circolare, oppure Cinquanta e al massimo Sessanta: macchine monumentali e vetuste, ammaccate e arrugginite, e perfino una moto col sidecar.

ed e` amore a prima vista, quando – dopo due ore di sonno e di trasferimento di fotografie dalle schede oramai esauste al disco fisso esterno – esco in questo splendido quartiere in rovina di Cuba Centro e arrivo a un lungomare tempestosamente spettacolare, con onde che si infrangono contro la strada ricoprendola di spruzzi altissimi, un’aria limpida come il senso di felicita` improvvisa che mi attraversa

Citta` del Messico traboccava di monumenti, ma non riusciva ad avere una propria identita` e la sensazione occulta e` che si trascini addosso l’eco del bagno di sangue e delle violenze efferate dalla quale e` nata: ogni cattedrale qui e` un delitto.

e lo sprofondamento lento degli edifici costruiti tamponando il lago che circondava il grande tempio che era il punto di riferimento religioso centrale della citta` atzeca, con l’inclinazione a volte quasi paurosa di alcune facciate, conferma questo senso di precarieta` di una cultura che si e` imposta con la violenza e il genocidio, ma non ha assunto un equilibrio complessivo.

* * *

Cuba, a sorpresa per me, e` un altro mondo e quello che li` era la voce trattenuta di una cultura sanguinaria travolta a sua volta nel sangue, qui e` la voce altrettanto nascosta della sua sensualita`, e la componente meticcia della parte nera della popolazione cambia completamente le regole del gioco.

aggiungiamo gli effetti di questa dittatura puritana che ne ha fatto un paese completamente diverso dal resto del mondo, una specie di relitto dei decenni passati, quando la vita era vera, oppure una anticipazione felice di una possibile poverta` di ritorno dignitosamente gestita.

ma questo e` davvero il piu` esotico dei paesi che ho incontrato e nel buio quasi totale delle strade notturne cammino sfiorato da ombre a volte procaci e provocanti o chiaramente invitanti.

* * *

era giusto che questa fosse l’ultima tappa del mio viaggio (poi tornero` sui miei passi, nel Messico, ma non piu` nella sua capitale), perche` la diversita` piu` completa l’ho raggiunta qui.

ed e` giusto che coerentemente io viva per qualche giorno la vita che si vive qui, lontano da internet e dal clamore della nostra presunta civilta`.

qui davvero mi disintossico e vi dimentico, fantasmi dell’Occidente.

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4 risposte a “Habana! – My roundtheworld n. 123 – 639.

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