leggere ad alta voce: contro il consumismo della lettura, e non solo – 723.

Restero` sempre meravigliato della sproporzione fra il tempo necessario per scrivere qualcosa e quello che serve per leggerla.

E, nonostante questo tempo sia inferiore al primo di un fattore 10, se non di piu`, al lettore il tempo della lettura pesa molto di piu`, di solito, che allo scrittore il tempo della scrittura.

Il lettore corre, o meglio scorre, si precipita verso la conclusione saltando i passaggi, se occorre, e in questo suo precipizio si perde per la strada tutte le cesellature che sono costate tanto tempo di invenzione e rifinitura a chi scriveva.

Tra poco forse anche chi scrive lo fara` alla stessa maniera, buttando le parole a raffica, in una specie di grossolana produzione industriale dello scritto, che prenda il posto del sapiente artigianato scrivano di una volta?

* * *

L’unica soluzione alla quale riesco a pensare e` la scrittura/lettura ad alta voce.

Mi pare infatti che molti dei mali sopra indicati dipendano dalla lettura mentale, un tempo sconosciuta ed documentata per la prima volta alla fine dell’impero romano e all’inizio del Medioevo da Agostino.

Chi scrive dovrebbe recitare ad alta voce quello che scrive, mentre lo scrive.

E chi legge dovrebbe fare altrettanto con quello che legge.

Provate: io lo sto gia` facendo con questo post.

* * *

Certo, in questo modo il numero dei lettori diminuirebbe drasticamente.

Sarebbe un duro colpo per l’attuale consumismo della lettura, divenuto praticamente inevitabile da quando internet ha moltiplicato la comunicazione scritta oltre i limiti dell’umanamente compatibile.

Ma non e` forse meglio avere anche un solo ascoltatore o un’ascoltatrice veramente affezionati che una piccola folla di lettori distratti?

Certamente poi sarebbe meglio avere qualcuno che ti legge ad alta voce e dunque ti ascolta che non averne proprio nessuno.

* * *

Occorrerebbe pero` una rivoluzione sociale per arrivare a questo.

Oggi soltanto il pensionato, il disoccupato, forse la casalinga, cioe` tutti coloro che sono al di fuori del processo produttivo, possono prendersi tempi cosi` distesi: tutti gli altri sono costretti a ritagliarsi tempi ristretti dal tempo di lavoro.

Occorrerebbe che l’enorme progresso tecnologico realizzato negli ultimi due secoli venisse messo al servizio degli esseri umani, anziche` della produzione di merci e desse la possibilita` a chi lo desidera di ricevere un salario comunque sufficiente per vivere, in cambio di tempi di lavoro piu` ridotti e di piu` tempo per la realizzazione del se`.

Un nuovo modello di organizzazione sociale che preveda piu` una drastica riduzione dei tempi di lavoro medi (fra chi sceglierebbe meno reddito e piu` liberta` e chi invece preferisse una monetizzazione del suo tempo di vita) piuttosto che tendere come oggi ad un aumento delle retribuzioni; e ci lasci piu` tempo per noi stessi, almeno a chi vuole.

Non solo per leggere, ma per ogni altra attivita` che appartenga al grande tema della realizzazione della propria vita.

* * *

Ma il test empirico della lettura ad alta voce mi segnala che questo post e` gia` troppo lungo.

Prendetevi tutto il tempo che vi serve per un commento, se vi va, e cominciate a recitarvelo ad alta voce, per favore.

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17 risposte a “leggere ad alta voce: contro il consumismo della lettura, e non solo – 723.

  1. Mi permetto un’affettuosa correzione.
    Non fu Agostino a inventare la “lettura mentale”, e soprattutto non lo fece alla fine del Medioevo (Agostino morì prima che cadesse l’Impero Romano d’Occidente): fu Ambrogio il primo a farlo, e lo racconta Agostino che a Milano lo sorprese mentre leggeva “senza movere bocca”, provando vivissimo stupore. Agostino attribuì questa curiosa tecnica ai problemi vocali di Ambrogio, stremato dall’incessante predicazione.
    Il Tuo refuso, dunque, nasce da questa piccola inversione di ruoli.
    Ti auguro un 2015 di pace e serenità,
    Padre Sergio

    • mamma mia che refuso.

      ovviamente Agostino visse alla fine dell’impero romano e all’inizio del Medio Evo e omettendo di battere le parole intermedie si crea un errore pauroso.

      ho sbagliato anche nell’attribuire ad Agostino la lettura mentale e non soltanto la prima testimonianza della lettura mentale come fatto inedito.

      grazie delle correzioni, che ho trasferito anche nel testo.

      è spesa bene ogni giornata in cui si impara qualcosa, anche attraverso la correzione di sviste o errori.

      buon anno anche a te. 🙂

  2. Tantissimi, veramente tantissimi, spunti di riflessione da questo post.
    Il più affascinante è, forse, quello sul “peso” della lettura/scrittura.

    Ma, proprio perché son così tanti e non avrei modo di affrontarli tutti ora, lancio solo una brevissima risposta (la meno significativa, forse): le 35 ore, introdotte in Francia dal gov. Jospin. Continuo a credere che sia stata una delle riforme più di sinistra degli ultimi decenni, ed una di quelle battaglie di cui dovremmo farci carico.

    • sono d’accordo con te.

      purtroppo oggi le cose vanno in direzione opposta e ai miei occhi di osservatore incredulo si moltiplicano i casi in cui ai giovani oggi vengono chiesti orari di lavoro molto superiori alle 8 ore giornaliere per paghe molto modeste.

      • ore lavorative… boh, bah.
        mi pare che non cambi assolutamente nulla, nè sulla teoria nè sulla pratica.
        il tempo è denaro: non solo il tempo lavorativo, anche il tempo dello svago. questione di proporzioni.
        se non dai tempo libero ed opportunità ai consumatori, come spendono le loro paghe?

        se buona parte delle paghe e del tempo vengono spese per sballarsi, per comprarsi catene tecnologiche, per investire nei videopoker, a che servono tempo e paghe? se non a rafforzare quello stesso sistema che ci annichilisce?

        non c’è una via d’uscita se non un totale, integrale, pacifico distacco dalla civiltà umana. che ci ripone inevitabilmente nelle grinfie di una natura indifferente, incattivita dalle stesse attività dell’uomo stupido e predatore.

        scrivendo questo, non pensavo mica al popolo italico eh!
        nella fattispecie pensavo al popolo aussie, che ho un po’ avuto modo di conoscere.
        ma almeno qualcuno di loro ha capito che preservare il patrimonio nazionale (naturale, dal momento che di cultura originale non ce n’è, a parte quella volatile per noi incomprensibile degli aborigeni) fa comodo. e anche un po’ di sport gratuito fa comodo.
        noi non arriviamo manco a capire questo, poveri fessi.

        mi auguro che l’uomo possa lavorare 24 ore al giorno per tutta la vita.
        mi auguro che possa fare un lavoro che lo faccia star bene. mi auguro che ogni istituzione collassi nel proprio stesso vuoto, senza usare bombe, semmai trombe.
        mi auguro che non faccia figli.

        oggi mi sono svegliato così, dopo l’ennesimo autoattentato all’intelligenza umana, prima ancora che alla vita e alla libertà.

        😦

  3. difficile leggere ad alta voce, alle 6 passate di mattina.
    le mie labbra, come le mie mani, non reggono il flusso del pensiero, e nello scritto riletto resta solo una minima traccia.
    dobbiamo rendere le orme riconoscibili e rilevanti.

    • eheh.

      anche lo stato di leggera euforia alcoolica susseguente ai brindisi all’anno nuovo non giova… 🙂

      però pensa alla bellezza di recitare un proprio pezzo ad alta voce alla prossima occasione, magari davanti al sole che sorge…

      • il pungente mattino non offusca ma focalizza, come le parole che prendono corpo risuonando nell’aria cristallina: recitiamo un bel pezzo dell’uomo per far sorgere un sole ancora più caldo e luminoso sopra la nostra terra, un sole che colori col suo ciclo un nuovo anno, pronto a ricevere i nostri colori 🙂

  4. Io leggo ad alta voce, certo non sempre. Se scrivo una cosa la rileggo a voce alta e cadono asini a catinelle …
    Ai bambini chiediamo di leggere ad alta voce ed è buffissimo ascoltarli mentre, quando imparano a scrivere, si autodettano le sillabe o le singole lettere che formano le parole.
    Viva la lettura ad alta voce che dà maggior potere, vigore e bellezza alla parola.
    2015 … che sia splendido!

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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