L’Avana: la rivoluzione al museo – My roundtheworld n. 140 – 658.

sembra che inconsciamente io abbia voluto dedicare il mio ultimo giorno a rifare all’Avana quel che avevo fatto il primo: ho ritrovato il mio primo mendicante, quel ragazzo paurosamente storpio al quale ho fatto la mia prima elemosina cubana; sono perfino ritornato, senza riconoscerlo subito in un palazzo dove una prosperosa guardiana mi aveva proposto di sposarla e di fuggire insieme in Europa (!), ma mi deve avere guidato l’inconscio.

solo da ultimo ho fatto la mia tappa obbligata al Museo della Rivoluzione.

e permettetemi di non parlarne che per cenni.

* * *

l’idea di base e` geniale: il museo e` ricavato nel vecchio Palazzo Presidenziale, e questo fa si` che i buchi dei proiettili nelle pareti siano i veri segni lasciati da un tentativo castrista fallito del 1957 di assassinare il dittatore Batista, cogliendolo di sorpresa nel suo ufficio.

e da questo palazzo ha governato Castro con i suoi barbudos per qualche anno.

insomma il museo e` la realta` stessa, bloccata in un suo momento storico.

ma, anche senza riferirsi al materiale militare eterogeneo raccolto sotto una monumentale tettoia nel giardino, con lo yacht sul quale Castro e i suoi compagni sbarcarono nella Cuba orientale per iniziare la guerriglia, le batterie antiaeree e i resti di un caccia maericano abbattuto, oppure i travestimenti di trattori campestri in rudimentali blindati sforacchiati dai proiettili, o, all’interno, le vesti bagnate di sangue rappreso dei martiri della rivoluzione, il museo e` un’eloquente, straziante testimonianza, del fallimento completo di una rivoluzione tutta fatta di onesta` e buoni propositi.

le foto logore, i bigliettini con le didascalie rese a tratti illeggibili dal tempo, l’aria di muffa che stagna sulle vetrine, l’insopportabile retorica che noi definiremmo fascista, ma probabilmente e` semplicemente dittatoriale…

e ho trovato finalmente, in un piccolo bronzo nell’atrio del primo piano, anche la triade rivoluzionaria modellata sulla Trinita’ cristiana, di cui parlavo nell’ultimo post prima di questo: dove a Castro spetta evidentemente la parte di un michelangiolesco e barbuto Padre Eterno, Guevara e` il figlio martirizzato, e Camilo Cienfuegos, precocemente e misteriosamente scomparso a bordo del suo aereo, recita la parte dello Spirito Santo, avendo perso la sua presenza mortale, come dice un manifesto su di lui, fuori di qui, che commemora l’anniversario della sparizione.

* * *

qui chiudo la mia visita a Cuba: nell’isola non ho lasciato nessun cuore spezzato tranne il mio.

e ho capito una cosa che, per essere assurda, non smette di essere vera, e apre molti piu` problemi di quelli che chiude: che c’e` un modo sicuro di avere torto, ed e` di avere troppo ragione.

l’eterogenesi dei fini, ossia il fatto che la vita e` capace benissimo di ricavare la completa rovina da una massa di idee giuste e di far germogliare il bene dalle piu` malvagie intenzioni, non smettera` mai di stupirci e restera` per sempre per noi inaccettabile, perche` ci condanna all’incertezza e alla mancanza di senso definito di quel che facciamo.

* * *

ma poi, che cavolo sto dicendo?

basterebbe ricordarsi delle foto storiche esposte nel patio del grande hotel dove vengo per la connessione internet, a scambiare mail e postare per il blog: foto di grandimafiosi, amci del propietario, di Nixo vice-presidente USA e gia` allora malandrino, di una congrega di ricchi e vincenti malfattori che inquinavano quest’isola meravigliosa?

Cuba e` povera?

certamente: e` la poverta` degli onesti, rispettabile.

Cuba e` poco libera?

verissimo: ma come altro si fa a mantenere sotto controllo l’irresistibile tendenza spontanea al piccolo malaffare individuale che poi diventa il grande malaffare pubblico?

* * *

signori lettori, confermo che la realta` e` contraddittoria e che possiamo scegliere soltanto fra misure e tipi di mali diversi.

a ognuno il suo: il mio bilancio su Cuba comunista non e` totalmente negativo. 

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7 risposte a “L’Avana: la rivoluzione al museo – My roundtheworld n. 140 – 658.

  1. Pingback: L’Avana, goodbye! – VIDEOCLIP n. 724 – bortoround·

  2. Pingback: ritorno all’Avana dalle spiagge dell’Est – VIDEOCLIP n. 723 – bortoround·

  3. Pingback: 1. elenco dei post sul #roundtheworld, il viaggio attorno al mondo. | bortoround·

  4. Quando torni in Italia prova a guardarti la puntata di “Senza prenotazione” di Anthony Bourdain relativa a Cuba (lo mandano ogni tanto su laeffe tv), credo ti piacerà e forse alcune impressioni potranno essere interessanti.
    Una fra tante: “A Cuba dicono che la rivoluzione ha fatto bene tre cose: sport, educazione e sanità. Male tre: colazione, pranzo e cena”.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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