Habana del cuore – My roundtheworld n. 125 – 642.

all’Havana giornate di luci, tante, e ombre, a tradimento…
* * *
cominciamo da un’ombra piccola: la mattina del 3 decido di abbandonare la mia camera al l’Hotel Lido (ma non c’e` nessun lido!) – dove mi ero sistemato appena arrivato all’Avana, ed dalla posizione panoramica spettacolare, affacciata al quinto piano sul centro storico, ma con la lampada al neon della camera guasta e soprattutto la musica scatenata la sera nella grande terrazza comune attigua: mi trasferisco, allo stesso costo, in una casa particulare, cioe ` una pensioncina familiare formata da due camere e un balcone, sempre al quinto piano e forse ancora piu` spettacolare, dato che si affaccia sull’ingresso della baia, i vecchi porti e le sue fortificazioni; e scopro con l’occasione di essere presente a Cuba illegalmente e con un permesso turistico gia` scaduto.
come e` possibile?, direte voi, se sono entrato giusto ieri: ma il diligente padrone della casa osserva che sulla mia tarjeta manca il timbro e che quello apposto sul passaporto riporta per errore come data di ingresso il 2 ottobre anziche` il 2 novembre, e siccome il visto turistico vale 30 giorni, fate voi: in questo momento a Cuba sono un clandestino, passibile di arresto per non avere rispettato i termini del visto concessomi.
fortunatamente ho ancora la copia del biglietto aereo elettronico e Jose` si convince della mia buona fede, quindi telefona all’ufficio immigrazione all’aeroporto e riesce a chiarire per me che si tratta semplicemente di un errore materiale, dato che nel database dell’ufficio e` fortunatamente riportata la data giusta: non devo preoccuparmi, fa, adesso e` tutto a posto.
provvidenziale Jose`!
quell’impiegato dormiva in piedi, faccio io, ma sono ingenuo.
era una manovra predisposta per farti pagare molti soldi all’uscita, dice lui, con la scusa di evitarti una multa molto dura…
* * *
ma veniamo alle luci, poiuttosto, e lasciamo le ombre ben piu` gravi al loro momento cronologico giusto, cioe` alla sera del 4…
ho appena finito di teorizzare il valore della condivisione della felicita`, ma ho dimenticato di considerare quelle volte che la felicita` e` talmente grande che non puo` neppure essere descritta, e quindi non si condivide facilmente l’ineffabile.
la felicita` che non si riesce a condividere perche` troppo grande assomiglia in fondo all’estasi, una esperienza solitaria per definizione.
be’, ridimensionando i termini, qualcosa del genere vale anche per la bellezza dell’Avana; per il cui centro mi aggiro senza una meta precisa sia il giorno 3 sia il 4, perche` e` indiscutibilmente una citta` del cuore, una delle citta` che ti entrano nella mente e non se ne vanno piu`: come Sidney, come Istanbul, come Praga o Parigi, Venezia, Palermo, Firenze, Genova o Roma.
ma ecco, fra tutte, L’Avana mi ricorda di piu` la Praga, ancora chiusa dietro la cortina di ferro, che ho conosciuto prima della caduta del muro di Berlino e del crollo dell’Unione Sovietica, al quale Cuba e` straordinariamente sopravvissuta: meravigliosamente decadente e sul punto di disfarsi, ma altrettanto fuori del tempo.
i restauri seguiti a Praga negli anni hanno risanato quelle ferite superficiali, ma in qualche modo indebolito il fascino del viaggio in un tempo bloccato.
ecco, L’Avana e` lo stesso: la rivoluzione castrista l’ha salvata dalla progettata demolizione del centro storico decisa dal dittatore Batista per aprire casino` e bordelli di lusso, ma nello stesso tempo ha fermato l’orologio della evoluzione storica alla fine degli anni Cinquanta.
* * *
Habana e` infatti un incredibile museo vivente dell’automobile, prima di tutto: non esistono praticamente quasi automobili costruite negli ultimi 10 anni, ma circolano incredibili monumenti degni della giovinezza di Elvis Preley: macchinoni americani giganteschi, spesso colorati nei piu` bizzarri dei modi, e certe file di modelli ai parcheggi hanno davvero l’aria di un museo open air gratis.
oggi mi hanno spiegato perche`: erano le auto degli immigrati cubani negli USA degli anni Cinquanta che tornavano qui con quei modelli fuori di testa, per esibire la loro ricchezza. e dopo la rivoluzione anti-capitalista sono fuggiti negli USA lasciandole qui: e girano ancora 55 anni dopo, perche` chi ha i soldi per sostituirle qui? pochissimi.
e poi a quanti turisti piace l’emozione particolare di farsi un giro come nel set del fil Ritorno al futuro?
* * *
dal punto di vista architettonico la presenza di un centro storico spesso pesantemente degradato, ma quasi completamente intatto, trasporta alla stessa maniera nel tempo felice che precede la globalizzazione.
ovviamente non e` vero, ma l’Avana da` l’illusione, solo in parte vera, di esserne rimasta fuori, e le piazzette barocche o rococo` della parte piu` antica, non vengono disturbate piu` di tanto dalla magniloquenza ottocentesca di monumenti come il Campidoglio, replica perfetta di quello americano.
si cammina per questre strade deliziosamente prive di traffico che non sia di carrozzelle, tra negozietti fuori del tempo e una vivacita` tutta latina della gente che lo abita: il mare azzurrissimo e` una presenza continua che si affaccia volentieri a molti scorci di strada.
cultura, arte, poesia qui sono di casa: oggi c’e` una conferenza, aperta alla strada in una Casa della Cultura; poi, finita la relazione di un dotto, una donna prende il microfono e canta; poco distante, di due statue di bronzo a grandezza d’uomo affiancate, capita che una si chini a raccogliere il cappello e poi se ne vada per la piazza piena di calessi: era solo un uomo travestito da monumento…
nella chiesa di San Francesco puoi arrampicarti sul campnile a dare un’occhiata alla baia, ma nell’abside intanto una piccola orchestra d’archi tutta femminile prova un concerto di musica classica: non riesco a riconoscerne l’autore e i brani hanno qualche tocco moderno mimetizzato che potrebbe anche far pensare a qualche autore contemporaneo cubano.
* * *
ecco, Cuba e` meravigliosamente la sua musica incarnata.
un Buena Vista Social Club continuo per strade e calli, che vive in quattro dimensioni, a cavallo fra il passatismo e la nostalgia.
magari sono fazioso, probabilmente snob: qui la gente vive con 20 dollari al mese e il turista e` un portafoglio da spennare: il proprietario della casa particolare, dove mi sono trasferito, mi ha messo in guardia: stia attento, i cubani sono bravissimi a svuotarti il portafoglio senza toccarlo.
parole profetiche…
qui nessuno e` alla disperazione indo-californiana: i musei traboccano di personale inutile che non fa nulla, ma nessuno e` disperato: quindi non si accattona esibendo le piaghe o le mostruosita` e attizzando, se si puo`, il senso di colpa del turista ricco.
chi vuole un aiuto da te prima di tutto parlera` con te da pari a pari, quasi fosse un amico e trovera` la strada per entrarti un poco nel cuore, cosi` che tu stesso sentirai il bisogno di regalare un euro, pensando che per te non sono nulla e qui invece vale tanto; sarai esaltato dalla prospettiva di fare tanto bene con cosi` poco, e solo a fine giornata realizzerai che hai regalato davvero, a forza di piccoli gesti, cifre che altrove ti sarebbero parse eccessive per un pernottamento, che del resto qui e` anche piu` caro che altrove.
* * *
mi spiego come mai la poverta` emarginata e vilipesa della California mi indignava, e quella di qui, di tanto piu` estesa, ma piu equamente condivisa, invece non suscita la mia riprovazione morale.
mi spiego come la chiusura al resto del mondo del proprio popolo mi indignava in Cina, prima potenza economica mondiale, che tratta i suoi cittadini da persone incapaci, ma non mi indigna qui, perche` l’assenza quasi completa di internet per gli abitanti non e` una anomalia, ma un aspetto coerente di un mancato sviluppo globale.
e dovremmo rimpiangerlo questo sviluppo verso l’ultramodernita` che Cuba non ha?
e perche` mai?
certo, si vorrebbe non vedere qualche punta di poverta` indiana: ma e` il prezzo di un troppo felice isolamento.

e la musica che attraversa le strade sembra testimoniare una cosa che puo` apparire sconcertante e perfino offensiva per i nostri cultori dello sviluppo, ma la poverta` condivisa cubana non sembra rendere quella popolazione cosi` profondamente infelice; tutt’altro, e semmai, perfino, il contrario.
una cosa soltanto mi rimane da capire: come mai mi cubani guardano cosi` raramente negli occhi…
* * *
4 novembre: un piccolo arrugginito battello popolare mi trasporta sull’altro lato della baia, occupato da due fortezze e poche case: Cuba ha infatti la sua insenatura di mare, come Sidney o San Francisco, ma si e` tenuta sul lato meridionale e ha lasciato quello settentrionale non urbanizzato.
questo non impedisce che un piccolo borgo ci sia, attorno al punto di sbarco, ancora piu` decadente, se possibile, della citta` dall’altro lato, e quasi sfatto, ma e` bello egualmente fare la rampa dolcemente inclinata che porta senza troppa salita alla statua gigantesca di un Cristo in marmo di Carrara che il dittatore Batista inauguro` nel Natale del 1958, giusto pochissimi giorni prima di essere abbattuto, il 2 gennaio.
ed ora dall’altro lato della strada che conduce a questo monumentale segno di una strumentalizzazione religiosa per una volta fallita sta il simbolo di un’altra religione laica che ha cercato di prendere il posto della prima, ma in modo un poco piu` discreto, ed e` la cosiddetta casa di Che Guevara, una piccola postazione militare dove il comandante ribelle lavoro`, piu` che viverci, per tre mesi, proprio appena inaugurato il Cristo, ed e` aperta sul panorama meraviglioso della baia ed ha la citta` ai suoi piedi.
all’interno le reliquie del culto guevariano, che si spingono fino ai ferri chirurgici con cui fu fatta l’autopsia e alla cassetta usata per riportare a Cuba le sue ossa, dopo che furono ritrovati i suoi resti.
ma ci si affaccia poi sulla grande terrazza e si dimentica, nel sole, tutto di quel che di discutibile c’e` stato e c’e`, tale e` la festa per gli occhi del grande canale azzurro di accesso al porto dell’Avana e dei giochi di cupole e giuglie controluce.
e c’e` ancora un altro monumento, a pochi metri, dietro un recinto, bizzarro di forme, come un fungo mostruoso, e alle spalle una scritta, che e` una frase prettamente marxista e abbastanza ridicola di Fidel, in occasione di un uragano del 1963: La rivoluzione e` piu` forte della natura.
stupida presunzione prometeica, che aveva coinvolto anche la mia giovinezza, quella dei filosofi che non dovevano limitarsi a interpretare il mondo, ma dovevano cambiarlo.
* * *
prima ancora di visitare la casa del Che Guevara mi incuriosisce un sentierino che scende, dal lato opposto del Cristo, superato il piccolo parco che sta ai suoi piedi, e dopo pochi metri conduce ad un piccolo arco di metallo che annuncia una riserva naturale dedicata alle piante medicinali: una donna vigila su un rusticissmo piccolo spiazzo pieno di vecchi opuscoli sbiaditi e di scarabattole: magari vendono anche qualcosa da mangiare, ma non mi lascia entrare.
ma e` qui che faccio la conoscenza con Armando Roja, il proprietario della piccola tenuta tutta piena di piante sul pendio, che arriva subito dopo: e` un quarantenne dal viso spaccato in due da una grossa cicatrice che si improvvisa cicerone per me, rivelandomi la ricchezza di essenze vegetali dell’arruffato giardino in pendenza e illustrandomi ad una ad una ogni tipo di pianta e le malattie che ciascuna cura o previene.
interessantissimo, direi, e totalmente imprevisto.
* * *
ma il giardino ha anche un’altra risorsa segreta, e sta nel suo terreno ricco di quarzo: ecco un buco, troppo piccolo per potere essere chiamato grotta, che e` quanto resta di una antica minuscola cava, dove si puo` ritrovare, sepolto nella terra, il baluginio dei cristalli: quarzo lachoso, che alla fine capisco che significa color del lache, del latte, e quarzo rosa.
lo sapevo che il quarzo ha a sua volta delle capacita` curative? Armando mi spiega di essere un reichiano- moppure un seguace del reiki? vallo a capire – e con un pendolino di quarzo legato ad una catenella mi da` subito qualche prova delle sue capacita`…
prima di tutto lo sospende sopra la punta del cranio, alla ricerca della ghiandola pineale, e poi ci mette su le mani: no, non ci sono segni di schizofrenia o di malattia mentale: poi passa alla parte alta del viso e sentenzia che soffro di qualche malattia agli occhi: in effetti gli racconto la complessa storia della mia cataratta male operata e di quella che resta acnora da operare.
ma fino a qui non sono troppo persuaso, dopotutto portero` ben gli occhiali per qualcosa, e metto alla prova Armando: controlla il mio cuore, allora: qui ci sono davvero dei problemi; e Armando fa passare il pendolino e sentenzia: hai qualche problema nelle arterie.
la risposta e` giusta o sbagliata? ho l’aorta malformata, rispetto all’umanita` comune, o almeno cosi` la definiscono i medici, dato che curva dalla parte opposta a quella stabilita; ma e un’arteria sola, anche se la sua anomalia porta certamente con se` una anomalia conseguente anche delle altre arterie che ne derivano; e comunque che problema e`? se sono arrivato a 66 anni senza mai occuparmene…
Armando intanto mi racconta del tremendo incidente d’auto che gli ha rovinato il viso e allora a me viene in mente il mio: e il collo? che cosa vedi nel mio collo? perche` anche io ho avuto un tremendo incidente d’auto piu` di dieci anni fa.
non dirmi niente, fa lui: voglio indovinare; e passa il pendolino di quarzo: sono le prime due ad avere dei problemi, sotto non sento niente.
perfetto: i dolori che mi trascino dietro anche in questo viaggio nascono proprio da li`.
vuoi che ti faccia un massaggio per toglierli?
ma no.
e` gratis!
* * *
ed ecco che mi distendo sul tavolaccio sopra un lenzuolo improvvisato e tre pietre di quarzo sono poste una sulla punta della testa e due alla base del collo.
rilassati; e io mi rilasso, mai sentito piu` sciolto, ascolto qualche cinguettio e sento delle piccole correnti di dolore che scivolano attraverso il collo e lungo le braccia, come se si sciogliessero.
che cosa stia facendo Armando non so, potrei trovare anche inquietanti questi momenti di silenzio perfetto.
so solo che ad un certo punto la pietra di quarzo in cima alla testa cade da sola, io sono assolutamente immobile, e Armando mi dice che la seduta e` finita.
mi spiace alimentare il pnesiero magico, ma i dolori alle braccia che mi hanno accompagnato nell’ultimo mese sono effettivamente scomparsi.
per una cura completa ci vorrebbero tre sedute, dice Armando.
e io penso che potrei provare a fare qualcosa di simile, una raccolta di piante medicinali alpine, anche nella mia casa in montagna appena comperata e qualche terapia tradizionale, come i bagni di fieno che si usano ancora pochi chilometri piu1 su, in Trentino.
Armando, a sorpresa, mi chiede l’indirizzo mai e promettiamo che resteremo in contatto: quando faro` il mio videoclip su di lui, gli mandero` il link.
* * *
non resta che peregrinare ancora sulla cresta di questa altura: evito la fortezza piu` grande, costruita dopo una disastrosa guerra con gli inglesi, che nel Settecento avevano occupato questo punto e di qui distrutto il castello piu` in basso e poi conquistata la citta`, che alla fine della guerra fu restituita alla Spagna ma soltanto in cambio della Florida.
e visito invece la fortezza piu` piccola in basso, bellissima, in una posizione assolutamente incantevole, ma troppo turistica e fredda dopo le intense emozioni precedenti.
* * *
un autobus mi fa attraversare il tunnel che passa sotto la baia, vietato ai pedoni, e una guardia vigila sul rispetto della norma, e mi riporta a pochi metri dalla mia casa particulare, e qui mi riposo dalla non troppo lunga camminata e dal digiuno.
ho finito ieri sera la seconda ricopiatura, dopo quella fatta fare a Lunag Prabang, del numero immenso di fotografie di questo viaggio dalle schede, oramai esaurite, al disco fisso e comincio un ripasso visivo che ora mi diventa possibile collegandolo al computer.
sono stupito dalla quantita` di immagini che non riconosco e ancor di piu` dalla ricchezza di ricordi che si risvegliano, mentre pazientemente giro di 90 gradi le foto verticali.
poi esco per la cena e per il prelievo dei soldi al bancomat.
e qui mi aspettano la seconda sorpresa, che si aggiunge a quella della mattina.
entrambe negative, e molto.
ma che dite se ne parliamo nel prossimo post?
* * *
no, non e` possibile, lo capisco, pensando quando potra` essere questo nuovo post…
la prima sorpresa negativa riguarda ancora la mattina del 4 e la Master Card con cui ho prelevato i miei primi 300 CUC (si tratta della moneta speciale usata per i turisti a Cuba, che vale 24 volte la moneta della popolazione locale) che sarebbero circa 240 euro e che appare prudente cominciare a reintegrare perche` in via di consumazione completa al terzo giorno, fra taxi dall’aeroporto e pernottamenti pagati in anticipo: inserita nell’unica postazione bancomat faticosamente reperita e dopo coda adeguatanon funziona e viene respinta indietro senza troppe spiegazioni.
avevo poi collegato la cosa ad una mail della banca che ho letto subito dopo la mattina stessa e mi segnalava di non aver potuto provvedere ad un giroconto per mancanza di disponibilita` liquida sul conto; quindi non mi era sembrato un problema troppo grave ed avevo mandato una mail a mia figlia chiedendole che ci trasferisse subito su 2.000 euro, sia per i pagamenti periodici che faccio con quel conto (tra cui un vecchio mutuo che sta lentamente esaurendosi) sia perche` quella e` diventata a Cuba la mia fonte di finanziamento, essendo l’unica carta Master Card che ho a disposizione (le altre due card Unicredit e della banca tedesca sono del circuito Maestro e come gia` sappiamo non funzionano).
ora pero` ci ritorno la sera e riprovo a prelevare, perfino nella notte buissima nella quale la postazione non e` neppure illuminata, ma di nuovo senza successo; e devo tornare all’hotel nella cui hall vado per collegarmi ad internet, alla bellezza del costo di 8 CUC all’ora, nominalmente parlando, oltretutto, perche` se ci stai su meno di un’ora, disconnettendoti normalmente, col cavolo che la tessera funziona una seconda volta.
ecco una mail di mia figlia che dice di non avere potuto provvedere, perche` non e` a Brescia!
infatti.
* * *
ma questo sarebbe il meno, perche` controllando in hotel le card che ho nel portafoglio, scopro che mi manca quella Unicredit, quella base del mio viaggio, tranne che a Cuba, e che all’aeroporto avevo certamente, dato che avevo provato invano ad usarla.
sconforto plurimo, anche se oramai ho capito che non e` che in questo viaggio mi sono rimbambito: e` il mio tasso di disattenzione fisiologico, solo che ovviamente in un viaggio cosi` lungo e complesso le situazioni nelle quali fare guai sono molto intensificate,e dunque i guai stessi si moltiplicano.
quanto alla tessera perduta, non ho grandi preoccupazioni immediate, considerando che in Cuba non funziona, e dunque se qualcuno me l’ha sottratta o se la ritrova non puo` farsene niente (spero), almeno in tempi rapidi; ma devo cercare di capire come e quando l’ho persa.
all’aeroporto? direi di no, perche` stavo giusto per dimenticarla e mi avevano segnalato la carta lasciata sul bordo dello sportello bancomat: mi rimane, in apparenza l’ipotesi che sia stato Armando, mentre mi faceva gli esorcismi col quarzo…
possibile? idea folle, anche se sarebbe stato il bis dell’imam sufi del Cairo, che aveva fatto la stessa operazione: ma ovviamente aveva alleggerito il portafoglio dei soldi, non della carta di credito, e chiunque mi avesse borseggiato a Cuba avrebbe fatto altrettanto.
pero` i momenti nei quali questa mi e` apparsa l’unica spiegazione possibile sono stati tra i piu` brutti in assoluto di questo viaggio: mi e` sembrato un insulto alla buonafede e all’amicizia, e una specie di dura lezione di vita sulla stupidita` di viaggiare fidandosi degli uomini, cioe` sulla stupidita` del viaggiare in assoluto.
* * *
non mi resta che prendermela con me stesso: del resto le ricerche freneriche in camera nelle varie tasche dove potrei averla messa all’aeroporto anziche` nel portafoglio, non hanno dato esito, e insomma io non riesco a immaginare come posso avere fatto a perderla.
comunque riesco a trovare nella memoria della casella mail l’indirizzo di un impiegato della banca e gli scrivo di bloccarla, e rinnovo il mio grido di aiuto a Sara.
per fortuna, sia pure con molto stress, sono riuscito a ritrovare in valigia l’appunto col PIN della nuova carta, credo: solo oggi mi accorgo che invece questo PIN riguarda probabilmente un’altra carta…
* * *
insomma, sono in una situazione quasi drammatica dal punto di vista finanziario: ho ancora qualche euro e della moneta messicana, ma insufficienti mi pare, per arrivare a Cuba sino al 15, giorno della partenza.
e se non trovo un modo abbastanza urgente di recuperare denaro, non so come potro` concludere il viaggio.
mica e` il caso di tornare alla cieca all’ufficio dell’aeroporto che mi ha finanziato la prima volta: 25 euro ad andare e 25 a tornare…
e dopo?
oggi, inteso come 5 nevembre, sono comunque andato, con una lunga camminata, ad un ufficio raggiungibile a piedi che dovrebbe svolgere lo stesso servizio; sono arrivato alle 11 e 20 ed era chiuso dalle 11 per non so quale anniversario.
comunque vi aggiorno domani (sempre che a bbia trovato un modo per potermi permettere questa costosissima internet cubana).
* * *
comunque, per non lasciarvi con l’amaro in bocca, vogliamo provare a vedere anche il possibile aspetto positivo di questa situazione difficile, che mi tiene in tensione?
e` presto detto, e si chiama Daria.
Daria e` una ragazza mulatta forse non proprio bellissima, la sua amica taciturna e` piu` snella e graziosa, ma molto sensuale e morbida, che sembra che mi aspetti al locale lungo il mare, di modeste pretese, nella cui terrazza entro, visto che devo in teoria calare le spese (ma non riesco a diminuire le elemosine, per i motivi gia` spiegati) e mentre cerco di capire se si tratta di un semplice bar o fa anche servizio ristorante, lei si avvicina sorridendo con un passo di danza, le belle gambe solide al vento, e mi dice: certo che c’e` il ristorante, qui troverai tutto quello che ti serve.
la rivoluzione sara` anche piu` forte degli uragani, come disse una volta Fidel, ma non e` neppure riuscita ad estirpare il virus della prostituzione dalla mentalita` della popolazione, ma solo a marginalizzarla e a lasciarla al livello di una prostituzione miserabile.
Daria comunque mi balla attorno abbracciandomi, intanto che cerco di sedermi al tavolo, dopo le presentazioni, e mi chiede se non ho voglia di lei.
oh, come sono bravo a raccontare a Daria a meta` fra l’italiano e lo spagnolo, la storia della mia carta perduta… – cosi` almeno penso io, ma lei non capisce, e quando le dico che ho solo 20 CUC, lei non fa una piega e dice che basterebbero.
* * *
insomma, e` giusto la provvidenziale mancanza di certezze finanziarie, credo, che mi ha salvato da Daria.
ma poi mi sono anche chiesto, senza trovare una risposta, che cosa spingeva Daria davvero fra le mie braccia: non avrei detto un bisogno, considerando che era vestita in modo decisamente piu` elegante e costoso del mio (non che sia difficile…); forse un’avidita` e una presunzione?
forse, perfino, una specie di curiosita`…, e certamente uno svilimento del sesso, come immagine mentale, a strumento di guadagno.
ma ci sono tanti di quei modi di svilire il sesso che non mi sento di fare la morale a nessuno, in questo campo, e non disprezzo Daria che sarebbe venuta a letto con me e mi avrebbe lasciato esplorare il suo corpo come un oggetto avuto in dono, o almeno in uso temporaneo, per meno di 20 euro, di cui non mi sentivo padrone in quel momento.

Annunci

18 risposte a “Habana del cuore – My roundtheworld n. 125 – 642.

  1. Pingback: La Habana, pomeriggio, sera e mattina – VIDEOCLIP n. 656 – bortoround·

  2. Pingback: La Habana, il Castillo de los tres reys del Morro all’esterno – VIDEOCLIP n. 654 – bortoround·

  3. Pingback: La Habana, il museo Casa del Che – VIDEOCLIP n. 653 – bortoround·

  4. Pingback: La Habana: il podere dell’angolino di Cristo – VIDEOCLIP n. 652 – bortoround·

  5. Pingback: dal quartiere di Casablanca al Cristo delLa Habana – VIDEOCLIP n. 651 – bortoround·

  6. Pingback: La Habana, traversata della baia sul battello – VIDEOCLIP n. 650 – bortoround·

  7. Pingback: La Habana, chiesa e convento di San Francisco sul tetto e dal campanile – VIDEOCLIP n. 644 – bortoround·

  8. Pingback: La Habana, chiesa di San Francisco: un’orchestra femminile suona, parte prima – VIDEOCLIP n. 641 – bortoround·

  9. Pingback: il sole su La Habana – VIDEOCLIP n. 640 – bortoround·

  10. Pingback: l’Avana, la baia – VIDEOCLIP n. 640 – bortoround·

  11. Pingback: gente, automobili, case della vecchia Avana – VIDEOCLIP n. 635 – bortoround·

  12. Pingback: l’Avana, il Palazzo dell’Artesania (Artigianato) e della Famiglia Pedroso – VIDEOCLIP n. 632 – bortoround·

  13. Pingback: l’Avana, il Castillo de la Real Fuerza e la Plaza de Arma – VIDEOCLIP n. 631 – bortoround·

  14. Pingback: l’Avana, il Malecon di giorno – VIDEOCLIP n. 630 – bortoround·

  15. Pingback: 1. elenco dei post sul #roundtheworld, il viaggio attorno al mondo. | bortoround·

  16. commento ricevuto via mail:

    Interessantissimo il post Habana del cuore
    Hai riportato la tua esperienza e la tua testimonianza, come sempre in modo fedele, catturando l’attenzione del lettore, coinvolgendolo nella narrazione e facendolo sentire partecipe.
    E’ bello trasmettere emozioni utilizzando i sensi per descrivere varie situazioni.
    Vai a visitare il museo della Rivoluzione dove è esposta la
    barca “Granma“ all’aperto.
    Dopo averlo visitato iniziai un museo personale della rivoluzione, dove conservo oggetti più vecchi di quel museo.
    Aspetto un tuo giudizio dopo la visita.
    Hai programmato la visita alla casa di Hemingway?
    Poi mi racconterai anche di questo.
    Astalluego

  17. scusa. tu dici Cuba ed io, prima di qualsiasi cosa, di Fidel, del Che, del mare, del lavoro, del socialismo, del colonialismo… prima di qualsiasi cosa… penso alla musica

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...