il Dios Descendente dei Maya: dell’alba a Tulum, Yucatan, e di altre facezie – My roundtheworld n. 147 – 672

svegliarsi nella cabana alle 4 e mezza nel buio completo, forse per il passaggio di un camion, e subito dopo scoprire con meraviglia che l’unico rumore e` quello delle onde che traspira dalle pareti di canne e penetra tutto con l’odore di salsedine.

scoprire che la corrente elettrica manca del tutto nel resort; e quindi pisciare con soddisfazione appena dietro la propria cabana, nelle tenebre, silenziosamente, che tanto il rumore del mare copre tutto; provare a scendere dal rialzo roccioso senza vedere nulla sarebbe una frattura assicurata.

risvegliarsi un’ora dopo, dopo essersi riassopiti e scoprire che un lattiginoso chiarore ha cominciato a diffondersi; provare a poltrire, ma alla fine cedere al richiamo irresistibile di un’alba sul mare.

* * *

trovare le amache e le poltrone di legno totalmente inzuppate dalla pioggia notturna, evidentemente non sentita, e scendere quindi proprio dove comincia il mare, accoccolato su uno scoglio, con gli ultimi spruzzi che sfiorano i piedi.

vedere come il cielo a poco a poco si incendia, e non di rosa, ma di rosso vivo qui, che pian piano si allarga a conquistare ampia parte del nuvolame, che nasconde l’orizzonte orientale, ma non impedisce i riflessi di luce immensi nell’acqua.

ricordarsi che del resto il vero nome maya di questo posto era Zama, che significa alba.

* * *

l’eleganza dei pellicani, che sfiorano l’acqua; come si tuffano, col becco in giu`, e non soltanto per pescare, ma perche` e` il loro modo di approdare; come riprendono il volo ritraendo alla fine i piedi fino a renderli invisibili, come se fossero il carrello di un aereo (ma l’esempio andrebbe capovolto, ovviamente).

e pensare che questa loro posizione a testa in giu` e` la stessa del Dios descendente di uno dei templi visti ieri.053

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sta sul frontone di monumento straordinario, fatto di un edificio obliquo, che sembra dissestato, ma invece e` stato costruito volutamente cosi`, come a disegnare un impatto.

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e sul frontone questo tempio ha quel dio tondeggiante con le gambe in alto e le braccia verso il basso, a formare una curva.

* * *

e immaginare di colpo che, siccome qui siamo piu` o meno al centro dell’impatto meteoritico che cancello` i dinosauri 70 milioni di anni fa, giusto a meta` strada fra la costa attuale e il mare, quel monumento rappresenta questo fatto, perche` per qualche misterioso motivo i Maya lo conoscevano, quel che noi siamo arrivati a scoprire, grazie a tecnologie e ricerca, soltanto un paio di decenni fa.

e i Maya queste tecnologie non le avevano, ma avevano delle incredibili conoscenze astronomiche: tanto che il loro calendario era il piu` preciso del mondo, e anche l’Europa dovette cambiare il calendario adottato da Giulio Cesare per adeguarlo alle conoscenze piu` precise dei Maya e chiamo` Gregoriano quello nato dalla riforma realizzata dal papa di allora, per nascondere il loro indiretto contributo.

quell’Europa che ordino` il rogo completo di tutti i libri dei Maya, cancellando completamente le tracce della loro cultura, e se ne salvarono a stento solamente tre, nessuno dei quali oggi e` in Messico, e il Messico li richiede invano.

in questa terra piatta, dove non ci sono vere alture, non scorrono veri fiumi e non e possibile l’irrigazione e tutta la sopravvivenza dipende dalle piogge…, cioe` dal cielo.

ma se i Maya poterono davvero capire in base ad osservazioni astronomiche che nella loro terra era caduto un asteroide immane 70 milioni di anni prima…

se fu il cielo a dirglielo, allora il cielo nasconde anche il segreto di un possibile ritorno di questo dio distruttore?

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nel cielo che si va facendo bianco nei riflessi passano le collane di perle nere sgranate di uccelli migratori.

gli uccelli tra le palme cominciano a lanciare i loro acuti richiami.

i primi turisti escono dalla cabane di fianco e si avviano lungo la spiaggia.

le nubi nere accennano a volere migrare lentamente verso sud.

ma oramai il sole le sovrasta, eccolo che emerge lentamente: per un momento la sua luce aguzza come una spada trafigge la coltre densa dei vapori ed emerge come uno sguardo penetrante.

le onde sembrano intensificarsi.

le teste pre-colombiane del resort, che fanno qui sulla spiaggia da araldi del budda della reception, con le mani grottescamente disposte al modo dell’Illuminato d’oriente, cominciano a palpitare, uscendo dall’ombra.

ecco, il sole ora e` sorto accecante.

* * *

to’, un’amaca protetta da una tettoia di paglia: e` possibile sedersi qui e scrivere.

scrivere come se fosse questo, dei segni che scorrono sullo schermo del laptop, il rumore del mare.

si potrebbe provare a lanciare il proprio messaggio nella rete, come un SOS da un antico porto perduto nello spazio-tempo.

peccato che le tre signore del luogo, cosi` amanti della illuminazione buddista, non abbiano ancora dato la corrente al resort e dunque anche il wireless non funziona, per via delle ecologiste taccagne.

aspetteremo: per fortuna ora il sole, salendo, e` comparso di nuovo dietro la coltre sospesa di una lunga nuvola alta, e si puo` tornare a guardare il mare.

16 risposte a “il Dios Descendente dei Maya: dell’alba a Tulum, Yucatan, e di altre facezie – My roundtheworld n. 147 – 672

  1. Non ho parole… Le parole, talvolta, non bastano.
    Sento la musica di quello che sto leggendo di tuo.
    Grazie. Grazie.

    Ti abbraccio
    gb

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