nello specchio di Vinales e da Cayo Jutias a La Habana – My roundtheworld n. 136 – 654.

e` meglio che parlino in futuro le fotografie e i videoclip della escursione in taxi collettivo a prezzo piuttosto contenuto da Vinales a Cayo Jutias, che si raggiunge dopo 60 km di strada piuttosto dissestata (anche se secondo il tassista molto migliorata recentemente) in un paesaggio straordinario prima fra le cime (mojotes) della valle, poi in un altopiano che lentamente discende, spopolato, verso il mare, e infine su un lungo terrapieno che attraversa una laguna e conduce a questa punta di sabbia candidissima estesa per 4 o 5 km in mezzo alle mangrovie.

sono piu` belle le spiagge della Polinesia oppure quelle di Cuba? ecco una bella domanda: alla fine quanto meno Tahiti e Morea non hanno grandi spiagge pianeggianti, per l’imminenza della montagna vulcanica alle spiagge; qui la spiaggia e` pure non troppo estesa in profondita`, ma e` libera e aperta allo sguardo e quindi migliore in se stessa.

decisamente piu` belli sono pero` i colori della sabbia cubana, bianchissima e sottilissima, quasi un borotalco magicamente sparso in riva al mare e su cui, oltretutto, si trovano conchiglie a volte di stupefacente perfezione.

ma sono i colori dell’acqua che lasciano incerti su quali siano i piu` belli, anche se io direi, a memoria e senza controllare al momento le foto, che la spiaggia cosi` bianca di Cayo Jutias rende il primo azzurro delle acque piu` delicato, prima che subentri il cobalto del mare piu` aperto.

e tranne un piccolo tratto tenuto piu` pulito, vicino a un ristorante e a un centro spiaggia limitato che distruba poco, il resto e` spiaggia del tutto naturale, con ;e alhje portate dalle onde che rimepiono il tuttto di un acuto odore di mare.

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purtroppo non sono andato a fare snorkelling quei due- o trecento metri al largo alla barriera corallina: mi racconta dei pesci colorati, ma anche di correnti un poco insidiose, un tedesco sui 35 anni, direi, che da un paio di giorni incontro in diverse occasioni: nella prima esplorazione di Vinales, alla fermata dei taxi, ed ora qui, e che mi compare sempre improvviso alle spalle, per fare due chiacchiere, silenzioso come un gatto che tende un agguato.

pranziamo assieme, e lui pare in compagnia di altri due conterranei, ma invece e` un altro viaggiatore solitario e credo perfino un poco piu` triste del sottoscritto.

* * *

e adesso spero che non succeda che lui legga questo resoconto, magari col traduttore automatico.

gia`, perche` si deve sapere che ieri non avevo quasi finito di pubblicare i miei post che mi e` arrivata la notifica di twitter che il secondo su Vinales era stato ritwittato sulla pagina di una casa particulare del posto: Casa Viñales Cuba (@CasaMeily).

ve la segnalo perche` attraverso i suoi molti altri post potete intanto accedere a foto autentiche del posto, che ne rendono benissimo l’idea, e poi, perche` dovesse a qualcuno dei miei lettori capitare di andare a Cuba non si perdano Vinales ne` questa possibilita` di pernottamento fra le tantissime che il paese offre.

ho anche guardato con attenzione la foto di gruppo della famiglia che gestisce la casa, ma non mi pare che ci siamo conosciuti nella realta`.

a questa possibilita` in fondo cosi` facile di conoscersi via internet invece no avevo pensato, e comunque eccomi finito intanto nell’archivio virtuale del web cubano…, e il traduttore automatico fara` il resto.

ma questo mi fa anche capire che internet non e` poi cosi` esclusa dalla vita dei cubani come potrebbe far pensare il fatto che sia cosi` difficile da trovare una connessione wi-fi e cosi` costosa per un turista; a Vinales del resto non c’e` copertura wi-fi e ci si puo` collegare alla rete soltanto da una postazione fissa, dopo coda adeguata, che mette a disposizione solamente una tastiera spagnola.

ma per i cubani, invece, o almeno per una minoranza piu` benestante, il collegamento internet su rete fissa e` facile e relativamente diffusa, cosi` come e` assolutamente proibito nelle case particulares metterlo a disposizione dei clienti.

* * *

tra i dolci rumori campestri della sera di Vinales trascorro le mie ultime ore qui, nella nuova casa particulare dove mi sono dovuto spostare, visto che l’altra aveva le camere gia` prenotate.

ed e` stata una scelta fortunatissima alla luce della cena, per la quale avevo ordinato pesce, aspettandomi di ritrovare il solito filetto di non so che specie, legnosetto e non troppo profumato, e invece finalmente mi e` stato portato un bel pesce intero, rosolato a dovere, sul quale sbizzarrirsi come faccio aio, a cercare tutti i diversi angoli di sapori, anche in parti che solitamente gli schizzinosi lasciano da parte.

dico che e` una fortuna, perche` uno dei problemi di Cuba e` la monotonia della cucina: impressionante la standardizzazione delle colazioni nella casa particularem tutte assolutamente identiche fra loro, ma non vi meglio neppure per prenzi e cene, che ruotano attorno ad alcuni concetti elementari ribaditi con molta convinzione, come del resto la politica locale.

mi pare che ci sia una relazione molto diretta e chiara fra la cucina di un determinatoi paese e lo spessore della sua cultura e della sua storia: i paesi giovani, come Cuba o la Nuova Zelanda e la Polinesia, hanno anche una cucina poco ricca; ma dove vive una tradizione lunghissima, come in Giappone o in Cina (oppure in Italia!), ecco che anche la gastronomia e` estremamente raffinata e variegata nei sapori; non solo, ma anche molto ben definita nel proporre un proprio stile nel gusto.

* * *

la poverta` della cucina cubana, soprattutto agli occhi iper-critici di un italiano abituato a una delle migliori cusine del mondo, e` poi, qui a Vinales, l’esatto rispecchiamento proprio del fascino di questa valle, che vive ancora una vita straordinariamente semplice e naturale, ma non per artificio turistico e leziosita` da casina della favole, ma perche` e` proprio cosi`, autenticamene campestre, e non si finge per i turisti di vivere quasi a cavallo o di arare con i buoi i campi, per sistemarci le piantine di tabacco che sono la coltivazione per eccellenza della zona, ma si vive come si e` sempre fatto.

e se poi i turisti si innamorano di questa vita semplice, o, risvegliandosi all’alba, della nebbiolina che circonda le base delle cime montuose, e non vorrebbero neppure andarsene piu`, la colpa e` dei turisti e non dei vignalesi, che non hanno fatto nulla per sedurli, salvo essere se stessi senza nessuna difficolta`.

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foto Tina Di Benedetto, dal blog Viaggio in Progress

* * *

io purtroppo decido invece di partire, per fare un ultimo tentativo all’Havana di ritrovare la mia carta bancomat al centro di raccolta delle card smarrite, ma si rivelera` vano.

e riesco a fare un nuovo prelievo prima di partire per la gita al Capo, ma sbaglio le misure, per taccagneria, e prelevo troppo poco, cosi` che oggi ho di nuovo lo stesso problema all’Havana.

quanto a partire da Vinales, potrei andare un giorno a Trinidad, ma non mi fido: ecco che all’ufficio turistico mi si dice che l’autobus e` full, ma di venire a provare lo stesso prima della partenza per via delle rinunce che sempre capitano.

e infatti ecco 4 o 5 posti vuoti, in fondo, e io che riesco a partire.

ma non la coppia di italiani che hanno fatto la prenotazione e il pagamento con carta di credito via internet all’aeroporto, ma senza riuscire a stampare il biglietto, contando sulla facilita` di verificare via internet, e invece resteranno a piedi perche` il loro pagamento non risulta documentato!

ecco i problemi che mi inducono ad usare mota prudenza e tempi molto larghi in questa Cuba dove non mi sento mai del tutto sicuro dello svolgimento degli eventi.

* * *

per esempio, voi non potreste mai mettere nel conto che l’impiegata addetta ai biglietti, dopo avermi raccontato di essere incinta e al quinto mese di gravidanza, mi dica che assomiglio a…

faccio perfino fatica a dirlo, temendo di essere ridicolo, ma insomma lei trova che somiglio a Brad Pitt.

dev’essere merito esclusivo del colore dei miei occhi, suppongo, che gia` erano stati lodati dalla famosa Naomi a scopo promozionale delle vendite del locale dove lavorava…
pero` quando sono arrivato alla mia camera mi e` capitato, oramai dimentico di questo

complimento sconcertante, di guardarmi senza intenzione allo specchio e di scoprire che indubbiamente il viaggiare mi dona, sempre che non sia stato invece il taglio di capelli del barbiere cubano…

mi sono trovato bello, lo ammetto, anche io.

non mi era ai capitato prima in vita mia: prodigi di Cuba e di Vinales.

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6 risposte a “nello specchio di Vinales e da Cayo Jutias a La Habana – My roundtheworld n. 136 – 654.

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