cose di inizio 2015 – 8.

come sono strani i primi giorni di un anno nuovo.

trascorrono più lenti del solito e si muovono incerti, in un tempo sospeso, come se avessero ancora la curiosità di scoprire come saranno i dodici mesi che ci aspettano e che cosa significa il loro nome.

già, che cosa significherà nella storia 2015?

ci sono anni terribili, il 1914, il 1939, il 2001, e anche i loro primi passi sono stati altrettanto sospesi e titubanti, nell’incertezza del futuro, e a volte nella sua completa inconsapevolezza.

poi succede qualcosa che comincia a definire il profilo dei giorni che verranno, e loro ricominciano a scorrere al loro ritmo normale, come rassicurati dall’avere un abbozzo di identità, di essere usciti dalla indefinitezza neo-natale e dal cominciare ad avere un profilo, un colore degli occhi e dei capelli, un primo modo personale di sorridere o di piangere.

* * *

il futuro che il 2015 profila appare così avvelenato che ho deciso di concentrarmi in uno spazio più respirabile di vita privata, ed ecco che per me personalmente questo è l’anno, simbolicamente?, della casa nuova, che sta in montagna in un piccolo borgo, ma si proietta in mezzo ai campi (un primo pezzo di terra già comperato, uno contiguo in attesa ancora del passaggio formale di proprietà).
questa casa mi sta prendendo molto (per fortuna, così continuo a restare fuori dalla sindrome del pensionato).
attualmente la mia giornata tipica consiste nel partire la mattina da Brescia verso le 7 circa, poi impiego circa 50 minuti ad arrivare al paesino di montagna; ci trovo o arriva poco dopo il muratore, Alex, e adesso – dovrebbe – anche l’idraulico, Giuseppe, che spesso e volentieri è latitante, e dalla prossima settimana anche l’elettricista, perché avendo spaccato i muri per l’impianto di riscaldamento, mi sembra naturale approfittarne per rinnovare e mettere a norma anche l’impianto elettrico; e insomma, mentre loro lavorano, io giro qua e là, a volte aiutandoli in piccole cose, come se fossi un piccolo, un garzone, a volte esprimendo i miei desideri sulle cose da fare (che alla fine dovrò anche pagare) o chiacchierando del più e del meno soprattutto con Alex il muratore, in particolare nei momenti di sosta che si prende giustamente qua e là.
per il resto poto le piante, oggi con Andrea, un ex-muratore di 79 anni che è stato due ore su un melo che stava imitando la giungla amazzonica, a tagliare rami e non ha neppure voluto niente, ma ha detto che gli piace l’amicizia; io, dopo che ho fatto anche qui l’assistente, spostando ramaglie tagliate fino a farne un mucchio che mi è parso immenso, e che si dovrà bruciare prima o poi, strappo edera e rampicanti vari; il pezzo di terra aggregato alla casa è stato abbandonato circa 15 anni fa, quindi il disboscamento è lento e faticoso, e richiederà ad un certo punto anche una scavatrice per dissodare ed estirpare le radici più resistenti; tuttavia ho l’approvazione del vicinato e questa è una bella soddisfazione per un contadino in erba (eh eh) come me.
torno a casa in città al profilarsi del tramonto e nelle giornate più dure, come quella di oggi, cado addormentato.
poi eccomi qui all’internet café a curare blog e relazioni.
* * *
una cosa che mi ha colpito è stata leggere ieri, non ricordo dove, che anche Mario Capanna, il leader storico del Sessantotto milanese (io sono stato quasi cinquant’anni fa uno dei leader minori del Sessantotto bresciano), conduce una vita simile, anche se in una più prestigiosa tenuta toscana, mi pare.
deve esserci in questo ritirarsi all’affacciarsi dell’età anziana, una specie di serena presa d’atto di una sconfitta, che non è stata una catastrofe, anche se oggi – devo ammetterlo – siamo chiaramente persone del passato e faccio fatica, almeno io, a ritrovarmi in sintonia col presente.
mi ha colpito non solo la somiglianza di scelte di vita (io non conoscevo la sua e lui non conoscerà mai la mia), ma anche la vicinanza estrema di valutazioni e giudizi sul presente da lui espressi nell’intervista, anche se ai tempi io lo consideravo criticamente, ed ebbi il mio piccolo e oscuro momento di gloria quando provai a coagulare una opposizione alla sua gestione del Movimento Studentesco alla Università di Milano, per me troppo militarista per via dei famosi “katanga”, ma presi circa il 40% dei voti, restando in minoranza.
* * *
ops, ecco che il vecchietto si mette a raccontare: sembro Andrea tra i rami del melo, che racconta le sue prodezze antiche di muratore, l’ho anche fotografato, ma… sembra che io abbia perso la macchina fotografica, spero solo momentaneamente, forse dimenticata in qualche angolo nella casa lassù…
qui, in città, a tempo perso, cioè ogni due o tre mesi, scrivo qualche pezzetto di una autobiografia professionale che forse potrebbe avere qualche interesse, ma che probabilmente non finirò mai.
* * *
la notizia positiva è che, dopo due tentativi non riusciti settimana scorsa, oggi sono riuscito ad attivare l’ADSL lassù, durante la pausa pranzo di muratore e idraulico (dalla quale l’idraulico non è più tornato…); ma il freddo in casa è molto forte, mentre fuori lavorando occorre perfino togliersi la giacca, e dunque eccomi tornato rapidamente a zappare.
ora invece mi sono ripreso dalla stanchezza del lavorare agricolo e sono qui a zappare maldestramente come lì, il mio blog :).
non posso più pensare in via predominante al 2015 pubblico e collettivo: il 2014 è stato l’anno più caldo da 4.000 anni a questa parte, leggo qua e là, e temo che lascerò un mondo dominato dall’effetto serra, anche se magari contemporaneamente prossimo ad una piccola o grande glaciazione, con un mix di effettacci prodigiosi e degni di un film di cui non vedrò il finale.
ma mi sto scrivendo un personale finale un poco più ottimista: salviamoci almeno come persone, se il mondo attorno a noi è destinato ad andare a pezzi.
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8 risposte a “cose di inizio 2015 – 8.

  1. Non aggiungo niente al commento di principotta 🙂

    Mi piace ciò che ha scritto e dopo una rapida scansione…ritengo che aggiungere un caloroso saluto ad entrambi sia il mio modo di augurarvi buon tempo 🙂

    .marta

  2. Sono sempre ammirata e stupita di quanto riesci a far rendere una giornata…sembra quasi che tu abbia dei giorni dieci volte più lunghi dei miei!
    Interessante anche il parallelo con Capanna: vedi che non sbaglio quando dico che esiste una leadership naturale 🙂 Qualcuno nasce leader, non importa se fa il preside o il contadino: la leadership non è acqua, come la classe:-)

    • io resto sempre stupito di questo stupore: ieri ho anche dormito un paio d’ore, e mi pare anzi che le giornate siano ben poco produttive in questi ultimi tempi (a parte il dissodamento agrario di luoghi che peraltro hai anche visto di persona…), tante sono le cose che ho in mente di fare e che devo trascurare.

      credo che una buona parte di vita sia conquistata dalla totale cancellazione della televisione…, ma questo non credo di doverlo dire a te.

      e poi dalla riduzione spiccata di quella parte della voita di relazione che consiste in salamelecchi formali con persone che non hanno nulla da dirci.

      aggiungi iun poco di capacita` affabulatoria… e il gioco e` fatto. 🙂

      non credo che il leaderismo c’entri con l’agricoltura, a meno di non pensare che chi si sente leader e non e` riconosciuto, finisce col fare il Cincinnato…. 🙂

      • Penso anche io che l’eliminazione della televisione dalla propria vita sia alla base per la rinconquista del tempo…anche interiore
        E ciò da buoni frutti se si intraprendono iniziative che appassionano…
        Il resto come ben dici lo fa la capacità “affabulatoria” dalla quale si impara sempre qualcosa che unita ad un sorriso fa buon sangue… 🙂

        Non sarebbe male trovarci e chiacchierare tutt’e tre davanti ad un mezzo bicchiere pieno di mirto rosso, fresco naturalmente 🙂

        ciao
        .marta

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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