se suonano a festa le campane dell’Avana – 703.

Da oggi inizia un nuovo capitolo : riprendono le relazioni diplomatiche tra Cuba e Stati Uniti , dopo 50 anni abbandono dell’embargo (bloqueo).
Suonano a festa le campane dell’Avana: per pochissimo non le hai sentite anche tu.
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ho ricevuto questa mail e avevo già scritto il post che ora pubblico; mi pare che queste parole introduttive lo arricchiscano.
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la fine dell’embargo americano a Cuba mi emoziona particolarmente, a un mese esatto dalla conclusione della mia visita a quel paese.

grazie a uno dei rari e purtroppo anche ultimi sussulti democratici di Obama, gli USA abbandonano finalmente uno degli aspetti piu` odiosi e stupidi della loro politica verso l’America latina e perfino contro i loro stessi cittadini, ai quali era interdetto recarsi nell’isola, se non attraverso assurdi sotterfugi.

la Cuba che ho visto, miracolosamente quasi intatta dalla speculazione nella sua austera poverta` comunista e piegata ma non vinta dalla ostilita` yankee durata piu` di mezzo secolo, diventera` rapidamente un ricordo del passato e mi resta un’emozione in piu`, quella di essere appena riuscito a vederla.

probabilmente possiamo anche dire che finisce il comunismo castrista nell’isola e che, con questa decisione, si conclude davvero nel 2014 il XXI secolo, che era iniziato, storicamente parlando, giusto cent’anni fa.

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in un momento di debolezza oppure di acuta inconsapevole incoerenza, Obama ha anche detto una cosa molto giusta:

“Non si favoriscono i diritti umani cercando di far fallire gli Stati, ma dialogando”

sfugge del tutto il nesso di queste nobili parole con l’atteggiamento attuale di Obama verso la Russia.

dovremo aspettare nel 2067 un presidente americano di origine cinese per sentirci dire che l’aggressione americana alla Russia è uno stupido errore?

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un ultimo aspetto è che questa svolta rappresenta una importante vittoria personale di papa Francesco, che si è speso per l’obiettivo.

un papa sud-americano, che dà l’impressione di considerare il comunismo non un avversario, ma una specie di componente naturale del cristianesimo, almeno sul piano sociale.

e perfino se è un papa per tanti aspetti conservatore; ma, come disse lui stesso, viene dalla fine del mondo e sa di vivere in un mondo in cui il comunismo leninista è stato sconfitto, ma le istanze sociali che il comunismo ha posto e per tanti aspetti tradito o deformato, sono ancora vive e aperte.

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naturalmente non posso risparmiarmi di pensare, scherzosamente, che neppure il mio passaggio all’Avana e` rimasto privo di conseguenze, come gia` quelli a Hong Kong o a Citta` del Messico, a Los Angeles o in Giappone, in sei mesi densi di avvenimenti, di trasformazioni e di inquietudini: curiosi effetti deformanti del narcisismo, vero?

che cosa diventera` Cuba in questa nuova realta` e` difficile immaginarlo nei dettagli, pero` direi che potrebbe essere una buona motivazione per un ritorno fra un paio d’anni per cercare di scoprirlo… 🙂

8 risposte a “se suonano a festa le campane dell’Avana – 703.

  1. Confesso che, mischiata ad una certa contentezza per la notizia Cuba-USA, c’è anche un pò di preoccupazione per quell’unicità ancora intatta dell’isola… che ne sarà ora?

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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