Bollettino n. 4 della guerra mondiale: Paris, Europa – 9.

1. i deliri online sulla strage di Parigi

sulla strage islamista di Parigi la lettura della rete produce effetti sconvolgenti, verificando i più diversi deliri online: nella vita reale ciascuno si ritaglia una rete di relazioni simili a lui che ha un effetto protettivo, ma qui dentro siamo davvero disarmati di fronte alle tempeste del mondo.

io non so che effetti facciano ad altri le mie considerazione, forse effetti simili?

proverò comunque ad inserire questo episodio in un quadro più ampio, ora che i modi scelti per la liquidazione degli autori hanno apparentemente chiuso la vicenda e le domande che suscita. (in questo caso non si può dire che l’uccisione, piuttosto che la neutralizzazione con un ferimento grave, erano imposti dall’esigenza di salavre la vita all’ostaggio, dato che non vi era nessun ostaggio).

ostinatamente io ci provo a tenere aperte le domande, dato che penso che del dubbio si possa dire quel che si dice dell’umorismo: è il sale della civiltà e forse ha anche una stretta parentela con lui.

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avviso: il post non supera il test della lettura ad alta voce; la cosa migliore sarebbe di leggerlo per sezioni staccate, in più riprese: i tre asterischi servono a riprendere fiato e a distrarsi, andarsi a bere un caffè, uscire a fare due passi.

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2. la strage e` dell’IS o di Al Qaeda? oppure di chi?

Lo Stato Islamico, o IS, aveva preannunciato che avrebbe portato la guerra in Europa; pero, siccome e` in atto una lotta di potere interna al mondo dei fanatici musulmani su chi sia l’assassino più efferato, chi ha messo a segno un primo colpo, con la strage di Parigi, e` invece, almeno in parte, Al Qaeda, che in questo  modo cerca di rilanciare la sua popolarità` in declino; il quadro delle esatte responsabilita` politiche rimane peraltro abbastanza confuso; altri attentati probabilmente seguiranno, dato che e` evidente la sproporzione tra la relativa facilita` di compierli e la potenza dell’impatto mediatico di questi gesti, del resto preceduti negli anni da numerose altre stragi di matrice medio-orientale, da quella di Monaco del 1972 a quelle condotte in Spagna o a Londra negli anni successivi; e la cupa profezia della CIA su nuovi attentati prossimi venturi sembra quasi in preannuncio diretto di quel che ci potrebbe aspettare: decine di fanatici pronti al suicidio pur di ammazzare qualcuno.

Su questa facilita` sconcertante di azione e di movimento ha invitato a mettere l’attenzione un mio commentatore, Spock_ST ed è un disagio che corre per la rete, e vorrei provare a soffermarmici su.

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3. i servizi segreti francesi messi a nudo.

Tanto e` stato facile per i terroristi mettere a segno il loro colpo di sangue contro un obiettivo in fondo gia` indicato in anticipo con attentati minori, tanto improvvisamente informati si sono rivelati i servizi segreti nell’identificare gli autori con sconcertante rapidita`.

Si e` voluto far credere che tutto questo sia avvenuto per una fenomenale svista dei killer, uno dei quali avrebbe lasciato in evidenza un proprio documento nell’auto usata per la fuga; ma questo documento e` stato attribuito a due terroristi diversi e in un primo momento all’autista, poi risultato completamente scagionato, dato che era a scuola, e solo successivamente a un killer.

Insomma si conferma tutta l’apparenza di una balla mediatica, che tuttavia non riesce a nascondere l’enormita` di quel che segue.

E che dire del fatto che li hanno trovati solo in un modo che ha a sua volta dell’incredibile? un uomo era dentro la tipografia in cui i due killer in fuga si sono rifugiati, ma loro non se ne sono accorti e lui si e` nascosto in uno scatolone e da li` ha chiamato la polizia col cellulare, naturalmente senza essere sentito; il che non ha impedito che i media continuassero a parlare di un uomo preso in ostaggio, per giustificare la liquidazione fisica dei terroristi, giusta non dico di no, ma inopportuna per le complicità che interrogatori convincenti avrebbero potuto scoprire.

D’accordo che le sceneggiature americane ci hanno abituato a tutto, ma la realta` e` davvero cosi` demenziale? Se non ci fossero tanti morti di mezzo sembrerebbe una farsa di Borat, dove si puo` liberamente sghignazzare per le trovate dello sceneggiatore.

Poche ore dopo, anzi, le forze speciali stanno giusto ammazzando i due killer, risparmiandoci la fatica di sentire la loro versione dei fatti o le loro rivendicazioni *che peraltro almeno in un caso escono puntualmente postume su You Tube), e gia` esce un loro curriculum vitae sulla stampa internazionale, che dimostra comportamenti cosi` demenziali da parte di chi li sorveglia, da rasentare la complicita`.

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4. col senno di poi, una strage quasi tele-guidata.

Chiedo scusa se adesso riassumo notizie che chiunque puo` trovare da se` sulla stampa, ma e` necessario per riflettere: alcune sono dubbie, ma occorre analizzarle lo stesso.

  1. L’Algeria aveva avvisato la Francia di un attacco imminente, che avrebbe dovuto mettere i servizi segreti in massima allerta, se non lo erano gia`, dato che attacchi erano stati preannunciati direttamente dagli integralisti dell’IS e Inspire, un periodico di Al Qaeda in inglese aveva pubblicato in primavera un Wanted dead or alive, sotto la foto del direttore di Charlie.
  2. Secondo i servizi segreti dello Yemen, invece, uno degli autori della strage aveva incontrato in quel paese nel 2011 uno dei capi locali di Al Qaeda, nato negli USA, ma di origine yemenita; il pretesto della vista erano stati studi religiosi presso una università` fondamentalista di Sanaa (forse voleva studiare la copia antica del Corano parzialmente difforme da quella in uso e considerata per dogma religioso integralmente dettata da Dio in perdona? Copia subito secretata, ovviamente). Ma i servizi segreti francesi erano a conoscenza oppure no di queste notizie? E chi ha contattato cosi` rapidamente i servizi segreti dello Yemen?
  3. Ma veniamo a quel che dicono adesso di sapere direttamente i servizi segreti francesi. L’uccisore di una poliziotta francese a Montrague, lo stesso giorno della strage presso il settimanale satirico, faceva parte della stessa cellula – strano perche` all’inizio avevano negato il carattere terroristico del gesto e provato a farlo passare per un omicidio comune e casuale – e si chiamava Coulibaly; qui ho avuto un sussulto, dato che ho avuto qualche anno fa un inquilino con questo cognome, ma non era lui.
  4. Ora i servizi segreti intercettavano sia il Coulibaly sia uno dei fratelli autori della strage e dunque sapevano che i due si recavano a trovare un certo Beghal, condannato a 10 anni per un attentato mancato all’ambasciata americana nel 2001 e poi messo in soggiorno obbligato dopo scontata la pena.
  5. Il Coulibaly, condannato ad un anno e mezzo per spaccio di droga, era poi stato ricevuto da Sarkozy nel 2009 come membro di una delegazione di studenti di scuole professionali! pensate al rischio.

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5. si puo` combattere una guerra con le mani legate dietro la schiena?

Ora queste notizie, diffuse dai servizi segreti francesi per dimostrare quanto sono bene informati, suscitano invece una reazione di sconcerto: come e` possibile che in una situazione di guerra apertamente dichiarata sia data ai nostri nemici la possibilita` di muoversi con tanta facilita` e di essere trattati con tanta indulgenza?

Qui mi fermo, pero` in guerra non si combatte con le mani legate dietro la schiena; e se la guerra e` l’uso della morte , anzi dell’omicidio, per sottomettere l’altro, allora tale arma va usata da entrambe le parti in modo eguale.

Idee di questo tipo mi sono costate in passato l’accusa di fascista negli ambienti di sinistra in cui sono vissuto e la perdita (senza rimpianti) di parecchie amicizie dei talebani del pacifismo, che io non ritengo invece un obbligo morale assoluto.

Sono per la non violenza, ma non sono contrario alla legittima difesa.

E in una guerra dove si uccide, secondo me e` legittimo e giustificato l’uso della pena di morte contro chi uccide programmaticamente come azione di guerra.

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6. gli alleati degli integralisti islamici fra noi: i paurosi.

La guerra, a pensarci bene, se non e` genocidio puro, e` sempre il tentativo di usare l’omicidio di massa per condizionare il modo di pensare di qualche gruppo che si vuole sottomettere: dal punto di vista strettamente militare l’impatto reale di un massacro di 12 persone puo` essere perfino inferiore a quello di un grosso incidente stradale; ma cio` che lo rende diverso e` il suo carattere intenzionale e il clima di paura diffusa che questo genera.

Anche se la risposta apparente e` quella di una reazione forte e corale, non mancano infatti i segnali contrari da parte di sezioni di opinione pubblica qui da noi, e il fatto che siano silenziosi e privati non ne diminuisce la consistenza e purtroppo la gravita`: essi sono piu` forti nelle aree contigue al potere mafioso e non e` possibile dubitare che chi trascorre la sua vita succube di poteri illegali e` pronto ad accettare anche quello islamista in nome della prudenza, del quieto vivere e di quella opaca visione familista del mondo che appare come una forma di semicecità` rispetto ai valori della vita collettiva.

Chi e` pronto a servire anche il nuovo potere islamista moltiplica, in privato, i queruli inviti alla prudenza, che sono una forma di aiuto inconsapevole a tutte le mafie, e quella islamista e` tale e puo` trovare fertile terreno di impianto in un’Italia che e` ampiamente semi-mafiosa e dove i sostenitori del potere mafioso non mancano, magari nella forma appunto di chi consiglia di non opporsi.

Questa paura, che viene amplificata dalla reazione stessa dei coraggiosi che si oppongono, e` il vero grosso successo militare realizzato dall’IS in questo primo assaggio della sua guerra psicologica portata in Europa.

I paurosi sono i primi alleati dell’IS e lavorano per loro, nella loro stupidita`, spesso anche personale, senza neppure saperlo.

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7. gli alleati degli integralisti islamici fra noi: i razzisti.

Ma i secondi alleati dell’IS sono ancora peggiori e sono rappresentati da tutti coloro che identificano l’islamismo con l’islam, gli islamisti con gli islamici, per i limiti analoghi della loro capacita` di astrazione dall’immediato.

Qui la stupidita` tende a farsi criminale, perche` identificare ogni aderente della religione islamica con un nemico, in particolare se immigrato, tende a spingere verso gli integralisti masse di persone altrettanto oscillanti e regala ai fascisti islamisti l’appoggio potenziale di un miliardo e mezzo di persone.

Il concetto e` talmente semplice ed evidente che si deve ritenere che chi eccita all’odio contro l’intero modo islamico, rifiutando di accogliere le alleanze che vi si potrebbero ritrovare all’interno, e` formato dai fascisti e razzisti nostrani e si muove nella stessa logica: la ricerca di uno scontro cruento, evidentemente nella convinzione di vincerlo, ma potrebbe essere un ottimismo superficiale, e in ogni caso la vittoria non appare garantita dalla semplice superiorità` tecnologica, come ben dimostra la scarsa efficacia dei bombardamenti americani e alleati contro l’ISIS, cioe` in Siria e in Iraq.

Qui sono gli islamici curdi che stanno combattendo sul terreno la loro guerra di sopravvivenza contro gli integralisti ed e` veramente sconcertante vedere che i nostri fascisti e razzisti locali non li riconoscono come alleati sul campo, perche` islamici: parlo delle forze politiche europee notevoli in Francia (il Fronte Nazionale), in Germania (Pegida) e soprattutto in Italia con la variopinta galassia che va dalla Lega a Forza Nuova, passando per Fratelli d’Italia, e altrove.

Criminali politici che andrebbero interdetti per la loro pericolosa stupidità e perché con le loro manifestazioni attirano incerti nel campo del nemico.

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8. i razzisti sono un altro tipo di paurosi.

Ma anche questa reazione, a considerarla bene, e` una manifestazione di paura: la paura gradassa di chi si fa forte del numero, ma non ha energia propria, e questo è il dato che rende identici nella loro contrapposizione fasulla fascisti, razzisti e integralisti di ogni colore.

Gli isterici della lotta all’islam in quanto tale allo stesso tempo rafforzano i sentimenti anti-occidentali di quella zona grigia dell’opinione pubblica islamica (non islamista) che e` troppo ferita dalle guerre condotte dall’Occidente contro il mondo islamico per riuscire a mantenere un atteggiamento razionale sull’argomento; nei commenti su questo blog l’amico blogger moselleorthodoxe, che vive a Parigi, sta dando testimonianze agghiaccianti sulle tendenze filo-integraliste diffuse in una parte significativa degli islamici di Parigi.

Non dico che il nucleo originale dell’islam (come il nucleo fondante dell’ebraismo e perfino quello del cristianesimo, se ricondotto alle sue autentiche radici storiche di originario movimento integralista ebraico mirante alla creazione di una monarchia teocratica, esattamente come fanno gli islamisti oggi) non rivelino una paurosa e primitiva povertà di pensiero, poi arricchita nei secoli dalle costruzioni mentali di teologi e pensatori successivi), e questo abbiamo diritto a dirlo con serenità, ma non come fondamento di forme di eccitazione all’odio, perché il fanatismo non ha patria né religione.

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9. le vere proporzioni dello scontro.

Guardando lucidamente, dal punto di vista concretamente militare il contemporaneo massacro di circa 2.000 abitanti di una regione settentrionale della Nigeria e` militarmente molto piu` grave della strage di Parigi, anche se e` compiuto nella sostanziale indifferenza dell’opinione pubblica europea, attentamente concentrata a guardare l’albero nel proprio giardino piuttosto che la foresta di Banco che avanza verso il castello di Macbeth.

Dunque, il modo vero di indebolire l’attacco integralista è di ragionarci su e di contrastare il panico.

Ma nello stesso di togliere a tutti gli integralisti di ogni genere ogni forma di garantismo giuridico e stabilire nei loro riguardi una rigida legislazione di guerra.

Se non faremo SUBITO una lotta decisa agli islamisti, da considerare combattenti armati e immediatamente pericolosi, contro i quali ogni mezzo è lecito, ci troveremo tra non molto a fare la lotta all’islam, e sarà molto peggio.

Peccato che nel dire queste cose mi ritrovo senza patria ideologica e in una terra di nessuno.

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10. quante sono state le guerre mondiali?

recentemente, in un articolo di Claudio Magris ho trovato una sorprendente consonanza: anche lui parlava di terza guerra mondiale a proposito della guerra fredda 1948-1989, una guerra mondiale durata 51 anni e costata, lui diceva, se non ricordo male, 18 milioni di morti.

tanto è costato abbattere il marxismo e l’impero sovietico del male, per ritrovarci 25 anni dopo a considerare un nemico la Russia capitalista.

ignoro se siamo arrivati separatamente a questa definizione (nel senso che io potrei averla trovata in qualche sua vecchia lettura dimenticata); in ogni caso, questa è la quarta guerra mondiale, iniziata dagli USA nel 1990 con la prima guerra del Golfo e l’invasione dell’Iraq, cioè l’anno successivo alla conclusione della terza.

fa o dovrebbe fare impressione un impero che è obbligato a vivere in uno stato di guerra permanente: non ci sono molti altri esempi nella storia, e questo è indice di una sua intrinseca debolezza.

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22 risposte a “Bollettino n. 4 della guerra mondiale: Paris, Europa – 9.

  1. 2. io credo dovremmo cominciare a ripensare la nostra vita, includendovi la possibilità del terrorismo: in fin dei conti, è solo da ieri che in Europa simili atti sono diventati rari (vedi Monaco, che citi).

    4. una provocazione, abbastanza fondata, che mi ha dato un amico francese: i servizi segreti in realtà hanno TROPPE informazioni e non riescono a processarle, analizzarle e valutarle tutte.

    5. Guerra? beh, direi che con gli attacchi mirati di droni ce la caviamo abbastanza bene…
    resta da capire con che mezzi dovremmo combattere: col diritto, come negli anni ’70, o altro?
    (devo ancora leggerlo, ma credo ti possa interessare: http://www.zeit.de/gesellschaft/zeitgeschehen/2015-01/thomas-fischer-strafrecht-voelkerrecht/komplettansicht)

    9. questo punto ci porta ad un’altra domanda: perché Parigi? ovvero: perché quella reazione per Parigi? perché è l’Europa, perché è Charlie….
    insomma, capiamo perché distorciamo la percezione dello scontro.

    molto interessante il punto 10, dovrei rifletterci…

    • 2. non faccio fatica ad abituarmi all’idea di convivere col terrorismo: terrorismo sudtirolese della fine degli anni Cinquanta-inizio anniSessanta; poi strategia della tensione 1969/73 e successivo terrorismo rosso; poi le stragi di mafia dei primi anni Novanta; adesso tocca agli islamisti.

      in Italia c’e` stata una tregua con Berlusconi: comorensibilmente, visto che l’obiettivo delle stragi era raggiunto.

      l’idea del terrorismo permanente come caratteristica della societa` post-moderna e` molto interessante, ma dovremmo lavorarci su molto per approfondirla.

      4. e` probabile che il tuo amico abbia regione; e tuttavia in questo attentato ci sono diversi particolari che non tornano, secondo me: normale irrazionalita` e disorganizzazione? oppure complicita` tra servizi segreti.

      il terrorismo rosso ci ha abituato a tecniche raffinate di controllo a dsistanza di gruppi terroristi rivoluzionari per scopi opposti ai loro.

      c’entra in qualcosa il Mossad?

      in effetti dopo la strage di Parigi i rapporti della Francia con i palestinesi, da poco riconosciuti, diventano piu` difficili.

      5. secondo me (opinione tutta da discutere) l’analogia del terrorismo islamista col terrorismo interno degli anni Settanta e` fuorviante.

      nel primo caso avevamo a che fare con rivoluzionari che [ensavano di emulare le gesta leniniste, ma, pur dichiarandosi nemici dello stato, in fondo si proponevano di cambiarlo e non di distruggerlo.

      in questo caso abbiamo a che fare con una dichiarazione di guerra di un movimento che si e` autoproclamato stato e ha tra i suoi mscopi non il cambiamento, ma la completa distruzione del nostro stato e la sottomissione dei nostri popoli.

      questo cambia del tutto lo scenario e una gestione in termini di diritto non e` possibile, a meno che non parliamo delle norme internazionali valide in tempo di guerra, comde il rispetto della vita dei prigionieri.

      mi si obiettera` che ci sono adesioni interne, ma io obiettero` che si tratta di normali casi di tradimento, che avvengono in tutte le guerre.

      ricordo che in tempo di guerra il rifiuto della pena di morte e` insensato, considerando che il sacrificio potenziale della vita e` richiesto a tutti i cittadini eche in guerra si uccide.

      in tempo di guerra il tradimento e` punito con la pena di morte.

      sono idee estreme e provocatorie che ho gia` esposto e argomentato un po` di piu` in un post di mqual che tempo fa.

      la dichiarazione di guerra dell’ISIS va riconosciuta per quello che e` e io diritto da applicare nella situazione e` quello del tempo di guerra, non quello del tempo di pace.

      per questo trovo sconcertante che gli islamisti scoperti vengano semplicemente espulsi e non internati in campi di prigionia dai quali saranno rilasciati a guerra conclusa.

      9. perche` Parigi?

      perche` in Francia la politica di integrazione e` fallita.

      ma anche per il suo passato coloniale nel mondo arabo.

      qualcuno dice (vedi sopra) pe ril suo riconoscimento della Palestina come stato (ma questo cambierebbe gli scenari, naturalmente: gli islamisti sarebbero stati inconsapevolmente manovrati).

  2. bellissimo post.
    non ho letto tutti i commenti per mancanza di tempo, abbozzo solo uno spunto di risposta:

    “fa o dovrebbe fare impressione un impero che è obbligato a vivere in uno stato di guerra permanente: non ci sono molti altri esempi nella storia, e questo è indice di una sua intrinseca debolezza.”

    a mio avviso, qualsiasi potere umano si fonda sulla contrapposizione di schieramenti, sul conflitto, sulla percezione di disuguaglianza e ingiustizia da combattere in nome di ideali giusti

    forse la differenza rispetto al passato è che ora comincia a sorgere consapevolezza sulla questione
    o meglio, grazie alla comunicazione globale è più facile che tale consapevolezza si diffonda nella mente di più persone.
    aggiunci che il potere non è più territoriale ma ramificato globalmente, dunque rispetto al passato in cui si combattevano nazioni, ora si combattono culture.

    il problema resta in ogni caso: la consapevolezza del caos intrinseco derivato dall’economia di 7 miliardi di persone che interagiscono spingono alla ragionevole umiltà, al dubbio, alla sospensione del giudizio, alla fine della fiera spingono alla non-azione.

    ma se chi è consapevole e in buona fede non agisce, è evidente che lascia campo aperto a chi è inconsapevole, e che si schiera da una parte o dall’altra degli innumerevoli schieramenti buttando benzina sul fuoco.

    la soluzione? chi è consapevole e ragionevole deve radunarsi, confrontarsi civilmente sulle più efficaci azioni da intraprendere, e quindi diffonderle e pubblicizzarle mediaticamente, in modo aperto.
    esattamente come fanno i poteri economici attraverso i media ed i VIPS (i leader occidentali del 21imo secolo)

    bisogna identificare quegli SLOGAN COMUNI pacifici ed efficaci da promuovere, sviluppati su discussioni aperte argomentate e motivate.
    bisogna identificare quegli SLOGAN COMUNI evidentemente controproducenti per la comunità, che la persona consapevole ed impegnata dovrebbe evitare di diffondere, e spiegare a tutti i conoscenti ragionevoli.

    individuare obiettivi comuni e strade comunemente condivise per raggiungerli. internet si presta meravigliosamente allo scopo, ma non c’è coordinazione tra la massa disaggregata di persone ragionevoli nel web.

  3. Ho letto con interesse il tuo testo ma l’ho dovuto fare due volte perché certe distinzioni mi sono sfuggite ed ho capito alcuni punti al contrario. un testo lungo e complesso come questo che contiene informazione e ragionamenti di diverso tenore forse dovrebbe essere articolato con qualche titolo intermedio. Per alleggerire questo dibattito che ha sullo sfondo la quarta guerra mondiale varrebbe la pena di leggere 3012 di Sebastiano Vassalli Einaudi. Una storia tragicamente ottimista visto che immagina che tra 1000 anni sulla terra ci sia ancora fiorente l’umanità.

    • concordo. io non ne ho tempo adesso, ma questi prodotti della mente sono comunitari e chiunque può prenderli in mano per migliorarli e renderli ancora più efficaci.
      le attitudini umane di analisi e di sintesi devono essere messe in condivisione, bisogna collaborare nella costruzione dell’informazione utile, da far risaltare nel web.

    • caro raimondo, grazie due volte del tuo commento e della tua critica.

      rileggendo ora il mio post, in effetti mi pare piu` una raccolta di post diversi che ruotano intorno allo stesso argomento, che una trattazione organica.

      poi mi colpiscono negaivamente alcune inesattezze qua e la`, e perfino un paio di sviste sintattiche.

      generalmente non uso quasi mai i sottotitoli, perche` mi pare che possano spezzare l’unita` del discorso, ma in questo caso forse avrei dovuto e adesso ci provo, anche se fuori tempo massimo…

      il suggerimento di krammer, che in sostanza invitava te a riprendere il post e a rimaneggiarlo (lui e` coautore nel mio blog e potrebbe farlo, ma potresti diventarlo anche tu, se ti va di scrivere qualche volta qui) non tiene conto purtroppo pero` del carattere effimento di solito di quel che scriviamo sui blog, che viene letto, se siamo fortunati, al massimo nel giro di 48 ore e poi muore.

      • Infatti penso che dovresti usare di piú i link ad altri post che hai scritto, lo fa egregiamente wordpress ma costruire un reticolo di rimandi puó rendere questo materiale meno effimero.

        • grazie, hai ragione, ma il lavoro a volte sarebbe immane (vedi il post di oggi su Napolitano, costato ore di lavoro, anche se poi non sembra).

          piuttosto potrebbe essere il lettore a farlo, usando la funzione Search che ho evidenziato in alto a sinistra nella home page del blog.

          comunque seguiro` il tuo consiglio, almeno per i post piu` recenti.

          hai mai letto la pagina delle Istruzioni per l’uso di questo blog? 🙂

          • non ricordo, credo di sì perché in genere leggo le presentazioni dei blog che mi colpiscono ma le ho dimenticate. Ovviamente il lettore ha molti strumenti per percorrere in lungo e in largo un blog ma l’autore a sua volta ha propri percorsi, delle trame non riducibili ai tag e alle singole parole. Iniziare una storia con ‘come dicevo …’ può rendere il racconto più coinvolgente soprattutto se ci fossero dei ripensamenti come in un processo riflessivo dovrebbe a volte accadere.

            • ascoltero` i tuoi consigli.

              anche se poi in quasi dieci anni di blog ho imparato a mie spese che il linguaggio di questo strumento ha regole sue e chiede, come tutta la comunicazione online, sintesi estrema.

              per me difficilissima.

    • ecco, ho seguito il tuo suggerimento e inserito 10 sottotitoli, correggendo anche le sviste che sono riuscito ad individuare.

      direi, per pura soddisfazione personale mia e anche tua, che mi pare che il post cosi` funzioni molto meglio, e quasi e` diventato un altro post, in effetti. 🙂

      potra` essere contento anche Krammer, dato che abbiamo dato un bell’esempio a tre delle potenzialita` straordinarie di collaborazione che da` la rete. 🙂

  4. Bellissimo post, di cui ti ringrazio.

    Perfetta l’analisi della storia della carta di identità. Ho apprezzato moltissimo, particolarmente perché non me l’aspettavo, il fatto che per combattere una guerra non si possono avere le mani legate e si deve combatterla con metodi adatti a contrastare quelli messi in atto dall’altra parte. Ho molto apprezzato il discorso: Perché li hanno uccisi? Per impedirgli di parlare? Soprattutto tenendo conto che quasi tutti i Musulmani di Parigi che ho potuto sentire, dicono che è un complotto e che non sono stati loro: in questo caso gli avrebbe forse fatto del bene di sentirlo dire dalla loro viva voce (anche se poi questi Musulmani che dico io mi hanno l’aria di attaccarsi a qualunque cosa, secondo le convenienze del momento: persa una scusa ne trovano subito un’altra). Capisco anche il discorso di cercarsi alleati all’interno dell’Islam, o almeno che alcuni Musulmani restino neutrali e non prendano posizione troppo nettamente contro la civiltà (non dico contro la nostra civiltà, ma contro tutte le civiltà umane, di qualsiasi continente siano, trattandosi chiaramente da parte dei terroristi, a mio avviso, piuttosto di una mancanza di civiltà). Su questo punto mi ha fatto piacere che tu non ti sia dimenticato di dire che il fondatore dell’Islam era molto probabilmente un terrorista anche lui. A questo punto si pone il problema dei termini da usare. Io credo di poter dire che tutti coloro che si dichiarano Musulmani e che sono brave persone, non sono dei veri Musulmani secondo la definizione datane nel Corano da parte del fondatore. Sono, secondo me, dei falsi Musulmani, e, aggiungo, per fortuna naturalmente. Pero’ capisco anche che continuare a insistere su questo punto sia controproducente. Pero’ anche questi Musulmani brave persone, non so come altro chiamarli, comunque dicono ai loro figli di leggere il Corano e poi la possibilità che i figli diventino Musulmani veri, anche questi non so come chiamarli, c’è tutta! Pero’ capisco che forse anche lottare contro il Corano sia controproducente, non lo so. Mi è piaciuto molto il riferimento alla Nigeria, che non sento citare praticamente da nessuno. Quella dell’impero poi per me è tutto un altro discorso. La guerra contro Saddam fu chiaramente combattuta per conto degli Islamisti che avevano corrotto l’establishment americano (petrolieri). Lo stesso vale per la Bosnia, il Kosovo, il cambiamento di regime in Turchia, la Siria fino all’anno scorso e gli interventi in Egitto e in Libia. Poi che un impero sia costantemente in guerra mi sembra normale, pensando anche per esempio all’impero romano. Non conosco molti imperi, ma suppongo che l’impero zarista, i mongoli, i tartari, gli aztechi, gli antichi egizi, fossero quasi sempre in guerra anche loro. Peccato pero’ che ancora nel ventunesimo secolo non si riesca ad uscirne.

    • veramente sono io che devo ringraziare te se in questo post c’e qualcosa di buono; esso e` in larga parte il frutto di queste discussioni virtuali con te e tiene conto di molte delle tue osservazioni, anche se poi naturalmente propone qualche interpretazione personale.

      l’atteggiamento dei musulmani di Parigi e` molto cambiato da quello che hai descritto come prima reazione il primo giorno, probabilmente perche` tra le vittime vi e` un altro musulmano, e perche` sta emergendo la figura di un altro musulmano che ha salvato alcuni ebrei che stavano per essere presi in ostaggio nascondendoli in una cella frigorifera (sembra di essere tornati ai tempi del nazismo), togliendo ovviamente corrente.

      quest’uomo dovrebbe essere pubblicamente premiato per dare il massimo rilievo alla sua azione e mettere in evidenza che la lotta non e` tra islamici e cristiani, ma tra esseri umani e fanatici integralisti, di quale religione non importa, tanto si comportano tutti alla stessa maniera (segno evidente, per chi ci crede, che poi il loro Dio non c’entra con le bestialita` che compiono).

      non credo, tutto sommato che sia un complotto, pero` le incongriuenze sono tante e se una estrema superficialita` potrebbe bastare a spiegare quanto e` successo, e` anche vero che il dubbio che qualcuno – da dentro la Francia o da fuori – abbia lasciato via libera per conseguire determinati obiettivi politici interni non puo` essere escluso del tutto.

      i veri jusulmani che seguono alla lettera gli ordini di Mohammed sono altrettanto rari che i veri cristiani che seguono alla lettera i vangeli, probabilmente, e perfino gli islamisti piu` fanatici hanno molte debolezze che li portano a trasgredire il Corano.

      anche se gli islamici hanno una sconcertante venerazione per il Corano quasi come oggetto addirittura, alla fine il Corano c’entra poco con queste scelte, ed e` poco piu` che un pretesto; del resto chi ha letto la Bibbia sa bene che al suo interno si trovano insegnamenti perfino peggiori e molto piu` trucidi.

      conta di piu` che il terrorismo si propone come sbocco di situazioni di infelicita` e di angoscia, e chiunque arriva vicino al suicidio ne preferirebbe come loro uno memorabile in nome di una causa, che uno anonimo ed oscuro.

      per fortuna anche l’islam, come religione umana, si e` adattato a un compromesso col vivere comune, ed ecco che un musulmano comune non pensa certo di andare in giro ad ammazzare i miscredenti, anche se il Corano gli puo` avere instillato una vistosa intolleranza.

      ma insomma le religioni sono poi alla fine tutte uguali in certi effetti, perfino la piu` saggia, il buddismo in apparenza cosi` mite, ma non alieno dal perseguitare gli induisti tamil in Sri Lanka oppure, ferocemente, la minoranza musulmana in Myanmar.

      credo che le guerre americane e occidentali nell’area del Medio Oriente siano state dovute al confuso bisogno di tenere sotto controllo il petrolio vitale per la nostra civilta`.

      questo non esclude che la prima guerra del Golfo, quando Saddam occupo` il Kuwait, abbia avuto motivazioni inizialmente ineccepibili. ma il vero bubbone malefico nella zona rimane lo stato ebraico con le sue provocazioni continue che alla fine paghiamo noi.

      e il risultato e` il caos attuale.

      quanto agli imperi, sono in guerra continua quando si formano e quando decadono; pero` anche l’impero romano ha avuto periodi significativi di pace al culmine del suo successo; un impero che sia SEMPRE in guerra viene meno allo scopo per il quale e` nato, secondo me.

      e se fino al 1945 l’impero americano ha combattuto per espandersi, pare che dal 1950 lotti soprattutto per difendersi.

      che stress un impero che ha avuto soltanto 4 anni di indiscusso successo! 😦

      • Mi sarebbe piaciuto avere questo musulmano eroe contro il terrorismo fra i miei colleghi.

        Dei due musulmani che si trovano fra le vittime, i miei colleghi non hanno detto niente.

        Hanno fatto vari commenti anche il terzo giorno, di questi te ne cito qualcuno.

        – Che stupida la gente che fa le manifestazioni contro il terrorismo: sono proprio dei pecoroni, la televisione dice di fare le manifestazioni e loro dietro senza il minimo senso critico

        – La manifestazione è già finita, avranno visto che non ci andava nessuno (seguono risate di giubilo)

        – Quando una cosa del genere avviene in un altro Paese del mondo nessuno protesta, solo perché è la Francia tutti giù a protestare come dei pecoroni

        – La Francia non è il nostro paese, non abbiamo niente in comune con questo stato governato da omosessuali, pedofili e filo-multinazionali americane

        – E’ vero che se fossero stati i Cinesi a uccidere 20 Coreani noi ce ne fottiamo, dopotutto chi se ne fotte dei Cinesi o dei Coreani

        – I media cercano sempre di mettere l’Arabo sotto la peggior luce possibile: pesantemente armato, dicono, il poverino ha solo due braccia contro tutto quello schieramento di polizia

        – Devono essere delle persone che molto semplicemente non ne possono più di aspettare. Ce ne saranno altri 200 che sono pronti a fare la stessa cosa. Sicuramente nessuno gli ha dato l’ordine di agire adesso, ma erano stufi di aspettare e hanno deciso di agire subito. Quando saranno tutti e 200 ad agire nello stesso giorno, la polizia non potrà fare più niente

        – Sono intelligenti ad avere avuto l’idea di attaccare in due posti diversi nello stesso momento

        – Bisogna ammirare anche la sottigliezza di aver deciso di uccidere solo giornalisti, poliziotti ed ebrei. Se avessero voluto avrebbero potuto fare una strage anche fra il resto della popolazione, ma sono stati bene attenti a non farlo

        – Se fosse vero che un kalashnikov costa solo 400 euro, allora tutti ne avrebbero uno

        – Questi sono i due fratelli e la cugina, ma aspetta che intervenga anche la nonna e allora si’ che la cosa si farà interessante

        – Ti immagini andare a pranzo a casa loro: aspetta che scendo giù a prendere la carne trita

        – Certo che anche quello deve essere ben scemo a chiamare il suo supermercato Hyper Kasher, non ha proprio paura quello

        La cosa che mi ha colpito di più è stato il commento del mio capo non musulmano, che commenta mentre c’è la radio, e che mi sembra ben rappresentare la pusillanimità di un’intera nazione: l’analista dice Non so semmeno se parlassero arabo, e il mio capo commenta Questo cerca la merda, cosi’ farà anche lui la fine dei giornalisti di Charlie.

        Io per tutto il primo giorno sono rimasto zitto. Il secondo giorno sono intervenuto quando ho sentito quella del cero pasquale. Il terzo giorno sono intervenuto 3 volte

        La prima volta quando ho sentito Adesso forse stanno esagerando, cosi’ diventa eccessivo, e ho chiesto se fino a cinque minuti prima non fosse eccessivo e mi ha risposto Beh si’ certamente hai ragione.

        La seconda volta quando ho sentito che dei Cinesi e dei Coreani non ce ne fottiamo, sapendo benissimo che ho la fidanzata cinese ho ritenuto che fosse assolutamente necessario ricordare che per una frase cosi’ in un open space è previsto il licenziamento immediato. Siccome mi hanno risposto che non avevano mai sentito dire niente del genere sulle leggi francesi, io ho detto che in Lussemburgo è cosi’ e in Lussemburgo le persone fanno molta attenzione a quello che dicono negli open space. Allora un altro interviene dicendomi che dovrei ritornare in Lussemburgo, e io ho detto: In effetti, quando ho fatto il colloquio di assunzione a Parigi, il Direttore mi aveva detto che era per un posto di contabile, non mi aveva detto che era per partecipare a una tavola rotonda di sostegno al terrorismo. Se l’avessi saputo non sarei venuto. Adesso gli chiedo un secondo colloquio e gli domando perché mi ha mentito. Il capo francese non musulmano interviene e dice: Cosi’ diventa tesa la cosa, se a te proprio dà fastidio cercheremo di calmare il gioco, proviamo tutti a parlare a voce più bassa per evitare attriti. Da questo momento più nessuno ha detto niente per il resto del pomeriggio. Quando poi la sera mi sono trovato da solo con i capi non musulmani, mi hanno fatto la lavata di capo dicendo che Non so lavorare in équipe, allora devo cercarmi un lavoro dove non c’è il contatto con le persone, nessuno in questo ufficio ha fatto apologia del terrorismo, erano battute per sdrammatizzare, è un modo per reagire, se voglio posso andare anche a parlare con il Direttore ma loro diranno sempre che non è successo niente e che sono io l’unico che l’ha presa male (c’è anche un’altra ragazza non musulmana che in privato mi ha detto che le sembrava spaventoso sentirli parlare ma non ho detto niente per non darle dei problemi). Sul fatto di lavorare in équipe invece ho ricordato che ho lavorato in équipe per 9 anni in Lussemburgo, per cui il problema non mi sembra essere il lavoro di équipe ma il lavoro di équipe in Francia.

          • Penso che il fondo sia questo: in quanto Arabi e Musulmani, si sentono chiamati in causa e quindi si attaccano a qualunque dettaglio per cercare di innocentarsi.

            Un esempio di colpevolizzazione di tutti gli Arabi e Musulmani, di segno chiaramente opposto a quello del mio capo che ascolta la radio e pensa Questo se la cerca, è quanto riportato che è successo in metropolitana: un Arabo ha cercato di rubare un portafoglio e tutti gli altri passeggeri si sono messi a picchiarlo, mentre, in qualsiasi altro giorno dell’anno, nessuno avrebbe fatto niente. Io naturalmente sono l’eccezione: solo io non avevo avuto bisogno dell’attentato per decidere picchiare un borseggiatore nella metropolitana LOL

            Ma, insomma, basterebbe pensare che un Arabo terrorista è un Arabo terrorista e che un Arabo normale non ha niente da rimproverarsi, se, purtroppo, un suo compatriota è terrorista: la colpa è individuale, dopotutto. Oppure potrebbero fare quello che faccio io ogni volta che conosco un Etiope in una chiesa ortodossa: Sono Italiano, e mi vergogno di essere Italiano quando penso a quello che gli Italiani hanno fatto in Etiopia. Il che non mi impedisce di essere fiero di essere Italiano per altri motivi, ma certamente non per quello. Invece loro si identificano talmente tanto con il loro compatriota che qualunque cosa faccia si sentono messi in stato di accusa pure loro assieme, e devono tirare fuori qualsiasi cosa, dalle barzellette alle analisi politologiche più inverosimili, per non doversi vergognare. Questa, almeno, è la mia ultima analisi di quello che è successo nel mio ufficio in questi tre giorni. L’odio per la Francia, quello si’, ritengo sia proprio autentico e profondo, il sostegno al terrorismo probabilmente davvero no

  5. Aiuta sempre leggere più opinioni al riguardo.
    E certo che di domande me ne sono fatte moltissime…

    Ciò che mi preme dire è che trovo davvero sconcertante che una nazione come la Francia che ha accolto tantissimi immigrati di religione musulmana…tantissimi arabi, tunisini abbia fallito l’integrazione con i francesi.
    Si è rivelato inutile inserli forse solo dal lato materialistico…e non invece accogliendone la diversità culturale.
    Con il tempo i figli degli immigrati divenuti francesi a tutti gli effetti non integrandosi e anzi sentendosi in un certo modo ghettizzati molti sono cresciuti con la rabbia e con la voglia di rivalsa.
    Magari è un discorso semplicistico il mio…ma è un pensiero che ho realizzato leggendo di ragazzi giovani europei che poi sono andati in Siria o altrove per “integrarsi” con i terroristi.

    Sento odore di strumentalizzazione di massa, diffusione di paura ad ampio raggio…non è che non ci sia…ma i governi, il nostro in particoalre anzichè dire o fare qualcosa per mostrare l’ operato per la sicurezza dei paesi…gettano benzina sul fuoco, ancora.
    Come se non bastasse…

    Scusa, la mia scrittura non cambia…spero di esser riuscita ad esprimermi…

    • ciao marta, a me pare che tu sia molto chiara in genere e anche qui 🙂 – a volte mi piacerebbe avere la tua capacita` di sintesi.

      rispetto alle cose belle che hai gia` scritto tu mi sento di aggiungere ancora un’osservazione: l’immigrazione islamica in Francia ha un vizio d’origine: e` il frutto diretto del suo passato coloniale, ed e` difficile pensare che ci si possa integrare facilmente in una nazione che ha un passato di crimini coloniali e neo-coloniali.

      dimentichiamo la tremenda guerra d”Algeria e la guerra dichiarata all’Egitto nel 1956 (bloccata dalla minaccia nucleare russa) quando Nasser nazionalizzo` il canale di Suez?

      gli islamisti che rinfacciano all’Occidente un passato di stragi e delitti e un presente solo poco meno sanguinario (la Francia ha avuto un ruolo di punto nella guerra a Gheddafi) non hanno tutti i torti; hanno solo il torto di pensare che questo giustifichi ritorsioni contro innocenti e di credere che un terrorismo uguale e contrario possa bloccare le guerre occidentali, quando invece finisce per dargli una giustificazione.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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