internet fascista: una via di fuga? – 3.

credo che sia giunto il momento di prendere atto che il trionfo del pensiero in rete e` l’affermazione definitiva dell’uomo comune nella sua insulsa banalita` e nella sua manovrabilita` mediatica.

e di riflettere sul fatto che, trasferendo il nostro pensiero in rete, noi lo rendiamo perfettamente controllabile, contraddicendo di fatto le sue possibilita` di costruire alternative reali ai poteri che ci controllano e dominano.

facebook, i blog e perfino twitter sono oggi, in piena evidenza, il trionfo di un nuovo fascismo di massa ben piu` totalizzante e grave di berlusconismo e renzismo, perche` introiettato e profondamente condiviso, a differenza della provvisoria e strumentale adesione a quei miti mediatici del presente di una borghesia in realta` semplicemente egoista.

blog di nicchia come questo o diversi altri, con i quali ho condiviso impoirtanti tratti del percorso della mia vita negli ultimi dieci anni, non cambiano questo quadro complessivo e disastroso:  anzi sono forse le foglie di fico che lo rafforzano il ruolo sociale di creazione del nuovo conformismo di massa assunto da internet.

e qualcuno dovrebbe pensare come si puo` credere di poter costruire un mondo alternativo cominciando col farsi schedare dai motori di ricerca.

non nego l’utilita` iniziale e provvisoria di provare a costruire una rete di relazioni e conoscenze in internet e nemmeno il ruolo fondamentale di questo strumento per una crescita della consapevolezza critica del presente, nello stato presente, almeno per chi lo sa usare.

ma mi pare certo che, raggiunti un creto grado di comprensione della realta` l’impegno per cambiare i suoi prevalenti aspetti negativi deve spostarsi altrove, altrimenti ci si riduce a recitare la parte di vuoti parolai. 

la lotta per un mondo diverso non passa piu` oggi (almeno per me) attraverso l’onda confusa delle parole che cercano di farsi strada nel diluvio mediatico come salmoni che risalgono la corrente per andare a roiprodursi, ma attraverso la costruzione PRATICA di nicchie ecologiche di vita alternativa, fondate sull’autosufficienza, che e` l’unico autentico strumento di una liberta` concreta, e la condivisione amicale di stili di vita ed esperienze concrete.

e qui sta anche la prefigurazione di un vago futuro possibile se l’arroganza dei dominatori del presente dovesse crollare su se stessa.

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2 risposte a “internet fascista: una via di fuga? – 3.

  1. @ Krammer

    a mio parere la rete di per se stessa non e` in grado di aumentare il grado di cultura di una societa`, che dipendono principalmente da altri fattori di natura sociale.

    pensare il contrario sarebbe come dire che la televisione aumenta la conoscenza.

    i nuovi strumenti modificano le modalita` del fare cultura, ma niente piu`.

    coloro che usano internet per fare cultura restano un’esigua minoranza, peraltro in calo per altri fattori.

    poi certo oggi qualunque imbecille puo` andare su wikipedia a capire di quel che legge quel che vuo capire lui…

    pero` la rete aumenta le potenzialita` di comprensione di chimla usa per fare culrua, e su queso siamo d’accordo.

    quando parlavo di controllo intendevo controllo politico dei movimenti di opposizione, in alcuni casi controllo anche direttamente poliziesco.

    sull’andare a vivere in natura non c’e` probabilmente spazio per tutti, anche considerando la crescita demografica mondiale.

    tuttavia c’e` ancora spazio e qualche possibilita`, al momento, e mi ci sono buttato: spero di riuscire a coinvolgere qualcuno sulla scelta.

    ma su questo ti ho scritto meglio in privato. 🙂

  2. ti avevo già risposto velocemente di là, ma qui hai argomentato meglio ed entro nel dettaglio:

    “credo che sia giunto il momento di prendere atto che il trionfo del pensiero in rete e` l’affermazione definitiva dell’uomo comune nella sua insulsa banalita` e nella sua manovrabilita` mediatica.”
    vero, è un fatto. ma così come l’uomo comune è manipolabile da molti eterogenei poteri, a scopi spesso lucrativi, è manipolabile anche da gruppi di uomini altrettanto comuni ma consapevoli ed organizzati.
    come non lo si è ancora mai fatto finora, a mio avviso: la rete “libera” offre molto di più come strumento.
    non dico che l’uso del web potrà portare a rivoluzioni, ma ad una diffusione alternativa di cultura e conoscenza si, e non fa mai male.
    certo gli esempi devono essere eroici, per risaltare e restare a galla in questo oceano 😀

    “e di riflettere sul fatto che, trasferendo il nostro pensiero in rete, noi lo rendiamo perfettamente controllabile, contraddicendo di fatto le sue possibilita` di costruire alternative reali ai poteri che ci controllano e dominano.”
    finchè permane la libertà espressiva su un sito aggregativo con una comunità che vi partecipi, non ci sarà mai diretto controllo ma solo influenza contrastabile. nessun gruppo umano controlla razionalmente la mia libera scelta, possono solo fare scommesse 😉 e non credo di essere il solo: questo, con una rete libera, basta come premessa.
    le reali alternative al poteri che ci fanno dannare (più che controllarci) sono la diffusione di consapevolezza e conoscenza, aperte, pubbliche, gratuite. libero pensiero, libero confronto, regole comuni in mano al potere del sito che li ospita (che potrebbe essere democratco ma sempre entro certi margini).

    in ogni caso c’è una concetrazione di potere informativo. il sito che ospita l’informazione è il garante della libertà espressiva e delle regole. più si è in tanti, più servono spalle grosse, più è difficile.
    ma per una comunità a livello regionale o anche nazionale senza troppe pretese può bastare la conoscenza attuale.

    “facebook, i blog e perfino twitter sono oggi, in piena evidenza, il trionfo di un nuovo fascismo di massa ben piu` totalizzante e grave di berlusconismo e renzismo, perche` introiettato e profondamente condiviso, a differenza della provvisoria e strumentale adesione a quei miti mediatici del presente di una borghesia in realta` semplicemente egoista.”
    i social forum sono semplici strumenti, che ad esempio il grillismo prima ed il renzismo poi hanno saputo sfruttare al meglio.
    massimizzare il numero di utenti e discapito della qualità informativa è una politica commerciale che li pone su un piano puramente disimpegnato e di svago.
    eppure c’è molta gente che cerca di fare informazione, cultura, politica con facebook, twitter e piattaforme analoghe: il problema è che non si sono accorti che sbagliano strumento, anche perchè manca proprio nella rete uno strumento di riferimento di questo tipo. dovrebbero “solo” fare la fatica ad iscriversi ad una nuova piattaforma ed usarla 🙂
    la rete come un aratro: invece di seminare a mano le innumerevoli pianticelle (idee che si sviluppano), si tirano dei grossi solchi sul campo della cultura umana e così si possono spargere notevoli quantità di semi in una botta sola.
    col la rete il campo culturale si riempie prima che con altri canali informativi (a volte la sovrabbondanza finisce per sterilizzare il suolo, a quel punto stop con l’aratro): ma la bontà del raccolto dipende sempre da cosa si semina. è l’uomo a seminare, i gruppi umani a fare moda e pressione sui propri individui.
    se è vero che dalle erbacce crescono erbacce, bisogna aver cura di coltivare un orticello sano, tenendo lontani i semi che lo contaminerebbero, semi di piante già sovrabbondanti altrove.
    finchè ci sarà uno spazio in cui io e te potremo fare questi discorsi, ci sarà la possibilità di usarla (anche) per fare cultura.
    e poi la rete ha la proprietà di moltiplicare magicamente gli spazi, con la tecnologia: per quanto sia piena, ci sarà sempre nuovo spazio e per promuoverlo non servono i motori di ricerca, basta il passaparola e la volontà di usarlo 🙂

    la rete è come la bomba atomica: finora per certi versi è stata usata sulla terra e si sta rivelando una sciagura (ma solo per certi versi), però se la bomba atomica la indirizziamo sul meteorite che ci sta colpendo, ecco che può tornare assai utile.
    potremmo sostituire il meteorite con una qualsiasi entità presente su questa terra, ma i danni collaterali saranno da tenere in considerazione 🙂

    “blog di nicchia come questo o diversi altri, con i quali ho condiviso impoirtanti tratti del percorso della mia vita negli ultimi dieci anni, non cambiano questo quadro complessivo e disastroso: anzi sono forse le foglie di fico che lo rafforzano il ruolo sociale di creazione del nuovo conformismo di massa assunto da internet. ”
    un po’ lo cambiano invece ma dà poco nell’occhio, e non è certo abbastanza per permettere un’inversione di rotta. con strumenti migliori e maggiore consapevolezza il risultato potrebbe cambiare 🙂
    se non cambia, non darei in ogni caso la colpa alla rete, quella resta sempre una possibilità: potrebbe semplicemente darsi che non siamo pronti, dobbiamo evolverci ancora.

    la rete di per sè come concetto non è nulla se non comunicazione istantanea di massa: è di fatto molto simile a trovarsi in piazza (in tantissime piazze, in un istante) con tante altre persone, ognuna indaffarata al proprio interesse, che vanno e che vengono.
    il nostro operato ‘reale’ per quanto riguarda l’aspetto comunicativo verbale è del tutto affine a quello virtuale: nel reale ti vedi di persona con pochi, nel web ti avvicini a tanti, spesso sconosciuti.
    ma se il messaggio che viene comunicato è lo stesso, cosa cambia veramente?
    ci sarà in ogni caso chi ti ascolta e rimarrà influenzato, e chi non ti si filerà di striscio. in genere si suppone che le persone con cui si vive a stretto contatto ti ascoltino di più, ma è solo questione di tempo, di abitudine, di fiducia, razionalmente parlando 😉

    in ogni caso la rete la sanno usare in pochi, e senza consapevolezza è una vera e propria trappola da evitare, mi torna l’analogia con il fumo di sigaretta eheh

    eppure ormai l’uomo l’ha fatta entrata forzatamente nelle nostre vite, per esigenze lavorative e sociali: è come se ci costringessero a fumare, dunque bisogna imparare a non farsi troppo male e limitarsi.

    sull’idea di andare a vivere in autosufficienza, sarebbe un sogno ma temo che non ci sarebbe spazio per tutti, e credo che se le generazione future dovessero farlo sul serio, sarebbe in conseguenza ad una “moda” su internet 😉
    si andrà a vivere in natura solo se ci si potrà portare appresso la tecnologia.

    oh mamma mi sembro casaleggio!
    tra l’altro, di casaleggio conosco in fondo solo la parodia che ne fa crozza…

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