Michele De Pascalis, Come indignarsi contro il fanatismo.

ringrazio  Michele De Pascalis, conosciuto attraverso una  comune amica, per avere acconsentito a pubblicare su questo blog una sua testimonianza di ventenne sul nostro 7 gennaio 2015, una data che puo` segnare una svolta storica simile a quella dell’11 settembre 2001, ma speriamo diversa nelle conseguenze.

* * *

Sono indignato perché dodici persone sono morte pur essendo state alle regole, e la risposta alla possibilità del loro piccolo angolo di vittoria è stata una mattanza.

Sono indignato per coloro che sono stati attraversati dal disgusto nel sentire dalle fonti la frase “Allah è il più grande”, ma che ore dopo non hanno problema a rendere onore e gloria al Signore loro Dio.

Sono indignato perché si pensa ancora che la guerra in questione sia “Musulmani contro l’occidente”, perché nessuno tratta abbastanza né ricorda le stragi e gli attentati nel nome del Dio cristiano.

Sono indignato perché sono certo che da qualche parte nel mondo dei bambini, appresa la notizia da fonti ufficiali, avranno ringraziato e lodato Allah. Non per Allah. Per i bambini.

Sono indignato perché ormai niente è più per caso, e perché le strumentalizzazioni dopo (o prima di) questa vicenda trascinano le persone a giudicare dall’una o dall’altra parte, riuscendo così a manipolare le attenzioni, al modico prezzo di dodici morti.

Sono indignato per coloro che inneggiano a Charlie Hebdo senza averne mai sentito parlare prima. Sono più coerente con me stesso precisando (non ammettendo) che non conoscevo il giornale prima di ieri; ma conosco la satira, conosco la disperazione del sarcasmo come ultimo mezzo di divulgazione, e tanto mi basta per intravedere la somiglianza di questo fatto ai sistemi repressivi di un regime.

Sono indignato per chi crede che siccome le vittime avevano avuto un “avvertimento” (peggio dei peggiori mafiosi avvertimenti) del rischio che avrebbero corso continuando, forse il loro sacrificio non vale tanto, né c’è tanto da stupirsi di come tali minacce siano culminate.

Sono indignato perché sento riecheggiare i gridi di guerra e le esplosioni della jihad (di qualsiasi dio) in ogni Angelus contro l’omosessualità e la contraccezione, in ogni omelia contro quelle due che sfilavano in testa al corteo dei comunisti, in ogni notizia di violenza domestica raccontata di sfuggita dai telegiornali, in ogni donna che abbassa lo sguardo quando il marito la zittisce, in ogni figlio che impara dal padre che il suo ruolo è tacere e obbedire e che tale sarà il ruolo dei suoi figli nei propri confronti, in ogni figlia che si sente chiamare puttana della sua famiglia nel momento in cui scopre l’amore.

Sono indignato per chi venendo a conoscenza di queste mie idee mi accuserà dentro di sé di essere uno sporco intollerante religioso, perché si sentirà in dovere di fare lo stesso se i suoi figli vorranno mai liberarsi dalla morale di mediocrità in cui saranno stati allevati.

Sono indignato per la pluralità delle convinzioni che ci sia tanta differenza tra le settantadue vergini che aspettano i kamikaze di Al Qaeda ed il tesoro nel regno dei cieli di chi brucia la propria vita nella gloria del Signore. Solo più lentamente.

* * *

ritrovo una sensibilita` comune in queste parole, pur se tanti anni di vita vissuta in piu` ci dividono.

per questo mi permetto di far seguire alle parole fresche e vibranti di Michele un mio vecchio post su Hebdo del 12 settembre 2012.

Rileggerlo in questi giorni a me ha fatto venire i brividi.

* * *

469. VIVE LA FRANCE! VIVE CHARLIE HEBDO! VIVE CHARIA HEBDO!

tensione, paura, per le vignette che sta per pubblicare Hebdo, settimanale satirico, e che intanto girano per la rete.

cento colpi di frusta se non siete morti dal ridere!

* * *

continua in Italia la campagna dei media asserviti al potere per intimidire la libertà di critica.

del governo?

ma no, questo sarebbe un titolo da anni Settanta.

di Mohammed, di Maometto.

che sembra già diventato un poco signore delle nostre vite…

* * *

non solo ci stiamo impoverendo materialmente, e questo passi: la ricerca langue, le strade pullulano di pensionati seduti al bar tutto il giorno a spese del contribuente o di disoccupati che ciondolano per tirare a sera, la gente che ha un lavoro fa poco e male, perché pare che abbia dimenticato come si fa, e vengono avanti gli altri del terzo Mondo di una volta (islam arabo escluso, in genere), quelli entusiasti e volenterosi (scusate la rozzezza, ma fatevi due viaggi in Cina come il sottoscritto ed osservate come lavorano i muratori lì).

non basta tutto questo: ma vogliono toglierci anche la libertà di pensiero e di sorriso, come se fosse solo un privilegio di chi sta bene, troppo bene.

* * *

è la politica del terrore: l’ironia è pericolosa, il libero pensiero provoca le bombe.

l’Osservatore Romano depreca e stigmatizza le vignette satiriche su Maometto, come ha sempre fatto la guerra ad ogni accenno di pensiero libero sulle origini della religione cristiana e sulla figura del suo inconsapevole fondatore (Jeshu era un rabbi ebreo, non il fondatore di una nuova religione; questa arrivò molto dopo di lui, servendosi del suo nome).

è un’allenaza torbida fra rabbini, sacerdoti cattolici, imam.

quella che il settimanale francese deride, perché mica se la piglia solo con Mohammed.

* * *

per fortuna esiste la Francia laica.

il primo ministro Jean-Marc Ayrault ha detto:

“Siamo in un Paese in cui è garantita anche la libertà di caricatura e se qualcuno si sente offeso può rivolgersi ai tribunali”.

Monti potrebbe dire altrettanto? no, l’Italia mica è un paese libero, è un paese schiavo delle sue paure.

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4 risposte a “Michele De Pascalis, Come indignarsi contro il fanatismo.

    • un commento a me stesso, in pratica… 🙂

      avevo provato a farlo qui sopra in modo indiretto, affiancandogli un mio vecchio post (quello che hai riscoperto anche tu): trovo una consonanza di idee sorprendente su alcuni punti.

      e sono d’accordo con Michele praticamente su tutto – ho soltanto qualche piccola riserva linguistica qua e là, ma forse è dovuta ad un mio gusto un po’ datato. 🙂

      faccio fatica dire di più: sembra assodato che l’intelligenza media degli esseri umani si stia alzando in maniera prodigiosa, se misurata in termini di QI.

      a fronte di comportamenti giovanili enfatizzati dai media che portano a chiedersi dove sia finita tutta questa intelligenza, vorrei solo dire che io ho impiegato una vita di tormenti e riflessioni per arrivare a una visione della realtà che è quella che Michele, con naturalezza e semplicità, si trova per così dire già alle spalle, come la cultura da cui partire per l’elaborazione più avanzata che farà la sua generazione.

      😉

      • Sì, caro Mauro: è quello che percepisco quando parlo con mia nipote, che dico sempre sia “una versione di me perfezionata” :). Io ho combattuto e sofferto (e combatto ogni ora oggi) per gestirmi, comprendere e capire….lei si solleva dal carbone con leggerezza e vola già appena nata, sapendo quello che io non sapevo.
        Questo post di Michele mi ha impressionato per densità ed efficacia, e per originalità di pensiero. Loro sono salvi dall’omologazione culturale. Non è poco. Notte.

        Per quanto riguarda il discorso Charlie Hebdo sono ancora troppo addolorata per scriverne.

        • si infittiscono le coincidenze di sensibilità e modi di pensare, eh? 🙂

          su questa vicenda la rete produce effetti sconvolgenti, verificando i più diversi deliri online: nella vita reale ciascuno si ritaglia una rete di relazioni simili a lui che ha un effetto protettivo, ma qui dentro siamo davvero disarmati di fronte alle tempeste del mondo.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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